Milano | Riaprire i Navigli: il sogno infranto rivive nei social

Milano, dicembre 2025.

La maggioranza dei cittadini si era espressa attraverso il referendum del 12-13 giugno 2011, con un risultato schiacciante: il 94,32% votò SÌ alla ricostruzione dei canali navigabili milanesi.

I Navigli del centro furono progressivamente coperti a partire dal 1930, per far spazio alle automobili che stavano rapidamente conquistando la città e richiedevano nuove strade. La motivazione ufficiale per la loro eliminazione fu la scarsa pulizia — una condizione in parte forzata all’epoca — e la presunta inutilità del sistema idrico per il trasporto in città.

La riapertura dei Navigli a Milano, sostenuta tra gli altri dal sindaco Sala e accompagnata da progetti ambiziosi presentati nel 2017, è stata però via via accantonata, complice l’elevato costo dell’intervento (centinaia di milioni di euro) e l’impatto della pandemia nel 2020. Si era ipotizzato che i lavori della linea M4 potessero offrire l’occasione per ricostruirne almeno una parte, con un lungo tratto previsto anche in via Melchiorre Gioia. Ma tutto si è dissolto lentamente, quasi come in un gioco di prestigio. Nonostante una serie di progetti vincitori, anche di concorsi internazionali. Al link uno degli ultimi articoli a riguardo con dettagli anche monumentali.

A riaccendere il desiderio di “acqua”, che da sempre caratterizza l’immaginario dei milanesi — in una città letteralmente immersa in questo elemento, vista la falda affiorante a pochi metri di profondità — è arrivata la notizia della riapertura del Canale di Reno in via Riva di Reno a Bologna. A questa si è aggiunto di recente un suggestivo video, un po’ fantasioso ma efficace, realizzato con l’intelligenza artificiale da Lorenzo Marra e pubblicato sulla pagina Facebook “Milano sparita e da ricordare”.

Il ripristino del canale bolognese ha trasformato una strada cittadina, un tempo destinata a parcheggio, in un’area viva: passeggiate, nuovi spazi verdi e soprattutto il corso d’acqua, che era stato coperto negli anni Cinquanta. L’intervento ha portato all’inserimento di arredi urbani, tredici nuovi alberi e, in futuro, al passaggio del tram su binari ricoperti d’erba e alimentato a batteria. L’obiettivo è migliorare il trasporto pubblico, ridurre il traffico in centro e restituire uno spazio più vivibile ai residenti e alle famiglie.

Il corso d’acqua era stato gravemente danneggiato dall’alluvione dell’ottobre 2024, che aveva depositato nel letto oltre tremila tonnellate di fango e detriti. Il Consorzio Canali di Bologna ha dovuto rimuoverli e consolidare le sponde danneggiate da frane e smottamenti. Approfittando dei lavori, il Comune ha scelto di lasciare il canale scoperto: una decisione inizialmente contestata, ma che ora si sta rivelando anche un’attrazione turistica.

A Milano, invece, per anni si è parlato senza mai andare oltre le intenzioni. L’occasione offerta dai cantieri della metropolitana blu è ormai sfumata, sebbene le stazioni siano state progettate per non ostacolare un’eventuale futura ricostruzione della Cerchia dei Navigli.

Chissà che la diffusione del nuovo video non riaccenda la voglia di acqua al posto della cerchia interna soffocata dal traffico e dallo smog, riportando il dibattito al centro della scena. (al link il video pubblicato su Facebook)

Nel frattempo, le immagini che circolano ci fanno sognare. Sono ricostruzioni basate su fotografie d’epoca animate tramite intelligenza artificiale: molti contesti oggi apparirebbero diversi, ma l’idea resta affascinante. Restituirebbe a Milano, soprattutto al suo centro storico, quell’aura che sembra aver perduto: una città più a misura d’uomo, dal ritmo lento come quello dell’acqua, forse più verde e certamente meno inquinata.

Qui troverete le foto d’epoca della Cerchia dei Navigli. Di seguito alcune immagini estratte dal video (e un po’ adattate da noi).

