"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Loreto – La chiesa del Santissimo Redentore

A due passi da Piazzale Loreto, in via Giovanni Pierluigi da Palestrina, si trova una chiesa dall’apparente aspetto antico abbastanza dimessa, posta sul lato meridionale della via in una rientranza del fronte di palazzi. Si tratta della chiesa del Santissimo Redentore. Non è una chiesa importante nel contesto architettonico della città, realizzata a fine Ottocento in quello stile che andava di moda all’epoca e che poco aveva di originale, il neo-romanico che scimmiottava l’arte medievale e che in questo caso si è espressa senza particolare spicco creativo.

Come avevamo visto diverso tempo fa, da un nostro articolo sulla chiesetta di Santa Maria di Loreto, nei pressi dell’odierno piazzale Loreto si trovava una cappelletta di campagna Seicentesca voluta dal Cardinal Federico Borromeo ed eretta dal 1616.

Inizialmente doveva essere creato un grande santuario mariano dedicato alla Madonna di Loreto sulla strada per Bergamo e Lecco, ma non venne mai realizzato se non solo accennato nei muri perimetrali secondo un iniziale progetto di Francesco Maria Richini nel 1600.

La piccola chiesetta serviva solo 34 anime che dimoravano nelle cascine attorno al piccolo borgo di Loreto. Nel 1787, quando la chiesa di Santa Francesca Romana divenne parrocchia, Santa Maria di Loreto passo sotto la sua giurisdizione.

Verso la fine dell’Ottocento, l’ormai antico oratorio divenne insufficiente a contenere la popolazione che andava crescendo rapidamente e il Cardinal Andrea Ferrari, constatando in una visita pastorale a Santa Francesca Romana tale insufficienza, volle donare al rione di Loreto una somma per comprare un terreno dove edificare la nuova parrocchia. L’appezzamento di terreno fu acquistato dalla congregazione di carità e faceva parte del prato Rechiappino.

Lo stesso cardinale l’8 dicembre 1898 poneva la prima pietra della chiesa, che sorse quasi per incanto, cosicché il 2 giugno 1900 lo stesso generoso donatore poteva consacrare il nuovo tempio e aprirlo al culto. In origine doveva chiamarsi come la vecchia cappella, Santa Maria di Loreto, ma visto che l’anno in corso era stato dedicato al Redentore, cambiò nome.

L’antica chiesuola per gli iniziali 34 abitanti, che si trovava in via delle Rottole (ora via Annibale Caretta) all’angolo con piazza Argentina, fu abbattuta nel 1913, rimanendo nel nome del luogo e nel rondò che col tempo divenne poi Piazzale Loreto.

L’edificio, il cui disegno è dovuto all’ingegnere Cavalier Luigi Macchi, coadiuvato dalla ditta costruttrice Gandini e Ferraresi, è in stile lombardo. La facciata, che dà su via Giovanni Pierluigi da Palestrina ed è preceduta da un sagrato, ha avuto il suo compimento nel 1913, come perpetuo ricordo delle feste costantiniane ricorrenti quell’anno. E’ a salienti, con paramento murario in mattoncini rossi ed elementi decorativi in pietra bianca, suddivisa in tre corpi e tre spioventi, che rispondono alle tre navate interne; tre porte, di cui la centrale più ampia, le minori ripetono il motivo della maggiore, in proporzione ridotta. Sopra ciascuna porta si trova un rosone. Ai lati del timpano della porta maggiore si trovano quattro nicchie in cui sono collocate altrettante statue rappresentanti gli evangelisti, mentre nelle lunette, sovrastanti le due porte laterali, vennero posti due bassorilievi con l’effigie dell’agnello e del pellicano. Una gradinata di quattro scalini conduce al piano della chiesa. Il campanile, realizzato nello stesso stile del tempio, fu eretto nel 1901.

L’interno è a tre navate, come anticipato nella facciata, coperte da volte a crociera cordonata. L’aspetto generale del tempio è dato dal caratteristico alternarsi di zone di pietra viva chiara e di cotto rosso, distribuiti sui pili e sugli archi.

Durante la seconda guerra mondiale, la chiesa venne gravemente danneggiata dai bombardamenti aerei del 1943; negli anni successivi vennero intrapresi importanti lavori di ripristino e di restauro, naturalmente andarono perse in parte le decorazioni interne.

All’inizio della navata laterale di sinistra, si trova la cappella, già battistero, dedicata alla Madonna di Loreto, all’interno della quale si trova una statua lignea policroma del XVII secolo raffigurante la Madonna col Bambino proveniente dalla demolita chiesetta di Loreto.

Subito dopo la cappella della Madonna di Loreto si trova l’altare marmoreo dedicato alla Vergine Addolorata, eretto nel 1905 e recanti due simulacri di Gesù morto e di Maria Addolorata. Trasformata dopo la Prima Guerra Mondiale in cappella espiatoria, dove sono ricordati i nomi dei parrocchiani caduti in guerra, decorata a più riprese con affreschi di Luigi e Carlo Morgari.

Nella prima campata della navata laterale di destra, invece, si trova l’altare del Crocifisso che custodisce, sotto la mensa, le spoglie mortali di Santa Cristina vergine e martire.

Il transetto conserva degli altari soltanto le ancone, essendo state le mense rimosse per lasciare il posto ad un leggio per la Bibbia (altare di sinistra) e al fonte battesimale (altare di destra). Le pareti della navata trasversa rivolte verso il presbiterio sono decorate da due affreschi dipinti nel 1950 dal professor Galloni: nel transetto di destra la Moltiplicazione dei pani e dei pesci e in quello di sinistra l’Ultima Cena.

Il presbiterio è rialzato di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa ed ospita, in posizione avanzata, il nuovo altare maggiore in legno, decorato con quattro bassorilievi provenienti dal pulpito del 1921, demolito dopo il Concilio Vaticano II.

L’antico altare maggiore, privato della mensa, è in marmo ed è sormontato da un ciborio molto elaborato, sotto il quale si trova una statua raffigurante Gesù Redentore in marmo bianco dello scultore Cacciatori. L’affresco dell’abside, realizzato tra il 1924 e il 1925 da Mario Albertella, raffigura la Trinità con Cristo in trono tra santi, angeli e arcangeli.

L’altare maggiore, di marmo, fu condotto a termine nel 1903. Nel tempietto domina una statua in marmo del redentore, dello scultore cacciatori.

Dimensioni: lunghezza metri e 57, larghezza metri 24,65.

Condividi questo articolo su:
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


4 thoughts on “Milano | Loreto – La chiesa del Santissimo Redentore

      1. Anonimo

        Esatto, molto interessante trovare comodamente in internet, grazie a UF, la storia di monumenti o edifici che abbiamo guardato magari di sfuggita chissà quante volte passandoci davanti.
        E a Wf se non sono SUV sui marciapiedi o Mussolini a testa in giù poco importa.

        1. Wf

          Guarda che c’è qualcun altro simpaticone che si firma Wf e scrive al posto mio. A quanto pare su internet tutto è lecito. Finché dice cose sensate ok, ma questo signore qua sopra…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.