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Milano | Città Studi – Quei muri scarabocchiati che potrebbero diventare arte

Il Giardino Sergio Ramelli si trova tra via Bronzino e via Pinturicchio a Città Studi ed è nato quando è stato creato un quartiere nuovo al posto della fabbrica di biciclette Bianchi, distrutta in parte dai bombardamenti del 1943. Una parte del giardino si “appoggia” alle pareti cieche dei palazzi di via Pinturicchio e ci è sorto spontaneo chiederci: ma perché invece di vedere quei muri imbrattati in modo disordinato e senza senso non vengono decorati da diversi writers che colorino in modo spettacolare queste pareti?

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Noi abbiamo provato a fare un esempio, soprattutto l’enorme parete cieca che fa parte del palazzo di via Pinturicchio 9. Se venisse decorata con un bel murales, non sarebbe più bella? Perché spesso nessuno osa trasformare questi luoghi della città in modo artistico?

Quella delle pareti cieche è una delle nostre idee più ricorrenti, come abbiamo avuto modo di evidenziare anche in precedenza e di citare all’interno del #ManifestoUrbanfile con le proposte per la nuova giunta: basterebbe davvero poco per rendere più belli piccoli angoli di città.

Milano | Proposte: quante pareti da colorare ci sono in città

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


3 thoughts on “Milano | Città Studi – Quei muri scarabocchiati che potrebbero diventare arte

  1. Fabrizio

    Quando visitai anni fa Philadelphia essendo interessato al fenomeno del graffitismo non mancai di visitare i suoi moltissimi e bellissimi murales (Mural art program).Un particolare la città era esente da tag ed era un piacere vedere il contrasto dei dipinti e una città ordinatissima.Ora Milano fa schifo con tutte le le sue case luride di scritte.Una riqualificazione dovrebbe essere anzitutto la pulizia delle facciate della città e poi fare dei murales QUA e LA’.Mettere murales in una città sudicia è come mettere del profumo sul lercioI I murales non devono essere fatti ovunque,non appena si vede uno spazio vuoto.Esiste anche il concetto di manutenzione.Non è che siccome non abbiamo voglia di pulire allora ci mettiamo un graffito.Che facciamo? Le arlecchinate?Così diventa come con i quadretti elettrici (alcuni di un infantilismo disarmante)fatti passare per arte perchè ogni cosa colorata è arte,per carità (reato di lesa maestà, la street art)Esistono anche le piante rampicanti.Ok hanno bisogno di manutenzione ,ma non crediate che i murales ne siano esenti.Vengono imbrattati pure essi e non vengono mai restaurati.In sostanza,andiamoci piano con i murales altrimenti al Politecnico .facoltà di architettura,dobbiamo insegnare che la composizione architettonica di una struttura che prevede un ampio spazio a tinta unita ,lo stesso va riempito con un murale.Sempre.

  2. Anonimo

    In una città stracolma di cemento la vera riqualificazione si può fare con piante rampicanti e basta. Metà di quei murales non fanno altro che degradare la nostra città dandogli un aspetto da megalopoli del terzo mondo.

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