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Milano | Riaprire i Navigli: ci si prepara per il nuovo referendum…i nostri nuovi rendering

 

Qui troverete le foto d’epoca della Cerchia dei Navigli.

Favorevoli o contrari, a breve torneremo a votare il sondaggio per la riapertura dell’antica cerchia dei Navigli. Dai sondaggi sinora condotti pare proprio che la maggioranza dei cittadini voglia che siano riaperti.

Certo l’idea di riavere un corso d’acqua che scorre per il centro storico (anche se oramai in molte parti è completamente stravolto e di pittoresco ha ben poco) alletta anche noi, e non poco.

Sapere che per molti anni ci sarà un altro cantiere in centro visti i disagi che ci sono in questo periodo per la M4 (Metropolitana linea 4) è una cosa che un po’ atterrisce, ma va detto che con l’eventuale riapertura dei navigli la situazione della circolazione veicolare subirà un riassetto definitivo e quindi, per quello che riguarda gli autoveicoli, semplicemente dovranno fare percorsi diversi senza doversi aspettare un ripristino della viabilità sulla cerchia  che sarà, appunto, occupata dal naviglio e dai residenti.

L’idea comunque è quella di approfittare dei cantieri della M4 per posare sotto la “Cerchia dei Navigli” delle tubature che permettano di portare l’acqua della Martesana (che attualmente defluisce nel Redefossi) sino alla Darsena, permettendo così – nel caso un giorno si decida la ‘riapertura’ del canale navigabile che seguirà il vecchio percorso del Naviglio – la realizzazione a tratti del progetto, non coinvolgendo tutta la città nello stesso periodo ma consentendo il flusso dell’acqua nel canale.

Questa della riapertura della “Cerchia dei Navigli” è una questione delicata, che il Comune vuole portare in Europa come vera opera pubblica per cui Milano si presenterà per il traffic calming. Con moderazione del traffico (in inglese appunto traffic calming) s’intendono tutte le tipologie di intervento (singole o combinate tra loro) realizzate ovunque si vogliano ridurre gli effetti negativi prodotti dal traffico e dalla velocità dei veicoli e dello smog.

Intanto i tecnici di MM stanno mettendo a punto un progetto preliminare sulla tubazione sotterranea, ritenuta “prodromica all’apertura dei Navigli e che sia utile anche dopo”.

La tubazione, 27 milioni di costo, sarebbe il primo passaggio per la riapertura: si unirebbero i cantieri della realizzazione di queste condutture a quelli di M4, per creare meno disagi.

Attualmente l’acqua pulita della Martesana (che proviene dall’Adda) finisce per mescolarsi a quella meno pulita del Seveso, per poi confluire nel fiume Lambro. Così prima di proseguire, eventualmente, con i lavori per riaprire il canale navigabile, l’acqua pulita intubata finirebbe nella Darsena ripercorrendo il vecchio tracciato storico della “fossa interna”.

Il progetto ci piace molto. A nostro avviso ‘riparerebbe’ un errore fatto novant’anni fa e riporterebbe la città ad una dimensione più umana. Una ricucitura con la storia, unica memoria che fa la differenza in questo mondo sempre più globale e mischiato.

Noi abbiamo cercato di verificare visivamente, con una serie di fotomontaggi, quale impatto avrebbe la riapertura della Cerchia dei Navigli nella città attuale. Naturalmente il progetto non sarà più una ricostruzione com’era e dov’era (anche per impedimenti di carattere tecnico) ma sarà un adattamento moderno del canale con le attuali necessità.

Un marciapiede a terrazzo correrà lungo il lato interno della cerchia, perché in novant’anni sono cambiate molte cose; come palazzi che necessitano un accesso pedonale, così come il fatto che saranno necessari molti più ponti che in passato per l’accesso carrabile, in modo di poter entrate con la propria auto nei garage o nei cortili, cosa che prima non sussisteva.

La nuova linea 4 della metropolitana ha tenuto conto di questa possibilità e perciò uscite e aperture per l’areazione sono tutte studiate per non intralciare il percorso del possibile canale.

