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Milano | Christian Busato intervista l’Assessore Pierfrancesco Maran

Christian Busato di Progetti e Cantieri, ha intervistato l’Assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran. 

Cercheremo di sintetizzare i punti salienti dell’intervista.

Giunti alla fine del 2018 si è parlato di quello che si è realizzato sino ad oggi e di cosa sarà fatto il prossimo anno. Una maratona ideale che parta dal vicino futuro costituito dai progetti di Porta Nuova e CityLife, in fase conclusiva, fino a quelli più lontani della riqualificazione degli scali ferroviari, fermandosi, come un treno, nelle diverse stazioni che si chiamano Campus Bocconi, Cascina Merlata o nuova sede del Comune.
Con la chiacchierata con l’assessore, Christian ha cercato di capire quali siano le visioni future di Milano. 

Christian Busato e l’Assessore Pierfrancesco Maran

Come ha racontato l’assessore, oltre ai progetti più importanti, come appunto Porta Nuova e CityLife, in corso d’opera, ci sono alcuni cantieri da completare, come ad esempio l’area attorno al palazzo di Fondazione Feltrinelli, ancora in attesa dell’intervento di riqualificazione col giardino su viale Crispi. Pare che il Comune stia anche pensando ad una sistemazione del marciapiede su viale Pasubio che potrebbe ospitare un filare d’alberi. Per questo intervento non si dovrebbe aspettare ancora molto, visto che a breve dovrebbero partire finalmente i lavori. 

L’attenzione del Comune – ha continuato l’assessore- è comunque rivolta anche alle periferie, per anni poco considerate. Per l’anno prossimo si augura di poter ottenere l’approvazione del PGT, Piano del Governo del Territorio, che prevede nuove regole che permetteranno investimenti agevolati per chi interverrà nelle periferie. 

Il piano prevede investimenti per 1 miliardo e 400milioni oltre la Circonvallazione della 90/91. Le nuove risorse pubbliche dovranno fungere da traino per gli investimenti dei privati. Ciò significa, come ha ribadito Pierfrancesco Maran, una migliore qualità della vita anche nei quartieri da sempre dimenticati.

Una buona parte di quella cifra sarà investita nelle scuole, circa 400milioni. Milano cresce in popolazione e le scuole sono un investimento per il futuro e fulcro della nuova coesione sociale della città del futuro. 

Per quanto riguarda la città universitaria, che attrae sempre più nuovi studenti, Milano si sta (un po’ in ritardo) munendo di nuovi studentati, nuove residenze in fase di realizzazione e vecchie edifici recuperati. Bisogna calmierare il mercato degli affitti, altrimenti la situazione diventerebbe insostenibile e finirebbe per avere effetti contrari. 

Nuovi campus, come quello della Bocconi, che permetterà a chiunque già dal prossimo anno di nuotare nella nuova piscina olimpionica. Milano da troppo tempo non ha provveduto ad avere delle strutture sportive degne di competizioni internazionali. Si deve investire per il futuro dello sport.

Milano anche sempre più verde, con piccoli interventi e grandi parchi come quello di CityLife, di Cascina Merlata e della Biblioteca degli Alberi.

“Ho chiesto ai miei uffici – ha detto nell’intervista l’assessore- di fare una verifica se l’obiettivo che ci siamo posti a inizio mandato di riorientare gli investimenti verso la periferia sta accadendo.
Sul verde questo effettivamente è successo: in questi 2 anni e mezzo tre quarti degli investimenti sul verde è stato indirizzato ad interventi fuori dalla cerchia filoviaria della 90/91.”

Grande punto focale del futuro sono senza alcun dubbio gli ex-scali ferroviari.

Il primo a vedere la luce sarà lo Scalo di Greco, dove a breve sarà presentato il masterplan. Anche per lo Scalo Farini l’ora si avvicina, sicuramente in primavera sarà mostrato il vincitore del masterplan. Al suo interno troverà spazio l’Accademia di Brera, grande funzione pubblica e garanzia di continuità con il resto della città storica.

Inoltre lo scalo sarà collegato – con probabile copertura dei binari – con Porta Garibaldi e Porta Nuova, diventando di fatto una lunghissima area pedonale e attrezzata a verde pubblico.

Per lo Scalo Romana si dovrà attendere l’esito della candidatura ad ospitare i Giochi Olimpici invernali del 2026, perché sarà candidato a diventare in parte il Villaggio Olimpico.

