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Milano | Porta Nuova – Cantieri, progetti e futuro dell’area lungo via Melchiorre Gioia

Visto il gran movimento che si sta concentrando lungo il tratto iniziale di via Melchiorre Gioia, nell’area compresa tra Porta Nuova, Porta Garibaldi, Isola e Centro Direzionale, proviamo a fare un po’ il punto della situazione.

Qui di seguito una mappa che mostra, in blu, i lotti già in fase di realizzazione e, in rosso, quelli in fase di progetto o in previsione di un loro sviluppo.

Si tratta di una vasta area in totale riqualificazione, che lentamente sta contagiando anche le zone limitrofe.

Lotto 1 – Il primo cantiere riguarda il vecchio edificio delle Poste di via Sassetti 27, da anni in fase di riqualificazione, ma che, secondo alcune indiscrezioni, pare giunto ad una fase conclusiva.

Lotto 2 – Il Rasoio di Unipol Sai, oramai giunto quasi a termine, come abbiamo visto sono in progresso la posa delle facciate.

Lotto 3 – Non è ancora definito nulla, ma inizia a diventare sempre più concreta la possibilità che il Comune di Milano, proprietario dello stabile di Largo de Benedetti, ora utilizzato come Anagrafe, possa esser messo sul mercato, utilizzando il metodo usato l’altro giorno per via Pirelli 39. Al suo posto, sicuramente, un edificio di nuova costruzione, che avrà una posizione decisamente di pregio, visto l’affaccio sul parco della Biblioteca degli alberi e su via Restelli.

Lotto 4 – La Torre Galfa, anch’essa ormai quasi a conclusione della riqualificazione che la trasformerà in residenziale e ricettivo, pur avendo mantenuto buona parte del suo originario aspetto di monolite in vetro degli anni Cinquanta.

Lotto 5 – Lo stretto lotto posto all’angolo tra via Sassetti e via Melchiorre Gioia è stato acquistato da Coima assieme al lotto che noi abbiamo numerato col numero 8. Al momento c’è un parcheggio e non si sa ancora cosa verrà costruito o realizzato; dipende anche dalle decisioni della proprietà che potrebbe, come da voci che circolano, venire unito in una specie di piastra pedonale che sovrasterà l’incrocio. Qui potrebbe sorgere una palazzina bassa che potrebbe appoggiarsi al civico 1 di via Alessandro Paoli.

Lotto 6 – In questo lotto, sempre Coima, sta costruendo Gioia 22, una torre per uffici progettata dallo studio di Cesar Pelli.

Lotto 7 – Al momento questo lotto, tra via Cornalia e via Cardano, è utilizzato come parcheggio ed è uno di quegli spazi mai sviluppati del famoso progetto del dopoguerra che aveva previsto la creazione del Centro Direzionale, e che alla fine rimase per buona parte solo sulla carta.

Il parcheggio di via Cornalia

Lotto 8 – Area di Gioia 20, acquistata da Coima lo scorso anno. Qui il Comune, anni fa, aveva intenzione di costruire un grattacielo di 40 piani per gli uffici comunali che, come si è visto, non è mai stato realizzato. Comunque le volumetrie che si possono costruire qui sono le stesse e quindi potrebbe sorgere una torre molto alta. Dopo l’ultimo acquisto però, Coima potrebbe ripensare il progetto, unendolo appunto con un podio al lotto numero 5, al 9 e al 16. Quindi staremo a vedere cosa mai ci proporranno.

Progetto della Torre del Comune Milano 2007

Lotto 9 – Questo è stato il grande colpo immobiliare, concluso solo la settimana scorsa, sempre da Coima per la torre di 90 metri di via Pirelli 39 e il parcheggio sotterraneo, acquistati dal Comune per 193 milioni di Euro. Coima potrebbe ridistribuire le volumetrie e realizzare, magari, una torre più alta ed eliminare il palazzo a ponte che sovrasta via Melchiorre Gioia.

Lotto 10 – I Giardini d’Inverno sono orami in dirittura d’arrivo ed entro la fine dell’anno dovrebbe esser consegnato.

Lotto 11Via Emilio Cornalia 6, questo lotto è piccolo, e la seguente è semplicemente una nostra ipotesi, ma vedendo il valore degli immobili della zona crescere vertiginosamente (anche per la presenza di trasporti urbani di ogni tipo), ci siamo chiesti se, prima o poi, il proprietario non provveda a costruirvi qualcosa. Al momento si trova la parte inferiore di un vecchio stabile a magazzino.

Lotto 12The Corner è anch’esso in riqualificazione ed è abbastanza a buon punto, in attesa di ospitare i nuovi inquilini: Versace e Inter.

Lotto 13 – Il Nido Verticale, che altri non è che la Torre Unipol Sai di Mario Cucinella Architects, è in fase di costruzione ormai dallo scorso anno, dopo alcuni anni d’attesa. In questi giorni il cantiere è giunto finalmente al piano strada.

