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Milano | Sempione – Arco della Pace: cosa aspettiamo?

Foto e segnalazione di Adriano Marzorati.‎

Comune e Soprintendenza non agiscono, gli stupidi imbrattamuri si sentono imbattibili e l’Arco della Pace diventa sempre peggio.

Ecco una nuova firma di un’altra coppia di bimbiminkia che deve farci sapere di stare assieme da quattro mesi. Lo scarabocchio è appena apparso sulle pareti bianche di marmo di Creola d’Ossola dell’Arco della Pace e si aggiunge agli altri che campeggiano da quasi un anno senza che COMUNE DI MILANO e SOPRINTENDENZA siano intervenuti.

Come dimostrazione della teoria dei vetri rotti, teoria che dice che se uno vede un palazzo decrepito e coi vetri rotti non si fa scrupoli a romperne uno a sua volta, anche l’arco imbrattato non diventa un timore per chi voglia imbrattare a suo modo.

Qui il precedente articolo.

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Sempione – Arco della Pace: cosa aspettiamo?

  1. Konrad

    Purtroppo ho già scritto a mia volta sia sul blog che ai diretti interessati e non mi ripeto.
    Se ce ne fosse bisogno, rilevo invece (ma anche qui non certo per la prima volta) che la totale mancanza di presenza fisica sul territorio della polizia locale (peraltro ben attiva e in gran spolvero sempre attorno al duomo e al quadrilatero della moda) produce di questi risultati.
    La prevenzione deve passare anche dal controllo e il controllo si fa mettendoci in naso, non guardando altrove.
    Mi domando dove andremo a finire di questo passo.
    E’ semplicemente vergognoso il non-approccio istituzionale.

  2. UMS

    Per qualche motivo che mi sfugge, il Comune non ha come priorità la lotta al lerciume indegno che imbratta quasi tutti i muri della città, manco fossimo in un ghetto statunitense degli anni ’80. (L’Arco è solo la punta dell’iceberg)

    E’ una scelta che non condivido, ma avran fatto le loro valutazioni…boh

  3. Ale

    …io sono basito, scusate l’ignoranza ma non si può fare una raccolta firme e chiedere un presidio per questo monumento? (ne servirebbero vari in città, ma questo sarebbe un bell’inizio)…

  4. Claudiogi

    Rabbia e indignazione. Questo è quello che appare evidente dalla lettura dei commenti di questo e dei precedenti articoli su questo argomento. Eppure nulla si muove, nemmeno per spiegare (se c’è qualcosa da spiegare), niente di niente, solo un silenzio assordante. Difficile credere nelle istituzioni di fronte a questi comportamenti.

  5. Eduardo

    Tutto giusto, tranne che la teoria si chiama teoria del finestrino rotto (dell’esperimento sociale che le diede il nome).
    Ciao

  6. -Ale-

    Per ogni scarabocchio sull’Arco, direttore della sopraintendenza e sindaco dovrebbero avere uno scarabocchio direttamente in camera da letto… così magari capiscono il disagio di chi ama Milano e l’arte.

    Ci fosse almeno una comunicazione che provi, anche pateticamente, a giustificare i ritardi di intervendo, darebero almeno il senso che si sono accorti del problema.

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