"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Città Studi – Inciviltà in Via Dino Compagni

Via Dino Compagni a Piola è rimasta per lunghissimo tempo bloccata dai lavori per il parcheggio sotterraneo, come è successo troppe volte in città.

Alla conclusione dei lavori, oramai già alcuni anni fa, la via è stata trasformata in una specie di piazza pedonale.

Alcune piccole aiuole sopraelevate di cinquanta centimetri consentono anche sedute ai bordi. Una specie di fontanella non è mai entrata in uso.

Questo è l’aspetto non proprio curato che la via ha oggi: ogni angolo è tappezzato di tag dei soliti imbrattamuri. Solo un muro è stato ripulito, quello del palazzo appena restaurato lungo Via Francesco d’Ovidio.

Possibile subire indifferentemente la violenza da parte di pochi individui maleducati?

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


19 thoughts on “Milano | Città Studi – Inciviltà in Via Dino Compagni

  1. ANONIMO

    Sono più di trenta anni che sentiamo le stesse cose “Perchè subire indifferentemente la violenza dei vandali?Cari pitechi,PULITE PULITE E ANCORA PULITE!!Ohhh ma tanto le rifanno…Ohhh ma costa taaanto.
    CARI PITECHI non è vero un cazzo!! Se pulite subito il fenomeno si abbatte….Ohhh ma sono lapidei..se appare una nuova tag che facciamo? CARI PITECHI prendete del gel emulsionante (15 euro ) spazzola e ripulite..Ohhhh ma perchè devo farlo io? PERCHE’ SEI UN PITECO CHE DEVE ESSERE EDUCATO ALLA PULIZIA!! Oppure cambiate giunta con una che considera il decoro della città un problema prioritario.Ma POICHE’ SIETE PITECHI non fate nulla.

      1. ANONIMO

        Caro Piteco io mi tengo pulito il palazzo con la vernice -COSTA 12 Euro un barattolo,non so se lo sai.Meglio un Happy Hour vero Piteco?Di vernice uguale al fondo,E quanto passano gli imbecilli dei centri sociali SONOI IL PRIMO A PULIRE.Altro che LEone da Tastiera!! PITECHI PITECHI INCIVILI!!

  2. Luca

    Basta cercare su google o su Facebook l’associazione “retake milano” che da anni si occupa in forma di volontariato di abbattere questo fenomeno (oltre ad altri progetti); invito tutti i lettori a scrivere all’associazione e a prendere parte ai prossimi retake.

    1. robertoq

      Credo che nemmeno nel Paese più ultraliberista e ipercapitalista del Mondo, si deleghi la gestione del decoro pubblico ad una Associazione Privata (per quanto composta di Volontari e no profit).

      Retake sono dei grandi, ma dovrebbero essere complementari non l’unica soluzione allo sconcio delle tag (a parte pagare un abbonamento ad AMSA…)

      E comunque ormai van di moda le tag con l’acido, specie sulle vetrine e sui mezzi pubblici, e su questo anche Retake nulla può.

      1. Luca

        Sono assolutamente d’accordo che retake deve essere un complemento agli interventi di pulizia che spetterebbero al comune, il mio intento era quello di segnalare una realtà in cui ognuno di noi (nel suo piccolo naturalmente) fare qualcosa per risolvere il problema auspicando nel frattempo gli interventi del comune che può avere a disposizione anche ben altri mezzi. Partecipare a retake inoltre lo vedo proprio come una bella lezione di educazione civica, personalmente mi ha dato molto. Mi scuso robertoq se sono stato troppo prolisso

        1. robertoq

          Luca hai assolutamente ragione: Retake è una grande esperienza.

          Volevo solo dire che mi fa rabbia che Regione, Comune, Magistratura e Forze di Sicurezza sembrino bellamente ignorare il problema (e dargli priorità zero, a parte sporadiche azioni dimostrative).

