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Milano | Sempione – Il quartiere dell’Arco della Pace: seconda parte

Proseguiamo il giro nel quartiere formatosi attorno a Piazza Sempione e all’Arco della Pace, un enorme emiciclo che abbraccia un intero quartiere tagliato in due da Corso Sempione ed è delimitato da via Canonica e via Melzi d’Eril. (qui la prima parte)

Dopo aver visto la piazza, via Pagano e il Corso nel primo articolo, questa volta vi mostriamo il resto del quartiere.

Cominciamo da Piazza dei Volontari, al centro della “fetta occidentale” dell’arco. Piazzetta ben sistemata quindici anni fa circa dopo la realizzazione del parcheggio interrato. Al centro un area pedonale e aiuole con alti cespugli e piccoli arbusti. Le architetture sulla piazza, tutte realizzate a cavallo tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento, sono eleganti e d’effetto. Da un lato si trova la Residenza Anni Azzurri Parco Sempione, realizzata all’interno di un edificio appartenente originariamente al complesso della Basilica del Corpus Domini (sormontata dal monolitico campanile). In quest’edificio prese forma l’odierna università dello IULM.

La piazza è molto graziosa anche perché ha un bell’arredo urbano consono al contesto: pavimentazione in pietra e illuminazione con lampioni in stile.

Curiosa la casa d’angolo tra via Giuseppe Piermarini (3) e Via Abbondio Sangiorgio (civico 5), in stile neoclassico e abbastanza degradata, bisognosa di un sicuro restauro, ma che presenta un “assaggio” di intonaco nella parte alta del cornicione, realizzato ormai una decina d’anni fa, forse un tentativo di avvio dei lavori naufragato per chissà quali altri problemi.

Purtroppo il parcheggio in Via Abbondio Sangiorgio è a lisca di pesce permesso a cavallo sul marciapiede, pratica che troviamo brutta e degradante. Sarebbe stato meglio se il Comune avete accorciato i marciapiedi e adeguato meglio il parcheggio.

Passando sull’altro lato della piazza segnaliamo la bellissima casa in Via Francesco Domenico Guerrazzi 8, Villa Maltecca, realizzata su progetto di Enrico Agostino Griffini nel 1926. Palazzina ben proporzionata nelle sue piccole dimensioni, con le decorazioni realizzate in un delizioso barocchetto rivelano il passaggio tra lo stile liberty e il déco.

Via Francesco Domenico Guerrazzi è ricca, come si vede, di case realizzate nel primi anni del Novecento, signorili ed eleganti.

Recentemente è stato riqualificato lo stabile ricco di decorazioni al civico 9 di via Guerrazzi. Particolarmente elaborata è la serie di balconi posti ad angolo smusso.

Tornando in Via Abbondio Sangiorgio, al civico 9, troviamo una splendida palazzina liberty del 1910-15, dalla ricca decorazione in cemento con animali di fantasia e non, ma soprattuto con delle meravigliose cancellate in ferro battuto che potrebbero essere del noto artista del ferro Alessandro Mazzucotelli (purtroppo non abbiamo trovato risconti).

All’angolo con via Canonica troviamo una palazzina eclettica alla quale vennero aggiunti due piani (probabilmente negli anni Cinquanta) che per fortuna si integrano abbastanza bene col resto dell’edificio.

In via Giovanni Gherardini al 6 si trova la Casa per abitazioni realizzata da Vito Latis nel 1949. Si tratta di un edificio che con discrezione, pur avendo 6 piani, si inserisce nel conteso.

Passiamo ora al lato orientale, su Via Agostino Bertani, la via confinante col Parco Sempione.

Qui l’assenza di alberi si sente, peccato, perché potrebbe essere come via Pagano (che virtualmente ne è il proseguimento), sul lato opposto della mezzaluna, più bella perché alberata. In pratica sembra un grande parcheggio, anche perché il traffico è limitato. Potrebbe avere alberi e parcheggio allo stesso tempo, no?

Qui si trovano altri bei edifici, come via Bertani 14, 10 e 6, con la ridondante facciata decorata con una bow-window centrale.

Ma l’edificio più interessante e curioso è il civico 8, dove si trova, nel fregio di facciata, un altorilievo che riproduce una vettura automobilistica del primo Novecento – Qui un nostro precedente articolo-.

Altro palazzo di interesse architettonico è senza alcun dubbio Via Bertani 10, la casa-albergo di Giulio Minoletti (1969-70). Si tratta di uno degli episodi residenziali più rappresentativi della sperimentazione tipologica nell’architettura residenziale borghese della fine degli anni Sessanta. Se dal punto di vista della composizione architettonica è evidente l’analogia con il palazzo rinascimentale e quello neoclassico, dove a un solido basamento si sovrappone un sistema formato da colonne e architrave, è il tema dell’alloggio duplex a costituire la grande innovazione tipologica dell’edificio: ciascun piano ha undici alloggi a doppia altezza distribuiti da un corridoio centrale, sei verso via Bertani e cinque verso il giardino interno, dove al posto del loggiato è presente una leggera balconata continua. (Lombardia Beni Culturali)

Passiamo alla casa ottocentesca di Via Bertini 14, classica facciata eclettica con medaglioni porti tra gli archi decorativi del primo piano e che contengono ciascuno una testa tutto tondo in terracotta.

Qui si trova anche una targa dedicata a Umberto Fogagnolo: Militante del Partito d’Azione clandestino, il 25 luglio 1943 fu tra coloro che assaltarono il “covo” fascista di via Paolo da Cannobio; dopo l’8 settembre 1943 contribuì ad organizzare le SAP (squadre di azione patriottica). Fu arrestato nell’ottobre in corso Vittorio Emanuele perché affrontò il comandante della brigata fascista “E.Muti”, Colombo, mentre malmenava un operaio. Fu poi tra i fucilati dai tedeschi in Piazzale Loreto il 10 agosto 1944. (Fonte: chieracostui.com)

Il quartiere all’interno custodisce anche un piccolo luogo dalla storia millenaria e particolare, purtroppo che nel corso del tempo ha perso ogni valenza artistica, si tratta della chiesa di Sant’Ambrogio ad Nemus.

La chiesa che vediamo oggi, semi nascosta, venne trasformata su disegno dell’Architetto Ulisse Stacchini (quello della Stazione Centrale), ma le origini sono ben più antiche, infatti questo fu il luogo dove Sant’Ambrogio veniva in meditazione.

Le vie limitrofe attorno al complesso di Sant’Ambrogio ad Nemus hanno un sapore particolare, al contrario del lato “occidentale” dell’emiciclo dell’Arco, il lato “Orientale” è caratterizzato da case più antiche e più “popolari” confronto al lato opposto.

Via Cagnola è il perno e qui si trovano parecchie attività commerciali di quartiere.

Concludiamo il nostro giro “turistico” nel quartiere con il palazzo d’angolo con via Peschiera di Via Francesco Melzi d’Eril, 29, dall’architettura brutalita ma interessante.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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