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Milano | Centro Storico – Al via la ciclabile della Cerchia dei Navigli

Oggi, mercoledì 26 agosto, sono cominciati i lavori per la realizzazione della pista ciclabile lungo la Cerchia dei Navigli. La nuova “bike lane” riguarda il tratto di strada della circonvallazione interna tra via Francesco Sforza (altezza di via San Barnaba), via Visconti di Modrone, via San Damiano, via Senato e quindi via Pontaccio fino all’incrocio con via Mercato e corso Garibaldi, per un totale di 2,6 chilometri.

Sino ad oggi per i ciclisti è possibile percorrere la Cerchia dei navigli solo in senso antiorario e in maniera discontinua. Con questo progetto, richiesto da più parti, la Cerchia sarà percorribile in sicurezza dai ciclisti in entrambi i sensi di marcia e in continuità. I lavori riguardano però solamente il tratto nord, quello non interessato dai lavori della M4, i cui cantieri occupano tutta la parte sud della cerchia interna.

Nello specifico in senso antiorario vengono connessi tutti i tratti esistenti. In senso orario verrà eliminato il cordolo della corsia preferenziale così da allargarla di un metro e inserirvi la corsia ciclabile, in sola segnaletica.

I lavori prendono il via all’altezza di via Visconti di Modrone, per arrivare in via Pontaccio in tre settimane. La viabilità non sarà interrotta, infatti è previsto un cantiere ‘leggero’.

La ciclabile avrà una corsia in senso orario, larga 150 cm, per le biciclette, una di 3 metri per la corsia riservata (taxi e autobus), una di 5/5,5 metri per la viabilità in senso antiorario e una ciclabile di 2 metri parallela al marciapiede per l’andamento ciclabile in senso antiorario.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


33 thoughts on “Milano | Centro Storico – Al via la ciclabile della Cerchia dei Navigli

  1. Anonimo

    Benissimo. Una volta finiti i lavori per la M4 bisogna anche ricollegare il resto della cerchia dei navigli. Tipo via de Amicis e Via Molino delle Armi. Alla fine va trovata una soluzione anche per Corso di Porta Romana e Corso Italia. La bici è un mezzo ideale in città. Veloce, ecologico e molto compatto. Bisogna avere coraggio. Milano può cambiare.

    1. Anonimo

      porta romana e corso italia dovrebbero farle a senso unico in entrata / uscita. ci starebbero le auto, un marciapiede un po’ più largo e sopratuttto una ciclabile che non ti mette a rischio ogni 3 pedalate (tra auto, pave, binari, porte aperte senza guardare…)..

      con porta romana ciclabile si potrebbe arrivare a chiaravalle senza rischiare troppo la vita.

  2. dario

    Bene. Ma quanto disagio e provincialismo ci sono, da parte del comune, nel presentare un progetto con scritto Bike Lane invece che pista ciclabile? Lo ha scritto Alberto Sordi, vero? Ammmerigani

  3. Ale

    Bene anche qui…
    Ma ora che finalmente il cambiamento è partito, facciamo un passo in più e pensiamo a quanti enormi marciapiedi ci sono (oltre i 2m) e quanti altri tratti di ciclabile si possono fare.
    Nel nord Europa questo già avviene da tempo.

  4. ...

    Sicuramente un passo in avanti ma una volta terminata la sperimentazione la ciclabile va messa in sede protetta. Oggi percorrerla in senso antiorario è una esperienza da cardiopalmo con auto che ti sfiorano a pochi centimetri e scoter che utilizzano la corsia a loro piacimento. Se veramente ci si aspetta che questa pista venga usata dai milanesi, famiglie con figli comprese, va messa in sede protetta.

    1. Anonimo

      Le famiglie con figli compresi forse taglierebbero più volentieri dalla moltitudine di stradine all’interno della cerchia dei navigli.
      Ma quelle so territorio dei ricchi residenti del Municipio 1 e delle loro auto in sosta e non si toccano.

      Amara considerazione, ma in questa foga di ciclabili, è proprio nelle vie più turistiche del centro che non è stato fatto niente, perchè?

  5. robi

    se effettivamente tolgono i cordoli (potrebbero spostarli di conseguenza alle nuove dimensioni delle corsie) avremo veicoli in sosta sia da un lato che dall’altro: almeno ora sono solo da una parte.
    Milano è ora che realizzi, oltre al classico cordolo, un modello di spartitraffico “fisico” da posare ovunque ce ne sia bisogno, ben visibile, invalicabile, esteticamente gradevole e qui sulla cerchia farebbe al caso.

