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Milano | Degrado: la più vasta “galleria” a cielo aperto d’Italia

No Tav vista Duomo, Anonimo su granito

Abbiamo raccolto per voi una lunga serie (potevamo mettere almeno un milione di foto) di “opere d’arte” che possiamo ammirare tutti noi ogni giorno in giro per la città.

Dal Duomo alle periferie più estreme, senza distinzione.

Portici Meridionali, No Expo No Tem 2013, con contributo di SA? 2016

A Porta Ticinese.

Sparay su granito: Vari artisti, 2015, 2016, 2017

Di seguito due interessantissime opere realizzate su muratura in mattoni del primo Novecento appartenenti alla chiesa della Sacra Famiglia, opere realizzate in più riprese dal 2015.

Non perdetevi le prossime realizzazioni.

A Porta Venezia.

Naturalmente chi vuole ammirare l’arte di strada e fare shopping può tranquillamente recarsi in Corso Buenos Aires e girovagare ovunque, l’Arte non lo abbandonerà facilmente.

Via Spallanzani e Corso Buenos Aires prospettiva infinita 2013-2015-2017

In via Melzo, sempre a Porta Venezia, c’è la serie di cani che defecano, ET e altre opere miste (mannaggia, c’è un muro rimasto senza scritte!), naturalmente autori vari.

Via Vitruvio, l’arteria che unisce Corso Buenos Aires con Piazza Duca d’Aosta è un capolavoro di arte moderna, dove possiamo trovare anche opere “serie” vandalizzate  da altri “artisti” di strada. Per non farci mancare nulla, abbiamo anche fotografato una vettura parcheggiata proprio all’angolo.

Che ne dite di queste fantastiche composizioni artistiche, uniche, realizzate su palazzo del 1750, Palazzo Mellerio in corso di Porta Romana.

Palazzo Mellerio e Spray su muro settecentesco, anonimo 2015-2017

Oppure, non lontano, possiamo meditare sulle scritte realizzate lungo la parete della chiesa barocca di Sant’Alessandro. Realizzazioni a partire dal 2012 e per “fortuna” mai cancellate.

Il centro città è tappezzato ovunque da queste “opere d’arte”, come possiamo notare anche in Via Cappuccio.

Obodai 99 e amici, opera del 2007-2008, spray su pietra

 

O in via Soncino e via Torino, una vera galleria immancabile.

Palazzo storico del 1500, oramai diventato una vera e propria tavolozza per artisti di ogni genere.

Ma che dire di quest’opera di impronta sociale, dove ogni colonna della preziosa chiesa di San Tomaso è stata trasformata in tavolozza e decorata dal simbolo del femminile. Opera di anonimo del 2016.

Femminismo da colonna, spray su granito 2016

Opere che possiamo ammirare anche nel cuore della città antica, romana, come in via Ansperto, in bel contrasto con torre romana del Convento di San Maurizio Maggiore.

Anche nella vicina via Brisa potete osservare opere d’arte, imperdibili.

Una delle zone più ricche è quella di Città Studi, dove ogni superficie è decorata a dovere da ogni artista di strada, come possiamo ammirare in questa serie di immagini.

Istituto Nazionale dei Tumori, artisti vari 2010-2017

Anche i Navigli e la Darsena naturalmente sono una garanzia per che voglia ammirare questo genere di opere d’arte.

Anche all’ombra dei nuovi grattacieli potete non fare a meno di notare quest’arte così diffusa.

Eccoci a Porta Nuova.

Ma anche a CityLife Tre Torri, dei veri geni.

+15 segno su panchina nuova, nuova, spray su legno 2018

 

Naturalmente abbiamo scherzato, ma volevamo portare all’attenzione questo fenomeno così poco considerato che ci lascia esterrefatti.

Si tratta del fenomeno del vandalismo prodotti dalle scritte realizzate sui muri, gli imbrattamuri, realizzati quasi sempre da ragazzini che per moda si divertono a lasciare il proprio nickname su ogni superficie, come a segnare il posto e far vedere dove arrivano a “colpire” senza farsi beccare. Naturalmente vince chi tagga nel posto più impensabile e improbabile, non importa se su un bel palazzo o monumento.

Se prestate attenzione, la maggior parte degli scarabocchi si trova in prossimità di un ente scolastico (medie, superiori e università). Forse basterebbe anche sensibilizzare chi frequenta le scuole con dei dibattiti o altri espedienti che facciano comprendere il danno che questi atti vandalici producono.

Servirebbe mantenere più pulite possibile le superfici, perché quando i muri sono mantenuti puliti, vengono imbrattati molto più raramente.

Il Comune di Milano ha istituito da diverso tempo un servizio antigraffiti di Amsa. Servizio che andrebbe un po’ pubblicizzato e applicato, vista anche l’economicità dello stesso nei casi in cui si tratti di condomini.

Insomma, perché dobbiamo essere vittime di una manciata di vandali che rendono Milano (e non solo) uno schifo di città solo perché ci siamo abituati al degrado diffuso.

I cittadini possono contattare il Numero Verde 800332299 per richiedere informazioni sul servizio.

Ringraziamo per le segnalazioni del degrado cittadino i molti lettori che ci hanno inviato foto o segnalazioni.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Degrado: la più vasta “galleria” a cielo aperto d’Italia

  1. Davide

    Ottimo servizio…che spero venga visto e letto, anche da chi è pagato per mantenere l’ ordine, la pulizia e il decoro di questa città; un incarico che evidentemente non svolge, perché avrà cose più importanti da fare.

