Milano | Porta Nuova – Terminati i lavori per il risanamento del tratto tombinato della Martesana

Finalmente dopo più di un anno di cantiere, i lavori di MM per il consolidamento della soletta stradale sul tratto tombinato del Naviglio Martesana si sono conclusi. Parliamo del tratto stradale che si estende tra via Galvani e via Pirelli, nelle intersezioni con via Galvani, via Pirelli e via della Liberazione a Porta Nuova.

Sotto il manto stradale di via Melchiorre Gioia scorrono, paralleli, un canale riservato alle acque della Martesana (acque pulite) e un canale dedicato al fiume Seveso (acque purtroppo inquinate), dove il primo si immette nel circuito che porta alla Darsena e il secondo che si connette al canale del Redefossi (i cui lavori sono in corso da alcuni anni lungo il suo percorso cittadino).

La tombinatura del Naviglio Martesana, nella tratta interessata dal cantiere, presenta un sistema di copertura formato da travi in calcestruzzo armato, con anime in ribasso dalla soletta armata in calcestruzzo. Queste sono state risanate e rinforzate. Inoltre sono stati sostituiti i chiusini.

L’intervento per Milano è importante e significativo perché rientra nel piano attuato in questi anni con l’obiettivo di riqualificare e manutenere tutto il percorso delle acque del Seveso sotto la città.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

via Melchiorre Gioia, Seveso, Martesana, Porta Nuova,

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

7 commenti su “Milano | Porta Nuova – Terminati i lavori per il risanamento del tratto tombinato della Martesana”

  1. Nel referendum del 2011 sulla riapertura dei Navigli a Milano, l’elettorato milanese aveva dato indicazioni ben diverse. Questo è il rispetto della democrazia dimostrata dalle amministrazioni comunali dal 2011 a oggi!

    L’articolo contiene anche una inesattezza. Sotto via Melchiorre Gioia non scorrono due canali, ma solo il Naviglio della Martesana, coperto negli anni ‘60. Oltre all’acqua dell’Adda, all’altezza di via Carissimi viene scaricata nel Naviglio della Martesana l’acqua del Seveso, Il canale originario del Seveso sta altrove, inutilizzato, dopo la disgraziata scelta di mischiare l’acqua del Seveso (sporca) a quella dell’Adda (pulita).

    Rispondi
    • Sapevo anche io questa cosa. Infatti ricordo che la prima opera preliminare da eseguire per la ripertura dei navigli sarebbe proprio lo sbinamento dei due corsi per consentire al naviglio Martesana di raggiungere la darsena, diversamente da quello che dice l’articolo che fa intendere che tale collegamento ci sia già.

      Rispondi
  2. Nel sottosuolo ci possono essere dubbi su quanto scorra. invece su quanto corra in superficie, dui incertezze non ne esistono: si è ritornati alle due corsie per senso di marcia per la gioia (non melchiorre) degli automobilisti con il piede pesante che “fanno l’inchino” al Palazzo delle Regione con accelerazioni da F1.

    Se i Navigli servissero anche solo come dissuasore, sarebbero un toccasana

    Rispondi
    • Magari riducessero lo stradone. Attraversare a piedi Melchiorre Gioia è da morte. Infatti mi sembra proprio che quell’attraversamento pedonale della prima foto sia stato realizzato in seguito all’uccisione di un impiegato della regione, morto ammazzato da una di quelle auto guidate in tutta velocità.
      Io mi sforzo ma non capisco perché non si installino autovelox nei punti più pericolosi della città. Autovelox seri, nascosti e non segnalati, che servirebbero per compensare il lavoro inesistente di polizia e vigili urbani verso chi infrange i limiti di velocità

      Rispondi
      • Io non li nasconderei (ci sono anche problemi legali a riguardo). Meglio renderli ben visibili ben dissuadere i Verstappen e Hamilton de’ noialtri dal battagliare per ottenere la pole position

        Rispondi
  3. Come mai nei rendering Via Melchiorre Gioia appare come un boulevard alberato e invece, nella realtà, ha un orrendo spartitraffico centrale in asfalto? Se neppure nel contesto di Porta Nuova si riesce ad avere delle strade con un arredo urbano dignitoso che riduca l’isola di calore siamo messi davvero male. Possibile che non si pianifichi, nel corso delle nuove sistemazioni urbanistiche, un cambio di rotta che crei nuovi assi stradali alberati? Si fa tanto greenwashing ma nella pratica si realizzano enormi marciapiedi che diventano piastre radianti in estate. E non tiriamo fuori la storia dei sottoservizi perché si tratta di progettare e pianificare per ottimare costi e benefici.

    Rispondi

Lascia un commento