  6. Adriano

    Io ho usato svariate ciclabili a milano, ma non sono di quelle zone e in tutti casi in cui mi sono dovuto recare in quelle zone non sono mai andato nella cerchia ma ho sempre scelto strade più tranquille che mi permettevano di non rischiare la vita e in alcuni casi di arrivare prima.

    Quindi davvero non ho capito se il problema è che la gente non conosce le strade o forse perchè non studia la mappa di milano e fa sempre le due strade che conosce….forse il problema è proprio questo la gente vive a milano e non la conosce, sta solo nelle sue zone e non prova mai ad usare vie meno trafficate…si usano sempre le solite due vie che si conoscono. quindi per me non esiste l’esigenza di fare una ciclabile in mezzo al traffico….bho…io uso sempre questo servizio http://www.bikedistrict.org e la cerchia e la circonvalla la evito sempre la dove possibile….

    cmq credo che li possa funzionare solo con ciclabili in sede protetta…così io personalmente non la userò mai (so che a voi pdiotti non interessa perchè pensate che se non la si pensa come voi siamo tutti fasciti…ecc…).
    ..poi le bici davanti alle auto e i taxi e i bus….bho….cosa da paesi del nord dove si rispettano i limiti di velocità…

    se trovo qualcuno che va a 30 all’ora in città io gli suono anche se sono in bici….cazzo se devi andare meno di 30 all’ora vai con un tram così stai sicuro che arrivi dopo tutti gli altri…

    La cosa più importante nella vita è il tempo….va utilizzato bene, quindi il mezzo migliore sarà sempre quello che mi permette di arrivare prima durante uno spostamento…questa è la regola da seguire e basta…tutti quelli che si vogliono categorizzare tra pro e contro le auto e pro e contro le bici sbagliano di grosso…

    Lo studio deve essere sugli spostamenti di tutti e da li capire per ogni spostamente qual’è il mezzo che ci fa mettere meno tempo e ci permette il trasporto di cose. Poi tutte le altre questioni ideologiche non devono entrare in queste scelte. Aprite ogni tanto la mente sia autotalebani che ciclo talebani, la verità sta nel mezzo…
    e le bici davanti gli altri mezzi è una cagata pazzesca detto da uno che usa tutti i mezzi per spostarsi….

    1. Anonimo

      http://www.bikedistrict.org la conosco da poco, ma non mi ha mai fatto impazzire (per il poco che l’ho usata) perchè sembra indicare il percorso più breve e non il più sicuro. per esempio ieri sono andato da corso lodi a Greco, e mi consigliava una strada più esterna e più pericolosa di quella che ho fatto…
      non so se sono io che sbaglio oppure no… ma non mi convince mai per le volte che l ho guardata

    2. A.

      Purtroppo Bikedistrict è un progetto abbandonato e si vede: a parte che consiglia pezzi contromano quando ci sono alternative migliori anche se si sceglie l’opzione “safe”, le mappe sono ferme al 2012 e non includono, tra le altre, la ciclabile di Corso Buenos Aires o la ciclabile di Viale Tunisia. Unisci l’impossibilità di cercare in base al civico e purtroppo si capisce che non è uno strumento particolarmente utile per la navigazione.

      In compenso Citymapper ha appena aggiunto la navigazione per le bici: c’è ancora qualche problema ma non è male

      1. Adriano

        Si hai ragione purtroppo non è aggioranto…speriamo che qualcuno prenda quell’ottimo lavoro e lo aggiorni…forse il comune, ma forse è meglio che lo faccia google visto che le loro mappe sono le migliori…

  7. Francesco

    In realtà nella mappa di foto 6 il tratto rosso in realizzazione inizia più a sud, in via Sforza angolo via San Barnaba, in pratica dove c’è il cantiere M4

