"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Darsena – 4 anni dopo… turisti, abbandono e sciatteria

Il 26 aprile 2015 veniva inaugurata la nuova Darsena, pronta ad incantare i turisti e i cittadini per Expo 2015 dopo oltre un decennio di completo abbandono.

Dopo 18 mesi di lavori e quasi 20 milioni di euro i milanesi ritornarono a godersi il loro piccolo porto in città. Venne inaugurato dal sindaco con un taglio del nastro fatto da una barca.

Da quella data sono passati solo 4 anni, noi abbiamo voluto fare un giro per vedere cos’è cambiato o peggiorato nell’area attorno al bacino, tanto amato, dei navigli.

Anzitutto volevamo farvi notare come stanno procedendo i lavori (quasi conclusi) al locale vuoto che si trova sotto il ponte del Trofeo, prima dell’imbocco per il Naviglio Pavese.

Forse il Comune avrebbe potuto far ripulire il muro rimasto imbrattato sin da prima dell’avvio del cantiere per la nuova Darsena, cosa mai ci vorrà?

Comunque, dopo quattro anni, dobbiamo dire, la Darsena versa nella più totale sciatteria.

Entriamo nell’area pedonale da Piazzale Cantore (non menzioniamo lo stato del giardinetto qui presente, dove i bambini non giocano con le attrezzature perché sotto il sole senza un filo d’ombra…un grande platano lo si poteva piantare). All’ingresso, come due sentinelle troviamo ancora le due cabine elettriche che nessuno si è degnato di far spostare. Le barriere antiterrorismo, come ogni superficie in zona, sono imbrattate.

Osservando la Darsena dal “giardino”, tutto sommato, sembra un luogo veramente incantevole, ma basta abbassare la vista e l’incanto svanisce.

Infatti i cespugli, come si può vedere, fungono da rete per ogni tipo di immondizia che gli incivili abbandonano senza vergogna.

A parte lo scempio dell’immondizia tra i cespugli, che bisogna andare a guardare, il giardino lato Porta Genova è abbastanza bello.

Veniamo al ponticello pedonale, sempre utilizzato dai vandali come lavagna per lasciare il solito scarabocchio. Finché il Comune e lo Stato non provvederanno a sanzionare chi imbratta i muri, questo fenomeno da bimbiminchia non avrà fine.

I “moli” sono abbastanza interi, nonostante le pareti siano spesso imbrattate

Dopo quattro anni alcuni dei punti luce sono rotti e a quanto pare nessuno ha intenzione di ripararli.

I locali intanto funzionano alla grande.

Sul lato opposto, lato viale Gorizia, la passeggiata è abbastanza salva, visto poi che sono state piantati diversi alberi. Dobbiamo dire però che qualche mese fa, durante un corteo, vennero creati dei murales politici. Secondo noi andrebbero rimossi e magari sostituiti con murales più artistici e “neutri”.

Come dicevamo più su, le pareti della Darsena sono sempre utilizzate dagli imbrattamuri per lasciare messaggi o firme stupide. Che noia.

Dopo quattro anni in alcuni punti la pavimentazione del “molo” pare già perder colpi o pezzi.

Anche le balaustre non vengono risparmiate dall’usanza di vandalizzare.

L’edificio del mercato (secondo noi nato già vecchio come progetto) regge abbastanza e si è arricchito di nuove strutture, come le panche sotto il portico.

Però, al fianco del mercato è stato lasciato un piccolo triangolo a verde… dove piccoli cespuglietti nascondono (neanche tanto) bottiglie di vetro, sacchetti, lattine e quant’altro che persone “civili” lasciano abbandonate.

Anche la strisciolina lasciata al bordo della banchina del Ticinello è spesso un vero immondezzaio tra le spennacchiate pianticelle.

Dove, ancora nel 2015 c’era il grande platano della piazza, oggi c’è una magnolia ancora embrionale per dimensioni che certamente non fa ombra nello spiazzo. Secondo noi qui avrebbero potuto piantare un filare laterale di platani in modo da ombreggiare nei mesi estivi la piazza pedonale.

