Milano | Centro Storico – Largo Toscanini e via Borgogna ricomposti

Milano, Centro Storico.

Qualche settimana fa è stata completata e riconsegnata alla città l’intera area di via Borgogna e parte di largo Arturo Toscanini, in zona San Babila, dopo la conclusione del cantiere per la costruzione del parcheggio interrato, avviato nel 2021.

Contestualmente, è stata ripristinata la viabilità ordinaria dell’area, che comprende le vie Borgogna, Cerva, Ronchetti, Cino del Duca, Durini, largo Toscanini e corso Europa.

La storia di questo parcheggio interrato è piuttosto complessa e affonda le radici nel 2004, quando la città era amministrata dalla seconda giunta di Gabriele Albertini (centrodestra). Dopo un primo avvio dei lavori nel 2014, una lunga serie di battaglie legali ha portato a continui blocchi e ripartenze del cantiere. A complicare la storia è stato nel nel 2014, quando i proprietari del Brian&Barry Building di via Durini si rivolsero al Tar, contestando l’incompatibilità tra un passo carraio esistente e le rampe di accesso ai box sotterranei. Dopo una lunga vicenda giudiziaria, Brian&Barry vinse al Consiglio di Stato, obbligando il Comune a rivedere il progetto.

Il piano fu effettivamente modificato nel 2017, ma in modo insufficiente. Nel frattempo, il cantiere rimase fermo fino al 2020. I lavori ripresero nel 2021, ma solo per poco: questa volta a bloccarli fu l’intervento di un comitato di residenti di un vicino condominio, che chiese verifiche esterne sulla sostenibilità economica del parcheggio e sulla sicurezza per gli edifici circostanti. Tuttavia, tutti i pareri tecnici confermarono la validità del progetto, permettendo la prosecuzione dei lavori. Ora, finalmente, il parcheggio sembra pronto a entrare in funzione, proprio in concomitanza con l’attivazione della ZTL nel Quadrilatero della Moda, dove la sosta è regolamentata e i parcheggi scarseggiano.

Gestito dalla società Expo Borgogna Parking srl, il parcheggio si sviluppa su quattro piani interrati e prevede sia posti a rotazione sia spazi destinati alla proprietà privata. In dettaglio, saranno disponibili 89 posti a rotazione per chi necessita di parcheggiare in una zona così centrale, mentre per residenti e autorizzati sono previsti 62 posti auto e 16 posti moto privati, oltre a 174 box di proprietà.

L’intervento, dal valore di circa 19 milioni di euro, è frutto di una collaborazione tra pubblico e privato: il Comune ha messo a disposizione l’area, mentre Expo Borgogna Parking ha finanziato l’opera.

La sistemazione dell’area

Come già commentato nel 2023, in occasione della consegna di largo Toscanini, la riqualificazione della piazzetta tra via Durini, via Borgogna, corso Europa e piazza San Babila ci ha favorevolmente colpiti. Le sedute in pietra, dal design trapezoidale (diverse dai soliti parallelepipedi), le alberature variegate e la pavimentazione in cubetti di beola rendono questo spazio un piacevole punto di sosta e incontro per chi transita nella zona. Bello, anche se un tempo largo Toscanini era abbellito da due grandi aiuole. Aiuole che richiedono più manutenzione.

Di contro, la struttura di ingresso e uscita pedonale del parcheggio sotterraneo ci ha deluso: l’impatto visivo risulta eccessivamente pesante, con colori scuri che ne accentuano la presenza. Sul lato, una piccola parete vegetale verticale rappresenta l’unico elemento gradevole, ma nel complesso la struttura appare meno armoniosa rispetto ai rendering iniziali, in cui era stata immaginata completamente bianca.

Il destino di via Durini e via Borgogna

Resta ancora incerto il destino di via Durini, che dovrebbe diventare pedonale, ma per la quale non è stato ancora diffuso un progetto definitivo. Attualmente, l’imbocco da largo Toscanini è stato segnalato con due alti cordoli in pietra.