  8. Und Tschüß!

    Quello che NON capiscono è che se vuoi che la gente usi giornalmente la bici è, oltre a spazi dedicati è offrire dei percorsi con indicazioni, posti importanti, quartieri con distanze in Km, stazioni metrò ecc. ecc.; ad es. se io voglio andare da P.le Lotto a Bicocca che tragitto è stato studiato e poi trasferito su strada ? Qui NON si ha la più pallida idea. Anche in Germania ci sono interruzioni ma ci sono SEMPRE indicazioni che ti indicano la via per riprendere la/e piste ciclabili a seconda della destinazioni ecc. ed esiste tutto un sistema che è stato PIANIFICATO. Come faccio a raggiungere ad es. la pista ciclabile, ma il discorso vale per tante cose, della circonvallazione interna per raggiungere altre zone quando non è nemmeno indicata per gli automobilisti ?? Continuate a scrivere… bike lane! 😀

  9. Camillo Bucciarelli

    Anch’io sostengo che le piste ciclabili potrebbero essere ricavate lungo percorsi alternativi alla viabilità principale (es.Via Venini e non Viale Monza).
    Ed è giusto sollevare il problema della velocità del traffico. Piste differenti per velocità differenti. Un podista sul marciapiede avrebbe problemi, quindi usa la ciclabile; un monopattino che va alla velocità di un motorino, non deve poter usare la ciclabile, ecc.).

  10. Sandro

    Non entro in merito del resto perché non conosco Milano ma se pensi che il tempo sia l’unica cosa che interessa alle massa sei fuori strada, l’ostacolo in assoluto alla ciclabilità è la mancanza di sicurezza. Allora nessuno userebbe l’auto visto che nelle città è il mezzo effettivamente più lento ma mentalmente più veloce? L’auto da senso di sicurezza.
    Ah e far pensare che a 30 all’ora è meglio usare il tram allora hanno raggiunto lo scopo, cioè scoraggiare l’uso dell’auto 🙂

    1. Anonimo

      E no caro Sandro, mi sa che sei tu fuori strada, il fattore tempo e’ determinante. Se devi andare da A e B e hai la fortuna che siano vicine a fermate della metropolitana quello e’ indiscutibilmente il mezzo più’ veloce,
      ma se cosi non fosse e devi andare da C a D allora usi l’auto (a meno che l’auto non ce l’hai o hai tempo da perdere).
      Cosi’ a Milano, non so dove abiti tu.

      1. Andrea

        Io abito a Milano e uso la bici al posto dell’auto proprio perché non ho tempo da perdere. Se dovessi andare al lavoro in automobile (un paio di volte l’ho dovuto fare) dovrei svegliarmi mezz’ora prima per evitare il traffico di punta e impiegherei comunque lo stesso tempo che impiego con la bicicletta.

        Nel mio caso con la bici impiego lo stesso tempo che in auto grazie alla pista ciclabile della Martesana che senza incroci mi porta veloce e diretto vicino al luogo di lavoro (ce ne fossero molte di più di piste così a Milano!).

        Tu ragioni così perché, come molti altri milanesi sottovalutate la bicicletta, vi spaventate se vedete sulla cartina di Milano un tracciato di 8-9 km (dal centro commerciale Portello a piazza Lodi, Google da 7,6 km) e quando conoscete qualcuno come me che lo fa tutti i giorni per andare al lavoro aprite la bocca e pensate (guarda questo matto, gli piace proprio la bici). In realtà 8 km si percorrono in mezz’ora con una bici da città (e un minimo di esperienza), con l’automobile la mattina quanto riusciresti a risparmiare su un tragitto simile contando anche lo spostamento a piedi casa – parcheggio, parcheggio – lavoro? 5 minuti?

        Io per risparmiare 5 minuti mi rifiuto di utilizzare un mezzo così ingombrante e impegnativo come l’auto.

        1. Anonimo

          Vero, però in una città civile e moderna, il mezzo più veloce per andare dal Portello a Piazzale Lodi dovrebbe essere la circolare esterna dell’ATM.

          Che invece è talmente una schifezza, tra preferenziale mai finita, frequenze, affollamento e frequentazione che non è nemmeno nella lista delle opzioni di una persona come te, che onestamente non mi sembri il prototipo del becero autodipendente 😉

        2. Anonimo

          Potresti illuminarci, caro Andrea, su che strano percorso fai per andare dal Portello a piazza(LE) Lodi passando dalla ciclabile (e te credo che e’ senza incroci) dellaMartesana ?

          1. Andrea

            Non abito al Portello e non lavoro in piazzale Lodi. Ho preferito prendere Portello – Lodi come tratta di esempio. Il mio percorso casa lavoro copre una distanza paragonabile.

