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Milano | Le interviste di Urbanfile: Pierfrancesco Maran

Le trasformazioni della città costituiscono da sempre uno dei temi fondamentali di approfondimento e dibattito su Urbanfile.

Sappiamo che artefici di tali trasformazioni sono da un lato i privati, che su Milano stanno investendo molto, e dall’altra la Pubblica Amministrazione.

Al termine di questa legislatura ci è sembrato interessante intervistare l’Assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran, per fare il punto su quanto sviluppato e sulle prospettive future di Milano. 

1. Quale è stato il progetto di maggior valore in questi ultimi anni ed il maggior rimpianto

Il progetto di maggiore interesse è a mio parere l’ultimo, ovvero la rigenerazione dell’ex Macello (Aria) perché esprime bene la mia idea di città: siamo a Calvairate, in un’area abbandonata da decenni che è stata ora premiata dal concorso Reinventing Cities. 

Il futuro prevede che lo IED si sposti in quest’area con 4000 studenti e uno studentato di 600 posti.

Verranno inoltre realizzati 1200 appartamenti in edilizia convenzionata, ovvero con vendita a circa 2500 euro a mq. 

Ne nascerà un nuovo quartiere con standard abitativi altissimi e con una vocazione sociale importante. 

Su quanto non fatto, invece, ritengo che sul tema delle case popolari avremmo dovuto osare di più. 

Se è vero che le case Aler sono di competenza della Regione, è vero anche che il Comune dovrebbe provare a invadere un po’ il campo e a intervenire per sanare le situazioni che portano gruppi di milanesi a vivere in condizioni non accettabili.

2. Quali sono gli indirizzi e le sfide del periodo 2021 – 2026 per la città?      

Sono certo del fatto che Milano saprà rialzarsi dalla pandemia e utilizzare al meglio l’occasione delle Olimpiadi.

Nessun progetto ha abbandonato il campo a causa della pandemia, dunque Milano ha ancora un’ingente quantità di investimenti diffusi per la città. 

Tutti i grandi progetti hanno standard elevatissimi e un approccio green in linea con le aspettative di Milano oggi.

Ritengo che all’approccio green debba unirsi una vocazione sociale: fisiologicamente le società di successo vedono un incremento del costo delle case in vendita o in affitto che va calmierato facendo in modo che nelle aree pubbliche l’abitare sia indirizzato verso categorie che altrimenti rischiano di essere espulse da Milano snaturandone di fatto il carattere. 

3. Avviato lo Scalo Romana, quale è la situazione degli altri Scali, facendo un particolare approfondimento su Scalo Farini

Scalo Farini sarà il prossimo con una parte più piccola già attivata (il cosiddetto Lotto Valtellina di proprietà di Coima) dove è già stato intrapreso il percorso per l’approvazione del piano attuativo che porterà all’avvio delle fasi operative tra il 2022 e il 2023.

Sulla parte più rilevante, ovvero quella di proprietà di Ferrovie, il 2022 sarà l’anno in cui verrà scelta la modalità di sviluppo 

Greco è in una fase avanzata.

Su Lambrate è stato concluso il progetto di Reinventing Cities dunque ora è il momento delle pratiche amministrative

Rogoredo ha un acquirente che deve presentare una proposta a breve. 

Porta Genova è il più complesso perché non è ancora chiara la volontà di chiudere effettivamente la stazione. Se così non fosse si dovrebbe iniziare a lavorare sulla parte attualmente inutilizzata e lasciare quella ferroviaria a valutazione successiva. 

Nostro articolo sugli scali ferroviari

4. Arredo urbano, quali i punti su cui investire per migliorarlo?

Durante questo mandato è stato approvato un manuale degli elementi di arredo, che non è certamente risolutivo ma è un punto di partenza 

Penso che il vero tema sia di portare uniformità perché a Milano anche sugli elementi più semplici come i paletti stradali si sommano tipologie molto diverse di prodotto 

Ritengo che potremmo immaginare che alcuni degli oneri di urbanizzazione, che di solito vengono destinati a opere più importanti, possano invece essere utilizzati per rigenerare integralmente, con elementi uniformi. i quartieri dando loro un’identità.

