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Milano | Portello – Auto e marciapiedi in via Colonna: manca ancora qualche “paletto”

Nel marzo scorso vi avevamo mostrato la conclusione dell’intervento di via Marco Antonio Colonna al Portello (qui l’articolo), previsto nell’ambito del Piano Quartieri del Comune di Milano, dove sono stati riqualificati i marciapiedi e protette le piante con nuove aiuole. Peccato che, come avevamo documentato, il solito parcheggio selvaggio ha avuto la meglio, invadendo i nuovi marciapiedi con le quattro ruote.

Finalmente, come si vede, sono stati inseriti i dissuasori del parcheggio in veste di paletti metallici. Finalmente liberi da questo brutto sistema di parcheggio?

Eh no, visto che è bastato un varco, un paletto in meno, e qualche furbetto, infischiandosene del buon senso, si è infilato e ha parcheggiato la propria vettura “selvaggiamente”.

Speriamo che in Comune se ne accorgano e presto rimedino, piantando qualche altro bel paletto.

Portello, via Marco Antonio Colonna, Piano Quartieri, Comune di Milano, via Marco Ulpio Traiano, Parcheggio Selvaggio, Alberi, Arredo Urbano


Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


25 thoughts on “Milano | Portello – Auto e marciapiedi in via Colonna: manca ancora qualche “paletto”

  1. Anonimo

    Gli automobilisti se potessero si prenderebbero tutto lo spazio possibile, e effettivamente così in città avviene.

    Incredibile come si tollerino comportamenti così ingiusti come bloccare marciapiedi, attraversamenti pedonali, fino a occupare aiuole o spazi che dovrebbe essere di tutti.

    Bisogna iniziare a pensare che chi ha un’auto non ha il diritto di parcheggiare gratis dove vuole.

  2. EG

    Non capisco queste generealizzazioni. “Gli automobilisti” non sono una categoria antropologica: tutti noi siamo, a turno, automobilisti, ciclisti, pedoni, scooteristi.

    Mi viene in mente la famosa scena de “Il Sorpasso” in cui Gassman inveisce contro un automobilista che per poco non lo investe, poi sale in macchina e fa lo stesso con un altro pedone.

    Forse bisognerebbe parlare di persone più civili e persone meno civili, che restano tali dentro o fuori da un’automobile.

    Detto questo, mi sembra sia stato già rupetuto in tutte le salse in questo forum che l’unico modo per impedire veramente la sosta selvaggia sono gli ostacoli fisici, tant’è vero che si fa così da sempre anche in paesi con ben più senso civico del nostro: in UK per esempio i “dissuasori” sono dei massicci piloni in ghisa impossibili da piegare o sradicare (cosa che invece succede spesso con le esili parigine di Milano).

    Mi stupisce come ancora non se ne tenga conto in fase progettuale: qui ad esempio si poteva fare il secondo cordolo rialzato lungo tutto il filare di alberi, come del resto è stato fatto nella risistemazione di altre vie… oltretutto sarebbe stato meno impattante visivamente e avrebbe richiesto meno manutenzione.

    1. Anonimo

      Non è assolutamente vero. Io non sono un automobilista e come me non hanno auto moltissime persone, per esempio tutti i minori di 18 anni, ma anche moltissima gente che vive in città e si sposta in modi alternativi.

      Si pensa sempre e solo che la mobilità sia quella su 4 ruote ma non è così. Bombardati come siamo dalla pubblicità di auto sempre più grosse e potenti che promettono di correre liberi su strade deserte abbiamo dimenticato di avere due gambe e che ci farebbe solo bene usarle un po’ di più.

      Per me è sotto gli occhi di tutti che la civiltà mal si sposa con mezzi da una o due tonnellate che sviluppano tranquillamente velocità di 150 km/h e hanno ormai dimensioni che potenzialmente possono fare una strage. E questi mezzi li guidano gli automobilisti.

      1. Anonimo

        Fondendo i vostri punti di vista si può avere una posizione intermedia:
        – la maggior parte della popolazione adulta guida o utilizza l’auto (o lo ha fatto in passato)
        – civili e incivili sono presenti in tutta la popolazione; a mio parere al volante molte persone di buona civiltà e civismo tendono a peggiorare (rispetto limiti di velocità per esempio)
        – c’è una mentalità autocentrica riguardo la mobilità molto diffusa in mezzo mondo, alimentata dai produttori e dalle loro campagne
        – questo impedisce a molti persino di concepire l’utilizzo di altre modalità di trasporto, pubblico o, ancor meglio, con propulsione autonoma (a piedi o in bici)
        – quanto allo specifico dei parcheggi selvaggi, dissuasori fisici (piloni) e immateriali (multe) dovrebbero portare ad un’osservanza delle leggi laddove l’appello alle coscienze non sia sufficiente
        – i piloni devono essere tali da funzionare anche con i cani parcheggioselvaggisti più temerari (ci sono sempre auto in sosta vietata in via Sassetti davanti a Palazzo Lombardia! in un’area circondata da dissuasori ma con uno divelto…)
        – le multe possono essere elevate dai vigili o da servizi privati comunque rispondenti al comune. Ci vuole un po’ di coraggio politico a perseguire a tappeto i violatori, perché essendo maggiorenni votano, ma è l’unica soluzione

    2. Wf

      I paletti più sono alti e lunghi e più sono facili da abbattere.