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Marco Tolomelli
  • Centro Città, Cerchia dei Navigli, Riapertura Navigli, Navigli, Arredo Urbano, proposte, progetto, Martesana
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

31 commenti su “Milano | Riaprire i Navigli: il sogno infranto rivive nei social”

  1. Quel progetto era follia, per fortuna è stato abbandonato. Oltre a proporre soluzioni architettoniche molto discutibili (ponti levatoi, restringimento eccessivo carreggiate, fondo del canale 5 m sotto il piano di calpestio, navigabilità lentissima e solo da piccole imbarcazioni elettriche ecc. ecc.) era la classica manovra gentrificatoria in salsa PD milanese, con nessun beneficio per la cittadinanza e enorme arricchimento dei residenti lungo il percorso grazie alle rivalutazioni immobiliari. Tra l’altro, questo meccanismo è stato usato per dimostrare la fattibilità economica, mostrando che solo grazie al riapprezzamento degli immobili si superava (di poco) la cifra stimata per i lavori, circa 800 milioni di euro.
    Inoltre presupponeva dei ragguardevoli lavori preventivi, come il disaccoppiamento di Martesana e Seveso prima del cavo Redefossi

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    • Glisso su sui commenti sul progetto, perche’ o si e’ ignoranti o si e’ in totale malafede, ma separare seveso e martesana vuol dire separare fogna da acqua pulitissima, e’ un lavoro che va fatto comunque.

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      • Se avessi risposto ai miei temi, invece di blaterare accuse… La separazione di Seveso e Martesana va benissimo, l’ho solo indicata come opera preventiva necessaria. Il progetto in sé fa schifo, sotto tutti i punti di vista, ed è pieno di falsità create ad arte per giustificarne la fattibilità tecnico-economica. Ci sono questioni fondamentali irrisolte come la portata intermittente della Martesana, tutte le opere a raso realizzate negli anni 60-2000 che limitano la navigazione costringendo l’approfondimento eccessivo del letto… Il tempo di navigazione calcolato da Cassina di Pom alla darsena è di 3 h e 30!! Con ben 13 conche di navigazione, manco fosse il Missisippi. Chissà quanti turisti verranno.
        La parte idraulica del progetto è fortemente deficitaria e priva di concertazione con gli enti regolatori del reticolo.

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  2. CHE MERAVIGLIA!!!!

    Sigh.
    Comunque meno male che Sala non lo ha realizzato. Lui aveva in mente una roba moderna, con mattoncini rossi prefabbricati, una roba asettica/moderna, senza anima. Invece quello che sognano i milanesi è esattamente quello che è ben rappresentato in queste foto stupende, che conserverò.

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  3. Magari, ma non ci spero più. La cosa che mi sconforta di più è pensare che molti preferiscono la situazione attuale con quegli spazi anneriti e inutilizzati se non per passarci con la propria macchina. Che peccato.

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  4. Mi sembra un’idea quantomai velleitaria.
    I milanesi non sopportano le zanzare d’estate, figurarsi quello che succederebbe se ci fossero i navigli aperti. Per non parlare di pantegane & Co.
    I rendering sono bellissimi, ma la realtà sarebbe ben diversa.
    Piuttosto, perchè non si rendono nuovamente navigabili il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese? Sono un collegamento tra Milano e Venezia, tramite Ticino e Po.
    Perchè la Darsena – che era un porto – è stata trasformata in un’attrazione turistica inutilizzabile come tale?
    Ho più di 50 anni e un vago ricordo dei barconi che passavano sul Naviglio Pavese: da quanti decenni questo non succede?

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  5. Penso che, dopo aver sprecato l’occasione dei cantieri M4, chiudere di nuovo la cerchia per lavori che durerebbero un altro decennio sia politicamente impraticabile (oltre che uno spreco di denaro che griderebbe vendetta). Peccato. L’ennesima occasione persa.

