Milano | Porta Magenta – Addio al faggio di Santa Maria delle Grazie

Domani, mercoledì 17 gennaio, partiranno gli interventi di rimozione del Faggio Rosso ubicato nell’aiuola di via Caradosso, quella posta sul retro della meravigliosa Basilica di Santa Maria delle Grazie a Porta Magenta. Nelle settimane successive, verrà effettuata la piantumazione di una Magnolia grandiflora di dimensioni già significative.

L’Assessora al Verde e all’Ambiente, Elena Grandi, spiega: “Dopo anni di perizie, cure, irrigazioni di soccorso e tentativi di rivitalizzazione, il faggio di via Caradosso è ormai un albero morto da alcuni mesi. Non possiamo fare altro che constatare la situazione, dispiaciuti per la sua inevitabile rimozione, ma consapevoli di aver fatto ogni sforzo possibile per prolungarne la vita ben oltre le aspettative. Subito dopo l’abbattimento, nell’area di Santa Maria delle Grazie, verrà collocata una magnolia, una specie più adatta all’ecosistema urbano, che sarà piantumata dopo un adeguato preparo del terreno. Speriamo che questo renda meno traumatica la perdita di un albero così amato per il quartiere e la città”.

Il faggio di via Caradosso è stato inserito nel patrimonio arboreo del Comune di Milano già in età adulta e in cattive condizioni. Appartiene a una specie tipica di ambienti montani, con le condizioni ideali tra i 600 e i 1.800 metri di altitudine, e risente fortemente dell’inquinamento atmosferico e del terreno. A causa della sua posizione inadatta e delle notevoli dimensioni, l’albero ha subito nel corso degli anni diversi interventi agronomici e di manutenzione straordinaria, inclusi potature, aerazioni, decompattamento del terreno, iniezioni stimolanti e irrigazioni di soccorso durante i periodi di siccità. Diverse perizie hanno evidenziato la presenza di patologie e funghi aggressivi.

Per sostituire il faggio, l’Assessorato al Verde ha scelto la Magnolia grandiflora, una specie più resistente e con migliori prestazioni ecosistemiche (certo il faggio era molto più bello di una magnolia, a mio parere). La sua messa a dimora avverrà nelle settimane successive alla rimozione del faggio, dopo la preparazione necessaria del terreno.

Mentre pare che al momento, l’abbattimento dell’Olmo di Villapizzone sia temporaneamente sospeso in attesa dei risultati di una nuova perizia agronomica. Le perizie del Comune di Milano e il parere del Garante del Verde concordano sulle precarie condizioni di salute dell’albero. Nonostante ciò, l’Assessora Grandi, riconoscendo il suo valore simbolico, ha deciso di richiedere un’ulteriore perizia. In caso di possibilità di evitare l’abbattimento mediante una pesante potatura, si valuterà una collaborazione con il Comitato di cittadini di Villapizzone, interessato a prendersi cura della pianta.

Referenze immagini: Googlemap; Comune di Milano

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9 commenti su “Milano | Porta Magenta – Addio al faggio di Santa Maria delle Grazie”

  1. Fa male vedere una pianta adulta deperire e morire, non e’ normale che succeda e deve far pensare.

    Speriamo che la magnolia compensi la perdita

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  2. Normale o meno, dispiace sempre.

    A latere, noterei che a Milano nemmeno accanto a Santa Maria delle Grazie siamo capaci di mettere dei lampioni decenti. Mah.

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    • L’assessora Grandi, tanto sensibile al verde, non muove foglia per migliorare l’arredo urbano, di cui è altrettanto assessora.

      Fra i vari capolavori, abbiamo uno dei lampioni peggio disegnati dell’ultimo secolo, ma figurarsi se pensiamo di affrontare la questione, tanto siamo la leggendaria Capitale del Design e questo titolo basta e avanza a ringalluzzire tutti all’Assessorato all’arredo urbano, è un titolo che non ci toglie nessuno, cascasse il mondo!

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    • Assolutamente no, non si capisce perché quei lampioni che non piaccio a nessuno vengano messi ovunque. In piazza San Babila stessa cosa. Sono pure riusciti a fare risultare piacevoli degli orrendi Pilomat ma con i lampioni non ce la fanno proprio

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  3. Il comune non smentisce la sua incompetenza. Sostituisce un faggio, che dialogava meravigliosamente con l”architettura del complesso delle Grazie ( che tutto il mondo ci invidia e viene a visitare), con una magnolia, che finirà per oscurare uno dei più belli scorci di Milano.

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  4. voler salvare a tutti i costi piante a fine vita è quello che ha provocato i disastri dello scorso anno. le piante possono ammalarsi e morire, il piano di manutenzione dovrebbe prevedere la sostituzione di questi alberi e non sovrapporre perizia a perizia sperando che non tiri vento.

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