Quanto a via Borgogna, si poteva forse fare di più in termini di verde pubblico: l’attuale sistemazione appare piuttosto minimale, con aiuole e alberature un po’ esigue.

Sarò forse di un’altra generazione e un po’ brontolone, ma non riuscirò mai a farmi piacere questa usanza ormai consolidata di ricoprire le aiuole con lapilli: quelle leggere pietruzze che servono a nascondere i teli neri stesi per impedire la crescita delle erbacce. Tutto per risparmiare sulla manutenzione, ma, a mio parere, nel giro di pochi mesi il risultato sarà pessimo: i lapilli finiranno sparpagliati per via Borgogna e i teli, ormai ben visibili, sembreranno – insieme ai tubicini dell’irrigazione – un deposito di immondizia. Un tempo, le aiuole si realizzavano con maggiore cura.

Comunque, ricordatevi di queste parole: ci rivedremo l’anno prossimo, quando queste piccole aiuole dovranno essere rifatte da capo.

Un passato dimenticato?

Non è chiaro che fine abbiano fatto i reperti archeologici rinvenuti durante i lavori né di cosa si trattasse esattamente. Forse si trattava solo di cantine e fondamenta delle antiche case del borgo che un tempo sorgeva in questa zona? Di seguito le nostre foto scattate durante gli scavi.

Il nome “Borgogna” è ciò che rimane di un antico e nobile borgo situato tra piazza San Babila e il Naviglio di San Damiano, al cui centro si trovava una graziosa chiesa dedicata a Santo Stefano.

L’origine del nome è incerta: secondo Lattuada, deriverebbe dalla presenza, nel XIV secolo, di abitanti provenienti dalla Borgogna, mentre Sormani ipotizza che il nome sia legato alla famiglia Bergonzi, testimoniata da stemmi e decorazioni presenti nella chiesa.

La chiesa di Santo Stefano in Borgogna, attestata fin dal 1300, fu rimaneggiata nel XVII secolo su progetto dell’architetto Michelangelo Greco, su incarico del cardinale Federico Borromeo. La facciata presentava paraste ioniche e quattro nicchie, mentre l’interno, a navata unica, ospitava tre altari, il principale dei quali era dedicato alla Vergine Maria e custodiva un dipinto di Panfilo Nuvolone.

Sconsacrata nel XIX secolo, la chiesa fu poi utilizzata come magazzino di carbone prima di essere demolita nel 1930. Con essa scomparve anche il borgo, cancellato dalle trasformazioni urbanistiche della città, di cui oggi sopravvive solo il nome.

Comunque aspettiamo sempre anche una sistemazione migliore di piazza San Babila, ormai una distesa di pietra.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi
  • Archeologia, Cantiere, Via Borgogna, Ponte delle Sirenette, via Visconti di Modrone, Via Anselmo Ronchetti, via Cerva, Parcheggio, M4
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

9 commenti su “Milano | Centro Storico – Largo Toscanini e via Borgogna ricomposti”

    • Può sempre accendere la televisione e ascoltare i tg regionali et similia che offrono una versione dei fatti che a tutti appare sicuramente neutrale riguardo Milano e la sua amministrazione, oppure leggere la Repubblica, notoriamente irreprensibile nella sua obiettività, le alternative ci sono.
      In effetti, riguardo San Babila e il suo nuovo aspetto, ci mancava davvero, dopo tutti questi anni, una piazza così gioiosa e attrattiva.

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  1. Insomma..una spianata di cemento…ma in fondo San Babila è mai stata bella? migliorata, si…ma fondamentalmente vi risiede il brutto

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  2. Sicuramente meglio di come era prima, su questo non ci sono dubbi. Però, cavoli, che occasione persa, perché si poteva fare decisamente meglio. In tutte le grandi metropoli si fà del depaving una priorità, con alberi e aiuole ben curate ed un arredo urbano dignitoso che invita la passeggiata e migliora la qualità del luogo. Poi, dai, anche il carrettino coi churros…! In pieno centro…. Ma chi le dà le licenze?

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