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Milano | Decoro Urbano – I 5 problemi “irrisolvibili” per il Comune

A Milano, come in ogni grande città, ci sono un’infinità di problemi da affrontare e dirimere; ma, dal punto di vista squisitamente del decoro urbano, ci sono delle ‘questioni irrisolvibili’ diventate una costante dal dopoguerra ad oggi e che nessuna giunta è riuscita a liquidare definitivamente, nonostante propagandistici proclami.

Noi proviamo a fare un breve elenco di qualcuna di queste questioni, per cercare di rimetterle al centro del dibattito pubblico, nella speranza che prima o poi ce ne si faccia carico per davvero.

Problema numero 1: il parcheggio selvaggio

A Milano, a partire da metà anni ’40, grazie all’aumento della popolazione e alla motorizzazione di massa, sono anche aumentate a dismisura le automobili. Oggi (ma meglio dire negli ultimi 40/50 anni almeno) si è rivelato un vero problema che attanaglia la città per quanto riguarda il volume di traffico veicolare, le emissioni di gas inquinante e il parcheggio su pubblica via. E proprio l’ultimo punto si rivela essere il più difficile da affrontare, visto che quasi tutta la città è, di fatto, una sterminata area di sosta per le auto.

Auto che, come si sa, vengono parcheggiate ovunque ci sia uno spazio libero: non importa se questo sia un marciapiede, un passo carraio, un’area pedonale, una rotatoria o persino un’aiuola.

Le automobili parcheggiate sui marciapiedi sono un’eredità tutta milanese di quando, per consentire la pulizia delle strade, agli autoveicoli veniva permessa la sosta temporanea dove in teoria dovrebbero camminare solo i pedoni (marcia piedi). Questa usanza poi si è radicata ed è stata tollerata da tutti o quasi, compresi i vigili. Malcostume che nessuna giunta è riuscita a risolvere, se non molto parzialmente impedendo, su richiesta dei cittadini, l’accesso dei veicoli in tratti ben specifici e delimitati di marciapiede tramite l’istallazione di dissuasori di sosta.

Il parcheggio selvaggio spesso impedisce anche il transito dei mezzi pubblici e causa problemi di non poco conto, quali ritardi, incidenti e disagi di varia natura (compreso il passaggio di carrozzine o persone con problemi motori sugli stessi marciapiedi).

Quanto sarebbe molto più bella la città se non avesse questo problema. Secondo noi un piano a lungo temine per rimuovere da ovunque la sosta selvaggia andrebbe studiato. Sicuramente molte strade andrebbero ridisegnate: marciapiedi spesso troppo e inutilmente larghi, facile accesso alle auto nel parterre sotto gli alberi che andrebbe tutelato, scarsità di autosilo.

Qualche giunta provò a introdurre un piano organico per costruire parcheggi interrati, non senza polemiche e strascichi giudiziari, ma ormai la cosa è completamente uscita dalla discussione pubblica degli ultimi anni (i pochi in fase di realizzazione sono ancora residui approvati del ‘periodo d’oro‘ delle Giunte Albertini). L’atavica carenza di parcheggi interrati/multipiano in posti strategici andrebbe valutata, così come andrebbe riconsiderata nuovamente l’idea di fare un piano generale (ad esempio, perché al posto del cancellato parcheggio di piazzale Lavater, non si è mai pensato di farne uno al suo posto sotto via Ramazzini o via Cadamosto, evitando tagli inutili di alberi?), però calibrando la cosa in modo che non ci sia un incentivo all’uso del mezzo privato, ma una legittima razionalizzazione degli stalli consentiti.

Il parcheggio selvaggio non riguarda solamente la sfera delle automobili, ma si estende a quella dei cicli, motocicli e monopattini elettrici. Questi ultimi lasciati in ogni dove, come se fosse la moda del momento: parcheggi per auto/moto, piste ciclabili, in mezzo al marciapiede, davanti ai passi carrai e così via. Spesso gettati a terra senza riguardo, a danni del comune o dei privati che stanno finanziando il progetto della nuova mobilità eco-sostenibile. Una maleducazione imperante insomma; su quattro o su due ruote.

Problema numero 2: l’Arredo Urbano inesistente

Abbiamo più volte trattato l’argomento e notato come, dall’ormai fatidico e già citato dopoguerra, in città non vi è più stato un vero arredo urbano uniforme, ma purtroppo una diffusione di piccoli e rari interventi, ognuno diversificato e senza un vero filo conduttore.

Una “catastrofe” e un affronto al buon gusto che Milano, autoproclamatasi ‘capitale del design‘, non si meriterebbe.

Qui di seguito alcuni esempi di arredo urbano del primo Novecento, dove i lampioni erano tutti più o meno simili e decisamente belli.

Oggi l’eredità lasciata nelle vie cittadine dai nuovi interventi, soprattutto di illuminazione, è decisamente PESSIMA! Basta guardare le immagini di seguito che mostrano alcuni esempi di punti luce (lampioni) sparsi in città.

I bei lampioni in stile vagamente liberty dei primi decenni del ‘900 sono stati sostituiti con banali lampioni stradali; per giunta in varie parti della città ci siamo trovati interventi (a volte belli e a volte meno) variegati senza un vero senso.

