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Milano | Porta Vittoria – La biblioteca e Porta Vittoria

Siamo a Porta Vittoria: probabilmente questa parte di Milano, collocata a Sud Est del centro città, porta sfortuna ai grandi progetti (ad esempio si veda anche Santa Giulia o Porto di Mare). Sarà forse perché l’Europa sta verso nord, dalla parte opposta?

Fatto sta che Porta Vittoria con annessi e connessi è impantanata e pare non sbrogliarsi facilmente, specie dopo che il costruttore romano Danilo Coppola è finito in carcere per bancarotta fraudolenta. Così l’unica cosa attiva del grande progetto è il supermercato Esselunga, mentre il resto pare una costruzione del gioco del Lego: palazzi realizzati in parte ma ancora vuoti.

Qui avrebbe dovuto sorgere anche la grande Beic, la Biblioteca europea di informazione e cultura, rimasta nei cassetti e nei sogni dei sindaci che si sono avvicendati nel corso di vent’anni. Infatti il progetto nasce agli inizi degli anni Novanta, si concretizza con la creazione della Associazione “Milano Biblioteca del 2000”, uno studio di pre-fattibilità del 1998 ed un successivo complesso studio di fattibilità per la creazione di “una grande biblioteca pubblica, capace di soddisfare i bisogni di informazione, divulgazione e cultura di un’area metropolitana di oltre 7 milioni di cittadini, e che si proponga anche come luogo d’incontro e di socializzazione”. Ma a tutto ciò sono sempre mancati i soldi.

Lo studio Bolles & Wilson, che fu il vincitore del concorso internazionale di progettazione, ha predisposto il progetto architettonico definitivo e poi il progetto esecutivo approvato dal Consiglio dei Lavori Pubblici nel marzo del 2009 per una spesa di 350 milioni di euro. Nel 2012 il progetto è stato drasticamente ridimensionato riducendosi alla creazione della biblioteca digitale per 88 milioni di euro e 36 milioni per il rafforzamento della rete delle biblioteche milanesi.

Recentemente si è parlato nuovamente di questa benedetta grande biblioteca sul Corriere della Sera, grazie ad un’intervista ad Antonio Padoa-Schioppa, presidente della Fondazione Beic, che ha per soci Comune, Regione, Miur, Mibac, Università, Politecnico e Istituto Lombardo, che sostiene che l’opera si deve fare perché la cultura produrrebbe ricadute positive sia sull’occupazione sia sulla ricerca, ormai riconosciuta da tutti come il grande asset per lo sviluppo futuro del Paese.

Le grandi città di tutto il mondo hanno pensato ad una grande biblioteca pubblica, come è avvenuto a Parigi, a Londra, a Seattle o, per citare il caso più recente, a Birmingham dove sono stati investiti 200 milioni di sterline. Insomma, un’occasione da non sottovalutare. Prosegue Antonio Padoa-Schioppa «Abbiamo già ricevuto dichiarazioni di interesse da privati e in questo caso la quota pubblica si potrebbe ridurre intorno agli 80 milioni, secondo una bozza di progetto che abbiamo studiato. Ma se alla fine il futuro sindaco decidesse di destinare ad altra funzione l’area di Porta Vittoria, e mi auguro che non sia così perché secondo noi è la più naturale essendo ben collegata con Università e Politecnico, il nuovo Polo universitario che dovrebbe nascere nell’area Expo potrebbe includere uno spazio congruo per la Beic. In ogni caso, per la sua realizzazione, sarà fondamentale la pressione dell’opinione pubblica. Se i milanesi lo vorranno, la Beic si farà».

Certo a Porta Vittoria ci sono già terreno e progetto, anche se mastodontico. E’ vero che la biblioteca potrebbe anche essere spostata al sito Expo ma certo sarebbe un occasione persa per questa zona di Milano che è molto in défaillance.

studio Bolles & Wilson

Il progetto della BEIC dello studio Bolles & Wilson

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Sarebbe bello che, se la biblioteca non fosse realizzata, i terreni rimanessero liberi a verde pubblico, creando una lunga striscia di verde che unisse Largo Marinai d’Italia con la zona Forlanini, al di là delle ferrovie.

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Intanto intorno la città prosegue la ricucitura e dove c’erano capannoni o garage ora ci sono nuove residenze, come in Via Vertoiba angolo Via Monte Ortigara.

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Queste sono invece le residenze finite e mai consegnate di Porta Vittoria

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L’area come si presentava prima delle demolizioni, con la stazione inutilizzata delle ferrovie
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Altre immagini del progetto della BEIC

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


9 thoughts on “Milano | Porta Vittoria – La biblioteca e Porta Vittoria

  1. Walter D.

    Forse non si è capito che agli italioti piace la pizza,il gelato ,scrivere sui muri e i centri commerciali.
    Altro che biblioteche .
    Leggere fa fatica.Meglio una canottiera ,delle birre e una partita di calcio.

    1. robertoq

      E’ amaramente verissimo. E in ogni caso, basta che si faccia il giardinetto che fa tanto “central park”. La biblioteca in fondo è solo cemento…

  2. loris

    alla fine dispiace per la biblioteca e di vedere ancora oggi un triste campo di patate, ma non troppo per il progetto.

    secondo me il concorso è stato scadente come qualità (forse il bando era poco allettante o fatto male) e pure il progetto vincitore non è un granchè, pertanto non ci siamo persi molto..

    sono dell’idea che con molti meno soldi si potrebbe fare una biblioteca altrettanto funzionale e capace. insomma, meglio ricominciare da capo, con altro budget e invitando progettisti più all’altezza.

  3. Luca Scarpa

    “E’ vero che la biblioteca potrebbe anche essere spostata al sito Expo ma certo sarebbe un occasione persa per questa zona di Milano che è molto in défaillance.” ma chi scrive queste assurdità? ma come si fa a spostare un progetto di un edificio pensato per un luogo in un luogo totalmente differente? E’ un’opinione personale o un’idea seria di qualche politico che evidentemente pensa di poter prendere decisioni senza avere un minimo di conoscenza in materia?

    1. Tommaso

      Purtroppo sono ormai molti coloro convinte che architettura sia evento singolo (edifici che potresti prendere e mettere ovunque sul pianeta essendo essi alieni..) che nulla ha a che fare con il contesto è il paesaggio. Se riesci a identificare il rapporto con il contesto di sto “coso” sei un campione.

  4. lu.po

    tra parentesi
    il Tesoro stanzierà 300 milioni di euro l’anno fino al 2040 per il debito di Roma Capitale. quelli li hanno trovati.

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