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Milano | Alberi: Parigi progetta, noi proclamiamo e basta?

Il Comune di Milano prevede la piantumazione entro il 2030 di milioni di nuovi alberi in città. Cosa straordinaria, come avevamo analizzato in questo articolo. Però per ora non abbiamo visto una sola suggestione (rendering) di dove questi alberi saranno piantati e, soprattutto, non è chiaro se vi sarà un programma unico di gestione della cosa o se tutto si disperderà in mille iniziative differenti.

Per adesso nuove alberature si sono viste solo nei parchi e nei giardini, ma Milano ha bisogno anche e soprattutto di strade, piazze e viali alberati. C’è un progetto in divenire in piazza Castello che prevede la messa a dimora di nuovi filari e, per fortuna, in via Giambellino si sta provvedendo a piantumare il tratto ancora sterrato del parterre tranviario verso piazza Tirana. Ma secondo noi questi soli interventi non bastano, ne servirebbero molte altre di nuove alberature lungo le strade cittadine. E vorremmo proporre un piccolo confronto con l’estero, che vuole servire anche da suggestione.

La città di Parigi, infatti, in questi giorni ha svelato il piano per piantare alberi e giardini accanto a quattro dei suoi siti storici per migliorare la qualità dell’aria e affrontare i cambiamenti climatici futuri.

Il sindaco di Parigi Anne Hidalgo ha annunciato un programma di impianto di “foresta urbana” a Place de l’Hôtel de Ville, alla Gare de Lyon, al Palais Garnier ed un sentiero lungo le sponde della Senna.

Alla Gare de Lyon, una delle principali stazioni ferroviarie di Parigi, l’intervento è previsto sul lato Nord, con la creazione di un vero e proprio giardino alberato.

Alberi saranno inoltre piantati dietro il Palais Garnier, il teatro dell’opera di Parigi, e su entrambi i lati di Place de l’Hôtel de Ville, dove si trova il municipio della città.

Il sindaco di Parigi ha affermato che, nel mettere a dimora le alberature, si farà attenzione a non offuscare la vista su questi famosi monumenti dell’architettura. A seguito di un confronto con l’UNESCO (la cui sede centrale si trova proprio nella capitale francese) che ha ritenuto le ‘Rive‘ della Senna un sito del patrimonio mondiale, Hidalgo ha chiarito che la città avrebbe creato giardini erbosi accanto ai percorsi del fiume invece di piantare alberi.

Perché a Milano, tornando a noi, non si propongono alberature in luoghi che ne avrebbero bisogno?

Via Cusani anzitutto, a due passi dal Castello e da Brera: una distesa di catrame tra palazzoni brutti e completamente avulsi dal contesto. Qui le alberature, anche solo sul lato dove si trovano i palazzi moderni, cambierebbero la percezione della via, tra le più brutte del centro storico.

Stessa cosa potremmo dire per via Larga e Verziere, dove il cemento ha la meglio su tutto, dando una sensazione desolante ai piedi del Duomo, specie nei mesi estivi.

Potremmo andare avanti per pagine e pagine descrivendo luoghi che potrebbero venire alberati senza problemi, come: lo slargo davanti al bar Magenta, quello davanti a Palazzo Litta, Piazza Santi Pietro e Lino, piazza Edison, piazza Massaia, via Borgogna, Corso Europa, piazza Cavour, il perimetro attorno al Palazzo di Giustizia; solo per citare alcuni luoghi e limitandosi al Centro Storico.

Per il resto della città, ci sono centinaia di strade larghe che potrebbero ospitare filari d’alberi senza problemi: via Pisacane, via Compagnoni, via Negroli, via Cardinale Mezzofanti, via Berna, via Zurigo, via Tolstoj, piazza Santi Patroni d’Italia e così via.