Lotto 14 – Qui troviamo, in via de Cristoforis 6Porta Garibaldi, il complesso che prima ospitava The Big, il residence di Ligresti costruito negli anni ’80. La piccola torre rosa sta cambiando aspetto grazie ad un progetto di AstiArchitetti.

Lotto 15Residenza Vespucci, il nuovo palazzo residenziale di via Vespucci angolo Marco Polo alle Varesine. Qui il cantiere è quasi giunto alla sommità.

Lotto 16 – Concludiamo con l’edificio ex sede di Tim di via Pirelli 35 e piazza Einaudi, comprato da poco sempre da Coima, che con ogni probabilità lo inserirà nel più ampio complesso di edifici di cui abbiamo parlato poco sopra. Anche per questo edificio al momento non trapela nessuna informazione.

Naturalmente tutto questo fermento è uno sprone per tutta la zona circostante e per la città. Ci possiamo spingere da Porta Garibaldi verso lo Scalo Farini e fino alla Ghisolfa-Bovisa, sperando in una Milano più ecologica, verde e a misura d’uomo. Sperando anche nella riapertura del canale del Naviglio.

Alcuni dei cantieri e progetti in corso o prossimi nell’area Nord-Ovest



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


36 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Cantieri, progetti e futuro dell’area lungo via Melchiorre Gioia

        1. Islington

          Concordo. Come avrebbe detto un mio docente all’università, se l’architettura è un linguaggio, questo è dialetto.

          Semanticamente, siamo allo stesso livello del chiosco delle spremute fatto a forma di arancia.

          1. _

            🙂

            La cosa che mi sembra interessante è il concetto di torre per gli abitanti/turisti e non residenziale o uffici.
            Oltre al punto per vedere la città dall’alto, ci sono ristoranti, e spazi per le scuole e i servizi comunali.
            Una specie di Torre Branca del 21 secolo per intenderci.

            Quanto alla forma, son sicuro si possa far di meglio / di più adatto.

      1. Andy

        Caro Dario Torrente, prima di aprire la Martesana occorre capire cosa fare delle auto parcheggiate lungo via M. Gioia, al 99% di residenti. Wf che è un uomo primitivo dice candidamente “me ne fotto altamente”. Io, che sono più evoluto di lui, mi pongo il problema che non è da poco.
        Per me, infatti, occorre costruire garage e box sotterranei o sopraelevati e – solo il seguito – vietare la soste a riaprire la Martesana.

        1. Wf

          Io che sono uomo primitivo dico:

          Prima apriamo la martesana
          E poi buttiamoci dentro le automobili

          Tu che sei uomo raffinato mi impuzzolisci tutta la città col tuo tubo di scappamento.uomo raffinato come il petrolio.

    1. Anonimo

      Va be’che ti chiami torrente, ma neanche nel piu utopico progetto e’ prevista l’apertura del naviglio lungo TUTTA la via( non viale) Melchiorre Gioia. E comunque siamo seri dai, proprio in questo articolo di UF si parla di nuovi grattacieli, aumenti di volumetrie, ulteriori uffici o residenze e quindi INEVITABILE aumento del traffico di una via gia’ congestionata. Pensate che l’idea di un canaletto manco navigabile sia verosimile?Ah no gia’, tutti in bici e mezzi pubblici, come no.

    2. Luca

      L’idea del Naviglio mi affascina parecchio, ma purtroppo sono cosciente che non la vedro’ mai realizzata nella mia vita. Milano e’ diversa, troppo diversa dal passato, e ha perso ogni senso identitario rispetto alla citta’ che era. A me piacerebbe ripensare la citta’ esattamente come hanno fatto a Varsavia, ovvero hanno raso al suolo tutto l’orrore sovietico e ricostruito da cima a fondo il centro com’era. Sarebbe un grande volano per l’economia oltre che un esempio per le altre citta’, ma sappiamo gia’ che non avverra’ mai una cosa del genere in una citta’ di bottegai… Poi ovviamente i grattacieli vanno benissimo, magari non in centro (vedi torre Velasca).

  1. giò i man dal nichel

    Magari.. mi piace lo sviluppo verso farini Bovisa…..Una zona di parchi e grattacieli. Col naviglio Martesana e cerchia NAVIGLI riaperti. UNA CITTA’ MODERNA NON PROVINCIALE CHE NON DIMENTICA IL PASSATO.

  2. Andrea

    Sì è passati dal progettare un nuovo è importante grattacielo comunale nel lotto 9 allo svenderlo ai privati insieme anche al lotto 8.

    Questa situazione in cui anche i partiti di sinistra stanno rinunciando a valorizzare il pubblico per lasciare comodamente tutto in mano al dio denaro mi sta molto preoccupando.

