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Milano | Loreto – La scomparsa chiesa di Santa Maria di Loreto

Purtroppo a noi sono giunte pochissime immagini della chiesa costruita sullo stradone per Bergamo e Venezia che oggi corrisponde a Corso Buenos Aires e che all’epoca era lo Stradone di Loreto. La chiesa grossomodo si trovava nel luogo dove oggi si trova un grande edificio che incombe su Piazza Argentina tra le vie Annibale Caretta e Giuseppe Pecchio.

Noi ci siamo divertiti a cercare di ricostruire con quello che abbiamo trovato l’aspetto della chiesa fino alla sua soppressione a fine Settecento.

Qui di seguito la ricostruzione ipotetica e suggestiva della chiesa della Madonna di Loreto sulla strada per Venezia all’inizio dell’800 e lo stesso luogo, oggi.

Qui si trovava una piccola cappella costruita nella seconda metà del 1500, luogo sussidiario di culto della parrocchia di San Babila, troppo lontana per la comunità vicina al confine col comune di Greco, la chiesetta era dedicata a Sant’Ambrogino con annesso un monastero. A partire dal 1609, secondo la volontà espressa dall’arcivescovo Carlo Borromeo quando era in vita, iniziò l’edificazione di una cappella più grande dedicata a Santa Maria di Loreto, che venne terminata nel 1616, anno della sua dedicazione, e adornata di una statua della dedicataria.

Le ridotte dimensioni ne richiesero l’ampliamento che fu commissionato al già conosciuto Francesco Maria Richini (molte chiese del centro città vennero commissionate al grande architetto) da parte dell’allora cardinale Federico Borromeo. Anche il monastero fu ampliato due volte nel XVII secolo.
Purtroppo, come spesso è accaduto, chiesa e monastero furono soppressi e trasformati in abitazioni civili (alla fine del XVIII secolo) per poi sparire completamente a seguito di demolizioni nel dopoguerra.

Di sicuro la chiesa non fu mai completata, molto probabilmente si trattava ancora alla fine del Settecento di una piccola cappella circondata dall’edificio incompiuto per la nuova costruzione che poi venne trasformato in ospizio per le orfanelle e i poverelli.

Alla fine del XIX secolo, con la costruzione del quartiere attorno al rondò di Loreto, si decise di costruire un più grande luogo di culto, venne scelto però un luogo più grande in Via Giovanni Pierluigi da Palestrina. Il progetto per il nuovo tempio venne affidato all’ingegnere Luigi Macchi e la prima pietra venne posata nel 1898, dando il via alla costruzione dell’edificio, che terminò nel 1900, anno giubilare della Redenzione, motivo per cui la chiesa, consacrata il 2 giugno dall’arcivescovo di Milano cardinale Andrea Carlo Ferrari, venne dedicata a Gesù Redentore anziché alla Madonna di Loreto, com’era intenzione originariamente.

All’inizio della navata laterale di sinistra, si trova la cappella, già battistero, dedicata alla Madonna di Loreto, all’interno della quale si trova la statua lignea policroma del XVII secolo raffigurante la Madonna col Bambino proveniente dalla chiesetta demolita della Madonna di Loreto.

Quel che rimaneva del luogo e degli edifici che facevano parte del complesso del monastero di Loreto vennero demoliti completamente nel dopoguerra. Oggi di tutto ciò rimane soltanto il grande piazzale moderno di Loreto.

Qui di seguito alcune immagini che ritraggono quel che rimaneva dell’antica costruzione.

Ringrazio gli amici di Skyscrapercity per avermi aiutato nella ricerca di alcune notizie

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


One thought on “Milano | Loreto – La scomparsa chiesa di Santa Maria di Loreto

  1. Emidio De Albentiis

    Solo una piccola domanda relativa questo interessantissimo articolo: perché nel Settecento, nel Catasto Teresiano, il nome della chiesa è Santa Maria di Loretto anziché Loreto? Solo una difficoltà di pronuncia e trascrizione da parte dell’ipotetico estensore tedescofono del catasto? Grazie dell’attenzione, cordiali saluti!

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