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Milano | Greco – Un po’ di rispetto anche per questa piazza

La piazza di Greco, è il cuore dell’antico borgo un tempo orgogliosamente Comune autonomo sino al 1923, e ora distretto della grande Milano. La piazza chiamata anticamente Strada della Chiesa (perché lì potava, per 25 anni fu anche chiamata via Milite Ignoto.

Il nome di Greco, dato al borgo, con ogni probabilità avrebbe origine del nome dalla famiglia Greco, vassalla del monastero di San Simpliciano ed esistita sino al 1147 in zona (altre voci vorrebbero derivasse dal vento detto grecale perché proveniente da Nord in rapporto con la città di Milano, oppure addirittura fondata da una comunità proveniente dalla Grecia).

Ad ogni modo, la forma della piazza allungata, tanto da sembrare uno stradone, è di antica origine. Qui si trovava l’antica chiesetta di San Martino, ricostruita nel 1564 dopo che la precedente, del 1100, crollò per via di un’abbondante nevicata.

Oggi la graziosa chiesa barocca spicca ancora a chiudere il versante orientale della piazza.

Inizialmente la piazza era appunto uno stradone con un filare d’alberi sul lato meridionale, la chiesa posta a Est e dal 1863 la palazzina del Comune (dove oggi si trova l’attuale scuola elementare “Gianni Rodari”), mentre attorno vi erano solo campi.

Il vecchio edificio del municipio si trovava leggermente più a nord e non proprio di fronte alla chiesa, in via Emilio de Marchi, anche se all’epoca si chiamava via 24 maggio, dopo il passaggio al comune di Milano la palazzina divenne una scuola.

Naturalmente la piazza venne intitolata all’antico comune e da allora di tempo ne è passato e al posto dei campi oggi troviamo palazzi (quasi tutti sorti dopo la Seconda Guerra Mondiale).

La villa Litta si può datare  intorno alla fine del Quattrocento poiché conteneva degli affreschi di Bernardino Luini eseguiti introno al 1520 ed ora conservati al Louvre e a palazzo Litta.  

L’attuale sistemazione è di fine anni Novanta e primi anni 2000, con la Giunta Albertini. Il filare d’alberi un tempo centrale, che divideva la carreggiata esattamente in due (da far sembrare la piazza più un viale) venne sistemata con marciapiedi in cubetti di porfido, lampioni, e il filare d’alberi spostato verso il lato settentrionale.

Ai lati vennero realizzate aiuole sollevate con bordature quasi fluide, ricoperte con gli stessi cubetti di porfido, soluzione tipica di quelli anni e realizzata, ad esempio, in piazza Argentina.

Come al solito, la nostra attenzione, più che all’aspetto piacevole o meno dell’arredo urbano, si concentra sul come, in questi venti/venticinque anni di vita, la piazza sia caduta nella solita sciatteria.

Auto parcheggiate ovunque, soprattutto sul sagrato della chiesa dove, come si vede, hanno contribuito al dissesto delle pietre, spaccandole e mandandole in frantumi.

Non sarebbe buona cosa che il Comune intervenisse con l’istallazione di dissuasori che impediscano il parcheggio selvaggio ovunque sia possibile?

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Fonte: “Le Strade di Milano”, Newton Peridici 1991

Greco, Piazza Greco, Degrado, sciatteria, Area Pedonale, Parcheggio Selvaggio

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


11 thoughts on “Milano | Greco – Un po’ di rispetto anche per questa piazza

  1. Anonimo

    Non sarebbe buona cosa che il Comune intervenisse con l’istallazione di dissuasori che impediscano il parcheggio selvaggio ovunque sia possibile?

    No sarebbe buona cosa che regolarizzasse i parcheggi visto che servono.
    Sosta regolare e gratuita, così non avreste più il pretesto per chiamarla indebitamente “parcheggio selvaggio”.

  2. Anonimo

    Chiedere rispetto agli automobilisti è inutile. Vige la legge del più forte e del più menefreghista, per questo bisogna proprio rendere impossibile la sosta selvaggia, alzando cordoli e mettendo dissuasori.

    Le aree pedonali vanno protette, i pedoni vanno protetti nelle loro riserve, come si proteggono gli animali nei parchi naturali. I predatori sono automobilisti con auto sempre più grosse e sproporzionate per muoversi in città, dove lo spazio ha un valore ma loro pretendono di possederlo gratis.

  3. Anonimo

    Basterebbe sostituire le parigine con il modello provvisto di anelli, collegandoli fra loro con delle catene (belle robuste, perchè siamo al livello che c’è chi potrebbe pensare di spezzarle per ripristinare il parcheggio).

    Non una grossa spesa e risultato raggiunto.

  4. Anonimo

    Meno spazio alle auto e più verde. Una città più civile e curata è una città per tutti, non solo per chi usa scatole di lamiera.

  5. Maurizio

    Talvolta mi viene da dire che mi fa schifo vivere in questa città, dove viene consentito ai “barbari” di comandare. Visto che i soldi pubblici sono pochi, baratterei una biblioteca (in meno) per più fondi alla manutenzione spicciola, tra cui la protezione di piazze, marciapiedi e attraversamenti pedonali.

    1. Anonimo

      Ma che biblioteche in meno.
      Mettiamo 20 o 30 autovelox e siamo a posto. Multiamo a tappeto, recuperiamo soldi da chi commette infrazioni e spendiamoli per fare biblioteche e per mettere dissuasori.

      O alziamo finalmente i ceti di area C, che sono troppo bassi anche in proporzione al costo del biglietto giornaliero atm.

  6. Gian Paolo

    Il problema è evidente in tutta la città: c’è un’idea diffusa e radicata che posteggiare ovunque, anche laddove la norma vigente lo vieta (marciapiede, rotonde, ecc.), non solo sia lecito ma addirittura sia un diritto; e c’è un’idea diffusa e radicata nella politica, che accomuina destra centro e sinistra pur con accezioni diverse, che di fatto avvalla questa idea del diritto al “parcheggio ovunque”. Idee miopi entrambe perchè non vedono che facendo così si blocca lo sviluppo di molti altri settori e imprese: parcheggi a pagamento (ora è conveniente parcheggiare gratis sul marciapiede), costruzione box privati (perchè comprare un box se posso parcheggiare gratis sul marciapiede?), taxi (ora costano troppo rispetto al mezzo privato e al parcheggio gratis), biciclette (perchè usare la bici se manca l’infrastruttura necessaria e ci sono auto ovunque?), e via dicendo. Non è una guerra tra automobile e bicicletta, tra autisti e pedoni: bisognerebbe smetterla di “litigare” in questi termini anche su questo blog perchè non giova a nessuno. E’ un problema di miopia e immobilismo. Cambiare questa visione miope è nell’interesse di tutti, sia automobilisti che ciclisti, sia motorizzati che pedoni. Solo unendo le forze si potrà sbloccare la situazione. Che ne dite? Utopico? Secondo me no.

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