"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | NoLo – Riqualificazione Via Rovereto: completato

Da qualche settimana è stata completata la riqualificazione di via Rovereto, una traversa di viale Monza nel distretto Loreto-Nolo, dove si trova la stazione omonima della M1. 

Dopo la sistemazione nel 2019 con l’Urbanistica Tattica di via Rovereto e della piazzetta antistante l’ingresso del Parco Ex Trotter di Via Giuseppe Giacosa, si è passati alla sistemazione definitiva con marciapiedi larghi, aiuole e alberature. Qui il progetto in dettaglio.

Queste sono le immagini prima dell’intervento.

Iniziamo con l’area antistante l’ingresso al Parco Trotter da via Giacosa. In pratica, al posto di un parcheggio ora nel quartiere si ritrova una vera piazzetta pedonale, degno accesso al bel parco del Ex Trotter.

Anche l’incrocio è stato sistemato a pietra e leggermente rialzato così da indurre le automobili a rallentare la marcia (qui transitano parecchi bambini).

Ed ecco via Rovereto, che come si vede, testimonia come sia bastato sistemare e alberare una strada molto ampia di Milano e subito si ha una differente percezione del contesto urbano.

Riferimento fotografico: Roberto Arsuffi

NoLo, Loreto, Turro, Trotter, Via Rovereto, Arredo Urbano, Via Giuseppe Giacosa




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


18 thoughts on “Milano | NoLo – Riqualificazione Via Rovereto: completato

  1. Matt

    Si ma che mettessero 2 stalli in più per bici e monopattini o decementificare ulteriormente la parte con gli alberi sul marciapiede, creare una fascia verde. Poi vista l’ampiezza dei marciapiedi milanesi, ci stava pure una pista ciclabile e non sto dicendo nulla di astruso, basta vedere in Olanda o come a Parigi abbiano notevolmente aumentato le ciclabili negli ultimi 4 anni.

    1. Anonimo

      Matte hai perfettamente ragione su tutto. Purtroppo però la strategia del comune è quella di non fare ciclabili nelle strade zona 30 perché teoricamente la velocità delle bici e quella delle auto a 30 km/h sono per loro compatibili.

      Il fatto poi che le auto vadano davvero a 30 km/h perché lo dice un cartello è di per se ridicolo.

      Indubbio però che la strada e soprattutto l’ingresso al Trotter siano decisamente migliorati. Da parcheggio selvaggio a luogo di aggregazione e socialità per tutto il quartiere.

      1. Si Tav

        Il limite dei 30 allora è una stronzata ottima per gli imbecilli di sinistra, abilissimi nel re dire invivibili le ci.
        Certo, la via è stata risistemata per bene. Ma un marciapiede così largo dove non passano tanti pedoni è inutile e sacrifica preziosissimi posti suto.
        Ma tanto cosa importa agli imbecilli di sinistra?

  2. Anonimo

    La piazzetta è semplice e graziosissima.
    In vie come questa le bici possono benissimo convivere con le auto. Le ciclabili vere, senza curve e in sede protetta in modo da consentire di spostarsi velocemente e in sicurezza vanno fatte nelle circonvallazioni e negli assi di penetrazione (vedi quella tra piazza della Repubblica e Porta venezia). In corso di Porta Romana, corso Italia, corso Genova, ecc… si ricaverebbe lo spazio eliminando i parcheggi a lato strada. Stessa cosa andrebbe fatta in corso Buenos Aires, che è ora intasato di traffico per consentire il parcheggio di un centinaio di auto che si potrebbero spostare nelle vie limitrofe a lisca di pesce.

  3. vaca de legn

    10 100 1000 altri nterventi così.. anche se il corridoio verde tra la file di alberi che li congiiunga lo avrei fatto pure io

  4. Manuel

    Faccio riferimento alla foto 18/29 ma è il caso di decine di strade. Ma con la fame di parcheggi che c’é qui andava fatta una verifica per una migliore gestione degli stalli per le auto. Ad occhio, si poteva prevedere su un lato la sosta a pettine e gli alberi ci sarebbero stati ugualmente; poi non capisco perché se si albera una via bisogna alberarla tutta! é possibile renderla verde anche con piante alternate tenendo sempre presente la priorità.. cosa ce ne facciamo di tutto quello spazio di cemento che avanza ?!?
    Vedete per caso la presenza di:
    – Piste/corsie ciclabili? -> No (e poi per chi?)
    – Sedute? -> No
    – Aiuola e/o fioriere ? -> No (chi annaffia ?!)