Noi sogniamo una città dove gli alberi li possiamo trovare in quasi tutte le strade cittadine abbastanza larghe da poterli ospitare (servono almeno 4 metri dai palazzi). Sappiamo che il piano di forestazione urbana è ancora allo studio, ma speriamo che presto dai proclami si possa passare ai fatti. E che le strade di Milano si riempiano di tantissime nuove alberature.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


25 thoughts on “Milano | Alberi: Parigi progetta, noi proclamiamo e basta?

  1. Marco Ulpio

    Sarebbe già un’ottima cosa se intanto fossero piantati alberi dove sono stati tagliati perché malati o secchi. Io sono anni che scrivo al settore parchi e giardini della zona nove indicando via e numero civico dove ci sono le aiuole vuote, ma inutilmente.

      1. Adriano

        Maran sei tu che scrivi o quello del corriere?!
        Qui siamo di fronte ad un comune che annuncia e poi ci propina progettino provinciali per 4 piazzette e non è ancora riuscito a sistemare piazza della scala e piazza castello. Se questi due giunte avessero dovuto decidere per Expo,garibaldi porta nuova, citylife, darsena , m5 e m4 saremmo ancora qui con i rendering e il nulla cosmico intorno. Si sveglino o si facciano da parte..

      2. Anonimo

        Secondo me non è un titolo demagogico (e nemmeno “provinciale”), ma è coerente con la linea di UF che tutte le settimane va a scovare un angolino, una strada o uno slargo e fa un rendering per far vedere come cambierebbe se alberato. Cose pratiche e fattibili, non massimi sistemi o numeri iperbolici di alberi senza un piano concreto su dove come e quando.

        I rendering di Parigi sono tre luoghi senza alberi che verranno alberati. Punto. A guardarli bene, sono tutti e tre assieme più fattibili e realizzabili velocemente dei soli megagalattici e pirotecnici rendering del nuovo piazzale Loreto.
        E secondo me non a caso saranno finiti prima che da noi si sia finito piazzale Loreto 🙂

        Faccio il tifo per la mia città ma il titolo per me ci sta tutto (purtroppo)

        1. Anonimo

          Diciamo che di un filino demagogico è fare un paragone con una città che, in quanto capitale, già normalmente riceve un mare di fondi extra rispetto ad altre città e che verrà ulteriormente inondata di soldi per prepararsi alle Olimpiadi (quelle vere, estive, non quelle di consolazione che faremo noi).

          Se avessimo gli stessi soldi che può spendere Parigi li avremmo già piantati anche noi, gli alberi.

  2. Anonimo

    “e, per fortuna, in via Giambellino si sta provvedendo a piantumare il tratto ancora sterrato del parterre tranviario verso piazza Tirana.”

    In Giambellinoi sta provvedendo a piantumare un pezzettino del parterre sterrato… davanti alle case Aler (in realtà più erba e cespugli che alberi). Tutto il tratto verso via Brunelleschi e il lungo proseguimento verso via Gonin restano una distesa di asfalto bituminoso…
    Pure nei pochi esempi di cose che succedono c’è da piangere per la disperazione e per i tempi biblici… 🙁

  3. Giacomo

    Lungi da me difendere certi annunci che ormai tutti, tranne le truppe cammellate più fedeli alla Causa, abbiamo capito essere spacconate nella migliore delle ipotesi (Circle Line come a Londra, sto ancora ridendo) o cialtronate nella peggiore (verde truffaldino del progetto area Farini, a proposito che fine ha fatto?)… Ma se davvero a Parigi si mettono a fare le foreste in città altro che boschetto di Rogoredo… Del resto la Hidalgo è un altro bel personaggio.

    1. Anonimo

      Perlomeno Anne Hidalgo nelle piazze storiche non ci va a mettere il calcestre, come voglion fare da noi davanti al Castello…

      1. Anonimo

        Ma non lo metteranno mai… cambieranno in corsa.

        Ai giardinetti sotto la torre Gorani lo hanno dovuto toglierlo dopo un anno e qualcosa per metterci un conglomerato cementizio.

