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Milano | San Babila – Si tracciano le prime nuove ciclabili

Come annunciato, da ieri, 29 aprile, il Comune sta tracciando la ciclabile in solo segnaletica che collegherà San Babila con Sesto Marelli. Questo è l’inizio del primo tratto in corso Venezia, tra via Palestro e via Serbelloni: qui è stata segnata la riga bianca, poi sarà la volta di quella gialla e la sosta per le auto e in modo particolare invalidi e carico/scarico. Come ha scritto l’Assessore ai Trasporti Marco Granelli.

Il nuovo disegno è così suddiviso: una porzione per i pedoni adiacente il marciapiede, una porzione per la ciclabile e una porzione per consentire l’accesso alle auto parcheggiate in tutta sicurezza.

Il primo tratto sarà percorribile entro metà maggio fino ai Bastioni di Porta Venezia, si procede quindi entro metà giugno in corso Buenos Aires per arrivare in viale Monza – Sesto Marelli a fine luglio per un totale di 6 chilometri di pista ciclabile.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


35 thoughts on “Milano | San Babila – Si tracciano le prime nuove ciclabili

    1. Artur

      Si, ma magari con maggiore attenzione per tutti i cittadini. Come sempre, si segue la moda del momento. Ora, siamo nella fase che tutti devono usare le bici. Ma chi lo dice? Io per esempio, anche volendo, non potrei mai usare per andare al lavoro. Andare in bici con il vestito d’estate a Milano è impossibile. Tragitto casa-ufficio 4,5km aggiundi anche gli incontri con i clienti nelle varie parti della città.

      L’auto è la comodità (e io la uso veramente poco in città, perché preferisco i mezzi pub) ma a volte è indispenabile, proprio perché Milano ha un terriorio vasto. Ridurre le carregiate delle auto e gli spazi per i parcheggi non va bene.

  1. Anonimo

    Molto bene. Si riporta equilibrio e un po’ di giustizia in come è distribuito lo spazio comune. Prima quasi totalmente dedicato alle auto (tra corsie e sosta) e in minima parte ai pedoni; ora ancora molto alle auto ma un pochino in più ai pedoni e un po’ alle bici e nuova mobilità elettrica.
    Così in tutta Milano!

  2. Alcor

    Secondo me può essere una buona idea. Troppo inquinamento e caos da auto, ben vengano biciclette e monopattini, Milano si sta svegliando.
    L’unica perplessità che ho è la pista ciclabile prevista in mezzo alla carreggiata in Viale Monza: non sarà troppo pericolosa con tutti i pirl@ che con l’auto sfrecciano a zig-zag?

  3. Anonimo

    Io spero che Milano si possa riprogettare. Troppo tempo abbiamo avuto un’idea di mobilità anni 60. Ma lo spazio pubblico consiste di tanti elementi. Quindi anche mobilità dolce, pedoni, verde e piazze hanno un significato. Milano può reinventarsi e non dobbiamo sprecare l’opportunità!

  4. Anonimo

    ma anzichè fare ‘sto pasticcio sull’asfalto stile happening berlinese, non facevano prima a chiudere Corso Venezia -fino Sesto Marelli al traffico veicolare? passaggio solo per residenti e carico scarico…il resto tutto per bici…e piante ovunque.

    1. Anonimo

      Chiudere tutto sarebbe bello ma sarebbe anche troppo, bisogna pensare a chi può muoversi, per le più svariate ragioni, solo in auto.
      È importante fare in modo che chi può spostarsi a piedi, in mobilità elettrica o in bici lo faccia come prima scelta. Seconda scelta il mezzo pubblico, ultima spiaggia l’uso dell’auto privata, da disincentivare con forza e coraggio, anche aumentando i costi di arra C e parcheggi in centro. Ne guadagneremmo tutti, anche gli automobilisti perché riuscirebbero a spostarsi in tempi ragionevoli, senza morire nel traffico.

      1. Anonimo

        Dopo la prima emergenza va reintrodotta Area C e allargata (di molto). L’auto privata in città crea molto inquinamento, ingombro e pericolo. E anche degrado. Lo spazio pubblico deve essere uno spazio vivibile, aperto e produttivo. Non una superficie morta per la sosta di veicoli privati.

      2. Anonimo

        Vedremo nelle prossime settimane se l’uso dell’auto privata sara’ “l’ultima spiaggia”. Ma dove vivete?

        1. Anonimo

          Lascia perdere questi non hanno più un neurone rimasto. In tempi di pandemia l’uso di un mezzo privato come auto o moto non dovrebbe essere ostacolato ma incentivato dato che riduce la possibilità di trasmissione del virus a differenza dei mezzi pubblici che lo moltiplicano a dismisura per ovvi motivi.