Di seguito la nostra sequenza fotografica di come potrebbe rivoluzionare la città la riapertura della Cerchia dei Navigli, da Greco e dalla Martesana sino alla Conca dei Navigli e la Darsena.

Una sosta in piazza Cavour, dove sono stati presentati due differenti progetti per il nuovo percorso del canale. Uno che attraversa direttamente la piazza, davanti all’arco di Porta Nuova e l’altro progetto che presenta una piccola darsena che permetta eventuali inversioni di marcia o altre necessità dei natanti.

Proseguiamo il percorso con via Senato, via San Damiano, Via Visconti di Modrone, via Francesco Sforza, Via Santa Sofia, Via de Amici e via Conca del Naviglio.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


81 thoughts on “Milano | Riaprire i Navigli: ci si prepara per il nuovo referendum…i nostri nuovi rendering

  1. alberto tadini

    Abito in Melchiorre Gioia, giusto nelle case a destra della prima foto. Ricordo quando c’era la Martesana scoperta e ho dei vecchi filmini in 8mm fatti dal balcone di casa durante i lavori. E ricordo un bellissimo ponticello a schiena d’asino che collegava via Edolo con Melchiorre Gioia. e ricordo anche il “ponte della comifar” (chi ha almeno 50 anni e abita/abitava in zona, sorriderà sicuramente al ricordo).
    Adesso, se mi affaccio alle finestre tra le 17 e le 20, vedo solo un serpentone di metallo automobilistico che … copre… l’asfalto; sento un continuo strombazzare di clakson (la solita inciviltà italiana). E fatevi un giro sul Melchiore gioia tra via Pirelli e via Galvani, sempre al pomeriggio: anche lì solo mezzi in coda.
    Quindi, se da una parte la riapertura della Martesana sarebbe bellissima (possibilmente evitando le puzze schifose che emanava allora il naviglio) prima, ma molto prima, è più che necessario diminuire almeno del 90% il traffico.
    Vasto programma, ritengo quasi irrealizzabile nel prossimo decennio.
    Poi, se inventassero il teletrasporto… 🙂

    1. Wf

      Ahahah.
      Ok.
      ma se il,90%del traffico è fatto dai cocainomani che vanno in corso como possiamo anche abbatterlo, no?
      Che bei ricordi che hai.

    2. clorinda

      Aggiungerei una cosa solo.
      Lo scolo del Seveso, io lavoro in via Melchiorre Gioia e quando esonda è un disastro.
      Il naviglio sarebbe davvero una soluzione a un problema in questo caso. Ma qui si parla solo di tubature dalla Martesana, non so se hanno pensato la stessa cosa per il Seveso.

  2. -Ale-

    Sono molto stupito, in positivo, dal fatto che il progetto della M4, già tiene in considerazione la riapertura dei navigli. Di solito la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra, ma questa volta hanno lavorato bene.

    Sull’idea in generale, ogni cambiamento porta a rompere gli equilibri esistenti, se possiamo chiamare equilibrio il serpentone di asfalto e di metallo, l’inciviltà di molti automobilisti, l’inquinamento.

    Visione è saper andare oltre, e non concentrarsi su come potrò ripristinare le abitudini di oggi, ma su come cambiare in meglio le abitudini.

    Una città più bella e vivibile è più attrattiva.
    Avanti con la riaperura!

    1. Daniele

      Concordo,

      un cambio di passo che insieme al “fiume verde” dei scali ferroviari cambierebbe notevolmente Milano in meglio…

