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Milano | Dergano – Quasi completata la riqualificazione della parte iniziale di Viale Jenner

Quasi concluso l’intervento di riqualificazione del primo tratto di viale Jenner sponsorizzato da Mapei che qui vicino ha la sua sede.

Ricordiamo che quest’angolo, a ridosso di Piazzale Maciachini (distretto di Dergano), fino a poco tempo fa c’era un impianto dell’acqua rimosso definitivamente nel gennaio dei 2019.

Infatti l’aiuola centrale di viale Jenner, nel tratto iniziale da piazzale Maciachini, grazie al progetto “Cura e adotta il verde pubblico” la società Mapei si è impegnata di rigenerare i 42 metri di spartitraffico che per molti anni hanno ospitato le tubature e poi un’aiuola a verde sistemata dal Comune due anni fa.

Il progetto, a cura dell’Architetto paesaggista Franco Giorgetta, ha previsto la realizzazione di un disegno geometrico formato da una serie di figure triangolari e trapezoidali caratterizzate da colori diversi ottenuti mediante l’impiego di erbe e tappeti erbosi di colori differenti. L’inserimento di tre fontane a zampillo, una più grande e due più piccole, e la piantumazione di alcune magnolie da fiore dal colore molto marcato che miglioreranno notevolmente la percezione complessiva di una strada caratterizzata da un elevato scorrimento di auto lungo le due corsie. Al bordo, negli spazi che intervallano i platani esistenti, sono state messe a dimora arbusti come il Pennisetum alopecuroides, il Miscanthus sinensis e il Festuca glauca, specie vegetali che ben si adattano alla posizione particolarmente ombreggiata dell’aiuola.

Come si vede, l’area è ancora recintata dalle cesate di cantiere, ma presto sarà aperto.

Ancora una volta, noi di Urbanfile speriamo sempre si intervenga al più presto anche sull’intero parterre centrale di Viale Jenner (ma anche: Marche, Lunigiana, Brianza, Abruzzi e Umbria), perlomeno con una regolamentazione dei parcheggi e protezione delle alberature.

Verde Pubblico, viale Jenner, piazzale Maciachini, Dergano, Aiuola, Mapei,

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


18 thoughts on “Milano | Dergano – Quasi completata la riqualificazione della parte iniziale di Viale Jenner

  1. Andrea

    Ma i parcheggi sul parterre sono soste vietate? Parcheggi gratuiti? Parcheggi per residenti con le strisce scolorite? Spazio pubblico diventato parcheggio per usucapione?

    Con che criterio il vigile da le multe in viale Jenner che a bordo strada possiede strisce blu?

    Questo schifo che ormai non è più un problema da risolvere ma è diventato una regola da cambiare è frutto di decenni di governo del partito dell’automobile che invece di far rispettare le regole a chi rovina la città si preoccupava di mettere le targhe alle biciclette.

    1. V.

      le targhe alle biciclette è nuova (mi ricordo solo No Oil – tanti anni fa), ma con la diffusione di quelle elettriche e dei monopattini avrebbe sicuramente senso.

      1. Andrea

        Se la metti così anche i pedoni dovrebbero andare in giro con caschetto e maglietta con numero identificativo.

        mi spiegheresti il motivo per cui sarebbe necessario stringere la regolamentazione sull’utilizzo dei mezzi leggeri? C’è qualche problema? In quale lingua bisogna spiegare che i mezzi leggeri sono intrinsecamente piu sicuri? Se non esistessero i mezzi pesanti il CdS si potrebbe anche buttare nel cestino, altro che targhe ai monopattini.

        1. Anonimo

          Ah sì?

          Prova a dirlo ai famigliari di quella signora anziana che due settimane fa a Milano è stata buttata a terra da due ragazzi in monopattino elettrico, che poi sono scappati. Lei, invece, è morta in ospedale.

          1. Andrea

            Quanto sei fazioso! L’incidente è avvenuto il 29 gennaio, non due settimane fa. Alcuni ragazzini si sono fermati, quindi volendo si poteva risalire all’identità dell’autore del gesto ma la signora se ne è tornata a casa, solo dopo si è scoperto che ha avuto delle fratture.

            La signora (88 anni) poi è morta un mese dopo (l’11 marzo), per delle complicanze certamente (dicono i medici) dovute alle ferite causate dall’incidente.

            La situazione è molto diversa da come l’hai descritta e comunque, probabilmente, non si sarebbe risolta neanche se ci fossero state le targhe visto che all’inizio nessuno ha dato troppa importanza all’evento, né la vittima né i testimoni hanno chiamato l’ambulanza! (” La donna viene soccorsa da una negoziante che l’aiuta a rimettersi in piedi e l’accompagna a casa”).