5. Sappiamo di Cordusio e Loreto, ma quali le prossime piazze da riqualificare?         

In questi dieci anni sono state riqualificate strutturalmente o in maniera tattica oltre cento piazze, praticamente una per ogni quartiere. 

Si tratta ovviamente di un lavoro che non finisce mai, anzi invoglia i cittadini a segnalarne sempre di nuove, anche piccoli interventi come piazza Cincinnato.

Le attività su Piazzale Loreto o su Piazza Trento, che con l’intervento di A2A potrebbe finalmente diventare una vera piazza, fanno emergere l’esigenza di lavorare su altri luoghi come ad esempio Piazza Oberdan o Maciachini che potrebbero essere due grandi interventi dei prossimi anni.

6. Navigli aperti: tema abbandonato per sempre?           

Il tema di fondo è capire se rispetto alle risorse del Recovery Plan esistano spazi per finanziare l’intervento di riapertura.

La questione delle risorse è molto rilevante perché Milano ha molteplici necessità. 

In questi anni l’amministrazione ha molto investito su case popolari MM e scuola e credo che a oggi la riapertura dipenda molto dalla possibilità di avere finanziamenti esterni al Comune.

Se dovessimo contare solo sulle risorse comunali ritengo sia corretto continuare a investire in settori su cui stiamo già lavorando. 

7. E il Nuovo Stadio?          

Non si sta discutendo solo sulla costruzione di un impianto sportivo, ma sull’idea di costruire uno stadio con un quartiere di grandi dimensioni intorno

Questo comporta intanto una verifica della effettiva consistenza dei promotori da affrontare con attenzione e senza pregiudizi.

E’ la stessa attenzione che prestiamo ogni volta che si attiva un grande intervento privato perché non possiamo permetterci che i progetti vengano lasciati incompiuti una volta avviati. 

Esiste poi, a mio parere, la necessità di mantenere viva la forte simbolicità del Meazza. 

Se da un lato è importante tenere presenti le indicazioni sulle funzionalità dei nuovi stadi, dall’altro i nuovi stadi sembrano assomigliarsi tutti e non hanno l’identità degli stadi “vecchi” di cui il Meazza è un esempio importante. 

Cercherei di mantenere quel simbolo rifunzionalizzato.

Mi sembrano bizzarre le idee di costruire due stati uno di fianco all’altro poiché non esistono esempi di successo in tal senso.

8 Da un punto di vista urbanistico cosa Milano dovrebbe avere e che sappiamo che già non potrà avere? 

Sarebbe molto bello riuscire a liberare molti più spazi verdi di prossimità rispetto a ora. Questo non è facile perché Milano ha una densità abitativa importante soprattutto nelle parti semicentrali.

9. Perché non c’è un piano (anche ventennale) per rendere alberate tutte o più possibili strade a Milano

Pensiamo a Piazzale Loreto: il progetto prevede 600 nuovi alberi di cui 200 piantati a terra nella parte dove non c’è la metropolitana.

ForestaMi ha sicuramente l’obiettivo primario di piantare 3 milioni di alberi di cui molti nelle zone esterne dove è forse più semplice agire. 

Ma penso anche che l’azione sulle vie cittadine possa essere migliorata se cambia la modalità di progettazione dei privati.

Il PGT e  ForestaMi spingono molto tutti gli interventi nuovi a fare i conti con la necessità di verde della città. 

Questo può aiutarci a realizzare quegli interventi diffusi di cui parlate anche dovendo affrontare una serie di ostacoli che non sono forse evidenti ma che esistono: in numerose vie dove avremmo voluto piantare alberi ci siamo scontrati con l’esistenza dei sottoservizi che di fatto lo rendono impossibile.

Questo trasforma il tema degli alberi non soltanto in un argomento ambientale ma in un tema industriale e progettuale per rimodulare pezzi di città che credo sia in corso e penso sia il lascito più importante di ForestaMi, oltre ai 300 mila alberi già piantati.

