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Milano | Cinque Vie – Quel disastro che è il Centro Storico: Via Borromei

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Il Centro Storico di Milano, formato da molti quartieri, come il Cordusio, le Cinque Vie, il Broletto, il Carrobbio e la Vetra, che sono sorti sui resti della parte più antica della città, anziché essere la parte più bella e affascinante dobbiamo ammettere che è, a volte, forse la più disordinata e sciatta dell’intera Milano. La storia si è stratificata qui, producendo anche angoli suggestivi, ma dopo il 1900 pian piano questa  è stata lentamente spezzata, disintegrata, rivoluzionata e spesso lasciata sospesa come in attesa di interventi ancora più stravolgenti che hanno prodotto solo angoli tra i più brutti che si possano vedere in una città. Naturalmente grande contributo di questa rivoluzionaria distruzione sono stati i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale avvenuti nel 1943. Comunque anche il Comune in tutti questi anni non pare essersi impegnato molto nella ricostruzione e nel riordino del vecchio tessuto urbano. Così abbiamo collezionato un miscuglio di architetture più disparate e aree depresse. Anche il Comune ha contribuito con un NON arredo urbano, poco consono ad una città storica e artistica. Così abbiamo messo insieme alcuni punti critici che vi mostreremo in vari articoli.

Iniziamo il nostro giro del centro storico da Via Borromei, che prende il nome dalla famiglia nobile dei Borromeo che qui possiede e possedeva palazzi importanti e nobili, gli uni vicini agli altri. Noi partiamo nel nostro percorso dalla fine della via. Infatti la via si conclude all’incrocio delle vie Santa Maria Fulcorina e via Santa Maria alla Porta, dove lo slargo a Y è utilizzato come parcheggio, costringendo anche i passanti a vagare senza un vero percorso in mezzo all’incrocio, come si vede dalla nostra foto di seguito. Qui, come in tutto il centro storico vorremmo vedere i masselli del pavé e un arredo urbano consono.

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La via Borromei è abbastanza trafficata, essendo una delle poche che mettono in collegamento quest’enclave storica tra le vie Torino e Corso Magenta. Qui di seguito alcune foto inviateci da un nostro lettore, Luca Ronconi, che mostrano varie situazioni di sosta in divieto. Il passaggio pedonale è costantemente ostacolato anche da bidoni della spazzatura, bici e soprattutto auto, furgoni e camion che obbligano il pedone a spostarsi in mezzo alla strada magari mentre provengono veicoli da dietro. Molto brutto, come dicevamo, per i pedoni è anche l’incrocio di Via Santa Maria Fulcorina, Via Santa Maria alla Porta e Via Borromei che andrebbe regolamentato, dato l’intensissimo traffico proveniente da Via Santa Maria Fulcorina.

L’arredo urbano della via è inesistente: archetti di ogni fattura collocati per dissuadere dal parcheggio gli automobilisti sono a volte anche storti o divelti. Il catrame al posto delle pietre e quei dossi in plastica rendono solo l’idea di quanto sia trascurata e poco pensata questa via, che potrebbe essere più bella, visto i palazzi che la coronano.

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Questa invece è la via privata Maria Teresa d’Austria (l’imperatrice), aperta nel dopoguerra sulle macerie dei bombardamenti. Recentemente è stata riqualificata dai privati, e come si vede, non essendoci un ABACO dell’ARREDO URBANO né un regolamento che preveda un adeguamento dell’arredo degli spazi privati con uso pubbblico, hanno pensato bene di scegliere a loro piacimento i lampioni per illuminare. Per carità, meglio di niente, ma perché non ci dev’essere un’uniformità almeno in questa zona? Perché tutto questo miscuglio di stili da rendere poco identificativo il contesto urbano.

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Lampioni che nella, forse, graziosa piazzetta Borromeo sono di tutt’altro genere. Forse è graziosa perché, a voler vedere bene, è utilizzata come parcheggio, nonostante negli anni Sessanta/Settanta sia stato creato un parcheggio sotterraneo. Perché? Perché sistemare, arredare e riqualificare un luogo, anche storico, e poi utilizzarlo per un parcheggio d’automobili?

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Chiesa di Santa Maria Podone durante gli scavi per il parcheggio sotteraneo di Piazza Borromeo 1970

Chiesa di Santa Maria Podone durante gli scavi per il parcheggio sotterraneo di Piazza Borromeo 1970 (circa)

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Naturalmente per non smentirsi ecco un bel lampione, forse lì dagli anni Sessanta che stona col contesto e che, soprattutto, stona coi lampioni in stile messi nella piazza quando pochi anni fa venne riqualificata.

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Qui invece ci troviamo nell’angolo meridionale della piazza Borromeo, dove i passanti per transitare devono cercare il varco tra i motorini parcheggiati e i cartelli ridondanti.

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Qui di seguito alcune immagini del palazzo Borromeo, o meglio di quel che ne resta dopo le devastanti bombe del 1943. Era una dimora Settecentesca della famiglia dei Borromei, appartenuto in precedenza ai Visconti di Saliceto. Purtroppo la ricostruzione post bellica ha prodotto, secondo noi, un ibrido tra antico e moderno poco rispettoso; specie per le finestre del primo piano, troppo piccole e basse in confronto ai bellissimi balconi monumentali rimasti superstiti dal vecchio edificio. Altri avanzi dal vecchio edificio sono le colonne dell’ingresso e la balaustra barocca, ora collocata nel giardino del cortile.