Che dire poi della scelta di piazzare sotto la scalinata i newjersey in cemento per antiterrorismo? Secondo noi dovrebbero piuttosto posizionarli nella parte superiore dello spiazzo, avrebbe più senso, no?

I platani piantati tra i caselli del dazio e l’arco sono una meraviglia e sono cresciuti parecchio. Forse un due o tre panchine qui le avrebbero potute mettere.

L’arco del Cagnola di Porta Ticinese è diventato un luogo di sosta per i rider e qualche senzatetto… oltre ad essere spesso una lavagna per gli scarabocchi…

Qui di seguito volevamo far notare come, spesso, i ciclisti utilizzino le ciclabili a modo loro, ovvero non seguendo le indicazioni (mentre facevamo le foto a comportarsi così ne avremo contati una decina…).

La quercia secolare è ancora recintata, nonostante la struttura a piramide per reggere la folta chioma, sia stata completata da settimane: sarà per motivi di sicurezza?

In quattro anni è scoppiato lo “street food”. Naturalmente la Darsena non poteva non essere luogo per questa nuova tipologia di commercio. Al nostro sopralluogo ne abbiamo trovati solo tre, ma la sera diventa un vero e proprio mercatino.

Concludiamo il nostro giro all’imbocco di viale Gorizia, dove vi mostriamo i pali della luce e reggiani delle linee tranviarie, completamente utilizzati come messaggistica con adesive. Basterebbe utilizzare vernici granulose, come si usa a Londra, ad esempio, per evitare questa situazione.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


25 thoughts on “Milano | Darsena – 4 anni dopo… turisti, abbandono e sciatteria

  1. Gigi

    Bel reportage! Sono dell’idea che basterebbe davvero pochissimo per risolvere gran parte delle criticità, ma che ci sia un inspiegabile disinteresse. Peccato!

  2. bis bald

    peccato! potevamo puntare di più come città su questo luogo riqualificato.
    ed invece e’ stato abbandonato! era una occasione unica. e invece è uno schifo.

  3. Anonimo

    Avete proprio ragione…è come se la darsena la stessimo piano piano lasciando andare al suo destino.

    Il piccolo marciapiede sul lato dei due navigli poi è del tutto insufficiente ai pedoni la sera e i banchetti dello street food aumentano ancora di più la confusione, non c’è abbastanza spazio e non so cosa succederebbe in caso di panico o pericolo.
    C’è da dire che il lato opposto è anche peggio, che tra new jersey, bancarelle abusive e moto parcheggiate sul marciapiede è un disordine totale.

    Passi per il caos, ma se mai succedesse un problema di ordine pubblico sul naviglio sarebbe un macello e chi dovrebbe vigilare su commercio abusivo e sosta vietata finirebbe sicuramente sotto processo e probabilmente anche in galera se ci fossero feriti o morti a causa delle vie di fuga ostruite.

    E’ possibile che chi ha la responsabilità di queste cose la sera dorma tranquillo e non se ne preoccupi?

    1. Gio mi

      Ciao anche se penso che sia ancora gradevole il vostro reportage è fatto proprio bene! Il ponticello aveva anche il problema dei lucchetti d amore abusivo nel mio piccolo ogni mese passo e se c’è ne qualcuno li taglio devo dire che rispetto a anni fa passando ogni tanto e tagliandoli il fenomeno è quasi eliminato sul ponticello quindi nn ci vuole poi molto VII vorrebbero interventi a cadenza regolare per mantenere il fenomeno degli adesivi abusivi limitato. Un appello all assessore maran e pure granelli oltre ai grandi progetti si dovrebbero mantenere meglio le. Cose realizzate se no tanto vale.Vorrei segnalare anche l’opera ago e filo a piazza Cadorna che alla sua base è piena di adesivi VERGOGNA!