    Diventeremo una specie di brutta copia degli Stati Uniti?

    1. Anonimo

      Né Londra né Francoforte lo sono diventate, anche se sono piene di grattacieli. Parigi è sempre Parigi anche con la Défense e Madrid è sempre Madrid pure coi grattacieli di Atocha e di Castellana Norte,

      Non vedo perché per Milano dovrebbe essere diverso.

      1. Andrea

        Mah guarda Madrid e Francoforte non le conosco ma Londra era una specie di New York europea già più di 10 anni fa, tutto costa caro, gli stipendi alti, le tasse basse, ma i servizi pubblici? Boh bisogna viverci per sapere.

        La defense è invece un esempio calzante, a mio parere, di uno dei quartieri di Parigi più brutti e meno caratteristici, quando ci sono stato l’ho evitato come la peste.

        Il vetro è un materiale affascinante come l’oro o il marmo ma a tutto c’è un limite, ammassare scatoloni di vetro uno accanto all’altro è come riempire d’oro i dettagli di ogni edificio come fanno nell’Est. Gli edifici dell’est noi li chiamiamo “pacchiani” ma non so quanto sia di buon gusto costruire scatole di vetro solo perché l’effetto specchio è attraente come l’oro.

        1. Joe

          Gli edifici dell’est li lasciamo all’est. A Milano si sta costruendo ben altro. Io mi auguro invece (ma dubito) che si costruiscano parcheggi sotterranei e aree per il tempo libero. Oltre che a giardini.

  3. giò i man dal nichel

    Svenderlo? 193 milioni? Non ti preoccupare andrea.. 193 milioni saranno investiti nelle periferie.. è il mercato baby

    1. Andrea

      No, è il Comune baby, non il mercato. Non facciamo l’anglosassone errore di confondere le istituzioni pubbliche con delle aziende soggette alle logiche di mercato. Le aziende non hanno utilità pubblica e non riscuotono le tasse!

        1. Andrea

          Recludding del lotto 9 e realizzazione di un giardino con restringimento di via Pirelli nel lotto 8, una gelateria nel giardino che quando passerà il naviglio fatturerà soldi a palate che andranno in tasca al gelataio e non ad una finanziaria straniera.

          I soldi li si prende dagli oneri edilizi degli altri 14 lotti, non bastano? Beh è una situazione che è rimasta ferma per decenni si può aspettare ancora un po’ ma vendere la cosa pubblica ai privati è come realizzare i sopralzi sugli edifici del centro, una volta che l’hai fatto non torni più indietro.

          1. Andy77

            Pur essendo un sostenitore del verde in quell’area farebbe la figura di giardino condominiale per non dire che poi la gelateria potrebbe essere di proprietà di una multinazionale.
            In realtà anche in tempi non sospetti li pubblico ha sempre avuto l’obbligo di economicità della gestione, ergo fare i conti della serva per capire dove dirottare le risorse. Il compito del pubblico è di pompare risorse laddove nessuno lo farebbe per rilanciare una zona, porta Nuova ormai ha solo bisogno di indirizzi e regole da parte pubblica, in tutto il mondo è così a parte l’Italia dove il pubblico è visto come la vacca da mungere.
            Se facessimo i conti gli oneri degli altri 14 edifici rimangono al comune per interventi di pubblico interesse ed in più c’è una plusvalenze di circa 60 mln per rilanciare un’altra zona e occuparsi delle periferie.

          2. Andrea

            @Andy77: …in tutto il mondo occidentale vorrai dire? Sinceramente non so per quanto tempo ancora reggerà questo modello di libertà prettamente statunitense per cui ognuno è libero di fare ciò che vuole anche in barba agli interssi collettivi a patto che fatturi. La Cina avanza e noi invece di rafforzare la nostra identità vendiamo pezzi del nostro Stato al maggior offerente, se continuiamo così quando la Cina sarà lo Stato più potente del mondo noi saremo solo un anonimo territorio pieno di fatture.

          3. Andy77

            @Andrea ore 16:25: L’Italia appartiene al mondo occidentale anche se questi concetti sono applicati in tutto il mondo. Anche negli anni 60 e 70 quando il modello di sviluppo era Keynesiano (oppure Sovietico) e non liberista il settore pubblico ha sempre pensato ad investimenti che fossero fattibili e come fossero reperibili le risorse senza procrastinare il costo degli sprechi. In Italia abbiamo già tante cattedrali nel deserto prodotte proprio con la logica che descrivi. Togli il futuro quando parli della Cina perché è già così; concordo che i cinesi abbiano sfruttato il nostro modello per mettercelo in quel posto ma è un modello che è stato accettato acriticamente fino alla crisi del 2007.
            Inoltre all’asta per il Pirellino tutti, quindi anche gli investitori italiani, erano liberi di fare la propria offerta a fronte di garanzie finanziarie solide. Se gli italiani per primi non mettono i capitali in qualcosa che interessa la collettività italiana non dobbiamo lamentarci se ci pensano altri. L’operazione condotta dal comune ha senso, se pensi che pochi anni prima quell’edificio era giudicato la metà del valore attribuitogli oggi vuol dire che il comune ha fatto bene ad aspettare per poi investire le risorse della collettività in un progetto migliore e con le spalle coperte. Io avrei preferito creare la Cittadella Comunale a Città Studi dato che la zona scelta risentirà anche del progetto degli scali ferroviari ma probabilmente un investimento a Città Studi si sarebbe incrociata con le esigenze della statale per avere i fondi del nuovo polo a Rho Fiera.