      Perché fanno effetto leva .

      All’estero usano modelli moooltooo più bassi e larghi e moooltooo più difficili da sradicare proprio per questo motivo.

  3. Anonimo

    Ma fare multe ai trasgressori, no? Basta assumere i privati e pagarli in funzione del numero delle multe ,come avviene in Francia . Così risolviamo pure il problema dei senza lavoro . Alla lunga poi la gente lo capisce con o senza paletti .

    1. Andrea

      Questo è quello che spesso succede quando si affidano ai privati cose che dovrebbero essere gestite dal pubblico: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_febbraio_06/abusivi-mercato-nero-ticket-truffa-ad-atm-gratta-sosta-9c158952-8efe-11e3-8c4a-c355fa4079e9.shtml

      In ogni caso il problema principale di Milano è che la sosta illegale è così diffusa e radicata che non è politicamente fattibile mettersi a multare sistematicamente. Non puoi mettere multe sistematiche in un quartiere quando nel quartiere accanto si parcheggia sempre sul marciapiede.

      Il problema principale di Milano sono tutte quelle soste la cui legalità non è ben definita e che sono diventate uno status quo, un parcheggio de facto che i residenti si sono abituati ad utilizzare e che contano come spazio parcheggio nel loro quartiere.

      Se vuoi multare sistematicamente le soste vietate di via Colonna, per non creare diseguaglianze, devi farlo per esempio anche in Piazza Firenze (https://goo.gl/maps/HADeT6Piik4YRrrTA) e Viale Certosa (https://goo.gl/maps/gip98jxS51DxsPSZ6). Ma se metti le multe in Piazza Firenze poi le devi mettere anche in via Caracciolo (https://goo.gl/maps/zPBmZGv6ueCV9a5T7). Ma se multi via Caracciolo poi devi fare anche la parallela Via Principe Eugenio (https://goo.gl/maps/UqED1W36Lw11dzar9). E così via…

      Insomma sarebbe ottimo avere la multa sistematica dei vigili ma bisognava iniziare con questa pratica negli anni ’70! Ora qualunque sindaco che volesse prendere l’iniziativa si ritrova il problema di dover multare sistematicamente migliaia di automobili che vengono parcheggiate “regolarmente” da decine di anni dai residenti votanti.

    2. Andrea

      Il problema principale di Milano è che la sosta illegale è così diffusa e radicata che non è politicamente fattibile mettersi a multare sistematicamente. Non puoi mettere multe sistematiche in un quartiere quando nel quartiere accanto si parcheggia sempre sul marciapiede.

      Il problema principale di Milano sono tutte quelle soste la cui legalità non è ben definita e che sono diventate uno status quo, un parcheggio de facto che i residenti si sono abituati ad utilizzare e che contano come spazio parcheggio nel loro quartiere.

      Se vuoi multare sistematicamente le soste vietate di via Colonna, per non creare diseguaglianze, devi farlo per esempio anche in Piazza Firenze (https://goo.gl/maps/HADeT6Piik4YRrrTA) e Viale Certosa (https://goo.gl/maps/gip98jxS51DxsPSZ6). Ma se metti le multe in Piazza Firenze poi le devi mettere anche in via Caracciolo (https://goo.gl/maps/zPBmZGv6ueCV9a5T7). Ma se multi via Caracciolo poi devi fare anche la parallela Via Principe Eugenio (https://goo.gl/maps/UqED1W36Lw11dzar9). E così via…

      Insomma sarebbe ottimo avere la multa sistematica dei vigili ma bisognava iniziare con questa pratica negli anni ’70! Ora qualunque sindaco che volesse prendere l’iniziativa si ritrova il problema di dover multare sistematicamente migliaia di automobili che vengono parcheggiate “regolarmente” da decine di anni dai residenti votanti.

      1. Anonimo

        Andrea, il tuo discorso non tiene, lo sai vero? . E’ un non senso totale che fa saltare i nervi persino ai sassi! è talmente ingenuo che non riesco nemmeno a trovare il modo di rispondere. Boh!

        1. Anonimo

          Io invece vorrei chiedere a Andrea se le banalita dei suoi interventi sono frutto solo di suoi pensieri autonomi o si consulta frequentemente con qualche santone tipo Osho.

      2. Anonimo

        Basta appaltare il servizio multe ai privati.
        Il servizio potrebbe essere a costo zero per le casse comunali, all’inizio addirittura probabilmente in attivo. E si può facilmente coprire tutte le vie che hai citato e molte altre, senza il rischio di vessare alcune zone e lasciar correre altrove.