  4. Lorenzo

    Purtroppo la mancanza di senso civico dei cittadini genera questa situazione.
    Chiederei al Comune interventi tipo:

    – installazione di telecamere con controllo da remoto ma possibilità di intervento

    – presidio permanente di personale (polizia o altro genere di personale con funzione di sorveglianza e intervento)

    Non possiamo permettere che qualche maleducato rovini la nostra città

    1. Gio mi

      Con tutte le iniziative varie di gruppi contro il degrado contro i graffiti eccetera è possibile che ha nessuno venga in mente almeno ogni tre mesi di intervenire nn ci vuole molto la darsena nn è un a strada qualunque è un luogo storico turistico simbolo di Milano

  5. anon

    Il comune dovrebbe:
    – aggiungere cestini. La gente purtroppo è incivile, però il motivo principale per cui l’immondizia finisce nelle aiuole è che non c’è un cestino a meno di cento metri.
    – Permettere ai giovani artisti di fare dei bei murales lungo il muro di mattoni rossi. Onestamente non mi è mai piaciuta quella zona della darsena (muro di mattoni, sparata di cemento per terra, 0 verde o panchine) e dei bei murales non farebbero altro che migliorarla.

    Questi sono interventi che si possono fare nell’arco di due settimane e con budget praticamente nullo.

    1. Gio mi

      Vero il punto è se poi qualcuno nn deturpa i murales con tag e scarabocchi! Altro discorso sono gli adesivi attaccati un po’ ovunque

      1. Anonimo

        Basta con sti osceni murales, molto meglio dell’edera a coprire i muri. O magari il comune si sveglia e li tiene pulti e multa i soliti scarabocchiatori dei centri sociali.

    2. Anonimo

      Esselunga ha disseminato Milano di decine e decine di edifici fatti con i mattoncini rossi come la darsena:
      Qualcuno ha mai visto una scritta che sia una su una ESSELUNGA?

      Eppure Esselunga non ricopre i suoi muri con i murales…

  6. Anonimo

    Anche il mercato che hanno fatto a ridosso della darsena è tristissimo, potevano farlo simile a quello per esempio di Bilbao…

  7. Ale

    Nel nostro paese mancano i concetti di educazione e manutenzione.
    Anche io mi aspetto di più per la mia città.
    Però in Darsena e sui navigli vado spesso, e NON ho la sensazione di luogo abbandonato e degradato… forse sono troppo italiano.
    UF, fate articoli attenti, completi e precisi… non servono i titoloni da Giornale di provincia.

    1. Anonimo

      Il titolo è molto doloroso e francamente mi rode. Ma mi metto nei panni di chi l’ha scritto: come doveva essere?

      “Darsena sempre stupenda ma con qualche problemino di manutenzione?”

      “Il grande successo della Darsena richiede un pochino di sforzo per tenerla sempre bella?”

      “Piccoli dettagli aiuterebbero la darsena ad essere un biglietto da visita migliore per i turisti a Milano?”

      Che titolo avresti fatto?

      1. Gio mi

        Ascolta bisogna dire la verità è basta sono il primo ad essere contento delle tante cose fatte a Milano negli ultimi anni ma nel caso della darsena proprio nn ci siamo nn è questione di degrado ma di sciatteria ripeto adesivi abusivi ovunque parapetti ringhiere pali della luce ecc scarabocchi sui muri e quant’altro è vergognoso per il semplice fatto che nei cento delle città più importanti d Europa questo fenomeno è quasi del tutto superato da tempo

        1. Sascha

          Ciò non toglie che il titolo è sbagliato ed ingiusto, la Darsena non è ne abbandonata ne sciatta, è invece un grande posto dove andare, sopratutto con amici stranieri.
          Naturalmente ci sono problemi, non bisogna nasconderli, anzi bene si fa a mostrarli.
          In questo modo gli articoli perdono un po’ di obiettività perché la prossima volta che vedrò gli stessi aggettivi mi domanderò se è vero ciò che leggo o è l’esagerazione dell’autore in cerca di maggiore visibilità per il post.
          Lo dico perché non è la prima volta che vedo che il “partito del bicchiere mezzo vuoto” ha la meglio sulla critica obiettiva.

