Milano, Castello.
Settembre 2026. Pensare che solo pochi giorni fa, l’albero collassato in piazza Risorgimento, ha portato l’attenzione sul verde in città e la scarsa manutenzione e attenzione. Giusto qualche giorno prima avevo preparato quest’articolo che ora pubblico.
Quando vedo situazioni come questa m’incazzo, non c’è altro modo per descrivere la sensazione.
Fino al luglio del 2023, prima della “tempesta perfetta” che decimò migliaia di alberi a Milano, in largo Benedetto Cairoli c’era una sorta di piccolo boschetto urbano formato da diverse alberature. Tra queste spiccavano un bell’abete dell’Himalaya e soprattutto due giganteschi bagolari, presenti lì da almeno settant’anni – forse anche di più – quasi a fare da sentinelle tra via Dante, da una parte, e il Castello Sforzesco, dall’altra, un percorso obbligatorio da e per il Duomo.
Poi arrivò la tragica notte tra il 24 e il 25 luglio 2023, con la violentissima tempesta che colpì Milano, accompagnata da raffiche di vento superiori ai 100 km/h e da una quantità impressionante di pioggia caduta in pochissimi minuti. Una notte che cambiò in maniera evidente il patrimonio arboreo della città.
Anche largo Cairoli ne uscì profondamente trasformato. L’abete dell’Himalaya scomparve, così come uno dei due grandi bagolari e altre alberature più piccole che contribuivano a dare forma, ombra e dignità alla grande aiuola rialzata davanti all’UNA Hotels.
(di seguito alcune immagini dell’area in questione, bella verdeggiante, visibile tramite Google Street View negli anni prima del 2023)




Sono passati più di tre anni.
Il grande bagolare che affiancava quello sopravvissuto non è mai stato sostituito. Anzi, il suo spazio è stato semplicemente chiuso e pavimentato: buco eliminato, problema apparentemente risolto. Ma dell’albero nessuna traccia. E lo stesso vale per le altre piante scomparse.


Ed è proprio questo che trovo incomprensibile. Possibile che, dopo oltre tre anni, in pieno centro a Milano, in uno dei punti di maggiore passaggio turistico della città, lungo l’asse che collega il Duomo al Castello e a pochi passi da Brera, non si siano trovate le risorse e soprattutto la volontà per ripristinare queste alberature?
Non stiamo parlando di un intervento faraonico, ma di rimettere alcuni alberi dove gli alberi c’erano già.
E possibile che nemmeno una struttura importante come l’UNA Hotels, che si affaccia direttamente su quest’aiuola, possa eventualmente contribuire – naturalmente attraverso un accordo con il Comune – alla restituzione di un po’ di verde e di dignità a questo angolo così centrale e frequentato?
A maggior ragione lascia perplessi che tutto questo avvenga in una città che continua a dichiarare la volontà di aumentare il proprio patrimonio arboreo e l’attenzione al verde urbano. Sono passati tre anni dalla tempesta: l’emergenza è finita da tempo. Ora non si tratta più di rimuovere i danni, ma di ricostruire ciò che è andato perduto.
E largo Cairoli, nel cuore turistico di Milano, dovrebbe essere uno dei posti più semplici da cui cominciare.
Usate Google Street view e vi verrà male tornando in dietro nel tempo.






- Referenze immagini: Google Streetview, Roberto Arsuffi
- Largo Cairoli, Castello, Castello Sforzesco, Via Dante, Foro Bonaparte, Una Hotels, Arredo Urbano, Verde Pubblico, Alberi, Tempesta