      1. Anonimo

        Il “mercato” in questo caso non c’entra molto.

        Il Comune ha semplicemente valorizzato molto bene un edificio in un’area di pregio, facendoci un sacco di soldi che investirà in un altro edificio per gli uffici comunali in zona meno di pregio (Farini) ma che fra 30 anni avrà valore altissimo. Quindi ha fatto un ottimo investimento per le prossime generazioni ed ha anche raggranellato qualche soldo da investire altrove.

        Dire che il Comune sta “rinunciando a valorizzare il pubblico per lasciare comodamente tutto in mano al dio denaro” è molto suggestiva e figa. Ma in questo caso ci sta come i cavoli a merenda, secondo me.

        1. Andrea

          Cosa?!? Hanno venduto un grattacielo e un terreno edificabile in Porta Nuova, davanti alla fermata della metro, nella via dove passerà il Naviglio per ristrutturare gli uffici di un edificio a tre piani?

          Spero vivamente che con quei soldi facciano anche qualcos’altro; come ricorda l’anonimo nel commento sotto, ora che l'”affarone” sì è concluso potrebbero almeno riqualificare il cavalcavia Bussa prima che a qualcuno venga in mente di metterci il telepass e farlo riqualificare anche quello da un privato.

          1. Anonimo

            Han venduto il grattacielo per finanziare la nuava sede di tutti gli uffici comunali a Farini (che è progetto abbastanza colossale).

            Concordo che coi soldi si spera facciano anche altro.

            Tu parli di riqualificare il cavalcavia Bussa. Io userei i soldi per costruire case per chi sotto i cavalcavia ci abita e non può permettersi i prezzi assurdi del “Social Housing” alla meneghina. Ma su tutto si può democraticamente discutere ed arrivare ad una quadra, in fondo il Comune fa (o almeno dovrebbe fare) quel che i cittadini chiedono!

    1. Andy77

      Spero che il progetto vincitore non lo realizzino.
      Proporrei una volta che dalla stazione a via Farini copra i binari e la strada e poi piantarci prato e alberi collegandosi alla biblioteca degli alberi. Il traffico e i treni viaggiano sotto la volta mentre i pedoni sono liberi di andare da un quartiere all’altro.

  4. Marco

    Per fortuna non hanno realizzato quel folle progetto del Bussa. Brutto e inutile spreco di (se non ricordo male) 7-8 milioni di €. Pensatesolo che prevedevano una costosissima rampa ciclabile per collegare il Bussa alla Stazione Garibaldi, mentre centinaia di posti bici in rastrelliera sono eternamente vuoti, davanti alla Stazione Garibaldi. E chiudere l’accesso da sud all’Isola – Porta Nuova è una colossale scemenza, totalmente antiecologica perchè costringe i mezzi a motore a giri tortuosi, producendo il loro bel CO2.

    1. Andrea

      Non ti viene in mente che, forse, le centinaia di rastrelliere sono vuote proprio perché la stazione Garibaldi non è collegata con alcun percorso ciclabile ma anzi è raggiungibile solo da uno stradone a due corsie per senso di marcia che passa per un tunnel ad uso automobilistico?

      Non pensi che rendere più difficoltoso l’accesso in automobile ad un quartiere residenziale fornito di tutti i tipi di trasporto alternativo sia una scelta ecologica?

    2. Walter

      Sono d’ accordo al 100%, non si pensa mai alle conseguenze sul traffico di certe scelte … inoltre il cavalcavia Bussa e’ una delle ultime zone ancora “parcheggiabili” se uno deve andarci alla sera venendo da fuori Milano

  5. Wf

    Però il comune potrebbe obbligare a lasciare laccesso pubblico a un piano per grattacielo in modo tale da fornire agli indigeni e ai turisti molti punti panoramici sulla città…

    Adesso non so se sullempire state building si può salire a fare le foto ma mi pare di si.. o se non è lui è qualcun altro.

    Insomma un vincolo di parziale fruizione pubblica può anche metterlo dentro le concessioni edificatorie…

    E anche il turismo e i fotografi ringrazierebbeRo!

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