  3. Anonimo

    Si come no, il referendum che verrà taroccato ben bene facendo vincere i si. Un pò come i sondaggi sui giornaletti nostrani, l’ultimo quello di respubblica dove l’ultima volta che l’avevo visto riguardo la riapertura dei navigli c’erano percentuali bulgare, 9000 si e 1000 no, taroccano pure i database dei sondaggi online. Per quanto riguarda la questione igienica quei canali riaperti saranno belli lindi o diventeranno pozze putride con tra l’altro d’estate un aumento esponenziale delle zanzare che dove ci sono corsi d’acqua si riproducono in modo esponenziale? Sarebbe curioso sapere perchè tutte i media (come il romanoide respubblica che odia Milano), ambienti universitari (su input di qualche ministero bizantinoide) e l’intellighentia sono a favore della riapertura dei navigli. Secondo me per depotenziare la città nel senso di diminuire la mobilità, la popolazione e il commercio, d’altronde l’esempio più lampante di una città depopolata, con difficoltà nella mobilità e poco commercio, è quello di Venezia dove i canali abbondano, appunto, e tutti sono andati a vivere fuori Venezia. Poi naturlamente ci sono anche ragioni di accise sul carburante, cioè eliminando delle strade adibite al traffico, in questo caso stanno segando mezza circonvallazione interna, il traffico si riverserà su strade vicine creando ulteriori ingorghi quindi aumento del consumo di carburante e accise allo stato bizantinoide.

    1. Perplesso

      Amsterdam? Depotenziata?
      Zanzare? Fai un giro a Cernusco sul Naviglio, Gorgonzola, Inzago etc e verifica se ce ne sono di più, a me non risulta.
      Acque putride? L’acqua è quella dell’Adda (non c’è alcun tipo di scarico nella Martesana) che pesca a Trezzo in frazione Concesa… prendi la bici e fatti un bel giro fino all’incile. Se hai una buona gamba da Mechiorre Gioia ci metti un’oretta così verifichi quanto putride sono.

      1. Anoimo

        Ti ha risposto nel primo messaggio Tadini:
        “(possibilmente evitando le puzze schifose che emanava allora il naviglio) “

        1. Daniele

          Perdonami ma dissento. Le puzze in questione derivavano sopratutto dal Seveso (uno dei torrenti piu’ inquinanti in Europa) e dagli scarichi incontrollati che erano purtroppo in uso a quei tempi . Come accennato sopra suggerisco propositivamente di fare un giro sul Adda ne roimarete positivamente colpiti.

          1. alberto tadini

            Scusate, preciso che le puzze che si sentivano allora erano sicuramente dovute al fatto che nella Martesana scaricavano tutto. negli anni 60 a Milano il vocabolo depurazione non esisteva. Ora la Martesana è pulita, sicuramente, anche se sussistono scarichi di cui non conosco l’origine, anche se minimi, soprattutto nella parte milanese del naviglio scoperto (dalla cassina di pomm alla Gobba.

    2. Andrea

      Depotenziare una città aprendo dei corsi d’acqua. In effetti tutte le grandi città nord europee non funzionano per nulla vero?

    3. Wf

      Non è riversare stocaxxo di traffico sulle strade adiacentiii.
      C A M B I A R E A B I T U D I N I I I I I !
      e mollata da sotto il xulo sta macchina che ti ah fuso il cervello ogni tanto!

      1. Goganga

        Si come no, ce li vedo al ministerio bizantinoide dell’accise sul carburante: ahooo avemo imposto ar milanesi de riaprì i navili e ghiude le strade en cendro così andranno in giro con la bigicleta, ahooo questo si che è ercologismo…

        1. lorenzo lamas

          Devi migliorare: così, al massimo, sembra Kunta Kinte con il raffreddore che ha fatto un breve stage alla Bufalotta.
          Comunque, sulla questione dello stato bizantinoide, concordo con te, ma il problema si può risolvere: basta eliminare Don Zauker.

          1. Ahooo

            wf ipse dixit: “E su via Melchiorre gioia cercherei se possibile di spostare il naviglio da un lato della carreggiata, non nel mezzo dove la gente sarebbe circondata dalle auto in corsa. ”
            Ahoooo c’è da spostà un navillo, tutto dar lato chè li milanesi manco escono dè casa. Ahoooo stì milanesi li fàmo attraversà a nòto…
            Ahooo cè stanno le auto dè corsa come ar Vallelunga… zte zte…

  4. Alex

    Caro anonimo, ero dell’idea che la riapertura dei Navigli fosse sconsigliabile. Dopo aver letto il tuo post bizantinoide, ho cambiato idea. Non credo nel complottone a discapito di milano.