Ultimamente il Comune ha provato a trovare una soluzione, cercando di fare un vero e proprio manuale dell’arredo Urbano. Peccato che abbia scelto degli oggetti dal design banale e già in uso negli ultimi anni, privi di un vero disegno raffinato e identificativo. Come ad esempio le luci aeree nuove: dei dischi volanti che nelle zone del centro ci pare siano poco pertinenti.

Marciapiedi in catrame, strade in pietra dove magari non è necessario e strade asfaltate dove invece andrebbero in pietra. Aiuole protette da rete metallica degna di un bel pollaio e altre trovate molto dozzinali sparse in giro per la città senza neanche un vero e proprio schema.

Altra piaga che oramai impera a Milano è veder sistemate le strade d’epoca del centro con del semplice asfalto (per coprire le buche) quando andrebbero usati dei Sampietrini o del Pavé. Il risultato finale: una strada a macchia di leopardo non certo degna di un Centro Storico.

Insomma, poca attenzione alla bellezza, mai considerata punto qualificante e essenziale alla città.

Fratello di quello dell’Arredo Urbano è il problema dell’eccessiva palificazione. Cartelli stradali, semafori, pali della luce si sommano gli uni agli altri formando intere foreste nelle nostre strade, tanto che a volte è persino impossibile prenderli in considerazione. Una razionalizzazione la auspichiamo da anni. Ogni tanto il Comune annuncia di volere fare un tentativo; ma poi si scontra con la realtà di un vizio irriformabile, preda di interventi di enti diversi che non si interfacciano tra loro e di tecnici progettisti che abbondano con i cartelli informativi per evitare responsabilità in caso di sinistri.

Problema numero 3: le alberature per le strade

Non è mai stato redatto un piano di alberatura delle vie a lungo termine e generalizzato su tutta la città. Strade larghe che potrebbero venire alberate e che non lo sono, come più volte abbiamo evidenziato nei nostri articoli.

Luoghi come: via Larga, via Verziere, via Cusani, via Pisacane, via Friuli, via Vasari, via Brenta, viale Ortles e molte altre, potrebbero avere degli alberi. Ma anche vie più piccole e secondarie potrebbero essere ripensate con la presenza di essenze arboree. Ultimamente si è fatto un gran parlare di Forestami, ma gli interventi che per ora si stanno mettendo in atto non prevedono l’adozione sistematica di filari di alberi per tutte le vie cittadine che ne sono prive.

Un nostro articolo che riguardava le possibili alberature in città.

Problema numero 4: gli irriducibili “imbrattamuri”

Gli imbrattamuri, altro disastro che affligge la città, che inondano il panorama urbano con le tag, gli scarabocchi che rappresentano le firme dei ragazzini, solitamente realizzati nelle vicinanze dei plessi scolastici, ma non solo. Ci sono stati in passato tentativi di porre rimedio a questo vandalismo generalizzato e incontrollato, ma si sono messi di mezzo impedimenti di tipo normativo che hanno un po’ legato le mani al Comune, che può intervenire solo sui beni di sua proprietà. Per cui il decoro e la pulizia delle pareti imbrattate rimangono di pertinenza esclusiva dei proprietari degli edifici, che spesso non intervengono o intervengono tardi, o ancora si stancano di intervenire in continuazione, inseguendo gli imbrattatori che per dispetto continuano a scarabocchiare sulle pareti appena pulite. Esiste un regolamento comunale che in teoria impone ai proprietari degli edifici di mantenere il decoro, obbligandoli, di fatto, a pulire le pareti imbrattate; nella realtà non si fanno multe a coloro che di fatto subiscono questa ‘prepotenza’ e che in questa maniera verrebbero anche penalizzati da sanzioni comunali. E’ comprensibile. Ma un modo per rendere automatica la pulizia dalle tag è necessario trovarlo: è una delle maggiori fonti di degrado della città.

Permetteteci, infine, di fare una distinzione tra le tag e gli scarabocchi, che detestiamo, ed i graffiti/murales realizzati su muri ciechi o di cinta, sempre col benestare dei proprietari, solitamente più artistici e belli a vedersi. Questi ultimi spesso riqualificano i luoghi dove vengono realizzati.

Problema numero 5: la scarsa manutenzione

La scarsa manutenzione, dei luoghi pubblici e non, si collega facilmente con i precedenti problemi, ovvero arredo urbano e scarabocchi sui muri, ma anche con altri fattori: come la scarsa cura degli oggetti sparsi nelle strade, i cartelli stradali rotti o imbrattati, le pozzanghere, i binari del tram abbandonati e ancora presenti, le buche nelle strade o sui marciapiedi, spesso riparate con pezze che si “staccano” nel giro di pochi mesi aggravando ancor di più la situazione.

Per fortuna il Verde Pubblico, avendo un settore apposito, è abbastanza ben tenuto un po’ in tutta la città (seppure ci siano stati anni di manutenzione discutibile). Molto bella l’idea di sostituire panettoni e spartitraffico con dei vasi: intervento, almeno in teoria, semplice ed economico. Tuttavia, se non vengono prestate le giuste cure, prima o poi il verde nei vasi secca, rendendo il tutto molto triste e degradato, come nelle foto di seguito.

In generale, comunque, più attenzione alla manutenzione – la sua mancanza è un problema atavico un po’ in tutta Italia – ordinaria e straordinaria farebbe una differenza enorme sulla percezione dell’ambiente urbano e sulla qualità della vita.