        Non siamo capaci di gestirlo un materiale del genere, non sappiamo fare l’ordinaria manutenzione. Basta vedere com’è conciato nei parchi e nei giardini.

        1. Anonimo

          In effetti anche oggi sul Corriere c’è la lettera di un lettore che denuncia lo stato del calcestre a Sant’Ambrogio.

          Speriamo che il Comune abbia un colpo d’ala e sistemi il progetto.

  4. Hy

    Gli alberi si inseriscono studiando per bene le sezioni stradali e raccordandole….molte sezioni stradali attuali sono progettate per le auto ed i parcheggi e per squallidi marciapiedi….

    proclamare l`inserimento degli alberi non e`cosa facile….sembra quasi populismo ecologico….

    allora il tema negli spazi urbani e`molto complesso e gli investimenti notevoli se si vogliono fare le cose per bene….se poi vogliono piazzare alberi qui e li` per fare fuffa e poi far crescere gli alberi per 10 anni e poi rendersi conto che non hanno spazio ne a livello di radici ne per le chiome….quello e`un inganno bello e buono….

    progettazione paesaggistica degli spazi pubblici e delle infrastrutture verdi….

    dai che ci sono i professionisti in giro che queste cose le sanno…e non solo i soliti geni architetti tutto fare..

    1. Anonimo

      Sicuramente è vero, ma allora lavori a testa bassa e l’annuncio dei 3 milioni di alberi nel 2030 lo fai quando hai un piano dettagliato e fattibile.

      Nessuno contesta la buona volontà e le idee del Comune. Lo scetticismo è sull’implementazione pratica.

      Io vedo che degli alberi che piantano ogni anno, quasi la metà muoiono di sete e di stenti e quindi li ripiantano l’anno dopo e l’anno dopo ancora.

      3 milioni di alberi in 10 anni sono 300.000 alberi l’anno e si spera di alberi “nuovi” non di sostituzioni di quelli dell’anno prima…

      Quindi quando leggo i toni trionfalistici per cui questo inverno ne pianteranno 100.000 (ossia un terzo del dovuto per stare in media…gli alberi si piantano in inverno/primavera…) mi viene da consigliare meno annunci ai giornali e più lavoro e programmi dettagliati di implementazione

  5. tatino pensabene

    Milano e la progettazione verde sono due realtà ancora parecchio distanti (Boeri a parte). Gli servirebbe invece tuffarsi a bomba esattamente come ha fatto con il FOOD. In poco tempo Milano miracolosamente, è diventata un polo gastronomico ricco di offerte e bei progetti a tal punto da fare invidia anche a Parigi o per lo meno, senza per forza sentire troppo inferiore. Nel verde invece siamo ancora in Burkina Faso. All’età della pietra, anzi, del Catrame. Il verde e la sua valorizzazione/manutenizione basta saperlo comunicare come fa Parigi, e innescare un circolo virtuoso. Allora si’ che si farebbe il salto di qualità. Per il FOOD ci ha pensato l’EXPO2015 , per il VERDE ci resta solo l’olimpiade invernale….Sperém!

  6. Anonimo

    Via siete dimenticati di menzionare Via Carducci. Un vialone di oltre 1KM largo almeno 30M situato in zona centralissima della città. E percorso a velocità autostradali dalle automobili.

    In questa via ci starebbero comodamente 80 alberi e tutto il panorama, oltre ai polmoni, ne beneficerebbe.

    1. _

      La risposta tipo se nomini via Carducci è: c’è sotto la metro.
      Magari fra un po’ di anni andiamo tutti a Parigi a vedere come han fatto ad alberare l’Opera dove sotto di linee ne passano 3 (+la RER)

      1. Anonimo

        Con la distanza che c’è tra il manto stradale e la metro in via Carducci ci puoi piantare le quercie secolari… altro che non c’è spazio per gli alberi !