            Tu vorresti limitare l’utilizzo dei mezzi leggeri da parte di migliaia di cittadini per colpa di questo eccezionalissimo episodio sottovalutato da TUTTI? Allora andrebbe fatta anche una legge che punisce i testimoni che non hanno chiamato i carabinieri per l’identificazione dei ragazzini? Per fortuna nessuno al mondo si è ancora sognato di fare sciocchezze simili.

            Io questa mania del controllo non la capisco proprio, fosse per certe persone bisognerebbe mettere delle regole pure alle foglie che cadono per terra. Il mondo è pieno di imprevisti e di contraddizioni, non è scrivendo sulla carta mille regole che riuscirai a metterlo in ordine, certe cose vanno accettate così come sono perché le alternative sono peggio.

            106 morti per incidenti stradali nel 2019 solo nella provincia di Milano, tutti causati da veicoli con le targhe. Spiega tu ai parenti di quelle 106 vittime che vuoi limitare la possibilità di utilizzo dei mezzi leggeri grazie ai quali quei morti avrebbero potuto non esserci.

          2. _

            Penso che con l’avvento della mobilità elettrica, la targatura dei mezzi cosiddetti “leggeri” (ma che possono andare a 40 all’ora anche su un marciapiede) sia inevitabile.

            Ma non c’è niente di male, anzi se incoraggia un minimo di responsabilità da parte di chi li usa, potrebbe anche renderli più simpatici di quanto non siano purtroppo adesso.

          3. Andrea

            Non considererei un mezzo leggero qualsiasi cosa che permetta di superare sistematicamente i 30 km/h semplicemente pigiando su un bottone. La normativa italiana mi pare che metta un limite a 25 km/h, tutto cio che può sistematicamente raggiungere velocità superiori non è un mezzo leggero e a mio parere è giusto che sia munito di targa e assicurazione.

            Che andare sul marciapiede sia molto pericoloso sono super d’accordo ma come sempre la mia proposta in questo caso è quella di far si che i controviali di viale Zara siano più invitanti per ciclisti e simili.

            Mi spiace ovviamente per la signora, i parenti e per il fatto che i ragazzini quel giorno siano tornati a casa convinti di aver fatto solo una piccola bravata, purtroppo è capitato ma non mi sembra un evento di tale gravità da richiedere un cambio della legislazione nazionale riguardo i mezzi leggeri.

            Per tornare sull’argomento dell’articolo viale Jenner è l’ennesimo viale di Milano (come viale Zara) quasi interamente dedicato alle auto e dove molte bici e monopattini viaggiano sul marciapiede. La carreggiata è larghissima, tenere la destra vuol dire stare vicini alle portiere delle auto parcheggiate e a sinistra si viene sorpassati da auto lanciate in velocità e da enormi autobus ATM (anche se guidati da autisti devo dire sempre piuttosto rispettosi dei ciclisti). L’unico spazio verde è anche lui dedicato ai mezzi pesanti e questo intervento, sicuramente di riqualifica rispetto a quanto c’era prima, è l’inizio per dedicarlo al nulla, a meno che le mamme non porteranno i loro bambini a fare i giochi d’acqua davanti all’incrocio o che gli automobilisti non rallentino per ammirare le bellezze naturali che si trovano nel centro del viale.

            In ogni caso o i parcheggi al centro del viale o le due file di parcheggi ai lati dovrebbero essere rimossi in favore di una corsia o pista per mezzi leggeri.

          1. Andy77

            Sinceramente ha riportato paro paro quello che leggi nell’articolo.
            Se avessero fermato ed identificato i ragazzi la signora non sarebbe morta?
            Pensa che vedo spesso persone in San Babila girare in motorino sui marciapiedi e spesso fanno cadere delle persone…usando il tuo metro di giudizio dovrei impiccarli…..oltretutto non mi pare che tu dia lo stesso peso ai pedoni, ciclisti e motociclisti morti a causa di automobilisti….statisticamente sono molti di più.
            Se lo poni sull’aspetto culturale allora si può discutere: chi parcheggia selvaggiamente l’auto è lo stesso che parcheggia selvaggiamente bici, moto e monopattini. E’ lo stesso che da pedone attraversa dove gli pare incurante del contesto. Sono tutti figli di zappaterra che no sanno cosa sia vivere in una comunità.

        2. Mgv

          Sarebbe stato meglio riqualificarla come corso lodi con la pista ciclabile in mezzo ed una bella passeggiata alberata
          Si dovrebbe applicare a tutti quei viali di milano alberati caratterizzati dalla sosta selvaggia solo così si avrà una Milano migliore e più vivibile

  2. vaca sidela

    Le macchine devono sparire sai parterre centrali in tutta la città. I parcheggi devono stare in strada o in garage. Più permetti il parcheggio selvaggio e più consenti l’uso delle macchine da parte di pendolari che calano da fuori città. Chi ha una macchina deve avere un parcheggio conseguente.

  3. Tony1poli

    Ci starebbe bene una statua su quel basamento di pietra con i 3 zampilli. Oviamente poi servirebbe la giusta cura e manutenzione.

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