"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Città Studi – Al via la riqualificazione di via Pacini, da parcheggio selvaggio ad area verde fruibile per i cittadini

Ecco il comunicato stampa del Comune di Milano riguardo il progetto di riqualificazione per via Pacini a Città Studi, argomento discusso lo scorso venerdì e da noi già accennato nello scorso articolo.

L’idea a grandi linee, è quella di trasformare la via un po’ come è avvenuto anni fa per via Domenichino o Corso Lodi nel tratto finale.

Con la partenza dei lavori di riqualificazione di via Pacini, da via Ampère a via Capranica, nasce il nuovo asse verde di zona Città Studi. L’intervento, che durerà circa sei mesi, si pone quattro obiettivi: migliorare e garantire sicurezza per la percorribilità pedonale della zona; favorire la fruibilità del parterre centrale quale spazio di socialità urbana con arredi e aree di sosta per biciclette e pedoni; garantire una maggiore salvaguardia del verde esistente affiancato da nuove piantumazioni che favoriscono la biodiversità urbana e il drenaggio del terreno; non ultimo, riordinare e tutelare la sosta dei veicoli per residenti grazie al tracciamento delle strisce blu a pagamento per i non residenti.

“Via Pacini sta cambiando – spiega l’assessora alla Mobilità Arianna Censi –, abbiamo scelto di restituire il parterre alla città e ai cittadini, soprattutto ai residenti del quartiere, sottraendola al caos dei parcheggi selvaggi. La nuova via sarà attenta a tutti: pedoni, ciclisti e automobilisti. Stiamo disegnando un nuovo vestito per i nostri quartieri, privilegiandone la vivibilità, la bellezza e quindi l’attrattività per le persone e per il commercio”.

“Con questo progetto – aggiunge l’assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi – diamo il via alla profonda trasformazione del parterre alberato di via Pacini che permetterà di creare una nuova area verde fruibile da tutti. Questa è la via giusta da percorrere per rendere la nostra città più vivibile. Fondamentale per il nostro futuro è ridurre lo spazio a disposizione delle auto a favore della socialità e del verde, tutelare i nostri alberi e rendere il suolo permeabile. Inoltre migliorando la mobilità urbana si interverrà anche sulla qualità dell’aria che respiriamo per giungere a realizzare una città carbon free e sempre più libera dalle polveri sottili”.

Nello specifico i lavori per la riqualificazione dell’asse viario che porta alla stazione di Lambrate si svolgeranno in due diversi momenti per ridurre i disagi e l’impatto sulla viabilità e sui residenti: il primo interessa il tratto da via Ampère a via Teodosio, successivamente sarà la volta della parte compresa tra via Teodosio e via Capranica. In entrambi i casi si partirà prima con la tracciatura delle strisce blu di sosta per auto e moto e successivamente con il ripristino dell’area centrale quale spazio pedonale. In particolare saranno posizionate lungo i margini esterni del parterre panchine, tavoli, rastrelliere indispensabili per incentivare una migliore fruizione del percorso pedonale. Previsto anche un intervento di de-impermeabilizzazione del suolo per favorire un miglior drenaggio delle acque piovane oltre alla rimozione degli attuali cordoli, così da non ostacolare lo sviluppo delle radici degli alberi esistenti e delle aiuole future.

In corrispondenza degli incroci, saranno ampliati gli spazi pedonali eliminando svolte ridondanti e aree non regolamentate, garantendo una maggior continuità e sicurezza; saranno aggiunti anche ulteriori attraversamenti pedonali per rendere più accessibile, continuo e fruibile l’intero asse.

Lo studio per la riqualificazione di via Pacini è stato realizzato da AMAT in collaborazione con le direzioni Mobilità e Verde, tenendo conto dell’analisi dei flussi di traffico e delle eventuali e successive ricadute sulla viabilità.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Comune di Milano

Città Studi, Lambrate, Via Pacini, Via Teodosio, Piazzale Piola, Piazza Bottini, Stazione Lambrate, M2, Degrado, Sciatteria, Verde Pubblico, Parcheggio Selvaggio

Condividi questo articolo su:
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


34 thoughts on “Milano | Città Studi – Al via la riqualificazione di via Pacini, da parcheggio selvaggio ad area verde fruibile per i cittadini

  1. Ste

    Ottimo! Aspetto Corso di Porta Vercellina e tutti gli altri “spartitraffico” simili, una delle tante vergogne di Milano.