        Certo se si pensa che il ricorso al privato “privi” la città del diritto di elevare multe attraverso i vigili urbani comunali, allora ci meritiamo di avere marciapiedi, aiuole, posti per disabili, occupati illegalmente da migliaia di auto

      3. Anonimo

        Esatto, ormai è troppo tardi. Bisogna farlo gradualmente e in maniera non repressiva.

        Opporsi sistematicamente alla sosta selvaggia a Milano è un suicidio politico, per amministrazioni di qualsiasi colore.

        1. Wf

          È proprio perché politicamente insostenibile (anche se auspicabile) multare tutti che LA SOLUZIONE sono i dissuasori.

          La dobbiamo capire questa cosa qua.
          Come in tutta europa usano i dissuasori per dissuadere il parcheggio.

          E solo alla fine l’intervento umano.

          Semplicemente perché sono efficaci e non dipendono essendo inanimati dell’umore politico della giunta di turno.

          Oppure dall’animo del vigile urbano di turno.

          Tutte cose che rientrano nel campo dell volontà individuale e mutevole dell’animo umano del momento.

          Nonché degli input politici della stagione e delle lamentele di questo o quel residente di questa o quella strada.

          E non si prestano a strumentalizzazioni politiche.

          E sfuggono alle leggi del consenso sotto elezioni,
          Etc

          Questa cosa la dovete capire.

          Il problema della relazione tra multe e consenso degli elettti e degli elettori.
          Siete intelligenti tutti potete capirlo.

          ..
          Ecco perché ci vogliono elementi di arredo fisico che una volta installati non possono prestarsi a strumentalizzazione giornalistica o elettorale

          È chiaro da capire oppure lo devo riscrivere facile e semplificato?

          Ditemi voi…
          Se volete lo rispiego

  4. bis bald

    la civiltà a suon di dissuasori. non ci vuole molto.
    dobbiamo metterli su tantissimi marciapiedi.

    ci vorrebbero in via Garigliano e via Losanna per citarne alcune a caso

  5. inquisitore

    Una domanda banale, perché tra un albero e l’altro l’aiuola si interrompe lasciando spazio all’asfalto?

    Forse qualcuno ha progettato quello spazio come posto auto.

  6. Wf

    Questo è un quadrante della città dove l’automobilista si crede padrone del mondo e anche dello spazio altrui.

    Vanno fermati

  7. Anonimo

    Ma in realtà è tutta la città da rifare. Le strade più a vocazione pedonale andrebbero pedonalizzate, senza pietà. In tutte le altre strade il limite va portato a 15 o a 30, e ogni anno, come fanno all’estero, si elimina qualche migliaia di posti in superficie.

    Sarebbe doveroso anche aumentare gli importi ormai ridicoli di area C e istituire norme più severe per area B.

    Per questa città serve una cura da cavallo perché tra pochi anni anche le città più sgarrupate dell’est Europa saranno più vivibili e più attrattive. Rischiamo di non essere più concorrenziali alle città nostre competitor con un traffico così selvaggio, veloce, pericoloso e onnipresente.

  8. Leonardo

    I paletti in metallo sono pure un miglioramento, prima lo standard era orridi archetti gialli e mostruosi panettoni in cemento. Ma il cambiamento è iniziato, lento ma è partito e ce la faremo

    1. Anonimo

      Purtroppo quello che manca è una visione strategica.
      Si fa una cosa qui e una cosa là, una volta in un modo e una volta in un altro.

      Per dirne una, i dissuasori bassi in pietra stile Francia che reclama Wf avevano iniziato a metterli in passato, ad esempio intorno al Parco Sempione, poi hanno smesso. Perché? Boh. Anche quelli in metallo “a pinna di squalo” in piazza Cordisco sono belli. Si potevano estendere a molte altre vie del centro. Perché non si è fatto? Mah.

      1. Anonimo

        Io spero che dopo le elezioni si dia una spinta innovativa seria. I vecchi modi di pensare tipici di certe categorie vanno superati. Non si possono più sentire i commercianti che si battono contro le limitazioni al traffico, i tassinari ancorati alle loro logiche corporativistiche, l’ACI che getta fango su quella manciata di km di pista ciclabile di Buenos Aires, pochi esagitati che pretendono il parcheggio gratis sotto casa..

        Ci sono le Olimpiadi tra qualche anno, ci sono capitali da attrarre, i turisti da riconquistare dopo la pandemia, tante innovazioni da gestire (5G, intelligenza artificiale, Smart city..) e non si va da nessuna parte se la città è bloccata e non guarda al futuro. E una città attrae ricchezza e capitali se si pensa prima alle persone e alle loro esigenze di vivibilità, non a auto e parcheggi selvaggi, mi sembra davvero fin troppo facile da capire.

  9. Tony

    I paletti sono lì da 10 anni. Però non capisco tutto l’accanimento solo per questi due marciapiedi visto che pochi metri di distanza ci sono altri marciapiedi asfaltati e quindi non “parcheggiabili” pieni di auto in sosta a tutte le ore e non solo durante la pulizia delle strade.

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