Alla fine i grandi ‘problemi irrisolvibili‘ non sono altro che piccole cose che fanno la differenza e che, secondo noi, il Comune dovrebbe impostare per trovare una soluzione a lungo termine. Appena ci sono i finanziamenti e l’occasione giusta, magari si rifà una via da cima a fondo: nuovi parcheggi; alberature, se possibili; lampioni, possibilmente inerenti al contesto (centro storico e aree monumentali dovrebbero avere dei lampioni mirati, non pali da parcheggio); più attenzione all’arredo urbano e alla pulizia. Non si risolveranno tutti i problemi della città; ma avrebbe comunque un impatto enorme.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


57 thoughts on “Milano | Decoro Urbano – I 5 problemi “irrisolvibili” per il Comune

  1. L.

    Sono d’accordo con voi. Il primo problema però dovrebbe essere anche responsabilità dei singoli cittadini capire che non possono e non devono parcheggiare la macchina ovunque loro vogliano.

    1. Andrea

      Invece parcheggiano dove pare loro e non si può aspettare che cambino idea, quindi è il Comune che deve intervenire. Soprattutto con i dissuasori fisici.

    2. Anonimo

      Esatto, qui si tratta di educazione e rispetto per gli spazi pubblici e per gli altri. E questo tema culturale è veramente difficilmente risolvibile al di là delle chiacchiere e delle presunte facili ricette.

    1. Anonimo

      Siccome lo scarsissimo senso civico fosse colpa di tizio o caio. In Italia abbiamo pochi soldi a disposizione e tantissime persone che non rispettano nemmeno le minime regole di buonsenso e civiltà. Ne automobilisti, ne pedoni, ne ciclisti. È facile dare la colpa a qualcuno, ma noi italiani siamo proprio incivili al cubo. E si vede nelle nostre città. E anche a Milano.

  2. Anonimo

    Complimenti UF articolo molto esaustivo e ahinoi realistico…. se il comune non si dota di un team di specialisti per la progettazione degli spazi pubblici non si riuscira’ mai a fare nulla…ci vuole uno studio ed n abaco per arredo, materiali, illuminazione ed un settore manutenzione da formare e rafforzare….inutile dire che molti milanesi sono incivili e non amano la propria citta’…..purtroppo scriviamo questi commenti ormai da anni….multe e pene serie…controllo e rigidita’…meritocrazia per incarichi e concorsi….quando??

  3. Anonimo

    Per il design di spazi pubblici e arredo urbano Milano arranca a distanza rispetto alle grandi citta’ europee….qualche nuovo progetto degli ultimi anni e’ solo fumo negli occhi…il livello medio e’ indecente….manca una seria strategia ed una ristrutturazione dei settori del comune con gente all’ altezza e risorse adeguate….

  4. Anonimo

    Gente incivile e maleducata, rispetto dei luoghi pubblici zero….manutenzione poca e forse poco calibrata a livello di risorse necessarie….design e arredo senza un’idea di citta’….senza gusto e conoscenza…capitale del design???Non si percepisce questo in citta’…bei negozi si, ma negli spazi urbani, strade, slarghi, piazze e giardini….poco di cui vantarsi…anzi…

    1. Si Tav

      Il parcheggio selvaggio c’è perché ci sono politici selvaggi che non fanno parcheggi per le auto dei residenti.
      Hanno un bel da dire i mentecatti di sinistra tipo Wf: il problema si risolve o costruendo migliaia di box oppure demolendo qualche condominio vetusto, da rimpiazzare con parcheggi e giardini.
      Il resto sono stronzate stucchevoli

      1. Andy77

        Permettimi di dirti Si Tav che a mia memoria a Milano si è sempre parcheggiato così, indipendentemente dalle giunte insediatesi in comune.
        Ci sono state anche delle giunte che hanno istituzionalizzato il parcheggio metà strada/metà marciapiedi per aumentare i posti auto ma il livello di inciviltà è solo peggiorato. Tuttavia la cosa peggiore Si Tav è che ci sono persone che giustificano il comportamento incivile usando come scusa la mancanza di posti auto: non trovo il parcheggio? Sono giustificato a crearmelo dove e come voglio, non importa se i passeggini o gli anziani in carrozzina non riescono a passare sui marciapiedi….non ci sono posti auto!
        Poi non discutiamo sul fatto che la maggioranza delle autorimesse ha chiuso negli ultimi 30 anni.

  5. V.

    Arredo Urbano (2) e mancanza di alberi nelle strade (3) hanno un nome e cognome negli ultimi 10 anni.

    Quanto al parcheggio selvaggio….di nomi ce ne sono tanti 😉

    Speriamo che dopo le elezioni si nomini uno giovane (sul serio) e sveglio come Assessore dedicato a questi problemi (e svincolato da urbanistica o traffico così può lavorarci veramente). Almeno ci prova….

    1. Francesco De Collibus

      Al contrario. Il parcheggio e i graffiti sono problemi fastidiosissimi, ma estetici, i sottotetti sono un problema strutturale, resteranno lì PER SEMPRE

      1. wf

        cioè per un handicapato in crrozzella se trova una automobile sul marciapiede è un problema MERAMENTE ESTETICO per te????????????????????????

        Ma ti cali l’acido la mattina presto prima di colazione?

        Mi sa che alla luce di queste risposte il problema di milano sono i milanesi.