    1. Goganga

      Anch’io ero dell’idea che la ripertura dei Navigli fosse il più grande spettacolo dopo il big ben, dopo aver letto che il giornale di roma Respublica tarocca spudoratamente i sondaggi a favore del si per la riapertura dei navigli, e considerando che Respublica parla sempre male di Milano, quindi non le interessa che Milano migliori, ergo la ripertura dei navigli può solo peggiorare la città.

      1. Wf

        Ciro incontra Gennaro che sta uscendo da un negozio con un libro in mano.
        Ciro: “Ciao Gennaro cosa fai qua?”
        Gennaro: “Ho comprato un libro di logica”
        Ciro: “cos’è la logica?”
        Gennaro. “La logica è … vediamo eee … non è facile da spiegare, è più facile fare un esempio. Per esempio … tu a casa hai un acquario?”
        Ciro. “Si ce l’ho”
        Gennaro: “allora se hai un acquario vuol dire che ti piacciono i pesci, di conseguenza ti piace il mare e fare il bagno, quindi anche andare in spiaggia che è affollata e piena di belle donne ed in spiaggia le belle donne si mettono in mostra. La logica mi dice che ti piacciono le donne. Questa è la logica siamo partiti da un acquario e ragionando per logica siamo arrivati alla conclusione che ti piacciono le donne. Capito!?”
        Ciro: “accussì, accussì, però mi piace. Me lo compro pure io il libro”.
        Si salutano, Ciro entra nel negozio compra il libro e quando esce incontra Pasquale.
        “Ciao Pasquale!” – “Ciao Ciro. Che fai qua?” – “No niente ho comprato un libro di logica”.
        Pasquale: “e cos’è la logica?”
        Ciro (tutto gasato): “la logica non è facile da spiegare, però per farti capire ti faccio un esempio. Per esempio tu a casa hai un acquario?”
        Pasquale: “no, non ce l’ho!”
        Ciro: “ah no?? e allora … e allora per logica … non ti piacciono le donne!”

  5. Wf

    Sforza, senato, Sofia, etc con il naviglio sono bellissime.

    Solo non mi piace molto la tonalità grigia del pavè/ basolato che avete scelto per incorniciare la,fuga prospettica dei lungo canali. Li rattrista.

    Il basolato grigio lo metterei lontano dal canaletto è dallacqua mentre utilizzerei più il pavè in tonalità rossiccio (che è presente in molte zone belle di Milano). Perloemno a contorno pedonale del canale, creando una striscia parallela ideale di rispetto per i pedoni.

    Il grigio lo sbatte e rattrista un po troppo.

    Laddove c’è l’asfalto utilizzerei anche quello rosso in zona naviglio.

    E su via Melchiorre gioia cercherei se possibile di spostare il naviglio da un lato della carreggiata, non nel mezzo dove la gente sarebbe circondata dalle auto in corsa.

    Comunque bellissimo progetto e un sogno concretissimo, di valore, che porta soldoni, e cambiera9il Segno e il volto di Milano per tutti i decenni a venire.
    Direi che fa oltre i piccoli calcoli della serva o di bottega.
    È unopera grande per i posteri.
    Non possiamo stare qui a discutere sulle piume del piccione.

    Grazie uf per il lavoro prezioso!
    Vado subito a votare!

    1. Goganga

      Ma vai a divertirti il giorno del referendum, tanto c’è qualcun’altro che vota per te, dài non penserai mica che nei referendum ma anche nelle elezioni contano davvero i voti… Lo stato bizantinoide si fa le sue percentuali, come gli fa più comodo, e se fanno il referendum sui Navigli è sicuro che faranno vincere il si per congestionare di più il traffico e incassare più accise sul carburante… Come sei tenero, credevi veramente che contassero i voti…

    2. Alessandro

      Sono assolutamente d’accordo con te. La visione non è quella di dove riversare il traffico ma quella di eliminarlo. Il sistema di trasporti pubblici di Milano, sopratutto nelle aree interessate da questo progetto, permete di rinunciare al mezzo personale.
      Tutto questo obbliga a cambiare le abitudini (e le abitudini cambiano molto più facilmente di quanto ci si aspetti) rendendo la nostra città bella e migliorando la nostra qualità di vita.
      Correrò a votare si assieme a te.

