"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Arredo Urbano – Pali, pali e ancora pali, la città dei pali!

Milano è un campionario di pali; ci siamo così abituati che ormai quasi non li notiamo neanche, molti sono ignorati persino dagli automobilisti. Molti intralciano persino il passaggio dei pedoni o delle carrozzine.

Ogni autorità, ente, esercizio, istalla i propri pali per mettere i proprio cartelli informativi che nel marasma nel quale si trovano, finiscono per perdersi nella confusione visiva che ci caratterizza.

Cartelli che a volte si sommano gli uni agli altri, coprendosi a vicenda, senza che vi sia un coordinamento generale. Pali abbandonati e a volte senza cartelli, e aggiunti inutilmente. A questi aggiungeremmo anche alcuni semafori quasi sempre rotti, dove le mascherine a protezione del faro sono spesso divelte.

Vi alleghiamo un po’ di foto segnalateci da lettori o che abbiamo raccolto nel corso del tempo ovunque in città e che mostrano come in tutti questi decenni, nonostante sia stato argomento di discussione per molti politici che si sono succeduti nelle varie giunte in tutti gli schieramenti politici, alla fine non sia stato fatto nulla da nessuno.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


10 thoughts on “Milano | Arredo Urbano – Pali, pali e ancora pali, la città dei pali!

    1. Anonimo

      Milano è così da 30 anni e più … anzi una volta era anche peggio…
      non scadiamo a livello da chiacchiera al bar sport per favore

      1. Anonimo

        Ok, lasciamo in pace l’Assessore all’Arredo Urbano che ha cose più importanti da fare (e non sia mai che ci rimanga pure male).

        Ma dire che una vota era peggio non è vero. I pali semplicemente si accumulano (ed anche gli adesivi e le scritte sopra). Abbiamo ancora in giro i cartelli turistici gialli dell’Ente del Turismo degli anni 70…

        1. Anonimo

          Lo dico perché c’ero e me lo ricordo bene, ed è verissimo.

          Le aiuole erano pozzanghere
          I parchi mercati della droga impraticabili dalle persone normali
          Il pavé era già sconnesso allora
          Le strade asfaltate erano molto peggio
          Paletti e parigine praticamente non esistevano e i marciapiedi erano una distesa di panettoni di cemento

          ecc ecc ecc ecc

          1. Anonimo

            Stiamo parlando dei pali non dell’arredo urbano della città in generale. Comunque non sei l’unica persona al mondo testimone del mondo 30 anni fa, credimi 🙂

            E 30 anni fa New York era conciatissima (e rischiavi pure la pelle se non stavi attento), Berlino un casino diviso senza via d’uscita e l’Asia e la Cina come le conosciamo oggi non esistevano nemmeno.

            Milano invece aveva i panettoni (che comunque ci sono anche adesso) e non le splendide parigine di design acciaio inox+adesivi che ci sono adesso:
            Sull’arredo urbano è meglio che andiamo a nasconderci, dai.

          2. _

            Rimaniamo sui pali per favore…

            Poi uno spera che sul resto 30 anni non siano passati invano e che Milano sia pur migliorata da allora, altrimenti ci sarebbe forse solo da nascondersi per la vergogna.

  1. Wf

    Ma è illegale in italia o non consentito dal codice della strada mettere i pali sostegno unici sui semafori come fanno in inghilterra?

    Ossia un unico palo che raccoglie tutti i cartelli nuovi?

    Così se cè da aggiungere un segnale si bullona al palo preesistente?

    Non è permesso da qualche legge?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.