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Milano | Urbanistica – Scali ferroviari: il punto della situazione, ottobre 2020

Ieri l’Assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran, ha spiegato in una diretta social il punto della situazione sugli Scali Ferroviari dismessi e il loro sviluppo.

Come ha dichiarato l’assessore Maran: “Facendo i conti abbiamo approvato l’accordo 39 mesi fa e per 27 mesi abbiamo dovuto attendere l’esito dei ricorsi al Tar, che ha portato solo ritardi, che si sommano al rallentamento a causa della pandemia.”

Al momento lo scalo sotto i riflettori è senza alcun dubbio quello Romana, anche perché il 30 ottobre si concluderà la vendita dell’area dell’ex scalo ferroviario, dove verrà realizzato il villaggio olimpico per i giochi invernali di Milano-Cortina del 2026. Come ha spiegato l’assessore c’è stata una proroga a causa del Covid, perciò “La tempistica è compatibile con l’avvio del masterplan, con le bonifiche dell’area e con la realizzazione del Villaggio olimpico che dovrà esser pronto per giugno 2025.”

Scalo Romana: al momento sono cominciati i lavori di rimozione dei binari dismessi da parte di Ferrovie, che sono necessari alle bonifiche e alla realizzazione del nuovo tratto di linea. Le bonifiche vere e proprie cominceranno all’inizio del prossimo anno, successivamente partiranno i cantieri per essere pronti per il 2026, non solo la parte relativa al villaggio olimpico ma anche il resto dello scalo. Nel frattempo sono cominciati i lavori per la riqualificazione della vecchia stazione ferroviaria di Porta Romana, la quale sarà successivamente collegata tramite un passaggio con la vicina stazione Lodi TIBB. La ferrovia che attraversa lo scalo sarà messa in trincea portando l’altezza centrale del futuro parco più alta, di modo da poter attraversare i binari con una soletta-ponte larga circa 95 metri, rendendo l’accesso ad entrambi i lati dello scalo più semplice. Le volumetrie disponibili saranno in altezza, così da permettere più superficie verde. Perciò sarà possibile che nello scalo vengano realizzati almeno altri due grattacieli alti come la Torre Faro, alta 144 metri, uno dei quali con ogni probabilità in adiacenza alla stazione della M3.

Scalo Farini: la scelta dello Scalo Romana per ospitare il futuro Villaggio Olimpico ha rallentato non poco i lavori per lo scalo più grande, nonostante sia stato il primo ad aver avuto un masterplan. In questi giorni sono stati scelti gli advisor (consulenti) per la vendita del comparto di proprietà FS, che prevede una gara simile a quella dello Scalo Romana; arriverà a compimento ad inizio de prossimo anno. Nel frattempo Coima, che è proprietaria del comparto di via Valtellina, ha invece già presentato in comune una proposta di piano attuativo su progetto dello studio 3XN. Qui, come si era visto anche dal masterplan, potrebbero sorgere torri abbastanza alte.

Scalo Greco-Breda: diversi mesi fa l’area è passata di proprietà solo recentemente, permettendo l’avvio del cantiere quanto prima. Si tratta del progetto l’Innesto, Barreca & La Varra, che prevede la realizzazione di un nuovo quartiere di social housing, il primo in Italia a zero emissioni, con appartamenti per lo più a locazione (almeno il 40%,), che sarà sviluppato sull’intera superficie dello scalo, il quale verrà destinato per la maggior parte a verde (circa il 60% dell’intera area), spazi ad uso pubblico con percorsi pedonali e aree attrezzate. E’ in corso di valutazione l’ipotesi di anticipo della realizzazione di un tratto di viabilità comevariante della via Breda, necessario a dare adesso al nuovo sottopasso realizzato da RFI S.p.A. (Rete Ferroviaria Italiana) nell’ambito degli impegni assunti con l’accordo di programma.

Scalo Rogoredo: per questo scalo, nella parte sud-est di Milano è stata conclusa giusto ieri la procedura di vendita, con aggiudicazione da pare di Redo, la stessa società che si è aggiudicata quello di Greco-Breda, ed è stata inserita nel bando di concorso di idee AAArchitetti cercasi.

Scalo Lambrate: l’area dello scalo è stata inserita nel bando di concorso C40-Reinventing Cities 2, in corso e per la quale si è già svolta la prima fase. L’area sarà oggetto di una parziale modifica di perimetro che è stata approvata dal Collegio di Vigilanza.