10. Stephenson, zona sud Milano, quali gli altri ambiti da cui ci dovremmo aspettare maggiori trasformazioni?

I prossimi saranno gli anni del sud est di Milano per una scelta che è stata fatta nella collocazione olimpica. Mi aspetto che questa scelta porti molte migliorie sul territorio. 

E’ questo sostanzialmente il motivo per cui abbiamo spostato 1000 lavoratori del Comune al Corvetto, per cui stiamo riqualificando il cosiddetto “boschetto della droga” di Rogoredo, per cui sono stati riattivati progetti abbandonati da tempo come Porta Vittoria o l’ex Macello.

Stephenson ha un grande potenziale che si rivelerà con più vigore nel momento in cui sarà attivo Mind. Sarà un settore molto ben collegato con tre fermate: Rho Fiera, Mind e una terza fermata dedicata a Stephenson che garantiranno una presenza diffusa di trasporto pubblico essenziale per far nascere un nuovo quartiere.

Tag: Pierfrancesco Maran, Urbanistica, Milano, Arredo Urbano, Verde Pubblico, Parco, Parchi, Assessore Urbanistica,

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


20 thoughts on “Milano | Le interviste di Urbanfile: Pierfrancesco Maran

  1. R

    Mi sarebbe piaciuto fare una domanda sul tema dei parcheggio selvaggio e dei conseguenti parking sotterranei. Esiste a oggi un piano (o l’intenzione) per ripulire strade e aiuole dalle macchine?

    1. Anonimo

      Chiederei anche azioni per annullare l’impatto dei CANI:

      – far pagare 200 euro di tassa rifiuti ai possessori di cani dato che anche loro producono rifiuti

      – vietare l’accesso ai cani nelle aree verdi per gli umani (i cani devono stare nelle zone cani): mio figlio deve giocare in un parco dove ci ha pisciato il cane, magari pulcioso???

      – divieto di fare piscio su marciapiedi, portoni, fioriere etc.

      Ma i padroni di cane non si vergognano di come stanno conciando gli spazi comuni della nostra città???

      1. Anonimo

        Purtroppo è inutile avere del verde pubblico se poi diventa un gabinetto per cani causa maleducati e poco controllo da parte di Comune e Polizia Municipale

  2. Wf

    Questioni:

    Arrdo urbano.

    1.
    Dissuasori della sosta bassi ma più robusti degli attuali (modello europeo ndr).

    2.
    Mattonelle autobloccanti al posto dell’asfalto per i marciapiedi della fascia semicentrale e periferia.

    Domande non pervenute.
    Risposte non sapute

    1. Anonimo

      Concordo sull’arredo, soprattutto perché il “manuale” citato da Maran, cioè l’abaco, non è altro che un inventario dell’esistente senza nessuna strategia né innovazione.

      Non bisogna mica inventate chissà che, basta copiare quello che fanno le città europee “normali”. Se poi ci fosse un guizzo di orgoglio da capitale del design, si potrebbe creare una commissione con Politecnico, studi di architettura, aziende di design per definire una “immagine coordinata” della città, come hanno fatto altre metropoli (perfino in Russia).

      Ma mi rendo conto che questa per Milano per il momento è fantascienza

  3. Anonimo

    Maran ma quando inizieranno i lavori per la fermata Stephenson? Ma soprattutto quando la metropolitana M6 ???? !!!!!!!
    I quaartieri 5 e 8 non possono aspettare il 2030 solo per sperare di avere un progetto definitivo del tracciato e la sua realizzazione nel 2050 !!!

    1. Anonimo

      Esatto la domanda che andava fatta era questa? Perche si è scelto di avere due quartieri di Milano senza metropolitana? Aspettare il 2030 è da folli

        1. Anonimo

          Volendo, manca anche una domanda sulle tempistiche della Circle Line: sono anche quelle di competenza di Granelli oppure di Maran visto che era parte integrante dell’accordo immobiliare scali FS?