  5. Corinna

    Belisdima via giacosa rovereto cio vissuto 27 anni era ora del cambiamento rsdicale lho aspettato da un pezzo sono corinna ex condomina via hiacosa 50 ex educatrice casa del sole parco trotter ed ex associazione amici del parco trotter con mamma franca e mamma ornella

  6. Alberto

    La piazzetta è semplice e graziosissima.
    In vie come questa le bici possono benissimo convivere con le auto. Le ciclabili vere, senza curve e in sede protetta in modo da consentire di spostarsi velocemente e in sicurezza vanno fatte nelle circonvallazioni e negli assi di penetrazione (vedi quella tra piazza della Repubblica e Porta venezia). In corso di Porta Romana, corso Italia, corso Genova, ecc… si ricaverebbe lo spazio eliminando i parcheggi a lato strada. Stessa cosa andrebbe fatta in corso Buenos Aires, che è ora intasato di traffico per consentire il parcheggio di un centinaio di auto che si potrebbero spostare nelle vie limitrofe a lisca di pesce.

    1. Andrea

      Via Giacosa di fatto è un asse di penetrazione. Serve per andare avanti e indietro da viale Monza a Corvetto, passando da Città Studi.

  7. Gabriella Primi

    Bagnare le piante invece di farle morire? Non è venuto in mente a nessuno? Vedere quelle nuove in piazza monumentale. Non basta piantarle x fare numero bisogna curarle

  8. Iacopo

    Con il limite a 30 km/h ci sta che le bici vadano in strada, ci vorrebbero peró autovelox fissi per fare rispettare i limiti. Peccato che poi si pecchi con la manutenzione e che la città sia popolata da incivili.

  9. Anonimo

    Nel complesso buon risultato.

    Peccato solo che (per risparmiare?) i sampietrini siano limitati al minimo indispensabile nel punto più di pregio, mentre gli ampi marciapiedi restano una distesa di catrame, che si ammalorerà in breve tempo.

    Secondo dettaglio, l’arredo urbano è come sempre super basico.

  10. Andrea

    Via Giacosa deve diventare a senso unico, percorribile da via Crespi verso viale Monza oppure da via Crespi verso via Padova.

    In questo modo si potrebbe recuperare spazio per una comodissima pista ciclabile bidirezionale.

  11. Anonimo

    Qualcuno vada a staccare i due grandi adesivi dai segnali di testa dell’isola salvagente (attravers. Pedonale protetto) per favore.

  12. roberto

    Entusiasta di questo intervento, ricordo bene la precedente situazione e non c’è confronto. Ora è un vero piacere passarci e fermarsi al chiosco o nei due ristoranti della via. Unici nei: l’esedra del parco s’è riempita improvvisamente di una selva di pali, cartelli, segnali di tutti i tipi… peccato, è ferraglia a mio avviso in eccesso. E qualche posto auto in più (ad occhio) si poteva forse ricavare, data la larghezza dei marciapiedi di via Rovereto. Comunque bellissimo, complimenti. Ora vorrei una sistemazione dell’incrocio Giacosa – Bolzano, brutto e pericoloso!

  13. lisander

    Indubbiamente è un ottimo intervento e di qualità, quasi un unicum nel desolante panorama di opere di riqualificazione, stradale e pedonale realizzati in città negli ultimi tempi;tuttavia non posso esimermi dal criticare la scelta di mantenere marciapiedi cosi larghi, ancorchè ben fatti, visto e considerato che Via Rovereto non è propriamente un strada commerciale e quindi con grande flusso di pedoni, che giustifichi marciapiedi ampi; si poteva ottenere lo stesso brillante esito realizzando marciapiedi un po’piu’ stretti e stalli per le auto a pettine o spina di pesce, inframezzati dalla posa di alberature, a corredo dell’intervento stesso; bastava forse un po’ piu’ di lungimiranza in tal senso, comunque è decisamente meglio di prima, è stato valorizzato e nobilitato almeno l’ingresso al Parco Trotter che finalmente rinasce.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.