  7. Anonimo

    Ciarlatani… parole, solo parole, soltanto parole…

    È dalla campagna elettorale che parlano di rendere la città più verde, ma ad oggi non hanno mosso un dito nemmeno per piantare un seme…

    1. Anonimo

      Speriamo che il seme lo abbiano piantato i vivai: 3 milioni di alberi in 10 anni non sono pochi…roba da svuotare i vivai di tutto il nord Italia e dintorni 🙂

    1. Anonimo

      Caro WF,

      purtroppo hai ragione.

      Inizialmente avevo piena fiducia, ma con il passare del tempo mi sono sempre più ricreduto. E questo mi ha veramente deluso, cosa che accade quando si hanno ovviamente delle aspettative mal riposte.

      Il tempo passava, e nulla veniva fatto, Anzi, qualcosa si faceva, ma la si faceva male – o come dico io da peracottari – e tra le varie lamentele, qualcuno reagiva con il solito “meglio qualcosa che niente”.

      Ora mi sembra che anche i più ottimisti si siano ricreduti. E questo porterà sicuramente a delle conseguenze.

      Un vero peccato. Per tutti.

  8. lisander

    come sempre è solo una questione di priorità e di volontà, quando queste due condizioni sono soddisfatte si fa qualsiasi cosa; io non credo che alberare le vie di Milano sia un’impresa improba, non mi si venga a parlare di sottoservizi, metropolitana o altro perché volere è potere! L’uomo nel corso dei secoli ha realizzato opere impensabili, dall’allunaggio alla costruzione di dighe, mega ponti, tunnel sottomarini e quant’altro, quindi non vedo perché dovrebbe essere un problema alberare le strade di Milano; fino ad ora purtroppo ho visto e sentito solo dichiarazioni di intenti, oppure annunci roboanti di finte piantumazioni nei parchi (dove alberi ce ne sono a decine e decine) o negli svincoli autostradali, dove tutti sono a capaci a piantare quattro alberelli!; Milano non ha bisogno dei progetti delle grandi Archistar, ma un serio e concreto piano di piantumazione sostenuto dal comune e non dai soliti privati o sponsor che mettono mano al portafoglio, perché cosi facendo avremo zone alberate dove i privati intervengono ed altre sguarnite; evitare quindi interventi a macchia di leopardo e agire con coscienza e buon senso, staremo a vedere.

  9. giuliano

    Hanno già pronta la risposta se come sarà non riusciranno a piantare 3000000 di alberi (al massimo arriveranno a 30): purtroppo erano gli alberi che sono stati spazzati via l’anno scorso in trentino dalla tempesta e pertanto non è colpa nostra se non arriveranno.
    In Trentino senza tanti proclami hanno già piantumato i nuovi boschi spazzati via dalla tempesta mentre a Milano tutto è ancora nel cassetto di Maran!!

  10. St

    A Milano ed in Italia i paesaggisti ci sono e sarebbero pronti a lavorare ed applicare le loro conoscenze.

    Il problema e`che i comuni ed i committenti in genere non sanno formulare gli incarichi perche`non hanno

    strategie, persone preparate e sono in affanno a causa di poche disponibilita` di personale ed economiche.

    Discorso atavico e`chi fa cosa….mi spiace ma gli architetti architetti come molti ingegneri  non sanno una mazza di progettazione paesaggistica…

    come un agronomo non puo`progettare se ha solo conoscenza di piante…..allora facessero lavorare i paesaggisti o team multidisciplinari….

    Di chi proclama forestazioni, piante svolazzanti e milioni di alberi sinceramente nelle facolta`di agraria e scienze forestali, scienze ambientali, urbanistica ed architettura del paesaggio non sappiamo cosa farcene. Sono cose che si sanno da sempre….

    In Italia ed a Milano pero`abbiamo bisogno dempre di Eroi, Star, professionisti stranieri che ci ridicono le stesse cose che gia` sappiamo in un`altra lingua

    e con disegnini, magari fatti da stagisti o professionisti italiani..

    Un po di orgoglio, meno provincialismo e meritocrazia…..e si progettano strade, parchi e quartieri verdi anche da noi….

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