      2. Paolo

        I parcheggi non sono un problema estetico ma di vivibilità della città, ostacolano la costruzione di piste ciclabili e tolgono spazio ai pedoni o a eventuali filari di alberi. I graffiti sono un problema estetico, è vero, ma relativo al decoro e alla percezione del degrado e della cura della città. Inoltre sono “ad altezza uomo”. I sopralzi li nota solo chi ha un certo occhio, non a caso li cita lei che è un commentatore di un blog di architettura /urbanistica, ma fra i problemi dell’articolo e i sopralzi quale crede sia più invasivo e presente nelle vite dei cittadini tutti? E poi i sopralzi non influenzano sicuramente la qualità della vita, al massimo abbassano il pregio architettonico.

  6. Anonimo

    Al milanese (e italiano) medio devi spiegare pure che una cicca nn si butta per terra e le strisce pedonali regolano una precedenza. Abbiamo uno senso civico sottozero. In stazione Centrale si fuma, anche se dovrebbe essere vietato. Le aiuole le rovinano gli automobilisti con i loro suv comperati per salire sui marciapiedi. La situazione italiana e milanese è un disastro. Altro che belpaese. Serve una rivoluzione. Senza senso civico non si va da nessuna parte, non puoi mandare un poliziotto a controllare tutto.

  7. Silvio

    D’accordo su tutto.
    Aggiungo due problemi:
    1) i semafori che dovrebbero essere gestibili remotamente, tecnologia che esiste in tante città del mondo.

    2) la polizia municipale, assente dalle strade da tempo.

  8. Anonimo

    Corsie dei tram non protette
    Semafori non asserviti
    Parcheggi di corrispondenza insufficienti e pericolosi
    Orari dei mezzi pubblici ridicoli la sera e il week end
    GRAFFITI e lerciume vario su ogni muro libero in città

  9. ndebig

    Aggiungerei certe strade larghissime ma a senso unico, che potrebbero essere tranquillamente strette a una corsia mantenendo i parcheggi e mettendo piste ciclabili in entrambi i sensi, magari anche stringendo un filo i marciapiedi visto che molte di queste strade non presentano grandi flussi di pedoni (cito Via Friuli per dirne una, ma i casi sono tanti).

  10. Carletto

    Il problema vero è che spesso si confonde il concetto di scarsa manutenzione con riparazione di danneggiamenti, atti vandalici, occupazioni abusive, manomissioni, occupazione di aree da parte di senza fissa dimora ovvero degrado, ecc. ecc. ecc. Riparare una cosa distrutta da comportamenti incivili costa alla cittadinanza tre volte quanto vale l’oggetto, farci semplicemente manutenzione una sola frazione del suo valore. Ecco perchè sarà sempre peggio.

  11. L'australiano

    Vi scrivo due mie osservazioni da ‘outsider’ – residente all’estero ma sono spesso a Milano per lavoro.

    1. MILANO E’ INFESTATA DALLE AUTO
    Parte tutto dalla cultura italiana dell’auto, vecchio simbolo di liberta’ ed evoluzione, ma che purtroppo oggi trova poco spazio e ragione per esistere in citta’.
    A differenza da quello che dicono in tanti, non penso ci debba essere una guerra all’auto! Bisognerebbe soltanto capire che avere l’auto e ternerla in citta’ E’ UN LUSSO. Questo vuol dire che i parcheggi devono essere pagati e tenuti a costi alti per disincentivare l’utilizzo e persino il possesso della macchina.
    Non e’ possibile che uno pretenda di girare in macchina a Milano e pagare un parcheggio 2 o 3 euro o peggio ancora fregandosene e non pagare nulla.

    Faccio un esempio con Sydney (che non e’ Copenhagen o Amsterdam dove girano tutti i bici e odiano le macchine). Qui se vuoi parcheggiare in centro sono 20/25 Euro all’ora. Se provi a fare il furbo la multa e’ di 80 – 130. Non paghi? Si duplica e se continui ad ignorarla entro 2 mesi ti trovi senza patente. Se guidi senza patente ovviamente rischi di andare in galera.
    Sapendo questo la gente preferisce usare i mezzi, se ha fretta o un appuntamento/cena taxi o Uber. SI DISINCENTIVA L’UTILIZZO DELL’AUTO, SI POTENZIA/MIGLIORANO I SERVIZI PUBBLICI.

    Soluzione semplice per Milano. 1. Molti, ma molti piu’ controllori. Se fai il furbo DEVI beccarti una multa. 2. Costo dei parcheggi pubblici variabili a seconda della zona e permessi (pagamento annuale) per i residenti.

    2. PALI, PALETTI, DOSSI, CARTELLI, SEGNALAZIONI – CENE’ UN INFINITA’
    Piu’ difficile rendersene conto se si e’ di Milano, ma ragazzi, ci sono in giro una valanga di pali, paletti e segnalazioni che il 90% delle persone non sanno nemmeno cosa indichino.

    Serve davvero un cartello per indicare un passaggio con le strisce?? Una corsia ciclabile?? Non vedo da nessun’altra parte al mondo il volume di cartelli che c’e’ a Milano. Secondo me la citta’ sarebbe sicuramente piu’ ordinata se si facesse una grande pulizia.

    Buon weekend a tutti

    1. Anonimo

      Anche in UK, se non paghi una multa, dopo un sollecito o due ti ritirano la patente e devi rifare l’esame. Questo sì che è un deterrente. Altro che cartella esattoriale che ti arriva (forse) dopo anni, che è un optional pagare, e che paghi in comode rate.