  2. Anonimo

    Però non ho capito una cosa, perché non viene riqualificata la via nella sua interezza e solo un tratto? Per carità la maggior parte della via diventerà finalmente fruibile ma la parte iniziale e quella finale no, come mai?

    1. MARKUS

      Piu interventi di questo genere, ci sono ancora molti viali in cui la sosta selvaggia è all ordine del giorno e oltre a non rendere quei percorsi fruibili per pedoni e ciclisti dà anche un senso di bruttezza/degrado vedi viale Umbria,jenner, papiniano ecc…
      Rendiamoli più belli e fruibili come corso lodi
      Ne gode sia la città che i cittadini
      Avanti così!

    2. Anonimo

      Penso che non facciano tutta la via in un colpo unico per non scontentare troppo gli automobilisti.

      Lasciano per forza alcuni parcheggi abusivi sulle aiuole per non eliminare di blocco troppa sosta, ma è solo una mia supposizione.

      Io naturalmente non mi farei scrupoli, li toglierei tutti quei parcheggi schifosi e toglierei le auto da tutti i marciapiedi e aree verdi della città, ma giustamente in comune devono pensare un po’ a tutti.

      1. Anonimo

        Esatto. Bisogna essere realisti. Inutile scatenare rivolte coi forconi.

        Del resto i milanesi sono abituati così da almeno 40 anni e ormai considerano normale l’appropriazione di suolo pubblico per uso privato (perché questo è il parcheggio). Vanno “rieducati” gradualmente. Nel caso di alcuni irriducibili, MOLTO gradualmente.

        E’ un po’ lo stesso concetto dell’urbanistica tattica. Con un intervento “light” riabitui pian piano le persone a vedere un certo spazio come pedonale, aiutandole ad accettare poi più facilmente la pedonalizzazione definitiva.

        1. Anonimo

          Compri una macchina? Devi pensare prima dove puoi metterla. Se non hai i soldi per un box o per l’autosilo? Peccato. Anche il tuo nuovo frigo, non lo puoi mettere nella casa del vicino, giusto?

  3. Ste

    Ottimo! Aspetto Corso di Porta Vercellina e tutti gli altri “spartitraffico” simili, una delle tante vergogne di Milano.

  4. Markus

    Ma perchè non si agisce così su tutti i viali di Milano occupati dalla sosta selvaggia? Vedi Viale Umbria, Jenner, Papiniano ecc….
    renderebbe Milano una città più bella e su misura d’uomo

    1. Wf

      Con tua madre mi è andata bene direi…

      🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣😵🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

  5. Rocs

    La parte finale verso piazza piola è già praticamente stata risistemata, vedi intorno alla fermata della metro piola in pacini. Così come la parte verso stazione lambrate sono già in parte solo pedonali. Anche io non capisco comunque come mai non potessero uniformare tutta la via rendendola alberata.

  6. Anonimo

    Tutto bello, sarebbe stato meglio anche pensare a dove far mettere le auto ma vabbè, capisco che sono dettagli (il garage interrato in Gobetti, bloccato dagli amanti degli alberi, avrebbe dato la possibilità di comprare un box ai molti residenti che non ne hanno, tenuto conto che i palazzi della zona non hanno posti auto e l’offerta in zona è scarsissima e molto cara)

    Spero che l’area non diventi appannaggio di personaggi sgradevoli come quelli che occupano stabilmente piazza bottini o gobetti o rimembranze di Lambrate. O quelli che occupavano l’area digitale prima che la usasse il birrificio come dehor.
    Più ci si avvicina alla stazione, peggiore è l’utenza degli spazi pubblici (spaccio, alcool e degrado).