Via San Maurilio Palazzo Borromei 1944

Via San Maurilio e Palazzo Borromei nel 1944

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Cinque Vie – Quel disastro che è il Centro Storico: Via Borromei

  1. Claudiogi

    Sono sufficientemente vecchio per ricordare che quando si decise di costruire il parcheggio sotterraneo di piazza Borromei ci furono grandi polemiche in quanto si andava a stravolgere l’aspetto di una delle più antiche piazze di Milano. Ma la piazza era privata (della famiglia Borromeo si diceva) e così i lavori andarono avanti. Naturalmente la giustificazione era che così si sarebbe risolto il problema dei parcheggi in zona e che era inutile contrastare il Progresso contrapponendogli delle idee passatiste. Ed ecco oggi il bel risultato che ci dobbiamo sorbire: le macchine si continuano a parcheggiare ovunque (il garage sotterraneo costa…) e un angolo della nostra città è stato sconciato definitivamente. Bel colpo!

  2. antonio

    Evidente che non c’è paragone tra il fascino della vecchia Milano e quello che si è tentato di fare con la ricostruzione.
    Solo per dire, il vecchio e bellissimo palazzo Borromeo poteva essere ricostruito con la facciata originale.. i danni non mi sembrano così gravi. Ma si decise di buttare giù tutto, per esigenze credo speculative ( Il restauro costa di più) Quindi ecco qua….il risultato!
    Ora bisognerebbe avere più cura di tutto il centro storico. Io toglierei tutto il parcheggio in strada entro la cerchia dei navigli.
    Possono entrare solo macchine che hanno posto in garage..
    le altre.. fuori!

    1. silvana

      per chi risiede nelle vie del centro storico è già un grosso problema quotidiano trovare un posto auto nelle strisce gialle perchè chiunque cerca di parcheggiare ( x uffici, negozi, artigiani, ….), poche case hanno i garage, per lo più perchè impossibile scavare a causa di resti storici o semplicemente perchè i portoni sono piccoli; come si fa a vivere con lavori che obbligano all’uso dell’auto privata , o anche con bambini , o per la spesa , se dobbiamo lasciare l’auto fuori dalla cerchia dei Navigli? Non tutti possono permettersi di pagare un garage, ci vivono anche famiglie normalissime.

      1. Anonimo

        Parole sante. Infatti all’interno della cerchia Navigli dovrebbero poter parcheggiare in strada solo i residenti. Via tutt else strisce bianche e blu….

  3. Anonimo

    Vergognoso. Una città bellissima deturpata dalla non-cura da parte del Comune. Eppure ci vuole poco a investire in arredo urbano…con tutti i soldi che sprecano. Un cervello di un topo arriverebbe a curare decisamente meglio la città

  4. wf

    Inaccettabile che una pizza così bella davanti a monumenti storici e chiesette sia stata trasformata in rimessa auto e parcheggio. Fa schifo.

    Certamente stiamo buttando dalla finestra del potenziale economico come turismo. Così i tusiti non verranno mai a passeggiare a Milano.

    Bisogna rendersi conto che sono soldi bruciati.

    Poi c’è il parcheggio sotterraneo vuoto.
    Quindi l’obiezione mancano i posti in centro è pretestuosa.
    Si vuole far festa senza pagare, è diverso.

    1. robertoq

      veramente in quella piazza fa schifo quel che c’è sopra (auto e motorini e arredo urbano alla cavolo) più che quel che ci han costruito sotto 50 anni fa (il parcheggio).
      E comunque non mi sembra conciata peggio di altre piazze (Sant’Alessandro, San Marco ecc ecc) che di parcheggio son prive (ergo non credo siano i parcheggi sotterranei il problema principale…)

      1. wf

        Bisognava vietare in tutti i modi il parcheggio di superficie laddove persiste un parcheggio sotterraneo. Sennò a che serve cistruirli?
        E questo è il risultato.

        1. robertoq

          Su questo hai ragione.
          Temo però che in piazza ci parcheggi il solito residente piagnone (e in questo caso pure ricco, data la zona…) che pensa di avere il diritto di parcheggiare gratis dovunque per il fatto di “risiedere”.

          Tra talebani “no parcheggio” e talebani “auto dappertutto e gratis” ci vorranno secoli per uscirne purtroppo…

          1. wf

            Vero.
            Sei rileggi bene il mio primo commento non c’era nulla che fosse in antagonismo con la tua prima replica .

            Credo che bisogni lavorare sul agevolare i parcheggi interrati MA solo contestualmente vietando la superficie circostante.

  5. lorenzo lamas

    Quando si skateava al BOR nei primi anni 90, la piazzetta non era adibita a parcheggio. Poi, sono stati fatti dei lavori nella piazzetta – tra i quali la pavimentazione – e sono arrivate le auto.
    Non ricordo l’origine dei lavori. La piazzetta, indipendentemente dalla nuova “destinazione d’uso”, non è comunque mai stata sostanzialmente frequentata. Peccato perchè veramente bella.

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