  6. Bernardo

    Se ci sarà un referendum, io voterò SI senza alcun dubbio. E’ un progetto ambizioso ma che restituirebbe a Milano la bellezza toltale negli anni della cementificazione selvaggia, durante i quali l’unico scopo era produrre, velocizzare, sovrapopolare. Milano è una città dove si vive benissimo: mi dispiace per quelli che ancora non se ne rendono conto.

    1. Anonimo

      Forse non hai capito che in passato quei navigli li hanno chiusi proprio perchè peggioravano la vita di chi ci viveva vicino, con miasmi immondi da acqua stagnante e moltiplicazione di insetti vari in estate. Non siamo ad Amsterdam dove c’è vento e il clima nordico non è così caldo come in estate a Milano. “l’unico scopo era produrre, velocizzare, sovrapopolare” si si l’abbiamo capito che questo progettoide di riaprire i navigli mira a depotenziare la città, indebolirla economicamente rispetto alle altre città in particolare le GRANDI CAPITALI europee, delle GRANDI NAZIONI europei e dei GRANDI NAZIONALISMI europei. Se fanno questo progettoide di indebolimento di Milano sarà l’ennesimo favore dei piani alti alle GRANDI CAPITALI europee, delle GRANDI NAZIONI europee e dei GRANDI NAZIONALISMI europei…

    2. Alessandro

      Referendum sulla riapertura dei Navigli ma è stato già proposto a Milano ed avevano vinto i si perché riproporlo ?

      Leggeremo il quesito, se si tratta di mettere solo un tubo interrato non si tratta di una riapertura dei Navigli,
      costi inutili per posare il tubo e poi chi paga la manutenzione ?

      Riapertura dei Navigli Si!
      Progetto del tubo interrato No!

      1. Alessandro

        Mi domando QUANDO VERRÀ CONSEGNATO AI CITTADINI IL NUOVO PARCO DI PORTA NUOVA ?
        Doveva essere pronto per Expo 2015 siamo nel 2017 e il Commisario di Expo è diventato Sindaco ma ci vuole tanto a completare un parco ?

        1. Alessandro Magno

          il referendum del 2011 era su un quesito un vago e solo consultivo (ristabilire la connessione idraulica etc…). Questo oltre ad essere su un progetto specifico, per la modifica al regolamento comunale, sarà vincolante se votano il 50%+1 dei partecipanti alle ultime elezioni comunali.

  7. Anonimo

    Certo Melchirre gioia con quello squallore di edifici dietro e il naviglio non li si può vedere!! Ma perchè non si fa un azione più globale comprendendo il parco la Biblioteca degli alberi vicino e non si abbattono quelle strutture fatiscenti?

    E’ bello quando un fiume scorre in un contesto piacevole, se poi mi deve diventare una fogna a cielo aperto no grazie!

    1. Perplesso

      Torno a ripetere: perché dovrebbe diventare una fogna a cielo aperto? La qualità delle acque è buona e fare la prova del nove è davvero facile, basta fare due passi dopo Vimodrone o chiedere a qualche conoscente che abita a Cernusco, Cassina, Gorgonzola, Villa Fornaci, Inzago, Cassano, Vaprio o Trezzo e chiedere loro com’è la qualità della vita con il Naviglio sotto casa.

      Ps: il Naviglio è un canale artificiale, non un fiume.