    2. marco

      Cosa facciano a Sydney o Copenaghen non ce ne frega un cazzo. Noi vogliamo l’auto ed il parcheggio libero e regolare in regolari e diffusi parcheggi pubblici. No piste ciclabili per una minoranza di rompi balle ecologisti di sta cippa. La maggioranza l’auto e non la lascia certo perchè ad Amsterdam la odiano. E’ chiaro?

  12. Anonimo

    Commenti giustissimi, ci vogliono esperti di spazi pubblici ed arredo urbano, un abaco dei materiali….regole per pali, panchine, scivoli, parcheggi…dettagli costruttivi ben studiati per le strade e sezioni stradali di dierso tipo….queste cose le farebbero insieme urbanisti,paesaggisti ed esperti di arredo urbano e materiali esterni…non designer di oggettini…..il comune farebbe bene a collaborare con aziende tipo Metalco, Escofet etc per definire dei modelli di arredo…ma roba bella e ben fatta ed resistente….Barcellona, Amsterdam, Stoccolma hanno tutte arredo e materiali ben studiati per gli spazi urbani…e sotto la guida, controllo d manutenzione dei comuni…in Italia troppi intoppi, poca organizzazione e troppi presidenti…fate lavorare giovani ed gente esperta che conosce i problemi ed ha voglia di fare…

  13. franz

    Penso che il problema dei graffiti non verrà mai risolto se 1) non si obblighino i proprietari degli immobili a ripulire le facciate e i proprietari dei negozi le serrande entro tempi brevi, tipo 60 gg. altrimenti scatta la sanzione.
    2) ovviamente il comune deve fare altrettanto con gli edifici pubblici di sua competenza
    3) pene severe (multe molto salate) ai graffittari

  14. Anonimo

    Bravo. Bello studio! Si risolvono solo trovando dei responsabili o della responsabilité piuttosto. Altrimenti restando nel generico sono problemi di tutti cioè di nessuno.

    1. Elius

      Purtroppo l’unico punto non risolvibile è il primo. Il piano parcheggi di Albertini è naufragato fra progetti demenziali, cause legali, ostacoli dei cittadini e falsa freatica. O se ne riparla seriamente ma bisogna risolvere i problemi di cui sopra o ci teniamo la situazione attuale.

      1. Anonimo

        Prova a vederla in modo diverso. Forse non servono tutte le auto che abbiamo. Se riuscissimo a liberarci da tutte le seconde e terze auto che sono usate pochissimo e sono accatastate a degradarsi in strada potremmo risolvere il problema in molto meno tempo di quello che serve (15 anni tra approvazione progetto esecuzione e inaugurazione?) per costruire tutti i parcheggi sotterranei che auspichi.

        1. Elius

          Buongiorno. Se fosse stato portato a termine seriamente il piano Albertini avremmo ora tanto spazio a disposizione da vivere. Abitavo in una zona dove non avevo criticità a parcheggiare e vicino era stato costruito un bel parcheggio recuperando un giardino malmesso (via veglia). Quindi si potevano fare.

        2. Anonimo

          15 anni passano in fretta.

          Se Pisapia avesse continuato con la costruzione di parcheggi sotterranei per residenti nelle zone semiperiferiche, adesso saremmo a 5 anni dall’apertura.

          E avremmo decine di strade pronte ad essere liberate dalle lamiere in sosta.

          1. Maurizio

            Articolo perfetto, che condivido parola per parola, non serve aggiungere altro, se non un “bravissimo” all’estensore!

          2. Anonimo

            Abbiamo troppe auto in rapporto al numero di abitanti. Il problema è tutto lì. Non servono strutture costose e problematiche come i parcheggi sotterranei, se arrivassimo a rapporti più europei di auto per abitante (da 55 a 30 auto ogni 100 abitanti) il problema non ci sarebbe.
            Come diminuirle? Favorendo i mezzi pubblici e la mobilità in bici e, so che sembra un controsenso, diminuendo i parcheggi e lo spazio dato alle auto. È quello che piano piano fortunatamente si sta facendo.

          3. Anonimo

            Se a Milano e in Lombardia e nel Nord Italia ci sono troppe auto per abitante, non lo cambi solo con le bici e disincentivando.
            Devi usare un approccio più completo, aggiungendo al bastone la carota del parcheggio sotterraneo, a pagamento.
            E con le metro. Che però a Milano città non si progettano più. La M6 è sparita. La circle line sappiamo tutti che è poco più di una barzelletta, il cui fallimento si ritorcerà tanto tutto su Trenord (ossia la croce rossa).

            Insomma, se non programmi a lungo termine non costruisci nulla.

      2. Andrea

        Il problema del piano parcheggi di Albertini è che è nato in previsione di un consistente incremento delle auto in città.

        L’obiettivo di Albertini non era “spostare” le auto sotto terra ma permettere che a Milano ne entrassero ancora di più.

        Per questo i cittadini hanno odiato quell’operazione e hanno poi scelto una giunta che, nel bene e nel male, puntasse ad un altri obiettivi.

        Ora trovo molto ipocrita rimpiangere il piano Albertini fingendosi ecologisti: chi lo ha sostenuto non chiedeva piste ciclabili e mezzi pubblici ma voleva solamente degli spazi per parcheggiare più comodamente la seconda e la terza auto.

