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Milano | Urbanistica: definite le nuove aree pedonali del centro

A quanto pare, il Comune ha reso definitive 5 aree già diventate pedonali negli anni scorsi. Questo è il preludio ad una loro riqualificazione da eseguirsi nei prossimi anni. Prosegue quindi il progetto del Comune di Milano di creare spazi urbani adatti ai pedoni e dove la mobilità con mezzi motorizzati sia interdetta. Nuove piazze, in sostanza, come è successo ultimamente ad incroci troppo ami o spazi utilizzati come parcheggio. Esempi li possiamo vedere in piazza Minniti, piazza Dergano, in piazza Angilberto II, piazzetta Santi Patroni d’Italia, piazzale Bacone.

Come dicevamo, le aree erano già state rese pedonali o in parte pedonali come sperimentazione, ed è stato constatato che questi interventi sulla viabilità, abbiano prodotto effetti compatibili con la realtà viabilistica circostante in termini di riorganizzazione dei flussi veicolari privati, nonché un incremento della qualità urbana, promuovendo lo sviluppo economico locale e generando nuovi luoghi di socializzazione. Pertanto il Comune ha ritenuto proponibile la delimitazione definitiva delle suddette aree pedonali definitivamente.

Le piazze o vie prese in esame per le quali è stata decisa la loro vocazione in aree pedonali, con relativi futuri interventi urbanistici, sono:

Via Santa Tecla

In merito a via Santa Tecla, si segnala la necessità di prevedere la qualificazione strutturale della stessa e di una parte di largo Schuster, pianificando l’eliminazione del doppio livello stradale (carreggiata/marciapiede) portando “a raso” gli spazi.

Via Laghetto

In merito a via Laghetto, viene chiesto di prevedere la qualificazione strutturale della stessa, a cominciare dal civico 7 fino all’intersezione con via della Signora, pianificando la ridefinizione dello spazio di marciapiede ed eliminare gli spazi di carreggiata che ospitano sosta impropria, riducendo la carreggiata a 3 mt di sezione necessari in base al Codice della Strada.

Via Molino delle Armi

In merito a via Molino delle Armi, si chiede il coordinamento con le cantierizzazioni M4 e l’inserimento progettuale, anche con risorse da reperirsi eventualmente a parte, degli spazi pedonalizzati nelle tipologie di arredo urbano e dei materiali proposte per i prossimi interventi di riqualificazione superficiale previsti al termine dei cantieri di M4

Via Vetere

In merito a via Vetere, si chiede la tutela della monumentalità dei luoghi e la puntuale verifica della non ostruzione dei percorsi di accesso al Parco Giovanni Paolo II (delle Basiliche), da parte di persone a ridotta mobilità, diversamente abili e ipovedenti, a causa della presenza di pavimentazione in ciottoli di fiume “rizzada”.

Piazza Giovine Italia

In merito a piazza Giovine Italia, si chiede il coordinamento con i previsti interventi di manomissione di suolo pubblico, al fine di non porre in essere interventi, da parte dell’amministrazione, confliggenti con le prescrizioni assegnate al soggetto proponente la manomissione medesima.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Google

Centro Storico, Ticinese, Porta Magenta, Aree Pedonali, Progetti, Urbanistica Tattica




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


23 thoughts on “Milano | Urbanistica: definite le nuove aree pedonali del centro

  1. Anonimo

    coraggio. si faccia bene e si faccia presto. per una città a misura d’uomo che valorizza la sua storia guardando al futuro.

  2. Anonimo

    Il centro di Milano non è certo Cuor di Leone quando c’è da pedonalizzare e togliere auto. Più timidi di così era dura, ma veramente.

  3. Anonimo

    Piazzette o viuzze. Nulla di più. Serve coraggio, pedonalizzate via Marghera, Piazza Diaz, via Palestro per allargare parco Montanelli, pedonalizzate Corso Buenos Aires, invece no, timidissimi interventi che come dice anche chiaramente l’articolo, non intralciano il traffico privato. Non sia mai che le auto siano un po’ disincentivate!

    Che delusione. Serve più coraggio per cambiare la città.

    1. Anonimo

      Non credo che a Sala dispiacerebbe pedonalizzate tutta Milano, ma non credo lui o gli uffici specializzati possano; ci sono regole da rispettare. In una zona dove ci sono spazi accatastati ad uffici questi si devono riportare su i marciapiedi in spazio di sosta. Sotto servizi, metro, divieti, comune concordo con tutti voi. Serve più verde, il centro storico al contrario della periferia è completamente cemento e cemento.