      1. marco

        Fogna a cielo aperto non mi riferisco alla qualità delle acque. I posti che citi sono paesini con casine basse, storiche che si inseriscono perfettamente in un contesto dove passa il fiume. Stessa cosa Amsterdam o Venezia (il contesto tra architettura e fiumi/canali rende il tutto estremamente piacevole e vivibile. Immagina di fare un giro sul fiume e ritrovarti qui (https://www.google.it/maps/@45.4846829,9.1953811,3a,75y,215.29h,101.2t/data=!3m6!1e1!3m4!1s_dLejOgGGm6HCXBpSbWDNQ!2e0!7i13312!8i6656)
        Se penso però a Melchiorre gioia con i rendering di questo articolo con il fiume che passa vicino a quelle strutture grigie

  8. Pierre

    A Milano serve più qualità dello spazio pubblico. Milano deve riscoprire la sua storia e reinterpretarla in modo creativo a aperto. La riapertura dei navigli potrebbe dare una forte spinta urbanistica. Io sono a favore. Dobbiamo far si però, che il progetto viene fatto molto bene. Sarebbe un peccato un nuovo caso Mudec o un nuovo caso Darsena.

  9. Sasso

    Ovviamente favorevole al progetto, anche se temo un po’ gli errori fatti in tempi recenti (cfr. Darsena ad esempio).

    Sarebbe bello riuscire a ripristinare alcune peculiarità dei vecchi navigli, che hanno valore sia storico che estetico (e in alcuni casi magari anche funzionale): larghezze variabili, altezze sui due lati non sempre regolari, caratteristiche di alcuni ponti (sarebbe splendido ad esempio avere di nuovo un ponte delle sirenette, ricostruito come quello storico), “deviazioni” come il laghetto di S. Stefano.

    Serve insomma ricostruire la personalità di questo naviglio, e non fare un’autostrada d’acqua, dritto per dritto, al posto di quella d’asfalto.

  10. Konrad

    Dal mio punto di vista non è un sogno a occhi aperti ma una pressante necessità.
    Abbattere il traffico veicolare per migliorare i flussi del trasporto pubblico e la qualità della vita in città è un obiettivo irrinunciabile, se non vogliamo tutti crepare in una camera a gas.
    Senza dimenticare il recupero di una fetta della nostra storia cittadina, che rivedrà la luce in chiave moderna.
    Le scelte poco oculate del passato fanno ormai parte di una realtà totalmente diversa.
    Però perchè un altro referendum? A cosa dovrebbe servire?
    Mi sembra che la popolazione milanese si sia già espressa chiaramente in materia con un’abbondante maggioranza di si.

    1. Wf

      Serve per poter procedere spediti e veloci con i lavori avendo una chiara investitura pubblica popolare.
      In modo che dopo aver votato tutte le polemiche saranno spazzate via.

      1. Anonimo

        Referendum o meno, il Comune non è riuscito a convincere il Policlinico a far passare un passaggio di collegamento MM3/MM4 nel suo sottosuolo, figuriamoci se riesce a blindargli l’ingresso al Pronto Soccorso col Naviglio

    2. Marione

      guarda che la camera a gas la fa anche il tuo riscaldamento, non il traffico veicolare, responsabile di meno del 10% dell’inquinamento cittadino.
      Voi vivete per slogan, la città senza libertà di circolazione va a morire, non potete pensare di trasformarla in un residence per riccastri.
      Non potete impedire all’hinterland di portare ricchezza a Milano e poi prendere la vostra bella macchinetta e andare ad unquinare in giro facendovi il weekend fuori porta. Se intendete rendere Milano un bel giardinetto, tocca mettere i dazi all’uscita. Ovvero se vuoi uscire ad inquinare, paghi! salato.

        1. marione

          devo pagare anche se non entro in area C? comunque, nel caso dovessi proprio andarci…ho l’esenzione 🙂

          comunque cerca fonti dati un po’ più attendibili

      1. Anonimo

        Sì, magari fosse il 10%
        Tanto è vero che quell’articolo fasullo che riportava queste percentuali citava un fantomatico studio di “Autopromotec” che a sua volta si baserebbe su uno “studio del Politecnico”, prendendo come dati solo quelli relativi alla CO2 e tralasciando tutti gli altri inquinanti.
        Per la cronaca, solo per il PM10 si hanno a Milano un 73% di origine automobilistica e un 24% di origine “domestica” (dati ovviamente non menzionati nel suddetto articolo).