          1. Anonimo

            Anzichè criticare il titolo (che secondo me è doloroso visto che siamo tutti orgogliosi della Darsena, ma rende abbastanza il concetto), non riuscite a suggerirne un altro? Son curioso, a me non viene…

  8. Renny

    Questa cosa delle scritte sui muri e’ inconcepibile.
    Mi chiedo perché’ non venga avvertita come una vera e propria “emergenza” dato che, oltre alla sensazione di degrado e disordine, l’impatto economico e’ assolutamente rilevante (non bisogna pensare solo alla darsena ma in tutta la citta’ sfigurata dai bimbiminchia). Ma davvero non si puo’ fare nulla?
    Ad esempio, non possono esserci ordinanze per evitare la vendita di bombolette (se non ai professionisti)? non ci può essere una task force per il controllo? Mi rendo conto che e’ difficile controllare tutti i muri della citta’, ma almeno nei punti piu’ esposti bastano uno/due notti di appostamento per beccarne qualcuno nella speranza che serva da dissuasore.

    1. pesoli nunzio

      Purtroppo la Darsena è lo specchio della citta sciatteria e incuria dilagante ma non doveve essere il fiore all’occhiello del rinascita del dopo expo? siamo alle solite dove non c’è controllo e si lascia fare il risultato è questo.Proviamo a sollecitare il Municipio di zona o il Comune ad intervenire ho mandato una mail alcuni giorni fa naturalmente senza esito ma se siamo in tanti forse qualcosa cambia

      1. Anonimo

        Per curiosità a QUALE MUNICIPIO hai mandato la mail?
        La Darsena è spezzettata tra Municipio 5, Municipio 6 e Municipio 1…
        In bocca al lupo! 🙂

      2. Gio mi

        Bravo anche io ho mandato messaggi a maran e granelli su fb! Posso farlo ancora se qualcuno ha qualche iniziativa io ci sto

  9. PESOLI NUNZIO

    SONO NATO IN DARSENA E VEDERE IL DEGRADO GENERALE DOPO LA RIQUALIFICAZIONE NON MI VA GIU’, MA SIAMO ALLE SOLITE LA DARSENA E’ LO SPECCHIO DELLA CITTA’ DOVE SI LASCIA FARE E NON SI FA NULLA PER CONTRASTARE QUESTA INCIVILTA’. MA COMINCIAMO A MANDARE SEGNALI VERSO IL MUNICIPIO DELLA ZONA/COMUNE DI MILANO SE SIAMO IN TANTI A SOLLEVARE LA QUESTIONE MAGARI SI OTTIENE QUALCOSA

  10. Adriano

    scusate ma il ciclista non ha colpa se le piste ciclabili sono progettate a senso unico e poi al ritorno dove vado??dai le piste ciclabili vanno fatte a doppio senso è ridicolo a senso unico, dove maran e ora granelli hanno fatto piste ciclabili a senso unico vengono utilizzate sempre a doppio senso, non sbagliano i ciclisti sbaglia chi progetta le piste ciclabili.
    Avevo già scritto in questo blog, in via olona c’è una pista ciclabile che è sempre stata a doppio senso ora i geni di granelli e maran per non avere beghe hanno deciso che per qualche centimetro doveva essere a senso unico…ovviamente essendo l’unica pista ciclabili in ingresso al centro la usano tutti in entrambi le direzioni come è giusto che sia.

  11. Anonimo

    Via Olona è un caso a parte.

    Sulla Darsena ci sono ciclabili su entrambi i lati, quindi anche una persona di intelligenza non eccelsa come il ciclista medio meneghino, potrebbe ragionevolmente capire da che parte della strada percorrerla…

  12. gianluca

    i vandali che girano a milano sono dei criminali da punire severamente altro che bimbiminchia….operano con l`intento di distruggere e sporcare tutto…

    questa e`gente da cacciare via, multare e costretta a pulire e risarcire dei danni…

    in zona darsena la pressione antropica e`altissima…la gestione e manutenzione degli spazi pubblici va calibrata in funzione dei fruitori e per gli standard ed obiettivi previsti….ma ci sono obiettivi??? Come si fa dal punto di vista urbanistico a concentrare tutti i take away e vendi pizzette ed arancini in uno spazio cosi piccolo ed ingolfato….poi mettici gli incivili e fighetti maleducati ed il quadro si completa…

    Ci sono responsabili del comune che ci mettono la faccia??

    tra i mattoni mettessero un po di sabbia per riempire le fughe e tutto si stabilizza….controllate cuffici comuali…e punite chi sbaglia….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.