Torino | Crocetta – La GAM del futuro: MVRDV ripensa il museo come una piazza aperta alla città

La GAM si prepara a cambiare volto.

La Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (GAM) si appresta a vivere la più importante trasformazione dalla sua inaugurazione. È stato infatti presentato il progetto vincitore del concorso internazionale che ridisegnerà uno dei musei simbolo della città, affidato al team guidato dallo studio olandese MVRDV, insieme a Balance Architettura ed EP&S Group.

L’intervento, sostenuto da un investimento di 27,5 milioni di euro, punta non semplicemente a restaurare l’edificio progettato da Carlo Bassi e Goffredo Boschetti e inaugurato nel 1959, ma a reinterpretarne il ruolo, trasformandolo in un’infrastruttura culturale capace di dialogare quotidianamente con Torino. 

Un museo che ha fatto la storia dell’arte italiana

La GAM non è un museo qualunque. Fondata nel 1863, è considerata il più antico museo civico d’arte moderna d’Italia e, nell’attuale sede inaugurata nel dopoguerra, rappresentò uno dei primi edifici italiani progettati espressamente per ospitare l’arte moderna e contemporanea.

Oggi custodisce una collezione straordinaria di oltre 50.000 opere, che attraversano più di due secoli di storia dell’arte, dal XIX secolo alle ricerche contemporanee. Tra i nomi presenti figurano artisti come Antonio Canova, Pellizza da Volpedo, Medardo Rosso, Modigliani, De Chirico, Fontana, Burri, Klee, Warhol e Paolini, rendendo la GAM uno dei punti di riferimento italiani per la storia dell’arte moderna. 

Una nuova piazza culturale

Il progetto di MVRDV parte da un’idea molto semplice ma potente: aprire il museo alla città.

L’edificio perderà quella percezione di “contenitore chiuso” che molti musei modernisti hanno assunto negli anni, diventando invece una sorta di piazza civica coperta, permeabile e attraversabile anche da chi non entra necessariamente per visitare una mostra.

Secondo gli architetti, il museo dovrà diventare un luogo dove incontrarsi, sostare, partecipare ad attività culturali e vivere quotidianamente, andando oltre la tradizionale funzione espositiva. Un’impostazione che richiama un tema sempre più centrale nell’architettura contemporanea: quello dei musei come spazi pubblici e non soltanto come edifici destinati alla conservazione delle opere. 

La “Diagonale di Luce”

L’elemento più riconoscibile del progetto sarà probabilmente la nuova Diagonale di Luce.

Si tratta di un percorso pedonale che attraverserà il complesso con una pavimentazione traslucida, creando un nuovo asse urbano capace di mettere in relazione il museo con il quartiere circostante.

L’obiettivo è rendere la GAM un luogo attraversabile anche nella vita quotidiana, eliminando quella separazione netta tra edificio culturale e spazio pubblico che spesso caratterizza i musei del Novecento. 

I depositi diventano parte della visita

Una delle novità più interessanti riguarda il piano interrato.

Normalmente la maggior parte delle opere di un museo resta invisibile nei depositi, accessibile soltanto agli studiosi. Il progetto ribalta questo principio trasformando il deposito in un “Deposito Vivente”, visitabile dal pubblico.

Attraverso grandi superfici vetrate e nuovi percorsi espositivi, una parte consistente delle opere normalmente conservate dietro le quinte entrerà nel racconto del museo, offrendo ai visitatori uno sguardo sul patrimonio normalmente nascosto.

È una soluzione già sperimentata in alcuni grandi musei internazionali che permette di valorizzare collezioni molto più ampie rispetto a quelle normalmente esposte. 

Sale più flessibili per l’arte contemporanea

Anche gli spazi espositivi verranno profondamente ripensati.

Le gallerie saranno rese più flessibili e adattabili, così da poter ospitare non solo mostre tradizionali ma anche installazioni, performance, eventi, attività educative e nuove forme di produzione culturale.

L’obiettivo è costruire un museo capace di evolversi nel tempo senza dover continuamente modificare la propria struttura, rendendolo più adatto alle esigenze dell’arte contemporanea. 

Restauro, sostenibilità e riuso

Nonostante il linguaggio fortemente contemporaneo, il progetto evita interventi invasivi.

L’idea è recuperare e valorizzare il patrimonio esistente attraverso il restauro degli arredi originali, il riutilizzo dei materiali derivanti dalle demolizioni e il miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio, in particolare delle coperture e dei lucernari.

Un approccio che cerca di coniugare conservazione e innovazione senza snaturare l’identità dell’edificio del 1959. 


Un cantiere che continuerà a dialogare con la città

Anche durante i lavori la GAM non intende sparire dalla scena culturale torinese.

È infatti previsto un articolato Public Program che accompagnerà il museo fino alla riapertura, mantenendo vivo il rapporto con cittadini, artisti e istituzioni attraverso iniziative diffuse e attività temporanee.

L’avvio del cantiere è previsto nel 2027. 

Urbanfile osserva

Negli ultimi anni molti musei europei stanno ripensando il proprio ruolo, passando da semplici luoghi di conservazione a spazi urbani aperti, capaci di generare relazioni, socialità e partecipazione.

Il progetto della nuova GAM sembra inserirsi pienamente in questa tendenza. Più che un nuovo edificio, propone una nuova idea di museo: meno monumento e più luogo pubblico.

Se il risultato finale riuscirà davvero a trasformare la GAM in una piazza culturale vissuta quotidianamente dai torinesi, il progetto potrebbe rappresentare uno degli interventi museali più interessanti realizzati in Italia negli ultimi anni.

Render e immagini di progetto: cortesia di MVRDV, dal sito ufficiale dello studio.

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

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