Mentre per lo Scalo di San Cristoforo, che sarà trasformato in parco pubblico, senza edificazioni nuove, sarà finanziato dagli oneri di urbanizzazione dello Scalo Farini.

Scalo Porta Genova

Lo Scalo di Porta Genova dovrà attendere di essere dismesso dopo che sarà realizzata la stazione di Tibaldi. Attesa alquanto lunga in attesa che le Ferrovie la costruiscano. Stazione che farà parte del progetto della Circle Line, una linea ferroviaria che collegherà tutte le periferie di Milano. Sempre di questo progetto fatto parte anche la stazione di Mind-Stephenson, ancora da realizzare.

Per l’alienazione della torre degli Uffici Tecnici del Comune (via Pirelli) il Comune attende che si faccia avanti un compratore che riqualifichi l’immobile. L’operazione della vendita della torre di via Pirelli 39, consentirà il finanziamento di altri interventi in città. Mentre per la questione della cittadella di uffici tecnici comunali di via Cenisio si dovrà attendere ancora, per ora ci sono troppi progetti in fase di realizzazione e in progetto – come ricordava Maran– pertanto il progetto per Cenisio è solo ipotizzato ma non è attualmente in programma per l’attuale Giunta Sala, magari nella successiva, qualsiasi colore avrà.

Infatti, come ha ricordato l’assessore, la Giunta Comunale deve continuare e proseguire il lavoro svolto dalle giunte precedenti e preparare il terreno per quelle che verranno. Un esempio potrebbe essere quello della riqualificazione di piazzale Loreto, inserito nel PGT e che sicuramente sarà un compito per la successiva giunta, che naturalmente potrà interpretarlo a suo modo e con le esigenze del momento. Chi governa deve comunque avere visioni coraggiose ma realistiche e soprattutto fattibili, come appunto la riqualificazione di Loreto.

Il progetto di Citterio Viel del piazzale Loreto

La rigenerazione degli spazi urbani da parte del Comune, e non solo, è anche fonte di trasformazione urbana di più grandi porzioni di città. Un po’ come sta accadendo attorno a Porta Nuova, dove sono in corso nuovi interventi come Gioia 22 e a breve (l’assessore non si è sbottonato molto) Gioia 20, interventi che lentamente riqualificano la zona verso la Stazione Centrale.

Finalmente anche a Santa Giulia, dopo decenni di stallo, si vedono cantieri all’opera. 

Partiti anche i lavori in Calchi Taeggi (Sella Nuova-Bisceglie), oggi diventato Sei Milano. Un intervento che nel corso del tempo (2010) è stato riprogettato in meglio, grazie anche alla maestria di Mario Cucinella Architects.

Al via anche gli interventi per il Quartiere Adriano e alla Goccia della Bovisa, così come al Lorenteggio, con la nuova Biblioteca Pubblica.

Nella giornata di oggi, 11 dicembre 2018, sarà presentato il piano per il completamento del progetto di Porta Vittoria, da troppo tempo bloccato e in degrado. Il suo compimento porterà sicuramente una miglioria anche alle zone limitrofe, come Calvairate e viale Molise.

Tra gli interventi in atto, per l’assessore c’è un’altra priorità che vorrebbe portare a termine il prima possibile, ovvero la parte mancante del progetto al Rubattino.

Va anche ricordato l’attuale trasformazione con investimenti pubblici della facoltà di Architettura a Città Studi, progettata dall’Architetto Renzo Piano.

Altro punto di grande successo da parte del Comune è l’esperimento dell’Urbanistica Tattica, quella che con poca spesa si riqualifica una piazza o un luogo della città altrimenti abbandonato o inutilizzato, gli esempi di piazza Dergano e piazza Angilberto II al Corvetto, danno conferma del successo dell’operazione che avrà altro seguito, come ha detto Maran. Seguirà infatti anche un operazione simile in piazza Gramsci, da troppo tempo abbandonata a se stessa.

La lunga chiacchierata si conclude con il futuro, ovvero Mind e Olimpiadi Invernali, che serviranno anche come lascito importante per l’intera città.

Per la ricostruzione dei canali dei Navigli, ha detto l’assessore, si lavora e si è dibattuto pubblicamente, anche per ascoltare i vari pareri e sopratutto per ricordare anche i disagi che ci saranno durante i lavori e le rivoluzioni urbane che ne conseguiranno, soprattutto per la viabilità. 

