Milano | Centro Storico – “Milomat”in piazza Duomo: installazione completata

Finalmente, dopo tre anni, l’installazione dei famosi “Milomat” o pilomat in piazza del Duomo è stata conclusa.

Si tratta del progetto per dotare le zone pedonali del centro più sicure con l’istallazione di circa 200 pilomat, o Milomat (come sono stati ribattezzai) antisfondamento nelle zone strategiche (inizialmente previste entro il 2020) e che andranno a sostituire gli orrendi newjersy in cemento (istallati dopo gli attentati terroristici effettuati in varie parti del mondo negli scorsi anni). Dopo l’istallazione in via San Pietro all’Orto (2019), via San Raffaele (2021) e via Dante all’imbocco con via San Tomaso (2022) e in via Carlo Maria Martini e piazza Fontana (2023), ecco giunto a conclusione, un po’ a rilento, anche l’intervento in piazza del Duomo, lato occidentale, verso via Torino e via Mercanti.

Qui l’articolo di presentazione dei Milomat.

Naturalmente i piloni antisfondamento son stati istallati sia ai lati che tra i due passaggi presenti nelle aiuole verdi (quelle famose per le palme e i banani, prossime al rinnovo). Verso via Torino, dove c’è anche il presidio militare, si trovano i pilomat retrattili per consentire il passaggio dei mezzi all’interno della piazza.

Naturalmente ora che i lavori si son stati completati, ci chiediamo se il “bel” newjersey che pare il totem degli annunci sarà finalmente rimosso e magari riparata anche la ringhiera sfondata ormai mesi fa da un mezzo in manovra.

Spazio che, come si vede, è anche utilizzato come parcheggio temporaneo.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

Duomo, Pilomat, Milomat, Cordusio, Piazza del Duomo, Arredo Urbano, Via San Raffaele, via Dante, Largo Cairoli, Castello

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

28 commenti su “Milano | Centro Storico – “Milomat”in piazza Duomo: installazione completata”

  1. I newjersy sono stati installati nel 2016….. hanno impiegato quasi 7 anni per eliminarli…….. direi veloci, così come la rimozione degli alberi abbattuti dal vento/pioggia in luglio ancora presenti in alcuni parchi.

    Rispondi
    • Vorrei ricordarti che durante l’ amminsitrazione che tu citi, è iniziato il periodo di rovina della Darsena, tanto per dirne una. Che sindaco!

      Rispondi
  2. Bene ma… qualcuno ha capito perchè all’inizio di via Dante ci sono da tempo i pilomat (sempre abbassati) e rimangono i newjersey?

    Rispondi
  3. Gli ultimi amministrazioni di Milano hanno trasformato la città in spazi ristretti e limitati, non più fruibile dai Milanesi. Il centro è ridotto pari a tante città cosmopolite Europei, elitiste e fredde. Milano sta perdendo la sua personalità e i Milanesi sono inghiottiti nella marea di turisti e immigrati. Non si riconosce più. Triste.

    Rispondi
      • Milano, domenica mattina, quell’ aria di “armistizio” che regnava in centro, nei quartieri, una pausa momentanea dal guerreggiare di traffico, sano, di una città produttiva, solidale e concreta. Si usciva da messa, al suono di campane vere, un salto in pasticceria, aperte, quelle soltanto, insieme alle edicole, alla domenica, altro che specare il santo giorno all’ esselunga; poi il lungo pomeriggio…riposo e tranquillità.

        Iniziava la nuova settimana… si incontravano i colleghi, gli amici, i compagni di scuola…le varie incombenze familiari da sbrigare, magari un salto in centro, nel giorno libero, piaceva a tutti, il mitico “centro di milano”, così speciale e attrattivo coi suoi negozi, unici, la sua “bella gente”, ricca ma non cafona, colta, discreta, “illuminata” si direbbe, quasi austriaca…

        Ecco, questa è la Milano che ormai è non più fruibile, perchè è stata distrutta: il centro è il regno dei fastfood, i negozi altro non sono che anonime emanazioni commerciali del potere globalista, le vie storiche sono ricolme di mandrie umane eterogenee convogliate a Milano da una certa propaganda e invece di avere quelli che “sgasano col suv”, mai visti da nessuno, tra l’ altro, considerato che piazza Duomo è pedonalizzata dalla fine anni settanta, puoi ora goderti i fattorini immigrati a cavallo delle loro bici elettriche truccate… basta che ti distrai un istante e bum, ti accoppano.

        Rispondi
        • Ah che bello quando accendevamo i lumi a petrolio con gli zolfanelli per recitare il rosario in latino, mentre fuori si sentiva lo scalpiccìo degli zoccoli dei cavalli sull’acciottolato.

          Che tempi, che esperienze!

          Rispondi
          • Non parliamo poi di quando scorrazzavate per la città ogni sabato pomeriggio -anni settanta – e la mettevate a ferro e a fuoco…
            Non ti è riuscita la replica: è chiaro che da bravo global fai sempre una gran confusione con tematiche tar loro diverse, estremizzando i concetti, per arrivare al nulla (marxismo, globalismo, finto ecologismo ecc.)

          • A differenza di quanto molti pensano, un tempo i Paesi Bassi non erano un luogo sicuro per i ciclisti. Nel 1970, infatti, il tasso di incidenti stradali era tra i più alti al mondo. Dopo una revisione globale della pianificazione urbana e della politica dei trasporti, l’Olanda ha ora uno dei tassi di mortalità da traffico più bassi al mondo.

            Allora, cosa è cambiato? Sono stati introdotti due grandi cambiamenti. In primo luogo, sono state create piste ciclabili separate al posto delle corsie ciclabili dipinte sulle strade e condivise con auto e camion. Si tratta di piste ciclabili fisicamente separate dalle corsie per le auto, per dare a ciclisti e pedoni il proprio spazio sulle strade olandesi. Queste vie ciclabili separate sono state create anche nelle città con strade storiche in ciottoli, simili a quelle di Milano.

            Una seconda innovazione degli anni ‘70 nei Paesi Bassi è rappresentata dagli spazi di moderazione del traffico: spazi a basso volume e a bassa velocità per le auto intorno alle aree scolastiche e alle università. Ciò ha ridotto in modo significativo il traffico automobilistico nei luoghi in cui bambini, adolescenti e giovani adulti giocano o si incontrano. In generale, ha reso le città molto meno dense di traffico.

      • Quando si poteva sgasare in duomo e parcheggiare c’erano ancora le auto con il motore dietro e le portiere che si aprivano in avanti…
        Il senso è che a parte i monumenti, se ti guardi intorno potresti essere in qualsiasi città europea…stessi negozi. In più se passi la sera in molti posti sembra di stare in un set cinematografico chiuso…

        Rispondi
  4. I SUV li hanno introdotti negli anni novanta, chi sproloquia di sgasamenti, neanche è di Milano, perchè già anni prima,, piazza Duomo era vietata al traffico.

    Rispondi

Lascia un commento