        2. Anonimo

          Vedremo anche quanti si fideranno a usare i mezzi e quanti pendolari che abitano a Carate Brianza o a Casalpusterlengo e lavorano in piazza San Babila verranno davvero al lavoro in bicicletta.

          Non vorrei scioccarti ma ti rivelo che non tutti abitano in una casa di ringhiera chic ristrutturata all’Isola o a Porta Venezia.

          1. Anonimo

            Il ragionamento è esattamente all’opposto.
            Chi vive a Carate o Casalpusterlengo la casa nel verde ce l’ha. E pretende di andare in centro a una metropoli con il suo mezzo privato per comodità creando un traffico assurdo e tanto inquinamento. Io per esempio come tanti altri vivo a Milano e noi questa aria la dobbiamo repsirare h24. E per questo commuting assurdo che abbiamo a Milano siamo sommersi già adesso da più di 1 milione di auto in entrata ogni giorno mentre ci manca lo spazio verde e pubblico per bambini e cittadini! L’auto privata ha distrutto tanti paesi italiani e anche Milano. Bisogna solo guardare le foto d’epoca per rendersi conto quanta bellezza abbiamo distrutto con parcheggi e catrame ovunque! Tante piazze e tanti alberi sono spariti!

      3. Anonimo

        Ma se garantisci una metro sicura e comoda per gli orari , ma chi è che ha più voglia di prendere la propria auto per andare in centro?Io dico che servono decisioni radicali . La piaga dell.inquinamento a Milano dipende soprattutto dai veicoli.Forse la diffusione del Covid è collegato alla concentrazione di polveri sottili nell’aria. E qualunque misura presa in Lombardia e a Milano in particolare , fin qui non ha sortito nessun miglioramento nella qualità dell’aria. Se procediamo come formiche nella scelta di soluzioni radicali , hai voglia ….

        1. Anonimo

          La pessima aria di Milano e l’inquinamento alle stelle è veramente una piaga! Questa città soffoca di polveri sottili e di gas di scarico. D’estate in posti come Corso Buenos Aires hai l’impressione di soffocare per i gas di scarico. Cambiare è doveroso!

    2. Anonimo

      Non parli sul serio vero?

      Perfino un anti-auto convinto come me (Ho venduto la mia ultima nel 2011) si rende conto che una idea del genere è, senza offesa, delirante.

      Specie adesso che dobbiamo decongestionare i mezzi pubblici, che comunque molti non si fideranno a prendere per un bel po’, e quindi che ci piaccia o no per un po’ di tempo dovremo tollerare un maggiore utilizzo del mezzo privato.

      Proviamo invece a usare il cervello e incentivare molto più di adesso il car sharing (molto meglio 25 auto che portano 4 persone ciascuna che 100 che ne portano una) e i veicoli elettrici.

      1. Anonimo

        Si si, questi parlano sul serio perché sono convinti che uno che abita a Cinisello vada a lavorare in San Babila in bici perché hanno tirato quattro strisce in corso Venezia.

        1. Anonimo

          Ho vissuto a Tokyo, a Londra, a Friburgo e a Berlino. E guarda a caso, la gente questi percorsi in bici li fa. Se vai piano in bici fai attorno ai 10 km/ora. Forse sei anche più veloce se sei in salute e ha meno di sessanta anni che con i mezzi o l’auto. A Milano siamo un po in ritardo con le piste ciclabili e visto che siamo in Italia le risorse a disposizione sono poche. Ma iniziare a cambiare da subito la mobilità non è un optional, è necessario.

          1. Anonimo

            Io non ho vissuto ne’ a Tokio Londra Friburgo ecc e neanche a Cinesello Balsamo ma tu, gentile uomo di mondo Anonimo delle 20:07 hai mai provato a fare FulvioTesti o la MilanoMeda o la Paullese in bici? Fammi sapere.

          2. Anonimo

            A Milano /italia Il ritardo è sopratutto CULTURALE . Un’ora di bici per tratta non è tanto . Il problema è quando diluvia . Ma ormai non piove quasi più . Invece di dire #andrà tutto bene inUtilmente …. bisognerebbe ripetere ovunque fino alla nausea #andiamo tutti in bici !!

          3. Anonimo

            Si! Andiamo tutti in bici perchè aiuta la nostra città, la nostra salute e da una mano per creare una città più equa e più vivibile!

