Milano | Porta Ticinese – Il degrado di via dei Fabbri e via De Amicis 16

Milano, Centro Storico.

Maggio 2026. Continuiamo a sperare che, prima o poi, alcune aree del centro storico di Milano riescano finalmente a compiere quel salto di qualità che ci si aspetterebbe da una grande città europea. E invece, nonostante i tanti interventi urbanistici e i nuovi cantieri che negli anni hanno trasformato interi isolati, molte zone restano intrappolate nella sciatteria e in un degrado ormai cronico.

Uno dei casi più emblematici — sul quale abbiamo scritto e riscritto più volte — è senza dubbio l’obbrobrioso edificio abbandonato di via De Amicis 16 e la confinate via dei Fabbri. Un palazzo costruito negli anni Cinquanta e lasciato al proprio destino da almeno quarant’anni, diventato col tempo un vero e proprio simbolo di incuria nel cuore della città.

Per decenni si sono susseguite ipotesi, annunci e progetti di riqualificazione, tutti rimasti puntualmente nel cassetto. In parte, l’inerzia poteva forse essere giustificata dalla lunga e complicata realizzazione della linea M4, il cui cantiere occupava proprio l’area vicina. Ma oggi la linea Blu è in funzione da oltre due anni e qui, ancora una volta, non si muove nulla.

L’edificio — due piani fuori terra con spazi commerciali al piano terreno — quando venne costruito poteva persino apparire dignitoso nella sua semplicità anni Cinquanta. Accanto si trovava anche un piccolo giardino, che però tra il 2010 e il 2011 venne completamente stravolto dal cantiere per il palazzo, un intervento di “riqualificazione” mai concluso. Il risultato? Uno spazio snaturato, più simile a un parcheggio improvvisato che a un’area verde. In quell’occasione furono montate anche impalcature, rimosse solo in parte prima dell’ennesimo abbandono.

L’immobile pare essere di proprietà di Egeo Real Estate Srl (oppure: SEDES S.R.L. con sede in TORRE BOLDONE (BG), Sviluppo di progetti immobiliari senza costruzione).

L’edificio nel 2021 venne menzionato in una richiesta istruttoria preliminare:

  • a) SCIA alternativa a PDC PG 223388 de 1.6.2018 (Wf 19100);
  • b) richiesta istruttori preliminare art 40 RE Unità convenzionamenti PG 212828 del 14.5.2019 (wf 16482);
  • c) richiesta istruttoria preliminare art. 40 RE per ristrutturazione edilizia e ampliamento, atto modificativo e integrativo alla convenzione 23.5.2012 – PG 435886 del 05/08/2021 (WF 3881/2021).

A fare da cornice a questo scenario c’è via dei Fabbri, antico vicolo cittadino profondamente trasformato nel secondo dopoguerra in nome della modernizzazione. Una modernizzazione che, però, ha lasciato in eredità una strada anonima, malridotta e probabilmente tra le più degradate dell’intero centro storico.

Via dei Fabbri apparteneva originariamente al sistema dei “Terraggi”, le strade che correvano all’interno della cerchia medievale di Milano seguendo il tracciato delle antiche mura difensive. Un anello di vie di servizio che nel tempo si trasformò nella viabilità minuta della città storica. Di quel sistema restano ancora oggi strade come via della Spiga, via dell’Annunciata, via Terraggio, via Lanzone, via Caminadella, via Pioppette e poche altre testimonianze urbane sopravvissute alle trasformazioni del Novecento. Il nome della via deriva invece dall’antica Pusterla dei Fabbri, che si trovava nell’area dell’attuale piazza della Resistenza Partigiana.

Negli ultimi tempi sono state rattoppate le buche lasciate dai vari cantieri che si sono succeduti nella stretta strada, ma si tratta della solita colata d’asfalto “tampone”, utile solo a nascondere temporaneamente il problema, non certo a risolverlo in modo definitivo.

Eppure negli ultimi anni in zona non sono mancati nuovi interventi immobiliari. Nel 2022 è stato completato il nuovo edificio residenziale di via dei Fabbri 14, sorto al posto di uno dei tanti “vuoti urbani” lasciati dalle sventurate demolizioni del dopoguerra e da piani mai realizzati — per fortuna, verrebbe da dire. Più recentemente anche il complesso di Gate Central, affacciato sulle storiche Colonne di San Lorenzo, si è ampliato con un nuovo edificio dotato di accesso carrabile proprio da via dei Fabbri.

Due operazioni immobiliari importanti che avranno certamente generato consistenti oneri di urbanizzazione. Viene quindi spontaneo chiedersi perché, almeno finora, nessuno abbia pensato a una sistemazione seria e definitiva di questa strada e dell’intero contesto urbano.

Forse nel centro storico esistono davvero luoghi “maledetti”, aree sospese in un eterno stato di abbandono che sembrano non interessare a nessuno. Né all’amministrazione, né ai privati, né — apparentemente — persino ai residenti.

Perché, francamente, abitare in via dei Fabbri e vedere ogni giorno una situazione simile farebbe infuriare chiunque.

Intanto sogniamo…

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi
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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

1 commento su “Milano | Porta Ticinese – Il degrado di via dei Fabbri e via De Amicis 16”

  1. Il degrado parte dalla società viene tollerato dalla società dei residenti ed esercenti che nulla Fanno per migliorare cancellare scritte tenere pulito fare azioni contro il lassismo degli organi a cui competerebbe .

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