        1. Anonimo

          Sono passati 25 anni dal piano Albertini…

          Guardiamo puttosto ai miseri risultati degli ultimi 10 anni di pseudo-disincentivo auto: Un casino totale.

        2. Anonimo

          Albertini ormai è lontana storia passata.

          Bisogna guardare ad OGGI:

          Dopo 10 anni di politica di disincentivo auto, no nuovi parcheggi, riduzione parcheggi esistenti ci troviamo con le auto messe sempre più selvaggiamente ovunque.

          1. Andrea

            Non sono d’accordo. E’ vero che ancora oggi le auto vengono parcheggiate in malo modo ma è grazie alle politiche di disincentivo che gli spazi dove poterlo fare sono sempre di meno.

            Piazza Castello un tempo era un parcheggio, in Corso Buenos Aires l’anno scorso c’era il parcheggio in terza fila, i marciapiedi di Paolo Sarpi erano un parcheggio de facto, quasi tutte le piazzette dove è stata fatta “urbanistica tattica” erano parcheggi.

            E’ matematico: se togli spazio alle auto… c’è più spazio per l’ordine.

            Tra l’altro (purtroppo) il tutto sta avvenendo con un aumento dei residenti e un’impennata dei prezzi delle case (è ora che anche le altre città lombarde copino l’esempio di Milano).

          2. Andrea

            Non sono d’accordo. E’ vero che ancora oggi le auto vengono parcheggiate in malo modo ma è grazie alle politiche di disincentivo che gli spazi dove poterlo fare sono sempre di meno.

            Piazza Castello un tempo era un parcheggio, in Corso Buenos Aires l’anno scorso c’era il parcheggio in terza fila, i marciapiedi di Paolo Sarpi erano un parcheggio de facto, quasi tutte le piazzette dove è stata fatta “urbanistica tattica” erano parcheggi.

            E’ matematico: se togli spazio alle auto… c’è più spazio per l’ordine.

            Tra l’altro (purtroppo) il tutto sta avvenendo con un aumento dei residenti e un’impennata dei prezzi delle case (è ora che anche le altre città lombarde copino l’esempio di Milano).

          3. Anonimo

            Su questo siam d’accordo, ma è una strategia che non solo è lentissima (guarda i risultati degli ultimi 10 anni) ma prima o poi esaurisce (il numero di posti dove fare iniziative “tattiche” non è infinito).

            Servono anche interventi strutturali (i parcheggi per residenti sottoterra per svuotare sul serio le aree residenziali dalle auto in strada), i parcheggi per i mezzi delle consegne e della manutenzione (adesso solo in modalità “selvaggia”), i parcheggi di corrispondenza (ad esempio non previsti sulla M4 nel ramo che apre l’anno prossimo!).

            Poi ci sono i nodi “irrisolti”, Trenord, la M6, il parcheggio selvaggio degli scooter e i pochissimi stalli per le bici.

  15. Und Tschüss!

    Non frequento altre città in Italia ma qui dagli argomenti trattati si parla di problemi di base, l’ABC, che in questa città non si affrontano per vari motivi in primis per mancanza di competenze… Ormai la gente non nota più nulla.. gli va bene così e a chi invece da fastidio resiste finché può e poi se ne va! Non vedo un bel futuro per questa città..

  16. Leo

    Non è mia abitudine commentare alcunchè perchè penso, dopo vent’anni tondi di diffusione internet di massa, sia evidente come non esiste mai un dibattito ma soltanto uno sbrodolare continuo di luoghi comuni e posizioni opposte senza alcuna finalità.

    lunga premessa per dire però che se esiste un caso limite di quanto racconta questo articolo è sicuramente quello della triennale, viale milton se non mi sbaglio.

    i lavori per impedire la sosta e rendere decoroso il verde sono stati interrotti “inspiegabilmente” all’altezza del just cavalli e old fashion dove è palese che ci sia la mano lunga di interessi di qualche clan sia per il parcheggio abusivo che, con ogni probabilità, per la ristorazione dei furgoni mobili e ovviamente spaccio. ( e per le licenze delle due discoteche in un luogo cosi delicato?)

    cominciamo a chiamare le cose col loro nome e anzichè ululare su internet si promuova una vera e reale campagna di firme e petizioni.

    1. Anonimo

      Esatto. Inutile lamentarsi che il problema del parcheggio abusivo non si risolve da trent’anni, o che non cala il numero di macchine, quando tutti sappiamo che a Milano provare a usare la mano pesante contro le auto significa perdere automaticamente le successive elezioni comunali.

      1. Si Tav

        Usare la mano pesante senza aver mai fatto un cazxo per risolvere il problema del parcheggio selvaggio è da vigliacchi.
        Inutile ricordare ai più cretini e smemorati che l’auto è il principale bancomat dello stato visto che su di essa gravano tasse da fa impallidire le tangenti dei mafiosi.
        Prima di usare la mano pesante, cazzo, bisogna dare la possibilità d comportarsi civilmente. Ma vedo che tra molti utenti – prevalentemente di sinistra – il concetto è molto difficile da capire.
        Imbecilli…

        1. Andy77

          La cosa peggiore SI Tav è che si giustifica il comportamento incivile usando la mancanza di parcheggi come scusa. E’ come giustificare le rapine in banca perché non ci sonno abbastanza soldi. Non ci vuole un genio per capire che tale retorica non regge. L’ alternativa per chi ha l’auto esiste: box in affitto.
          Un altro grosso difetto del tuo pensiero Si Tav è pensare che chi non va in auto non possieda l’auto o che non paghi le tasse, altro lato fallace è il pensiero che chi più paga le tasse ha maggiori diritti…E poi c’è un bel paradosso: gran parte delle nostre tasse va nel sistema sanitario per curare anche i problemi dovuti all’inquinamento da trasporto….
          Dato che questi problemi, BASICI, sono presenti da 40 anni e seguendo i tuoi ragionamenti non si è raggiunto nulla forse è il caso di regolamentare l’uso dell’auto con politiche che lo disincentivino.