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  6. speriamo la prossima giunta lo riproponga! ricordiamoci che sarebbe in primis un’opera di ingegneria idraulica (come concepiti in origine tra gli altri da Leonardo) indispensabile anche in prospettiva futura! e solo dopo un potenziale punto di attrazione turistica.. non il contrario!

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    • era impossibile che Sala perdesse, l’alternativa proposta da Salvini era troppp scarsa.
      A proposito di promesse su Cadorna, la buffonata proposta dalla Ragione sulla copertura della ferrovia zona Cadorna/Sempione va avanti?

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  7. All’estero ovunque l’avrebbero gia’ fatto da decenni!
    Ma qui…siamo in Italia paese ormai defunto sotto tutti i punti di vista!!!
    I nostri soldi vanno x guerra in Ukraina e altro che ben sappiamo..non vado oltre ,tanto quando si toccano le tristi verita’ Italiote non si pubblicano i commenti!
    Ne sono certo che non pubblicherete questo mio sentimento di pura tristezza verso sto ex bel paese!

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  8. Sarebbe bellissima, se fosse come nell’ articolo, Milano; tornerebbe ad essere la Vera Milano.
    Risalta tuttavia, sicuramente, il contrasto, tra la mancata realizzazione di un sogno e la realtà della discutibile, anche forzata, ricostruzione in stile, si direbbe, disneyland, di un edificio d’ epoca classica, quale il cosiddetto anfiteatro.

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  9. Penso che promettere come ha fatto Sala e non mantenere sia più grave che truffare e la gente dovrebbe fargliela pagare severamente. Per Milano ha fatto davvero niente. Che mandato triste

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    • Ma perchè, ad Amsterdam o Copenaghen, per fare due esempi, non lavorano? Sono città espressione di popolazioni da sempre produttive ed industriose, ad elevato reddito procapite.
      L’ equivalenza città-brutta-e-inquinata uguale lavoro è il grande imbroglio che ci hanno da sempre propinato.
      E poi sull’ Adda ci si può andare, in bici, sono circa 30 km, sulla ciclabile della Martesana, a una tranquilla velocità media di 20 all’ ora, arrivi e torni a Milano in mezza o poco più giornata, pausa riposo e pranzo compresa.

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        • Ma ad Amsterdam è Copenhagen non lavora nessuno.
          Non c’è economia.
          I negozi sono tutti falliti senza auto in doppia fila.
          E non esistono né bar né ristoranti.

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        • Ma cosa c’ entra…è ovvio che non sempre possono esserci le condizioni personali per svolgere certe attività con famiglia al seguito, sarebbe già molto attivarsi quando si può…a parte il fatto che, nel resto d’ Europa certe consuetudini sono la norma, poi dipende anche dall’ età, naturalmente. Però lasciami dire che i bambini, piccoli o anche già cresciuti, non si trovano bene nella città dei gipponi, delle micropolveri nei polmoni, delle poche aree verdi poco curate e dove i parterre, che dovrebbero ospitare fresche aiuole, fiori, arbusti e farfalle, sono ridotti a fanghiglia con sopra i gipponi.

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  10. Il turbo – capitalismo – schiavista non ammette che in città ci siano canali , né alcun’altra fonte di benessere per gli schiavi – lavoratori

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  11. Sarebbe un meraviglioso progetto un investimento per la qualità della vita e il benessere di Milano ma credo di aver perso la fiducia! Spero che il comitato che sostiene l’idea non molli!!

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  12. Il mio sogno e, probabilmente, anche quello di molti milanesi (per non dire tutti).
    Il sindaco che riuscirà a far compiere questo grande passo alla città verrà ricordato nella storia (positivamente).

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  13. Si poteva fare un “naviglio verde ciclabile”.
    Si poteva fare un progetto su alcune aree limitate.
    Si poteva fare qualcosa…

    Invece si è fatto solo il “mega” progetto propagandistico, con la presa per i fondelli dei soldi buttati via per il referendum e per gli studi di fattibilità.

    Vabbè, meno male che almeno è stato portato avanti il progetto di Piazzale Loreto e del milione di alberi

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