Ringraziamo Christian Busato, Riccardo Alberti di Progetti e Cantieri (pagina Facebook) e Giulia Cusumano con l’Assessore Pierfrancesco Maran

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


7 thoughts on “Milano | Christian Busato intervista l’Assessore Pierfrancesco Maran

  1. UMS

    Vabbè è una carrellata dei progetti in corso a Milano, cose che più o meno sappiamo tutti…mancano invece le domande più interessanti:

    Ex Piazza d’Armi, Caserma ed Ospedale Militare, che ci fanno?
    Caserma Garibaldi di fronte alla Cattolica, che progetto ha?
    Belli i cantieri per qualche ufficio a Santa Giulia, ma il resto della gigantesca area? Il tram? La biforcazione della M4 si farà?
    L’ex distretto Militare in Pagano resta così in eterno?
    La caserma Montello?
    Perchè FS va così piano con la circle line e le nuove stazioni?
    Dove è previsto il nuovo parcheggio BUS Turistici a Milano col boom del Turismo che c’è? E i bus interrurbani? In quel devasto di Lampugnano?
    I raggi verdi?
    La Caserma Mameli?
    Tutta l’area SOGEMI, Ortomercato e dintorni? Qual’è il programma? Che ci fa un Ortomercato servito dai TIR in città?
    Il Museo d’Arte Contemporanea è morto per sempre?
    La Biblioteca Europea? Non serve tanto non legge nessuno?
    Il progetto nuovo stadio di Milan o Inter è morto per sempre?
    Che ci si fa col Palazzo delle Scintille? Solo le sfilate di moda?
    Il palazzo dell’Anagrafe in via Larga resta li un po’ conciato in eterno?
    Gli Uffici unificati del Comune dove li faranno esattamente?
    Il cavalcavia di Piazzale Corvetto lo abbattono o no (o almeno lo sistemano)
    L’area ex Porto di Mare che futuro ha?
    Il Lido non è sprecato tenerlo così?
    Quali sono i progetti per l’Ippodromo?
    Perchè la MM4 non prevede parcheggi di corrispondenza ai capolinea?
    E’ vero che abbattono San Paolo e San Carlo e costruiscono un Ospedale nuovo di fianco al Naviglio?
    L’idea della cittadella della Giustizia è morta e ci teniamo il cadente Palazzo di Giustizia (e miriade di sedi distaccate) in eterno?
    Perchè gli alberi li piantano solo in periferia?
    L’area di via Stephenson non avrebbe bisogno di risistemazione urbanistica?
    Qual’è il futuro di Città Studi sulle aree Ospedale dei Tumori? E le aree che la Statale lascia e il Poli non si prende?

    E sicuramente ce ne sarebbero altre. Oltre al tema dell’Arredo Urbano, che passa sempre in cavalleria nelle interviste…

  2. Anonimo

    Ok bene così.
    L’unica cosa che mi lascia perplesso è il punto sul verde… È vero che i milanesi chiedono che il Comune investa fuori dalle zone chic del centro ma mica solo con gli alberi sotto i piloni delle tangenziali e dove è facilissimo farlo… quello è sempre stato fatto (massima resa con minima spesa per migliorare le statistiche) fin dai tempi di Albertini o degli alberi di Abbado.
    Serve coraggio per alberare le tante strade di milano dove mancan gli alberi! Se leggesse più spesso UF gli verrebbero tante di quelle idea in proposito! 🙂

  3. Anonimo

    Il discorso del 75% degli investimenti sul verde destinati alle periferie mi sembra una vera presa in giro.

    Il verde serve in centro, mentre la periferia ha bisogno di servizi.

    W l’assessore !

      1. Anonimo

        Per alberare via Larga non ci son molti edifici da abbattere…dai almeno tra noi che non ci guadagniamo da vivere con la politica (non che ci sia niente di male, ma alla lunga non fa bene alla percezione della realtà), siamo seri e concreti! 🙂

      2. Anonimo

        Anonimo delle 18.49. Vivi a Milano o sulla luna ? Hai idea di quanti vialoni ( vittor Pisani, via Larga, cerchia dei Navigli, Melchiorre Gioia, Carducci, Boccaccio, Vercelli, B.Aires etc.etc. ) possono ospitare migliaia di alberi senza contare le decine di migliaia di vie secondarie ?

        Il tuo approccio negazionista e superficiale purtroppo denota una grossa lacuna in materia !

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