Milano | Centro Storico – No alla chiusura del museo Leonardo3

Pubblichiamo la lettera che ci è stata inviata come copia, che il Museo Leonardo3 ha inviato al Comune affinché non chiuda questo piccolo museo che in pochi anni si è guadagnato un posto tra i milanesi e i turisti.

Certamente sarebbe un peccato dover chiudere l’ennesimo spazio culturale, anche se un piccolo museo, aveva il suo pubblico. Situazione che ci ha riportato alla memoria un altro piccolo “museo” che aveva trovato il suo spazio nella Pusterla di Sant’Ambrogio e che dopo anni ha cessato di esistere, almeno a Milano: il Museo di Criminologia e delle Armi Antiche, più noto ai milanesi come il Museo della tortura di Milano.

Nel marzo 2013 Leonardo3 è nata come mostra temporanea che, di proroga in proroga, è arrivata a quasi 11 anni di vita, diventando di fatto un museo. La sua esistenza è garantita da una concessione di suolo pubblico che consente di avere l’ingresso dalla Galleria.

Lo scorso ottobre ci è stato comunicato che questa concessione non sarebbe stata rinnovata. L’ingresso in Galleria è stato infatti destinato alla creazione di un nuovo accesso alla camminata sui tetti denominata Highline, in aggiunta a quelli già esistenti da via Silvio Pellico e piazza Duomo 21.

Abbiamo espresso disappunto, facendo notare l’incompatibilità di due ingressi in così poco spazio, rivolgendoci al Demanio, all’Assessorato alla Cultura e all’Assessorato Bilancio e Patrimonio. Ci è stato risposto che avrebbero trovato una soluzione per accontentare tutti.

Dopo oltre un mese di attesa, la soluzione è arrivata sotto forma di una PEC che muove contestazioni sulla nostra presenza in Galleria, anticipando di fatto la revoca della concessione degli spazi che ospitano il nostro museo.

Vale la pena sottolineare che Highline è stato concesso per uso commerciale, turistico e terziario, con un bando che prevedeva l’ingresso da via Silvio Pellico. Dopo l’assegnazione, l’ingresso è stato spostato in Galleria. Se fosse stato così dall’inizio, noi avremmo partecipato al bando e probabilmente anche altri. Siamo rimasti inoltre stupiti e rammaricati nel constatare che il Demanio, che ci definisce museo fin dal 2018, sollevi oggi la questione che nelle sale che ci ospitano si possano organizzare solo mostre temporanee.

Sembra anche ci siano altri interessi legati a iniziative food e retail.

Considerando che siamo una realtà culturale che dà lavoro a 22 persone e che quest’anno arriverà a 260 mila ingressi, oltre a essere l’unica attività di questo tipo in Galleria, desideriamo stimolare

una levata di scudi a difesa della cultura.

Siamo partiti nel 2013 col favore del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ci ha concesso la sua Medaglia di Rappresentanza. Negli anni abbiamo aderito a ICOM, MuseoCity, AICC e al circuito Musei Lombardia condividendo lo spirito e i valori di queste realtà.

Solo qualche mese fa noi del museo Leonardo3 guardavamo al futuro con entusiasmo nel pianificare non solo i prossimi dieci anni, ma i venti e i trenta che si prospettavano, attraverso collaborazioni importanti e progettualità di lungo respiro con altre importanti istituzioni milanesi e internazionali.

Oggi però ci troviamo ad affrontare la prospettiva di venire obliterati dall’ideologia del mero profitto cui troppo spesso viene associata la nostra città.

Chiediamo quindi una manifestazione di sostegno perché il nostro museo non venga chiuso per favorire il profitto a scapito di un’attività culturale.

Referenze immagini:

Centro Storico, Piazza della Scala, Museo, Leonardo da Vinci, Leonardo3, Comune di Milano

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

10 commenti su “Milano | Centro Storico – No alla chiusura del museo Leonardo3”

  1. Da ormai vecchio milanese sono indignato nel leggere certe notizie. Anni fa ho visitato il Leonardo3 e mi aveva lasciato un’ottima impressione. E sentire la scusa del comune per il nuovo ingresso per i tetti della galleria mi fa solo imbestialire. Il museo viaggia sulle 20000 visite l’anno: mi piacerebbe sapere se altrettante persone salgono sui tetti! E poi diciamocelo: nei locali apriranno la solita location inutile di cui non si sente il bisogno. Protestiamo più che possiamo!

    Rispondi
    • Invece io protesto contro la pretesa di un’attività commerciale, sia pure latamente culturale, di avere il diritto di rimanere dov’è. L’esposizione é valida e attirerebbe visitatori anche altrove.

      Rispondi
      • Forse dall’ articolo non è chiaro che pagano un affitto molto alto da 11 anni!!!! Come mai il comune no si è accorto prima del fatto che non è esattamente una mostra temporanea?

        Rispondi
  2. Ennesimo atto di una gestione approssimativa di un’amministrazione comunale di dilettanti allo sbaraglio.
    E’ evidente che per uno spazio del genere il cambio di posizione dell’ingresso inficia la validità del bando.
    Magari troveranno qualche cavillo per non farlo annullare, ma la sostanza è questa.

    Rispondi
  3. Ma questi del museo privato si aspettavano la proroga della concessione in eterno? Come si fa a basare un’attività commerciale su un permesso temporaneo!

    Rispondi
  4. Ma che pretendono questi? Trovino altri spazi e paghino l’affitto. Quegli spazi sono del comune, servono al comune e sono talmente centrali che perfino il Museo di Topo Gigio avrebbe successo.

    Rispondi
  5. Vicenda surreale, prima di tutto perché registrano 260mila, ripeto 260.000, ingressi/anno. Quindi
    1-non si possono certamente paragonare all’infame museo della tortura (per fortuna scomparso da Milano e altre città d’Italia e d’Europa),
    2-rappresentano una risorsa non indifferente (e di qualità, posso testimoniarlo) per Milano
    3-sono l’unica, dico unica, realtà culturale milanese che soddisfa in uno stile al passo con i tempi la “fame” di Leonardo da Vinci dei visitatori stranieri.
    Ma per il Comune è evidente che l’importante è piazzare in galleria l’ennesimo ristorante iper stellato da 500 euro a capoccia. Speriamo almeno che ne traggano canoni decenti.

    Rispondi
    • Non esageriamo, nell’articolo c’è scritto che i 260000 ingressi sono contati dall’apertura. Comunque 20000 circa l’anno sono sempre una gran cifra.

      Rispondi
      • Chiedo scusa, rileggendo l’articolo forse è giusto il calcolo annuale. E comunque se il numero fosse giusto si arriverebbe a circa 900 ingressi al giorno. Direi non male.

        Rispondi

Lascia un commento