      1. Anonimo

        Invece dove c’è la Deloitte in Via Tortona, il Comune può approvare un piano per quasi raddoppiare gli spazi a uffici, e a 300 metri approvare un gigantesco complesso a showroom di Luxottica, senza prevedere alcuno spazio di sosta. Anzi riducendoli…

        Suvvia, siamo seri anche nel Municipio 1, feudo elettorale o meno che sia.

      2. Saletta

        Ci sono regole che sono non scontentare gli elettori perché di coraggio sala proprio non ne ha è l’ha dimostrato nuovamente

    2. Stefano

      Assolutamente d’accordo con te! Via Marghera almeno in via sperimentale dovrebbe essere pedonalizzata. Il progetto di allargamento e adeguamento marciapiedi previsto dal progetto Strade Aperte del 2020 che fine ha fatto? È stato stralciato? Non se ne è più sentito parlare…

  4. Anonimo

    Le auto si massacrino in periferia, dove magari c’è pure gente che ci lavora.

    Nel feudo del Municipio 1, piccoli interventi in punta di piedi che sia mai che si ruba un piccolo buco per parcheggiare alla sciuretta o alla au pair !

  5. Emanuele

    “Alcuni cambiamenti sono così lenti che non te ne accorgi, altri sono così veloci che non si accorgono di te.”

    Ashleigh Brilliant

    1. Emanuele

      Sono già previsti con i lavori di sistemazione di superficie a seguito della costruzione della M4. In teoria, in base al cronoprogramma e alle date di apertura delle nuove stazioni, per la prossima primavera/estate avremo quelle aree riqualificate.

    1. Emanuele

      No, non è poi così tanto. Se consideri che oramai la larghezza media di un auto è circa 2 metri, rimarrebbero non più di 50cm per parte.

      1. Anonimo

        Invece sono troppi. Bisogna ridurre la larghezza delle carreggiate, come fanno in Olanda, aggiungere dossi, attraversamenti pedonali rialzati e rendere fisicamente impossibile guidare a più di 20 km/h che è già una velocità media ben più alta dei 15 km/h che in media si raggiungono in auto in città.

        La velocità delle auto va diminuita drasticamente, per diminuire rumore e inquinamento e migliorare anche la congestione (code e traffico si hanno con troppe auto che accelerano e frenano in spazi ridotti, come succede a tutti i semafori cittadini)

        1. Emanuele

          “riducendo la carreggiata a 3 mt di sezione necessari in base al Codice della Strada.”

          Ok, allora proponiti per riscrivere il codice della strada. 😉

        2. Wf

          Esatto.
          Come in Francia dove è pieno di cuscini berlinesi anche.

          Le accelerazioni permesse dai troppi tratti larghi e rettllinei causano una guida da formula uno con brusche accelerazioni e brusche frenate e causano ilnpeggior utilizzo del motore a scoppio la benzina vine bruciata nel pwggiore dei modi con la massima emissione di inquinamento e gas incombusti.

          La migliore soluzione per il motore è quella di una bassa velocità costante.

          Per fare questo bisogna rallentare il traffico ed evitare i percorsi di accelerazione.

          Mettendo rallentamenti fisici e naturali.

          Tutte xose che hai descritto su.

          Bravissimo

  6. Silvana Foligno

    Ho chiesto più volte al comando vigili di Accursio di segnalare agli uffici competenti che in piazza Diocleziano in alcuni punti, pur con le strisce pedonali,c’è il marciapiede che mi impedisce di passare con la carrozzina. Le risposte,identiche, ” devo fare le foto ed inviarle ai vigili” MI chiedo perché devo farlo io,che sono impedita, e non escono loro? Il tempo penso possono trovarlo facilmente . Grazie se cambia qualcosa.

  7. Batti tasti da ufficio

    Io sarei curioso di vedere un solo giorno con cso Buenos Aires e via Marghera pedonalizzate e perché no, un paio di navigli dissotterrati. Molti non arriverebbero proprio a lavoro! Beati quelli che non hanno bisogno di spostarsi e/o lavorare e possono dedicarsi a visionarie invettive ambientaliste.

    1. Anonimo

      Eh si sa che dove si fanno pedonalizzazioni si crea il deserto e l’economia va a picco.
      Via Dante, corso Vittorio Emanuele, Piazza Castello… chissà come fanno le persone che vi lavorano ad arrivare in ufficio. Chissà come si può arrivare in Buenos Aires che è servito solo da due linee di metro con 3 stazioni…
      ah giusto c’è il carico scarico che appunto, chissà come faranno mai a gestirlo nelle aree pedonali..

    2. Wf

      Torna a battere i tasti in uffico va’!

      Che mi sa che è il tuo posto li.

      Non certo a fare pensieri che si alzano un pochino di piu delle suole delle tue scarpe

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