          E magari sia fanno pure belli ai Convegni dicendo quanto siamo bravi noi Cittadini di Milano che ci riuniamo in Associazioni di Volontari…

      2. Claudio K.

        Le tag con l’acido si fanno sui vetri e possono essere prevenute facilmente applicando una pellicola plastica trasparente. Vale anche per le incisioni con punteruoli, altro recente sport dei nullafacenti. È la norma sulle metro di molte città europee, a volte anche decorate (es. Berlino) e ci sono anche su alcuni treni della metropolitana di Milano (ma, inspiegabilmente, non su quelli nuovi).

    1. Claudio K.

      e a cosa serve? Ci vorrebbe CSI per ricollegare ogni tag a chi ha venduto e comprato la vernice, con costosissime analisi.

      Si fa prima a monitorare sui social le pagine dei writer (dato che il loro scopo è la visibilità, tutti pubblicano online le loro imprese) e tramite la sigla che usano risalire al titolare dell’account.

  3. Davide Mombelli

    In tutta la zona intorno alla fermata di Piola la situazione è simile. Il problema è che perdura da decadi e nussuno, nemmeno chi abita in quelle case, ha mai richiesto l’intervento del comune….figuriamoci se sanno che esiste retake. Qui la colpa più che del comune, regione o polizia è in primis dei cittadini menefreghisti. Se non interessa a chi vive la zona, penso interessi meno ancora a chi è di passaggio. Se non hanno mai avvisato il comune,xloro il problema non esiste. Il dramma è che nemmeno il politecnico ha mai denunciato la situazione incresciosa delle aree ad esso limitrofe, e penso sia una grossa mancanza da parte di un ente preposto all’educazione. Forse in situazioni come questa,in cui è evidente il lassismo dei condomini colpiti, bisognerebbe introdurre la possibilità da parte della polizia municipale di “multare” (non necessariamente con richiesta di denaro) per cercare di smuovere la situazione. Però è un discorso che merita una analisi approfondita e concreta. La mia è solo una idea

    1. Blau

      Aspetta fammi capire Davide, uno si vede imbrattare i muri dello stabile ed è pure colpa sua?
      Ripulire i muri dalle scritte è un costo, e il risultato dura pochi giorni. Pensa a quanto è difficile deliberare una spesa in più in una assemblea condominiale. Molti hanno semplicemente rinunciato, razionalmente, di fronte a un fatto che ha un impatto minimo per l’ordine pubblico.
      Se si vuole ragionare su come innalzare i valori immobiliari nelle zone, facciamolo, ma a lungo termine e non con azioni effimere.

      1. Davide Mombelli

        Chiaro che non è colpa tua se ti imbrattano casa, però diventa un problema tuo quando lasci che il tuo immobile si ricopra di strati decennali di tag. Una tag, se pulita subito, disincentiva le successive. E se ogni tag è pulita repentinamente diventa un deterrente al riprovarci, oltre che risultare più semplice e meno faticoso rimuoverla. Amsa e comune di milano mettono a disposizione un servizio di rimozione tag. Se non erro, ma non ho verificato, il servizio è gratuito (come x la raccolta rifiuti ingombranti). Quando tu cittadino lasci la tua casa ricoprirsi di tag, verniciate, ecc per anni e anni senza nemmeno provare a ripulirle (e ti assicuro che via compagni è così da almeno 10 anni visto che sono 10 anni che ci passo e che mai le scrittte sono state rimosse) allora possiamo dare al comune tutte le colpe che vogliamo, ma in primis è la noncuranza ed il menrfreghismo di chi ci abita a lasciare diffondere il degrado. In una situazione così, chi è che non pulisce? Il comune che non essendo interpellato direttamente non sa di dover intervenire o i condomini, che non fanno richiesta di intervento?. Io ritengo sia colpa dei condomini e visto il protrarsi della situazione di incuria mi sembra giusto “multare” situazioni del genere. Se ci pensi è la stessa situazione di quando hai i balconi danneggiati e temporeggi nel ristrutturarli. Il comune, segnalato l’atto a carico dello stabile, se non si procede alla riparazione multa lo stabile x incuria.

        1. robertoq

          L’Amministrazione Pubblica (che sia il Comune, la Regione o lo Stato poco mi importa) se ne frega del problema graffiti, le bombolette si vendono anche a bambini di 7 anni e non c’è alcun divieto di detenerle nelle manifestazioni (cose che invece son la norma in altri Paesi più civilizzati).