San Cristoforo: il destino di questo scalo nella parte sud-ovest di Milano è legato all’avvio dei lavori per lo Scalo Farini, che sarà prettamente a destinazione naturalistica. Qui al momento non ci sono novità.

Scalo Porta Genova: il suo futuro riguarda soprattutto sulla decisione delle ferrovie di dismettere la vecchia stazione, perciò per ora tutto è fermo.

Altri argomenti esposti dall’assessore Maran hanno riguardato la famosa “Circle Line“, il presunto (visto che non è circolare) anello ferroviario che abbraccia il capoluogo lombardo e che permetterà una migliore connessione in futuro. Attualmente sono in corso gli studi di fattibilità per le stazioni di Stephenson, Istria e Dergano, in modo da capire quale sia la soluzione migliore per poterle costruire. Intano sono ben avviati i lavori per la costruzione della stazione di Tibali che dovrebbero concludersi per il 2023. Quest’ultima sarà il modello per le stazioni urbane successive, che dovranno prevedere coperture e scale mobili. La stazione Mind verrà realizzata in corrispondenza della passerella pedonale di Expo 2015 e la sezione Stephenson previsto dall’Accordo Scali, verrà realizzata nella parte centrale del quartiere. La previsione e la speranza è quella di poter far circolare sulla Circle Line un treno ogni 10 minuti, anche attraverso l’acquisto di nuovi mezzi.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


13 thoughts on “Milano | Urbanistica – Scali ferroviari: il punto della situazione, ottobre 2020

  1. Anonimo

    “Scalo Porta Genova: il suo futuro riguarda soprattutto sulla decisione delle ferrovie di dismettere la vecchia stazione, perciò per ora tutto è fermo.”

    Ma allora perchè l’han messo negli scali dismessi??
    Quando decidevano di dismetterlo…se ne parlava.

    E magari nel frattempo il Comune faceva qualcosa per connettere Navigli e Zona Tortona in modo più civile….

  2. Anonimo

    Ma Maran ha veramente detto che il problema per avere frequenze di 10 min sulla “circle line” sono…nuovi treni??

    Capisco l’entusiasmo e dare solo buone notizie ma… ha idea di che linea è, di che segnalamento ha, dei blocchi nelle stazioni? Del traffico che non c’entra niente con la circle line?
    Siamo messi bene….

      1. Anonimo

        Sarà anche polemica di bassa lega, ma questi benedetti scali erano all’approvazione in Consiglio Comunale ancora ai tempi di Pisapia…possibile che non ce ne sia UNO in fase avanzata di completamento?

  3. Anonimo

    Quanta tristezza nella maggior parte di questi progetti, destinati a fallire già in partenza. Per colpa di questa mentalità che favorisce solo un certo tipo di sviluppo, Milano rimarrà sempre provinciale e noiosa rispetto alle altre città europee. Gli scali dovrebbero essere trasformati in parchi e progetti di interesse per la cittadinanza, non per pochi investitori che usano Milano come uno strumento per estrarre capitali.

    Lo scalo San Cristoforo è un buon esempio. Perché non sviluppare anche gli altri con la stessa logica?

    1. V.

      La risposta è semplicissima e la da lo stesso buon Maran:

      “San Cristoforo: il destino di questo scalo nella parte sud-ovest di Milano è legato all’avvio dei lavori per lo Scalo Farini, che sarà prettamente a destinazione naturalistica. Qui al momento non ci sono novità.”

      San Cristoforo sarà sviluppato coi denari degli investitori immobiliari che comprano le altre zone. Quindi niente investitori immobiliari = niente soldi = niente Santi Cristofori.

      Chiaro, si può anche sognare un mondo diverso e per questo a breve ci son le elezioni. Ma se certe idee raggiungono poco più delle percentuali di un prefisso telefonico, non è che possiamo poi fare i lamentosi da tastiera o i professoroni del ricorso al TAR sempre e comunque 🙂

  4. Est71

    Quanta utopia c’è in questo commento… le funzioni pubbliche, come “i parchi e i progetti di interesse per la cittadinanza” si finanziano con i soldi degli investimenti privati generati dalle funzioni che creano profitto. A San Cristoforo può essere realizzato un parco lineare perché è compreso negli oneri generati dallo Scalo Farini con la costruzione di case, uffici, negozi ecc. Questo è il meccanismo prevalente, a Milano e in tutte le “altre città europee

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