  4. _

    Solo io ho trovato un po’ deprimente la risposta sull’arredo urbano?
    Sembra quasi che il problema sia solo l’uniformità e di trovare qualche soldo tra gli oneri di urbanizzazione…

    A mio parere l’arredo urbano andrebbe scorporato dall’Urbanistica ed affidato a qualcuno giovane e dinamico per provare un vero cambio di marcia e di paradigma. E che magari provi a trovare pure una soluzione per tag e graffiti, iniziando da vernici repellenti per i pali magari.

  5. Gabriele Antonio Mariano

    In cinque anni l’assessore non si è mai, dico mai, confrontato in un dibattito che Nin fosse costruito su misura ed in ambiente “protetto”.

    Siamo in campagna elettorale, poichè ho da sempre contestato radicalmente molte delle scelte urbanistiche di questa città , da candidato sindaco , essendo lui il principale esponente del più importante partito della coalizione a sostegno di Sala ed al contempo artefice di tutte le scelte urbanistiche di questi anni, lo sfido a dibattere apertamente con me.
    Esca dalle interviste addomesticate, dai blog compiacenti, dalla stampa mainstream e faccia ciò che non ha mai fatto in questi anni.

    1. Anonimo

      Beh dai, Maran non è certo il prototipo del vicino di casa simpatico o del leader empatico … ognuno ha il suo carattere.
      Ma definire questa intervista a UF “addomesticata” lo trovo un po’ ingeneroso!

  6. Alessandro

    Deludente anche per me la risposta sull’arredo urbano, come del resto, quella sui Navigli. Un po’ da “politico” (o paraculo, se preferite…).
    Possibile che abbia saltato a pié pari il discorso sulle ciclabili? Ma si rende conto di quanti monopattini ci sono in giro? Possibile che vengano chiamate “piste ciclabili” quei centimetri di strada, rubacchiati qua e là alla circolazione dei veicoli, difesi da due pennellate e un cartello? Ma ci vuole tanto a svoltare definitivamente ed alzare a livello marciapiede TUTTE le ciclabili di Milano e a difenderle dai parcheggi abusivi, con dissuasori decenti? Quando si obbligheranno le auto a rispettare il crescente traffico su due ruote?

  7. Vittorio

    cioè qui dentro c’e’ ancora gente che vuole una nuova linea metropolitana usata da pochi e i cui cantieri bloccano la città per dieci anni? ma siete seri?

  8. V.

    L’Assessore lo avrei ammirato di più se avesse messo:

    Tra i rimpianti: la mancanza di una grande e vera Biblioteca Europea per i tanti studenti di ogni età. E la lentezza assurda della macchina burocratica del suo Assessorato.

    Nelle sfide per il futuro: l’aumento (adeguamento?) degli oneri di urbanizzazione, visto che sono bassi ma solo l’unico finanziamento per i nuovi progetti.

    Negli scali: Il destino del Ponte in Ferro di Porta Genova e il collegamento Armani/Navigli (mica possiamo aspettare altri 10 anni!)

    Nell’arredo urbano: qualcosa di più concreto di “ho fatto l’abaco” (inutile peraltro) e coi soldi degli oneri di urbanizzazione (vedi sopra) proverò a far qualcosa.

    Nelle Piazze da riqualificare: Ce ne sono tante, ma oltre all’ennesima dietro casa sua (Oberdan) avrei magari pensato a Lotto (con la preferenziale mai finita), Piazzale Corvetto o Piazza Napoli

    Sulle altre domande, avrei preferito se avesse detto quello che pensava e non quello che il consulente elettorale gli ha consigliato, ma la politica è così e non è certo colpa sua… 🙂

  9. Dan

    Il vero problema sono i soldi è chiaro che maran vorrebbe una città bella come lo vogliamo noi!

    Per l’apertura del naviglio ci speriamo tanto è l’unico progetto che rivoluzionerebbe Milano totalmente,
    Il più grande progetto ingegneristico del grande genio Leonardo Da Vinci e noi lo manteniamo chiuso.

    Le altre città si sognano un fiume con così tanta storia da raccontare, un museo a cielo aperto!
    E Milano se lo merita

    Maran ci contiamo !!!

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