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Milano | Porta Venezia – Corso Buenos Aires, la vetrina incompiuta – Parte 4

VIABILITA’ PEDONALE

In questo articolo portiamo in evidenza anche la viabilità pedonale di Corso Buenos Aires. Avete mai percorso il sabato pomeriggio la lunga via (1600 metri) senza scontrarvi con altre persone? Senza dover camminare nella carreggiata per evitare la ressa? Senza dover aspettare che altre persone passino dai punti più stretti? La Repubblica sottolinea attraverso un un sondaggio effettuato in zona che per il 75% delle persone che frequentano il corso non è agevole muoversi.

Uno dei punti peggiori è senza alcun dubbio davanti al portone del civico 31 e all’angolo con Via Vitruvio, dove nei momenti peggiori la folla è tale da creare un serio problema di ressa. Anche l’incrocio con l’esiguo marciapiede di Via Vitruvio rende l’angolo impraticabile nelle ore di punta.

Cosa significa? Che secondo noi il corso è stato progettato in malo modo e si è continuato ad aggiungere oggetti e attrezzature anche dove non andavano messe. Uno degli esempi lo avevamo già menzionato in un articolo del 2013, dove, in piazza Lima, l’edicola, la rastrelliera del BikeMi, un orologio, una panchina e un’aiuola rendono il passaggio difficoltoso, specie quando c’è molta gente.

Purtroppo risolvere il problema delle strettoie causate dalle uscite della metropolitana  implicherebbe l’esborso di parecchi soldi per spostare o ricostruire le scale e questo ci pare impossibile al momento.

Ma è certamente risolvibile la questione di motorini e biciclette che ingombrano sempre il passaggio delle persone, bar che restringono i marciapiedi con tavolini e dehor creando una sensazione di totale anarchia.

E’ forse questo uno dei motivi per i quali molte persone preferiscono recarsi in un centro commerciale  piuttosto che fare la lotta per camminare sul Corso Buenos Aires.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Porta Venezia – Corso Buenos Aires, la vetrina incompiuta – Parte 4

  1. Renzo

    Io ho mollato Baires. Ressa, frastuono, tubi di scappamento… per carità
    Non a caso il livello dei negozi è sempre più basso. Hanno avuto la loro occasione col restyling qualche anno fa. Risultato pessimo, in totale controtendenza rispetto non a Milano, ma agli standard occidentali

  2. Nicola

    Anche a me fa sempre più schifo andare in corso buenos aires. Troppo traffico, troppa maleducazione di auto e scooter, servirebbero marciapiedi molto più grandi e una pedonalizzazione totale almeno ogni sabato e domenica.

  3. wf

    Non è un caso se i commercianti tradizionali del tipo contrari a ogni forma di cambiamento non sono stati scelti dalle migliaia di turisti durante in semestre Expo e non hanno registrato aumenti delle vendite. I commercianti conservatori che si oppongono ad ogni restyling urbanistico a favore di passeggiate non frenetiche e dolci. Tutto perché nella visone vecchia del passato bisogna salvaguardare la doppia fila in auto davanti al negozio.

    E guarda caso laddove in darsena ci sono attività pedonali, europee, direi un centro commerciale naturale poiché pedonalizzato, come anche avvenne in corso Vittorio Emanuele ai tempi. C’è stato il boom di fatturati.

    Un più 30% secco di aumenti del fatturato, tra prima e dopo rifacimento darsena.

    Invece i commercianti di Buenos Aires non lo vogliono capire.
    E il tipo di negozio a volte è di livello proprio infimo, da mercatone di provincia.
    Perché devono rivolgersi a una clientela di basso livello, l’unica che non è fuggita dallo shopping del corso.
    Questo però causa una corsa al ribasso della qualità.

    Proprio no. Proprio non è piacevole fare shopping mentre si è spintonati e tirati in avanti dal flusso dei pedoni costretti in marciapiedi troppo limitati per lasciare spazio alla sosta in doppia fila e una carreggiata esagerata.

    Quando i commercianti si sveglieranno faranno il boom di fatturati trasformando l’autostrada in un boulevard internazionale.

  4. vinceItaly

    Ciao! Bella idea questo focus in più parti su una singola strada: spero che farai lo stesso per via Torino, via Dante, corso Garibaldi, corso di porta Romana, etc…

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