    Io ogni volta che vedo questi scempi mi indigno, e invece chi ci amministra??

  2. _

    Forse basterebbe un piccolo emendamento al Regolamento Edilizio Comunale che obblighi a tenere pulita la facciata (o farlo rispettare se già esiste), però nessuno ha il coraggio di farlo perchè ci sarebbe la sommossa dei cittadini toccati nel portafoglio dall’inazione delle Autorità su questo fenomeno.

    Quindi abbandono gli inutili toni lamentosi e mi unisco al vostro (amaro) umorismo, proponendo dopo questa bella carrellata sui capolavori della pittura anche uno dedicato alle sculture artistiche disseminate in città (tecnica mista di scritte e adesivi su pali, cestini, fermate, cabine telecom ecc ecc) 🙂

    1. Anonimo

      sì basta che lo possano dedurre dall’IMU e dalla tari e dalla tasi.
      visto che lo stato già si prende il 52% del reddito dei cittadini.

  3. Gian Marco

    spero che questo articolo arrivi all’attenzione del Comune. Una città che sta vivendo una crescita incredibile per investimenti e sviluppo non si preoccupa del degrado. Questa situazione non solo è un pessimo biglietto da visita per turisti ma alimenta altro degrado o peggio criminalità (vedi teoria della finestra rotta).

  4. Anonimo

    E’ evidente che i fronti sono molteplici. Il primo repressivo, Capisco che è (quasi) impossibile individuare i writer all’opera, però si potrebbe fare un maggior uso di telecamere cercando di installarne o agevolarme l’installazione quanto più possibile e, soprattutto, vigilare sulle manifestazioni studentesche ed intervenire immediatamente. Al passaggio di ogni manifestazione studentesca è uno sfacelo. I giornalisti filmano gli imbrattamuri e le forze dell’ordine … dove sono? Secondo punto è il ripristino. Occorre obbligare i condomini a ripulire e, soprattutto, occorre che Amsa intervenga immediatamente su tutti gli edifici pubblici . Occorrono poi incentivi economici per i servizi di pulizia. Purtoppo occorrerà capire chi e come può intervenire sulle Chiese, dato che anche queste non vengono risparmiate. Terzo. La prevenzione. Forse un po’ di educazione a scuola, magari nell’ormai abbandonata ora di educazione civica, servirebbe. Forse per gli studenti colti in fragrante ad inbrattare duranter le manifestazioni si potrebbe sollecitare i dirigenti scolastici ad assumere idonei giudizi conseguenti con il voto di condotta. Ripetere l’anno scolastico non sarebbe male …

  5. Adriano

    Faccio una considerazione, il servizio amsa è inefficiente, dopo la segnalazione prima dell’intervento passa più di un mese.
    Quindi anche chi è abbonato come il mio condominio deve aspettare, ovviamente questo succede perchè amsa non ha concorrenti e se ce li hanno costi più alti, Devo smentirmi subito, mentre vi scrivevo ho trovato un servizio che forse costa meno, magari dico al condominio di provarlo cercate anche voi..anzi se qualcuno ha provato altri servizi magari ditecelo.

  6. pavel

    Copiamo le metropoli europee dove questo problema è decisamente più contenuto… ovvero obbligare i condomini a pulire i muri (magari con delle detrazioni sulle imposte comunali)….

  7. Edoardo

    Sto male ogni giorno nel vedere questo disastro. Suggerisco, per una prossima galleria, la chiesetta del Lorenteggio, secolo XII, ben taggata.

    Detto ciò, servirebbe un’azione su più fronti, molti dei quali già detti: –
    educazione, qualcosa sul lungo periodo la fa
    – ripulitura, anche cambiando la legge (non so se è comunale o nazionale) dando possibilità per AMSA di intervenire su edifici privati immediatamente, ripulendo e scoraggiando gli idioti. costo a carico della collettività: a nessuno piacerà pagare per pochi idioti ma servirà alla lunga come deterrente. L’obbligo verso il singolo condominio colpito non mi convince, perchè a parte ripulire non avrebbe altre armi per tenere lontani gli idioti e potrebbe, se preso di mira, subire il danno di continui esborsi oltre alla beffa. Quale che sia il metodo, serve velocità: non è possibile che rimanga tutto così per anni
    – telecamere, perchè la flagranza di reato è praticamente impossibile
    – controllo sulle bombolette: vendita solo ai maggiorenni dietro presentazione del documento e relativa tracciatura. Piccolo deterrente che potrebbe creare un mercato nero ma di sicuro chi acquista per sè o per altri, con responsabilità diretta in caso di reato, ci penserebbe due volte, specie se già noto o già denunciato. Chi la usa per lavoro non avrà problemi ad accettare questa novità.
    – inasprimento delle pene, sia pecuniarie che di servizi sociali. Carcere mi pare inutile se non dannoso, anche se la tentazione verrebbe.
    – studio di quanto fatto all’estero. Mi piace pensare che la percentuale di idioti sia simile dappertutto, fatto salvo un diverso senso civico. E quindi, quale ricetta usano le città europee e oltre che hanno risolto il problema?
    – ricerca sulla chimica: prima o poi sono certo si troverà un qualche solvente che scioglie la pittura senza far danni o qualche soluzione davvero protettiva che impedisce alla stessa di attecchire. speriamo!

  8. Adriano

    Lo sapete come hanno risolto a new york?! chi fa la foto ad un taggatore e lo denuncia alla polizia riceve dei soldi.
    Non so se avete capito….dite che qui in Italia sarebbe possibile?

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