        Saremmo noi a vivere per slogan o lo sono gli automobilisti?

        1. Anonimo

          Al di la di cavilli e guerra di studi e dossier, guardiamo in faccia la realtà: c’è mai stata nella storia di Milano da 30 anni a questa parte un solo blocco della circolazione o un qualsiasi provvedimento d’urgenza antismog tra Aprile e Ottobre? E quanti ce ne son stati invece tra Novembre e Marzo?

          Eppure non è che il tempo a Milano d’estate sia così ventilato e piovoso da spazzar via tutti gli inquinanti 😉

          1. Wf

            Direi che le chiacchiere stanno a zero e i buffoni quaquaraqueggiano
            😂😂😂
            Punto. Partita. Gioco.

        2. marione

          si ma il PM10 che percentuale rappresenta del totale dell’inquinamento?
          io almeno mi sforzo di guardare i dati nella loro globalità e da fonti molto attendibili (quel coso che citi non so manco cosa sia)

          le serie storiche Arpa parlano di cali dell’ordine del 70% rispetto agli anni 70…

  11. Gio

    Speriamo!! Bisogna rimettere l’uomo al centro dei progetti e non solo il consumo, questo progetto renderà la città più vivibile e permetterà a Milano di essere veramente una città dove rilassarsi passeggiando senza il fastidio di tutte quelle macchine che oggi rubano spazio all’uomo, sporcano e fanno rumore! Questo progetto va fatto a mio parere non solo perché cambierà il modo di vivere Milano!

  12. Anonimo

    Sono favorevolissimo alla riapertura dei navigli in centro. Basta vedere dai rendering quanto sarebbe bello.
    Andrebbe fatto al volo. Le ricadute estetiche e turistiche sono chiare. Oltre a riscoprire la nostra storia!

    Lo sono molto meno per quanto riguarda Melchiorre Gioia. Una canale così in mezzo alla strada non significa niente. Non basta buttarci un canale per abbellirlo. Anzi, c’è pure il rischio di ritrovarci la via principale che porta alla zona più “cool” di Milano, Porta Nuova, in un obbrobrio in stile naviglio pavese (verso periferia). Dio ce ne scampi.
    Se proprio si vuole fare, allora si deve ripensare in toto la via e la circolazione. Come dice Wf si dovrebbe spostare tutto da un lato e creare una “passeggiata”, altrimenti meglio lasciar perdere. E do ovviamente per scontato che risolvano il problema “puzza” depurando le acque.

    Piccola considerazione finale : è evidente che quell’utente è affetto da gombloddismo e altri vaneggiamenti vari su nazionalismi e via dicendo.
    Ma su una cosa sola ha perfettamente ragione. Che lo Stato Italiano sia uno “stato bizantinoide” non ci piove.

  13. Nicola

    Sono sempre più convinto di una cosa semplicissima: fai un parco e arrivano persone a viverlo, fai una metro e arrivano persone a usarla, fai un’autostrada o un parcheggio e arrivano le auto. Restituire bellezza alla città restituirà e creerà solo cose belle per i milanesi e i turisti. Ottimismo nel futuro e apertura mentale: l’auto non è indispensabile per vivere in una città con mezzi pubblici efficienti come Milano.

    1. Anonimo

      Non è vero: esistono anche le autostrade quasi deserte (la Brebemi), i parcheggi vuoti (tutti quelli in centro) e i parchi dove non ci va mai nessuno (Parco Argelati).

      Al di la della battuta, sono d’accordo su ottimismo e apertura mentale ma ci vorrei anche aggiungere un po’ di pragmatismo Milanese: se un tubo interrato in contemporanea con i lavori M4 costa 27 milioni, riaprire tutti i Navigli (e la manutenzione annua…) quanto ci costerà? E a cosa devo rinunciare per avere i Navigli? (che poi ci rinuncio ma ne voglio parlare prima!)

