Milano, Porta Venezia.
Agosto 2026. Possibile che il verde pubblico a Milano sia così spesso lasciato in balia della sciatteria, soprattutto in alcune zone della città?
Torniamo ancora una volta in piazza Guglielmo Oberdan, nel cuore di Porta Venezia, dove sorgono i due caselli neoclassici e dove sono in corso gli importanti lavori di riqualificazione di uno di essi e dell’ex Albergo Diurno Venezia. Lo straordinario spazio in stile Déco progettato da Piero Portaluppi e inaugurato nel 1926 sarà infatti recuperato e diventerà la sede principale del Museo Nazionale dell’Arte Digitale (MNAD), il primo museo nazionale italiano dedicato ai linguaggi artistici del digitale. (articolo del 2024 e uno del 2026)
Eppure, basta spostare lo sguardo sul lato opposto della piazza, lontano dai cantieri, per imbattersi in una situazione ben diversa. Le aiuole realizzate una decina d’anni fa versano ormai da mesi in uno stato di evidente abbandono. La grande aiuola centrale offre un’immagine davvero poco decorosa: un telo di finta erba steso per coprire l’area dove gli arbusti sono secchi da anni, tre piccoli alberi, dei quali soltanto uno sembra sopravvivere a fatica, e un generale senso di incuria.
È difficile comprendere come un luogo così rappresentativo della città, frequentato ogni giorno da migliaia di milanesi e turisti, possa presentarsi in queste condizioni. Mentre si investono risorse per valorizzare importanti beni storici e culturali, sarebbe auspicabile che anche la manutenzione ordinaria del verde ricevesse la stessa attenzione, evitando che uno degli ingressi più eleganti di Milano restituisca un’immagine tanto trascurata.




- Referenze immagini: Roberto Arsuffi;
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