    2. Adriano

      CIT. “Allora nessuno userebbe l’auto visto che nelle città è il mezzo effettivamente più lento ma mentalmente più veloce?””

      mi sa che tu l’auto non l’hai mai usata???
      Io oggi ho dovuto portare ad un centro DHL un pacco e si trova a 10 minuti di macchina, 40 minuti con i mezzi e 20 minuti in bici….
      secondo te cosa ho preso??ovviamente il tutto da fare in pausa pranzo per rientrare entro un’ora dalla pausa… quindi tempo utile 60 minuti.

      ESEMPIO spostamento in città
      bici/monopattino NO –> non potevo portare il pacco e con i tempi di attesa rischiavo di non arrivare in tempo
      mezzi NO –> se non ci sono le metro è il modo più lento per spostarsi
      auto SI –> 10 minuti doppia fila davanti al centro dhl e sono tornato al lavoro e sono riuscito a mangiare in 5 minuti.

      Vedi queste sono le scelte che deve prendere una persona che si muove in città…non si va sempre da A a B tutti i giorni negli stessi orari, e cmq anche in quel contesto bisogna decidere per il mezzo più veloce sempre…perchè lo spostamento l’80 % delle volte non è tempo guadagnato ma tempo sprecato…

      Se vuoi ti faccio l’esempio spostamento per raggiungere il lavoro nel mio caso

      bici/monopattino SI –> 15 minuti
      mezzi NO –> 30 minuti con metro
      auto SI –> dai 12 minuti ai 15 per trovare posteggio

      Vedi in questo caso quando è bello il tempo prendo sempre la bici, quando piove forte vado in auto..
      QUesto è quello che pensano le persone normali, non gli auto talebani e i ciclo talebani…

      Insomma i casi in cui i mezzi sono più veloci di bici/monopattino e auto sono veramente pochi….quindi giusto migliorare la mobilità dolce, ma va fatto con ciclabili in sede protetta a doppio senso e con creazione di posteggi per residenti la dove nelle zone non sono disponibili perchè non ci sono box con valori commerciali degne del ceto medio.
      I box privati andrebbero aboliti come costruzioni, bisogna fare solo posteggi interrati come quelli dei centri commerciali e mettere un tetto al costo massimo mensile.

      E poi nelle zone 30 biogna togliere la sede protetta delle piste di Maran e mettere solo dossi con passaggio pedonake per rallentare le auto, e poi mettere due cazzo di alberi nelle vie non alberate come quella, io preferisco vedere degli alberi che dei ciclisti…

      Insomma tutto si può fare ma continuare a tracciare piste in viali trafficati secondo me non è la scelta giusta, come dicevo io nei viali non ci andrò mai in bici….poi i bici talebani e in non motorizzati ci vadano pure…ma pensare che devono farlo tutti è da folli

      1. Andy77

        Prendo la citazione per far capire quanto tu sia civile ed Europeo:
        “auto SI –> 10 minuti doppia fila davanti al centro dhl e sono tornato al lavoro e sono riuscito a mangiare in 5 minuti.”
        Se tieni conto che parcheggiare in modo civile richiede minimo 10 minuti e lasciare e prendere la macchina richiede altri 10 minuti (ragionamento che un essere civile che usa spesso la macchina in genere fa…) ti accorgeresti che è meglio usare la bici.
        A parte che il tuo esempio si riferisce ad un caso eccezionale fa emergere tuttavia la tua cultura: quello che fa comodo a me va bene per tutti anzi deve andare bene per tutti.
        Ovvio che le cose possono migliorare ma quanto sta succedendo in tutta la città è un inizio positivo.
        Se si usasse di più la bici in combinazione con i mezzi si risolverebbero anche molti problemi dei pendolari.

    3. Wf

      Non è il fattore sicurezza fondamentale ma la PERCEZIONE della sicurezza la cosa fondamentale.

