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Milano | San Siro – Stadio e Parco dei Capitani pronti a sparire, il referendum cambierà le carte?

Nel 2016 il Comune di Milano aveva reso fruibile e intitolato un vasto spazio verde a San Siro, ai piedi del grande Stadio Meazza. Spazio destinato a sparire se verrà costruito il nuovo stadio.

Si tratta di un’area verde di 60mila quadrati dedicata a due importanti capitani delle due squadre milanesi di Milan e Inter: Cesare Maldini e Giacinto Facchetti.

Il parco, realizzato lungo la Via Federico Tesio, ma mai sistemato a dovere, rimanendo per gran parte un grande prato con poche alberature, venne realizzato dove sorgeva il vecchio Palazzetto dello Sport, crollato nel 1985 e rimasto per oltre 30 anni una spianata di cemento abbandonata.

Come abbiamo visto, il Comune ha approvato lo scorso anno la fattibilità per la costruzione del nuovo stadio calcistico progettato da Populous, abbassando radicalmente le volumetrie delle future costruzioni rispetto a quanto proposto dalle società sportive nel 2019.

L’area ora occupata dal parco dei Capitani diventerà parte dell’area di pertinenza del nuovo stadio dove esattamente verrà realizzato l’impianto, cancellando per sempre il parchetto. Sicuramente non si tratta di un grande spazio verde, sopratutto povero di alberi, ma comunque si tratta di un parco cittadino.

Come abbiamo già detto, la zona attorno allo stadio Meazza non è mai stata sistemata a dovere, lasciando vaste aree nel degrado o nella sciatteria urbana. Parcheggi enormi, spazi privi di scopo e un gran disordine urbano.

Tra il disordine percepibile in zona, c’è il mistero della scultura de l’Omaggio al Calciatore, realizzata per i Mondiali del 1990 dello scultore abruzzese Gino Masciarelli, che si trova in un angolo cintato nel grande parcheggio. Spostata in questo posto nel 2007 per via dei lavori di adeguamento e trasformazione dei tornelli per accedere allo stadio, qui rimase.

Potremmo dire qualcosa anche a riguardo della scultura di Mario Rossello, l’Albero della Solidarietà anch’essa del 1990, e anch’essa quasi dimenticata nascosta tra altre piante e vari cartelli non lontana dalla prima scultura.

Che l’area abbia urgente bisogno di un rinnovo urbanistico è innegabile, ma servirà la costruzione del nuovo impianto e soprattutto l’edificazione di un centro commerciale pronto in non meno di cinque, dieci anni? Avranno ancora senso queste tipologie di commercio?

Intanto sull’altro versante dello stadio si procede alla demolizione delle tribune del vecchio ippodromo per conto di Hines e Prelios, che hanno intenzione di costruirvi nuove residenze, preservando i vecchi edifici.

Stessa sorte per le ex Scuderie di Via dei Rospigliosi, Piazza Axum, Via Alfonso Capelcelatro e Via Pessano, dove dovrebbe sorgere SYRE di AXA e Fondo Domus IV ( Syre | New Living San Siro ) un progetto dello Studio Marco Piva, ancora misterioso.

Intanto, sono state raccolte in dieci giorni, e depositate, millequattrocento firme della prima parte della campagna del comitato “Referendum per San Siro” con lo scopo si “salvare” il vecchio stadio dalla demolizione.

I promotori hanno spiegato: “Si tratta della prima volta che a Milano sperimentiamo i referendum vincolanti, e noi ne abbiamo scelti due, quello abrogativo perché non crediamo che ci sia pubblico interesse nel progetto sul nuovo San Siro e un altro propositivo per proporre un’idea di servizi per il quartiere senza consumo di suolo”. Adesso la raccolta firme si fermerà. Il Comune di Milano avrà un mese di tempo per verificare la legittimità delle firme e un altro mese servirà ai garanti per stabilire l’ammissibilità. Da quel momento la campagna di raccolta firme potrà ripartire per raggiungere il traguardo di 15mila firme necessarie per poter indire il referendum. “Abbiamo trovato un muro di gomma sullo stadio – conclude l’ex candidato sindaco a Milano Gabriele Mariani – Sala non ne ha voluto parlare in campagna elettorale ma con il referendum ne dovrà parlare”.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Andrea Cherchi; Duepiedisbagliati

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


8 thoughts on “Milano | San Siro – Stadio e Parco dei Capitani pronti a sparire, il referendum cambierà le carte?

  1. Anonimo

    Trovo assurdo tentare di salvare il vecchio stadio. Mille volte meglio rinnovare e avere finalmente un quartiere più verde e moderno.

    Non c’è nulla di buono da salvare in quel mostro di cemento armato e acciaio che forse a un po’ di nostalgici può rappresentare qualche ricordo felice, ma per tanti è solo degrado.

    Facciamo il nuovo stadio, i nuovi servizi, il nuovo verde, sarà una nuova City Life e Porta Nuova, viva e vissuta tutta la settimana, non solo qualche ora in occasione delle partite.

  2. Anonimo

    Solo qui si protesta senza pensare alle conseguenze. Inter e Milan hanno già detto che vogliono un nuovo stadio, è sicuro quindi che lasceranno San Siro. Quando questo succederà cose ne sarà del quartiere, sarà valsa la pena salvare un giardino ridicolo e lasciare la distesa di asfalto intorno allo stadio? Io credo di no. Meglio un nuovo stadio che restituirà un verde più dignitoso e curato al quartiere.

  3. Ale

    Senza un progetto alternativo valido, bloccare il nuovo S.Siro equivale a decreterne la morte. I referendum non hanno senso perché prevedono di imporre un piano di investimenti ai privati… follia.

  4. Anonimo

    Secondo il mio modesto parere lo stadio deve essere abbattuto e rifatto come da progetto, poi sinceramente avrei preferito che magari si togliesse il centro commerciale e si lasciassero solo tipo 3 grattacieli modello city life come volumetrie, senza occupare troppo in larghezza ma più in altezza, il resto tutto a verde pubblico.

  5. marco gatti

    in due anni hanno trasformato il Bernabeu in uno stadio ultramoderno e bellissimo. questo dovrebbero fare per il Meazza. milan ed inter potrebbero trovare ospitalità altrove (bergamo, reggio emilia, verona, bologna …..
    e poi pensare ad uno stadio lillipuzziano come quello di Populos è semplicemente offensivo per la tifoseria delle due squadre.

  6. Steve

    a quelli che vogliono lo stadio nuovo:

    1) Se Milan e Inter vogliono uno stadio nuovo adiacente all’attuale si potevano comprare il terreno a fianco al posto di Hines e costruircelo con i loro soldi come fanno tutti.

    2) non capisco perchè il quartiere si debba riqualificare solo grazie ad un intervento del privato che lo farebbe solo perchè gli danno in concessione gratuita il terreno per 100 anni. il comune ha il dovere di riqualificare l’area con soldi pubblici o a scomputo degli oneri di urbanizzazione dei giá vari cantieri in corso nell’area.

    3) mi fa sorridere chi giá chiama il glorioso Meazza “vecchio stadio”. È il miglior stadio italiano e uno dei più grandi in Europa. Il verde del nuovo progetto è di sicuro meno di quello che c’è ora. In aggiunta le squadre non sono abbastanza solide finanziariamente per sostenere un progetto tipo Citylife dove abbiamo visto le difficoltá passate da Generali ed Allianz nel corso del progetto (non ancora concluso).

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