          4. Anonimo

            Speriamo che tutti questi cittadini del mondo e le decine di innamorati delle bici, le usino sul serio.
            Sui mezzi pubblici per un po’ non ci sarà posto per tutti, e sarebbe utile se, deposta la tastiera, inforcassero le due ruote non a motore.

            E soprattutto che convincessero qualche amico, che di bici in giro ce ne sono tante ma nemmeno il 10% delle auto o degli scooter in circolazione.

  5. Anonimo

    Vorrei vedere la faccia del rincoglionito che ha deciso di tracciare percorsi pedonali in strada quando ci sono già dei marciapiedi?

    1. Anonimo

      Se guardi meglio, vedrai che non sono percorsi pedonali, ma semplicemente lo spazio lasciato tra la pista ciclabile e i nuovi parcheggi (di cui stanno tracciando le linee gli omini nella foto) per far scendere le persone dalle auto in sicurezza.

      Infatti se guardi le sezioni e le mappe nelle immagini successive non c’è nessun passaggio pedonale esterno.

      1. Anonimo

        “semplicemente lo spazio lasciato tra la pista ciclabile e i nuovi parcheggi (di cui stanno tracciando le linee gli omini nella foto) per far scendere le persone dalle auto in sicurezza”
        In pratica quando uno scende da un auto e apre la portiera a destra ci sono le strisce e non ammazza nessun ciclista. Questi si che hanno collegato il cervello. Grazie di cuore dell’aiuto Anonimo 17:47

        1. Anonimo

          Io non ricordo di aver mai visto una cosa così barocca in nessuna città del mondo:
          Marciapiede- parcheggio auto- striscia colorata per pedoni che scendono dall’auto-pista ciclabile- carreggiata per le auto.

          Però sia sa, noi siamo più intelligenti 🙂

  6. Anonimo

    Siate pure cinici. Milano cerca di fare, cerca di rimboccarsi le maniche.
    Milano a differenza di Parigi o Londra riceve molto poco budget dallo stato. La Regione Lombardia ha investito in tutto, tranne in mobilità sostenibile, piste ciclabili e trasporto pubblico. Adesso mentre tanti altri posti sono ancora sotto shock a Milano ci sono usciti già i primi progetti, si è già partito a fare. Cambiare totalmente lo spazio pubblico di questa città è diventato una necessità, perchè non ci sarà più il come prima. E se i commercianti non avessero osteggiato la pedonalizzazione di Corso Buenos Aires adesso avrebbero già uno spazio pubblico molto più adatto al mondo di oggi che così. I tempi cambiano sempre e chi non va con i tempi se ne va con il tempo. Hanno una chance quelli che non viviono di nostalgia ma che cercano di guardare il mondo del 2020.

  7. Anonimo

    Riportiamo la conversazione su toni più pacati. Si può discutere senza attaccarsi e darsi dei deficienti a vicenda.

    Le strade sono uno spazio finito, ok?
    In quello spazio ci possono passare x auto, per semplici leggi fisiche.
    Nello spazio di un’auto ci stanno comodamente almeno una decina di bici.
    Quesito molto molto semplice: qual è il modo migliore per ottimizzare lo spazio facendo muovere il più alto numero di persone? Che poi è questo il problema.

    Il comune (se vi stanno antipatici Maran e Granelli parliamo di Comune) ha dei piani e sta sperimentando. Preferite che si lasci tutto com’e, senza fare niente e si lasci impazzire il traffico? Blocchiamo la città? Almeno lasciamo che i cittadini che possono usino la bici. Certo nessuno obbligherà mai nessuno a fare 40 km in bici dalla provincia di Bergamo, è così difficile capire che questi provvedimenti sono d’aiuto alla mobilità e non un intralcio?

  8. Marco

    Da tutte le polemiche e lamentele che leggo, spesso un po’ più di principio che di sostanza, sembra che abbiano vietato a tutti di usare l’auto.
    Vi dó una notizia: possiamo continuare a guidare a Milano nelle stesse vie in cui ora ci sono nuove piste ciclabili. Solo che ora possiamo scegliere di andare anche in bici, non avendo a disposizione i mezzi pubblici a massima capacità come prima. Invece che lamentarci per una carreggiata un po’ più stretta ringraziamo chi con la bicicletta contribuirà a decongestionare il traffico e farci andare fluidamente. 🙂

  9. Anonimo

    Io davvero non capisco la logica con cui è stata tracciata la ciclabile in corso Venezia (da via Palestro verso San Babila).
    Qualcuno me la può spiegare?

  10. Anonimo

    Immagino che sarà un piacere fare avanti e indietro in monopattino defiscalizzato da Sesto Marelli a giugno e luglio.

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