      Adesso ricalcola la funzione con le nuove variabili e vedi che purtroppo tutto torna

      1. Adriano

        Quindi torna che se ho una pista non protetta con auto che vanno a 50km/h la mia sicurezza o PERCEZIONE mi dice di non fare quelle ciclabili se sono una fascia di età debole….anziani e piccoli.
        Quindi bisogna per quelle fasce di età predisporre ciclabili in sede protetta e non abbassare la velocità a 30km/h in tutta la città che sarebbe una scelta folle e ideologica, soprattutto con così poca velocità dei mezzi pubblici che è sotto i 30km/h.
        Per creare un compromesso tra le due fazione basta predisporre un piano posteggi moderno con un bando che definisca perfettamenre le regole che fanno guadagnare i costruttori e facciano risparmiare i residenti. NO BOX di proprietà.
        Così chi purtroppo non può usare altri mezzi di mobilità dolce toglierà la sua auto dalla strada e noi avremo tutte le strade che si potrebbero riprogettare senza avere la gente che fa barricate pro o contro le auto…sarebbe tutto più semplice se l’organizzazione della città non fosse ideologica ma ascoltasse i bisogni di tutti e non solo delle minoranze…se la democrazia è solo ascoltare le minoranze allora non funziona….deve ascoltare tutti, anzi dovrebbe ascoltare prima la maggioranza e poi scendere a compromessi con le minoranze e non fare quello che dicono le minoranze e basta…
        Cmq come al solito mi sono dilungato…buona giornata a tutti…
        Ah tutto quello che dico è finanziabile con ingresso a pagamento in città per i NON residenti a 0,50euro di ingresso…se uno usa l’auto 0,50euro al giorno sono niente…per uno che usa i mezzi 0,50 euro in più forse fanno qualcosa che ne pensate della scelta sbagliata di aumentare il costo dei mezzi e non intaccare i soldi di inquinatori NON residenti?? secondo me una scelta sbagliatissima….Ah per ultimo quelli che ora sono inquinatori poi con le auto elettriche non lo saranno più quindi come faremo senza un piano posteggi visto che ora possono entrare posteggiando gratis e sui posteggi dei residenti???

        1. Andrea

          Prima di mettere in atto opere mastodontiche bisogna guardare anche cosa avviene nei paesi dove l’uso dell’auto è ridotto, così da evitare di realizzare cose inutili. La non hanno speso risorse per creare gli enormi parcheggi pubblici sotterranei che proponi e il risultato l’hanno ottenuto lo stesso.

          Per quanto riguarda la sicurezza delle corsie ciclabili ti chiedo: quando viaggi in autostrada ti senti più sicuro quando ci sono le corsie oppure quando, a seguito del rifacimento del manto stradale, l’autostrada è temporaneamente priva di segnaletica orizzontale?

          Le corsie ciclabili aiutano visivamente l’automobilista a seguire la sua strada e stare distante dalle biciclette. Seguire una linea è un gesto istintivo, anche e soprattutto l’automobilista che gioca con il cellulare è ben contento di avere una semplice linea da seguire che gli evita problemi.

          1. Anonimo

            Non puoi paragonare i paesi europei, che per 30 anni han costruito parcheggi sotterranei dappertutto con l’Italia dove la speculazione edilizia non faceva nemmeno i box pertinenziali….

            Loro hanno uno stock di parcheggi esistenti da utilizzare, noi no.
            (i vari piccoli garage aperti fino alle 22, dimensionati per le 600 e che aspettano solo di essere riconvertiti a condominio in classe A, non contano propriamente come “parcheggio pubblico” in ottica strategica)

  11. Anonimo

    Non sarebbe sbagliato se chiedessimo esperti europei come si fannno le ciclabili di ulitma generazione. Sbagliare cosa tempo e soldi, quindi non guasta se Milano si orienta su modelli già perfezionati.

  12. V.

    Ma perchè chiamano la “corsia ciclabile” col termine inglese di “bike lane”?

    Non siamo più ai tempi del bocconiano di Drive anni 80 … 🙂

    Lo stesso Decreto governativo di Maggio che ha consentito i lavori in corso a Milano parla correttamente di “corsia ciclabile” e “casa avanzata” (tra l’altro, questa la vera rivoluzione, come si vede anche nello schema)

    Perchè cambiare il nome?

  13. Anonimo

    Ottimo! utilissima anche questa nuova pista. Finalmente la cerchia dei Navigli farà un po’ meno paura.
    Ma perché in Italia non possiamo piazzare qualche bell’autovelox per raccogliere un po’ di soldi da quei criminali che usano l’auto come dei corridori di F1?
    Io sono stanco, da pedone e da ciclista, di rischiare la vita per quei fenomeni con il piede pesante e il cervello vuoto.

  14. Anonimo

    Diamo anche una rinfrescata alla ciclabile di Via Monte Rosa nel tratto Amendola – piazzale Lotto! E per favore troviamo anche qualche soluzione per le strade del centro storico con pave.

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