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Milano | Sant’Ambrogio – Ecco il progetto per l’espansione della Cattolica

E’ ufficiale, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano si espande e come si è detto già più volte, si prende l’ex Caserma Garibaldi in largo Gemelli, l’enorme palazzo neoclassico alle spalle di Sant’Ambrogio, che venne edificato sui resti dell’antichissima e preziosissima chiesa di San Francesco Maggiore, seconda per dimensioni al duomo.

Dopo la Bocconi, che recentemente ha inaugurato parte del nuovo campus progettato da SANAA, la Statale, che si espande a Mind (Milano Innovation District) col progetto di CRA-Carlo Ratti Associati, il Politecnico, coi nuovi spazi ripensati da Renzo Piano, e l’Accademia di Brera che trasloca in parte allo Scalo Farini, anche la Cattolica si adegua al ritmo di questa città in continua evoluzione.

Per trasformare la vecchia caserma ottocentesca, che fra l’altro fu anche quartier generale di Garibaldi nel 1845, è stato scelto un progetto dello studio dell’architetto Gianmaria Beretta (Beretta Associati) con gli strutturalisti di Redesco e Tesker per gli impianti, che mira più alla conservazione degli spazi che a rivoluzionari effetti d’architettura.

Questo è un luogo storico, tutelato dalla Sovrintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio che ne garantisce l’integrità, così il progetto non sarà particolarmente invadente e cercherà di mantenerne l’anima ma con uno spirito moderno e tecnologico mirato e meno invasivo possibile.

Quando verrà conclusa la fase di progettazione entro il primo semestre del 2020, si dovrà aspettare il via libera dai Ministeri per entrare nella parte dell’edificio Sud, verso via Santa Valeria e la storica sede della Cattolica, questa sarà completata nel 2023. Nel frattempo i poliziotti verranno spostati nell’ala Nord). Quindi l’inizio della prima fase del cantiere dovrebbe cominciare nella seconda metà del 2020, mentre per l’intero complesso (54mila metri quadrati di cui 19mila di superficie fondiaria), si dovrà attendere il 2026 con la conclusione anche della seconda fase dell’intervento.

La riqualificazione della vecchia caserma prevede, all’interno del complesso, la rimozione degli elementi estranei all’impianto originario, l’utilizzo dei sottotetti con inserimento delle cappuccine sui tetti. L’accesso principale rimarrà da piazza Sant’Ambrogio, che sarà infine valorizzato. Mentre l’elemento fondamentale del progetto, parte della seconda fase (una volta concluso il trasloco della polizia alla Montello), sarà un grande corpo vetrato posto al centro del cortile Nord per l’accesso ipogeo, dove in passato vi era uno spazio per un’autorimessa sotterranea. In questo settore sarà realizzata invece un’aula magna da 776 posti, e un complesso di aule da 400 posti ciascuna, per un totale di 2.500 posti solo ai piani interrati.

In sostanza l’ateneo attende il via libera per il trasloco della polizia dalla caserma Garibaldi alla Montello di via Caracciolo (Cagnola) dove nascerà un maxi-centro avanguardistico di polizia e dove convergeranno gli 80 milioni spesi dalla Cattolica per rilevare la Garibaldi (al netto della riqualificazione).

L’ateneo è cresciuto del 5% dal 2014 per iscrizioni, e soffre di spazi fisici da molti anni e solo un ingente investimento permetterà la creazione di 1.200 posti studente in più entro il 2021 tra via Olona 2 (oltre 400 posti), via San Vittore 35 (200 posti) e via Lanzone 14, progetto approvato dal Comune per altri 450 posti, oltre alla ristrutturazione del centro Fenaroli, sede del corso di laurea di Scienze motorie e dello Sport.

Qui di seguito alcune immagini della Caserma Garibaldi.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


15 thoughts on “Milano | Sant’Ambrogio – Ecco il progetto per l’espansione della Cattolica

  1. Anonimo

    Come rovinare irrimediabilmente il cortile interno. Sembra un algeco temporaneo da quanto è brutto da fuori. Dentro si salva, ma l’integrazione col contesto proprio non c’è. Bocciato

      1. _

        Urbanista mi incuriosisce…lui i rendering da dove li guarda se non dal computer, quando esamina un progetto prima di costruirlo?

        Forse che la Commissione Paesaggio si fa dare tutti gli esecutivi di tutto il progetto e pure un modellino in scala 1:20 prima di dare un giudizio? 🙂 🙂

  2. Tatino pensabene

    Ma sono architetti? Non è brutto va detto . Ma è deprimente nemmeno il Policlinico è così scialbo e avulso . A che serve studiare tanti anni se poi questi sono i risultati! Mah io ripartirei da zero questo progetto mette tristezza infinita.

  3. Ten

    …beh ma si voleva non dessero l’obolo a CL? Ed ecco qua, una struttura da mercato dei fiori (con tutto il rispetto per quei mercati), ma made in “gli amici degli amici”

  4. Ten

    …beh ma si voleva non dessero l’obolo a CL? Ed ecco qua, una struttura da mercato dei fiori (con tutto il rispetto per quei mercati), ma made in “gli amici degli amici”

  5. Claudio

    Visto che è un immobile vincolato, chi di “Dovere!!” dovrebbe pretendere un concorso di progettazione. Le università inoltre dovrebbero educare al Senso del dovere

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