Milano, Centro Storico.
Giugno 2026. Doveva tornare accessibile ai turisti già da qualche giorno, probabilmente da lunedì scorso. Tuttavia, dopo le polemiche esplose in seguito alla diffusione delle prime immagini del restauro, il Comune sembra essere corso ai ripari intervenendo nuovamente sul celebre mosaico del Toro della Galleria Vittorio Emanuele II.
Le fotografie circolate lo scorso sabato mostravano infatti il restauro apparentemente concluso, ma con evidenti incongruenze cromatiche nella ricostruzione delle tessere mancanti. La vicenda ha rapidamente fatto il giro dei social e della stampa, suscitando commenti e critiche anche all’estero.



Come noto, il mosaico raffigurante il toro rampante — simbolo della città di Torino — è sottoposto a un’usura continua. Migliaia di turisti ogni anno compiono infatti la tradizionale giravolta sul tallone appoggiato sugli attributi dell’animale, gesto considerato di buon auspicio. Con il passare del tempo, questo rituale consuma le tessere fino a creare un vero e proprio cratere nel pavimento.



Al termine del primo intervento, mentre l’area era ancora transennata, l’assessore ai Lavori Pubblici Marco Granelli aveva annunciato con soddisfazione sui social il completamento del restauro, scrivendo (senza rendersi conto dell’errore): «Come previsto il mosaico del toro è tornato in Galleria Vittorio Emanuele, completamente restaurato. Complimenti al nostro artigiano per il lavoro di restauro del mosaico».

Peccato che il risultato finale non corrispondesse affatto all’aspetto storico del mosaico. Le nuove tessere apparivano infatti disposte in modo piuttosto arbitrario: gli attributi del toro risultavano di colore chiaro anziché nelle tradizionali tonalità rossastre, mentre una vistosa area rosso acceso occupava una parte che in origine era realizzata con tessere grigie, studiate per suggerire il ventre dell’animale e mettere in risalto la figura. Una differenza che non è sfuggita ai milanesi e agli osservatori più attenti e che avevamo documentato anche noi.
Insomma, un vero e proprio “pasticcio” che, a quanto pare, Palazzo Marino ha deciso di correggere sostituendo nuovamente le tessere contestate e riportando il mosaico a una configurazione più fedele all’originale. Non resta che attendere la conclusione definitiva dell’intervento, che questa volta si sta svolgendo con maggiore discrezione, anche se diversi passanti hanno già immortalato i nuovi lavori in corso. E naturalmente lo abbiamo fatto anche noi.






- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Comune di Milano, Andrea Cherchi
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