  17. Luciano Oggiano

    Leggo commenti rivolti in massima parte ai problemi legati alla mobilità, alle auto, alle alternative sostenibili, al verde pubblico. Tutti problemi strutturali che apparentemente escludono dalle priorità uno dei 5 elencati, quello relativo agli imbrattamenti di cui pochi sembrano lamentarsi, o comunque lo ritengono secondario. Ma se ci si riflette un pò meglio, si può invece capire che anche il graffitismo selvaggio ha la sua incidenza sullo stato sociale della città e dei cittadini. Si è sempre saputo, infatti, che il degrado trascurato genera altro degrado non solo nel contesto urbano, ma più in generale coinvolge e condiziona molti altri aspetti inclusa la psiche dell’individuo, che spesso ormai risulta pressochè indifferente o assuefatto alla vista delle tag e delle scritte sui muri, tanto da considerarle inconsciamente parte integrante del paesaggio. Tale assuefazione agisce anche su altri aspetti della quotidianità, finendo per generare una sorta di “normalità” al contrario. Parlo (anzi, scrivo) per esperienza diretta, in quanto volontario di una delle associazioni che in Milano, e non solo, si impegnano da anni per combattere a proprie spese e con la collaborazione di cittadini il fenomeno del graffitismo vandalico: lasciare a lungo alcune scritte su un muro, senza coprirle con una mano di vernice, significa incentivare a breve termine la progressiva copertura dell’intera superfice, poichè viene interpretata dai graffitari come indifferenza, lassismo o addirittura impotenza/rassegnazione alla loro azione. Abbiamo più volte constatato che il fenomeno decresce fino alla scomparsa in luoghi che vengono costantemente monitorati, e ripuliti ad ogni minima replica delle scritte. Allo stesso modo, una zona verde lasciata incolta e sporca, attirerà in breve altra sporcizia, un sacchetto di spazzatura domestica abbandonato accanto ad un portarifiuti sulla pubblica via ne farà comparire altri, e in ambito mobilità qualche auto posteggiata malamente costituirà una giustificazione per altri maleducati che posteggeranno altrettanto male, fino a quando le regole non saranno fatte rispettare sul serio. In conclusione, ecco perchè tutto si riconduce al senso civico ed al buon esempio, incluso e non ultimo il tema imbrattamenti che, da soli, generano sensazione di disordine e trasandatezza. Il tutto induce un serio rischio di assuefazione in chi, da che è al mondo, è circondato da caos, sporcizia e degrado, e senza adeguata educazione finisce per ritenere normalità ciò che non lo è.

  18. lisander

    Bravo UF! Avete eviscerato in modo completo e esaustivo gli “incubi” da cui Milano si dovrebbe liberare una volta per tutte! Il prossimo Sindaco dovrebbe fare tesoro di questo articolo e riflettere seriamente su quali sono le reali e concrete esigenze della città; anzi i cinque punti citati nell’articolo dovrebbero entrare nel programma di governo della città; i problemi che affliggono Milano sono tanti, è vero, ma basterebbe un po’ di buon senso e di buon gusto e iniziare proprio da queste aspetti, che sono a mio parere tutto cio’ che mina la credibilità e l’immagine di una città come Milano che , temo purtroppo (almeno fino a quando non si lavorerà seriamente sul decoro), per quanto rigurada il design, goda di una fama usurpata e immeritata.D’altronde non basta aver dato i natali (anche dal punto di vista professionale) a grandi architetti e designer per potersi fregiare di capitale del design, quando poi ti giri intorno e vedi brutture inenarrabili che manco nei peggiori slums potresti osservare! Il mio auspicio è che prima o poi si possa trovare un Sindaco veramente illuminato e capace che abbia a cuore il bene e l’immagine della città.

  19. lisander

    da quello che leggo e desumo dal blog, credo si faccia confusione tra le auto in entrata in città e quindi di proprietà dei cosidetti cityuser e quelle dei residenti, che magari è vero hanno (qualcuno) la seconda auto, ma a mio avviso le seconde auto sono un problema residuale; il vero nodo della questione sono i parcheggi per i residenti che mancano, proprio perchè tagliati, causa costruzinone piste ciclabili o per scellerate demolizioni di autosilos demoliti negli anni per far posto a condomini (quindi oneri di urbanizzazione per il comune), costruiti all’interno di altri condomini, come le scatole cinesi, un vero obbrobrio! Detto cio’ è chiaro che in assenza di posti auto riservati ai residenti, il cittadino (che non giustifico) si arrangia come puo’, ed ecco che l’alternativa è la sosta irregolare sui marciapiedi e sui parterre dei viali alberati (vedi radici compromesse), con grave pregiudizio e danno di immagine della città stessa; occorre un serio piano di parcheggi per residenti, occorre introdurre la sosta a pagamento anche per i residenti, che magari vedrebbero a quel punto piu’ conveniente affittare o comprare un box (dei tanti inutilizzati), oltreche’ costituire una fonte di introito per il comune; occorre agire con tempestività e concretezza, il resto sono solo chiacchiere da bar

  20. Giovanni

    Complimenti a Urbanfile per l’articolo, in particolare sul parcheggio selvaggio che coinvolge sempre piú la mobilitá alternativa.
    Aggiungerei anche un punto 7) regolamentare e migliorare il fenomeno dei rider notturni, che spesso privi di luci, corrono per la cittá non curanti delle regole del codice della strada (che si, esiste anche per loro).