          Il massimo che fa è pubblicizzare che su alcuni muri in periferia puoi andare a dipingere a gratis e legalmente (che è anche figo, ma centra un poco con le tag).

          In compenso però, in cambio delle tasse che uno paga sia sul reddito che sugli immobili + relative sovrattasse Regionali e Comunali, ti offre un servizio di pulizia A PAGAMENTO, che se fai due conti non costa pochissimo. http://www.amsa.it/gruppo/cms/amsa/cittadini/documenti/FolderAMSA.pdf

          1. Anonimo

            Visto il prezzario che Amsa propone non mi sembra ina spesa insostenibile e da come sono applicate le tariffe, si gioca proprio sul fatto che più aspetti a pulire e più il costo sale perché l’intervento richiede più tempo , più sabbia e quindi una maggior usura della sabbiatrice. Se però supponiamo un primo intervento su una facciata da 100 mq il costo per il condominio è di 1600€. Ciò significa che per i palazzi dell’articolo (immaginando ragionevolmente una 50ntina di appartamenti) la spesa pro famiglia (senza contare i riparti x millesimi) media è intorno ai 30€. Prezzo che x ogni nuova tag fatta su pellicola protettiva richiederebbe un 2° intervento dal costo irrisorio e con tempi e spesa del tutto sostenibili. Non stiamo parlando di milioni di euro x familia ma di poche decine ripartite sull’anno. Per altro tale spesa potrebbe rientrare nella voce delle detrazioni edilizie per straordinaria manutenzione con possibilità di recupero del 50% (se l’amministratore produce l’idonea documentazione) con un ulteriore diminuzio del peso dell’importo. Quindi non credo sia proprio una questione di spesa. La vedo più come non curanza dell’aspetto esteriore della propria città.

          2. robertoq

            1600€ +circa 600/anno dal 2 intervento. Un palazzo del genere con 8 piani e 4 appartamenti per piano son 30 appartamenti: vengono 73€ in media, (non son sicuro che un servizio di pulizia AMSA passi come manutenzione straordinaria).
            Poi vanno allocate per millesimi e trovi: 1) quelli dell’ultimo piano che non vogliono pagare 150€ per la tabella millesimale punitiva, b) quelli in affitto che non gliene frega niente c) quelli che le spese non le pagano comunque e son morosi (circa il 8/10% a Milano) d) quelli che tutti i palazzi intorno fanno schifo “anche quelli dei ricchi, che comincino loro” e) quelli che tanto le vetrine dei negozi non son condominiali e restano lerce lo stesso. Risultato, l’assemblea condominiale boccia la proposta.

            Per riassumere, privatizzare il sistema di pulizia delle facciate (ossia AMSA a pagamento), senza misure punitive ne per chi imbratta ne per chi non tiene in ordine, è il solito modo italico per non risolvere i problemi.

      2. Claudio K.

        Le tag ce le si può anche ripulire da soli, non è necessario pagare l’AMSA. nel nostro condominio noi ci siamo ripuliti da soli il portone e dopo più di un anno ancora non è stato imbrattato di nuovo. Una “tolla” di prodotto per pulire decine di mq si compra online per 20 euro sì e no, non certo una cifra da liti in assemblea condominiale. Certo, poi ci vuole un po’ di OLIO DI GOMITO, prodotto assai più difficile da trovare per molti.

      3. Claudio K.

        E comunque sappi che in molti paesi europei (ad es. a Parigi) il proprietario è responsabile del decoro e se non pulisce le tag sì che si becca la multa.

        Capisco che nel paese di bengodi dove tutto è permesso e il sistema giudiziario è una barzelletta questo suoni incredibile, ma ti assicuro che a nord delle Alpi è la norma.

        1. ANONIMO

          INFATTI..In alcune cittàUSA danno un mese di tempo per pulire.Se non lo fanno lo fa il comune a spese del proprietario.COMUNQUE A MILANO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE SE NE FREGA E PREFERISCE PARLARE DI POLITICA INVECE DI AFFRONTARE IL PROBLEMA.Pitechi pure loro!!

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