  14. GIUSEPPE SPARACO

    bellissimi rendering dove ammiriamo una città con pochissimo traffico
    ma siamo realisti.Prima abbatti il traffico privato che arriva prevalentemente dalla provincia, dopo trovi una sistemazione alle auto dei residenti, e dopo ma dopo dopo ti diletti con questi progetti.
    Si al cambiamento ma realistico altrimenti è un libro dei sogni che ci distrae da problemi reali che oggi sono molti….

  15. Carlo

    Il progetto è moto bello.
    Ma sarà possibile la navigazione a scopo turistico come avviene per esempio sui canali francesi? O il rinnovato naviglio avrà una funzione “solo estetica”?

    1. Anonimo

      Il rendering del primo tratto partendo dalla Darsena (Via Conchetta) mi fa pensare di no. E comunque se vuoi passare coi barconi ti dovresti scordare i ponticelli “a raso” che si vedono in quasi tutti i rendering (pensa invece a come son fatti i ponti sui navigli “veri”

    2. Anonimo

      Con i modellini di motoscafi radiocomandati sicuro è possibile la navigazione. E’ un canaletto sarà largo neanche 10 metri.
      E’ curioso come nei rendering siano scomparse le piste ciclabili, si vede che chi stava proponendo questo progetto era così preso dalla foga di bloccare la mobilità a Milano riempiendola di acqua che ha tolto anche le piste ciclabili. Anche i ciclotalebani sono stati messi alla porta, licenziati così da un giorno all’altro, scaricati, ora la parola d’ordine è: acqua acqua e ancora acqua. Allagare!

      1. Jacopo

        Il ciclotalebano si piazza in mezzo alla strada a 10 all’ora cosi il Guidatore Telefonista Seriale (GTS) ci mette un lustro a depositarsi dal punto A al punto B e il punto B è un posto sperduto nella Giagiania

      2. Anonimo

        Pensate che belle le rive del bel naviglio riaperto completamente tappezzate da tutti i lati e pure sui ponti di moto, motorini, ciclomotori, scooter, scooteroni, tricicli, che a Milano “ci si muove così bene coi mezzi pubblici” che abbiam più motorini che piccioni.

          1. Anonimo

            Hai ragione, la pianto. Tanto più che Cassandra fece una brutta fine (anche se aveva pienamente ragione)

  16. Anonimo

    si ai navigli per abbellie e migliorare la Citta’ di Milano e NO ai cocainomani di Corso Como e tutti quei locali che portano gentaccia in citta’

  17. Gabrielle

    Tutto molto bello, ma non si potrebbe ottenere un risultato simile con un vero piano di piste ciclabili sullo stesso tracciato dei navigli, piste corredate di alberi e di verde ? Riduzione del traffico automobilistico, costi minori, meno problemi di manutenzione, vera alternativa al traffico su gomma (circolare sui navigli andrà bene per i turisti, non per chi si sposta quotidianamente…)

  18. klement

    Un referendum c’è stato ai tempi di Pisapia, quindi o lo si applica o lo si accantona. Fare il bis non ha senso neppure in Svizzera.
    Le foto sono pubblicità ingannevole, non solo per l’azzurro esagerato. Non raffigurano minimamente il traffico, le asciutte, i cantieri, i costi ecc. La città non è un semplice plastico né una scenografia.
    Se vogliamo abbattere il traffico, cominciamo dagli osceni cavalcavia di Monteceneri e Corvetto
    Si possono creare dal nulla città ideali nelle bonifiche dell’Agro Pontino, ma non buttare all’aria una città reale che c’è già. Più che mai se poi non si amano le grandi opere.

  19. Andrea

    Io sono favorevole alla riapertura ma contrario alla navigabilità. Quest’ultima, vista la ridotta larghezza dei “nuovi” navigli, comporterebbe un inevitabile abbassamento del livello dell’acqua creando l’effetto canyon. Su ArcipelagoMilano c’è un bell’articolo che parla proprio di questo.
    http://www.arcipelagomilano.org/archives/48072

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