Milano | Porta Venezia – Cantiere rinnovo di Via Marina: febbraio 2026

Milano, Porta Venezia.

Febbraio 2026. Sabato scorso è stato presentato il progetto di rigenerazione e ricostruzione del parterre alberato di via Marina, la storica passeggiata settecentesca che un tempo ospitava una novantina di platani, abbattuti come birilli dalla devastante tempesta del 25 luglio 2023, che qui colpì con una violenza senza precedenti (anche se successe già nel 1873). Il bellissimo boschetto fu decimato e, dopo la rimozione dei tronchi caduti, l’area è rimasta in attesa di un intervento fino a questi giorni.

Il nuovo progetto, frutto di studi condotti da esperti incaricati dal Comune, punta a restituire valore a questo luogo caro ma forse un po’ dimenticato dai frettolosi milanesi. Tuttavia prevede l’abbattimento di alcuni degli alberi superstiti e lo spostamento di altri. La scelta è infatti ricaduta sulla sostituzione dei platani con i tigli, ritenuti più resistenti alle bufere e agli effetti del cambiamento climatico. Non solo: secondo le fonti storiche, sarebbero stati proprio i tigli gli alberi originari del boschetto di via Marina.

Fa inevitabilmente male vedere alberi presenti da oltre ottant’anni — molti piantati nel secondo dopoguerra, dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale — destinati all’abbattimento nonostante siano sopravvissuti persino alle raffiche superiori ai 100 km orari del 2023. Alcuni, però, risultano oggi inclinati o strutturalmente compromessi e, secondo le valutazioni tecniche, a rischio di crollo, con possibili conseguenze per la sicurezza di persone e cose.

I pochi esemplari che verranno salvati resteranno sul lato verso via Senato. Nel resto del parterre sarà ricreato l’antico impianto del boschetto con la messa a dimora di 93 Tilia cordata, alti 6-7 metri, secondo il disegno regolare originario. Sotto le nuove alberature sorgerà un sottobosco di bulbose — Narcissus e Crocus — e di tappezzanti come Vinca minor, Hedera helix e Geranium sanguineum. Al centro verrà ripristinata la storica passeggiata in pietra e calcestre.

In una fase successiva si procederà all’eliminazione dei parcheggi lungo l’area centrale, verso il Palazzo dell’Archivio di Stato e attorno al Monumento a Felice Cavallotti — intervento che molti ritengono ormai necessario.

Il progetto prevede inoltre una riqualificazione complessiva della via fino a via Palestro, ma al momento, anche per mancanza di fondi, l’intervento si limiterà al ripristino del verde nel parterre centrale e sul lato verso via Senato.

Resta qualche interrogativo aperto: quale sarà il destino dei senzatetto che oggi trovano riparo nell’area? E il distributore di benzina, prima o poi, verrà spostato altrove? Sarebbe un segnale forte di coerenza con l’idea di una via finalmente restituita alla sua vocazione storica e paesaggistica.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Milano Sparita, Google Map, Comune di Milano
  • Fonti: “Le Strade di Milano” Newton Peridici 1991, Comune di Milano
  • Porta Venezia, Giardini Pubblici, Via Marina, Giuseppe Piermarini, Obelisco del Bottonuto, Degrado, Alberi, Verde Pubblico, Sciatteria
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

11 commenti su “Milano | Porta Venezia – Cantiere rinnovo di Via Marina: febbraio 2026”

  1. Per restare in zona, io ho sempre pensato che via Palestro non fosse strettamente necessaria a livello stradale. Per me sarebbe bellissimo se un giorno fosse pedonalizzata e fusa ai parchi Montanelli e Belgioioso per creare un’area fruibile di parco molto più grande.
    In via Marima non sono sostanzialmente mai andato perchè per andare al parco vado a Montanelli e Montanelli termina verso sud con via Palestro, che è un peccato considerando il verde rimanente lato sud.

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  2. Sì, è come si poteva immaginare. Fino ad ora abbiamo visto una operazione ben organizzata, finalizzata all’abbattimento dei platani prima di far entrare gli uomini con la motosega (come in una Blitzkrieg).
    Tutto giusto, per la verità, e speriamo che il taglio dei platani avvenga al più presto per la sicurezza di chi passa di lì.
    Ma che poi non vengano a fare altri grandi proclami. Se si vuole avere una visione per quell’area si cominci a pensare a come eliminare il traffico da via Senato per la riapertura di quel tratto di naviglio.

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  3. Milano, che città straordinaria, che amministratori…una tempesta rovina alcuni alberi nel 2023, vengono abbattuti perchè “compromessi” e poco sicuri per i cittadini nel 2026…e poi “riqualifichiamo” la via, ma non tutta eh, perchè mancano i soldi…che singolare repubblica e che strana democrazia! I soldi “mancano” secondo il variare della latitudine, a Milano poi ancora di meno, come se fossimo una città povera e del terzo mondo, ma dove andranno mai tutti i nostri soldi?
    Comunque, per non fare sempre i soliti “colpevoli” di criticare chi amministra male la città, diciamo subito che è davvero un bel progetto, come il nuovo piazzale Loreto, la famosa passerella verde ecologica in zona villaggio olimpico.

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  4. Ma se non costruiamo i parcheggi interrati dove c’è lo spazio per farli, come possiamo pensare di eliminare le auto? Questa giunta sta correndo per dimostrare di essere green subito prima delle elezioni

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    • Eliminando la possibilità di parcheggiare ILLEGALMENTE.
      Con paletti, bollards, dissuasori fisici, ridisegno strade, manufatti fisici etc.

      Ti devo fare un disegnino?
      È molto semplice in effetti, ci vuole solo la volontà

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      • Sulle auto dobbiamo essere molto più esigenti. Camillo giustamente si chiede come “eliminare le auto”. Cioè è questo a cui dobbiamo arrivare nell’area attorno a via Marina. Se andate in via Sant’Andrea potete osservare come i posti auto regolari (sottolineo regolari) e il traffico costringono i pedoni a camminare con difficoltà sugli stretti marciapiedi. E poi moto e auto in quella via proprio non si possono vedere.

        Impedire il parcheggio illegale è una tale ovvietà che non si capisce perché poi nella realtà sia così tollerato. E si tratta di una situazione in continuo peggioramento. Ieri sono passato in bici da via Senato e ho contato decine di van e taxi neri su marciapiedi e pista ciclabile. È inevitabile poi concludere che questa è l’indirizzo politico della nostra attuale amministrazione comunale.

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      • Cerchiamo di capirci senza prenderci per i fondelli…

        L’eliminazione delle automobili NON è vincolata alla costruzione di parcheggi silos.

        Basta impedire la sosta anche adesso con dissuasori fisici.
        E questa cosa è INDIPENDENTE dai parcheggi disponibili o non disponibili.

        Ma serve la volontà politica.
        Tra l’altro in questo modo si OBBLIGHERÀ a usare i silos che sono mezzi VUOTI.
        senza costruirne di nuovi come alibi da lasciare poi nuovamente vuoti.
        In un loop infinito.

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