    Spesso ho avuto posizioni abbastanza critiche nei confronti di alcuni vostri articoli su questo tema delicato, che come tale va affrontato, senza logiche talebane e tenendo gli occhi ben aperti sulla realtá che ci circonda.
    Vogliamo tutti una cittá vivibile, bella e verde, ma bisogna fare in modo che tutto questo avvenga con politiche corrette ed investimenti adeguati.

  21. Anonimo

    Esatto, Milano è vecchia e fa schifo. Strutture pubbliche e private, palazzi, strade, esercizi commerciali, abbandonati, vetusti e non manutenzionati.
    Prima di buttare soldi in disastri viabilistici come viale Monza o Legioni Romane era il caso si mettere a posto l’esistente!

  22. lisander

    assolutamente d’accordo con il commento del Sig. Luciano Oggiano, il graffitismo vandalico va contrastato e combattuto con ogni mezzo, occorre sensibilizzare soprattutto i giovani, a cominciare dagli edifici scolastici,oggetto e vittima preferita delle scorribande vandaliche dei writers che sono sedi istituzionali e luoghi del sapere, se uno studente vede la propria scuola imbrattata pensa che sia assolutamente normale imbrattare rimandendo impuniti; mi rendo conto che è una dura battaglia a volte quasi un impresa improba, ma va fatta ed è anche grazie a persone come Lei che si puo’ e si deve combattere questo odioso fenomeno; il comune pero’ahimè è spesso assente o lo considera un male minore ritendendolo una forma di disagio giovanile, rendendosi complice dell’abbruttimento e dell’appiattimento della città( in passato alcuni membri del consiglio comunale si resero addirittura conniventi con gli imbrattatori) servono quindi politiche di contrasto e prevenzione che prevedano la rimozione immediata delle tag (come giustamente fa Lei e il suo gruppo di volontari) poichè quello che cercano costoro è visibilità e fama (come si sa i loro blitz vengono postati sui social network, dove purtroppo vengono acclamati e osannati e non solo dai teenager!), l’immediata cancellazione li rende invece invisibili, oltreche dimostrare che le istituzioni sono presenti e risolute; non ultimo prevedere multe salatissime e severe conseguenze penali!Si potrà obiettare che vi sono problemi piu’ urgenti, tuttavia ritengo che la tutela del decoro e la pulizia siano aspetti fondamentali, senza i quali l’immagine e la credibilità della città e dei suoi abitanti sarebbe irrimediabilmente compromessa.

  23. Nicola

    A proposito dei troppi pali, qualche anno fa espressi, tramite la pagina “Scrivi al Comune”, la mia opinione sulla scarsa utilità dei pali di divieto di sosta-rimozione forzata collocati vicino alle stazioni Bikemi ed alle rastrelliere per bici. Mi fu risposto, in modo pertinente e articolato, che quei pali erano necessari ai sensi del codice della strada. Rimasi in parte della mia idea (specie per quanto riguarda i segnali collocati nelle aree pedonali…), ma prendo ora solo lo spunto per una riflessione sul tema della partecipazione dei cittadini rispetto a questi temi in particolare.
    Non so se sia giusto rivolgere al sito comunale osservazioni su questioni generali, dove magari si giocano scelte (o non scelte) di fondo, ma almeno in casi di trascuratezze come alcune che appaiono nelle foto, mi sembra utile poterlo fare.
    Ebbene, con l’ultimo restyling del sito, la pagina dedicata a segnalazioni reclami e suggerimenti (con tanto di menù suddiviso per materia) è stata denominata “Chiedi supporto al Comune”: espressione non proprio intuitiva e invitante per chi, invece, un supporto al Comune intende darlo.
    Sembra che il Comune, per privilegiare altre nuove iniziative intraprese in questi anni (es. le consultazioni nei quartieri), voglia scoraggiare la forma di partecipazione più semplice e diretta.
    Con il risultato di volare alto, forse, in alcuni ambiti dell’attività amministrativa, ma allo stesso tempo di lasciare proliferare, magari senza nemmeno percepirle, certe situazioni di degrado.
    p.s. ho provato a segnalare la cosa alla redazione del sito, pensando ad una svista, ma non ho avuto risposta

  24. A

    Andate a Monaco di Baviera, Berlino, Tokyo, Zurigo (sono alcuni esempi) e osservate il senso civico degli abitanti: niente carte per terra, niente graffiti, parcheggi ordinati, uso della cosa pubblica corretto e rispettoso (bike sharing, parchi, …). Forse si è ottenuto questo “bastonando” chi non rispetta le regole? Forse si ma non solo… Dai Milanesi, proviamo a cambiare anche noi !!

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