    1. Anonimo

      Giusto, meglio auto e schifo piuttosto che un’area verde. Guardi la parte di via recuperata grazie all’intervento di urbanistica tattica, di certo mille volte meglio del posteggio che era.

      1. Anonimo

        conosco la zona.
        l’area verso piola è abbastanza ben frequentata, l’area verso la stazione no.
        l’area digitale all’incrocio con bottesini grossich (la zona con panchine e il totem creato per expo) è stata per anni appannaggio di tossici, alcolizzati e punkabbestia (c’erano anche le prese per ricaricare telefoni, c’è stato un periodo in cui si tagliavano i capelli sulle panchine) finchè – con la pandemia – è stata trasformata in dehor del birrificio Belgrano.
        quindi va bene riqualificare spazi, ma che questi non vengano abbandonati (come è avvenuto per le aree citate sopra, comprese bottini e gobetti). altrimenti meglio il parcheggio; le auto parcheggiate non spacciano, non fanno i bisogni, non rompono bottiglie nè fanno risse.

  7. Anonimo

    Ma solo io troverei più intelligente e gradevole allargare i marciapiedi laterali e far andare le auto al centro, invece che creare questi corridoi in mezzo al traffico?

    1. Andrea

      No anche io sono pienamente convinto che nei viali di Milano le auto dovrebbero stare al centro e ai lati tutto il resto.

      In questo viale l’unico problema che vedo è che al centro c’è spazio per una carreggiata a due sensi ma non c’è spazio per i parcheggi laterali. Dovresti togliere non solo le auto parcheggiate illegalmente sulle aiuole ma anche quelle parcheggiate regolarmente ai lati della strada.

      Io penso che un modo per recuperare spazio dalle nostre vie senza togliere parcheggi potrebbe essere quello di renderle a senso unico. È necessario che via Pacini resti a doppio senso per le auto? Se è vero che le auto devono essere usate solo quando necessario e soprattutto non per spostarsi in città a che serve avere un vialone che, insieme a via Porpora e via Bassini consente di raggiungere una stazione del treno servita dai mezzi pubblici, priva di parcheggi (da quel lato) e con una piazza ZTL?

  8. SILVANI

    LA ZONA DI VIA PACINI DEVE FARE I CONTI – ASSIEME A MOLTE ALTRE – DEI CAPRICCI DELLA FALDA FREATICA CHE COSTRINGE LA METROPOLITANA SPA A POMPARE ACQUA IN CONTINUAZIONE PER NON ALLAGARE LE GALLERIE.
    E’ IL MOTIVO CHE INDUSSE IL COMUNE – NEL 2003! – AD ASSEGNARE ALLA SOCIETA’ INTERAMENTE DI PROPRIETA’ COMUNALE IL SERVIZIO IDRICO. PERCHE’ COSI’ PAGA SE STESSA.
    MI RISULTA CHE NELLA ZONA VI SIANO PALAZZI CON LE RIMESSE SOTTERRANEE PERMANENTEMENTE ALLAGATE (USANO CANOTTI!), E QUESTO SUCCEDEREBBE ANCHE NEL CASO DI NUOVE REALIZZAZIONI.
    E I COSTI DI POMPAGGIO PERMANENTE SONO MEDIAMENTE PROIBITIVI.
    CONSIDERANDO CHE LA ZONA HA UNA DENSITA’ ABITATIVA MOLTO ELEVATA E IN MAGGIORANZA CASE COSTRUITE PRIMA DELLA LEGGE BUCALOSSI CHE RESE OBBBLIGATORI I GARAGE INDIVIDUALI, LA SORTE DELLE AUTO IN ZONA E’ SOLO GRAMA.
    PERO’ BUONA PARTE DEL TRAFFICO CAOTICO E’ DOVUTO ALL’UNIVERSITA’ DOVE MOLTA GENTE, A COMINCIARE DAI DOCENTI, VA IN MACCHINA, E QUINDI DEVE PARCHEGGIARE, NONOSTANTE LA METROPOLITANA E IN SUPERFICIE I TRAM 19 E 33, LE FILOVIE 90/91 E 93 E I BUS 39 45 E 62! (NOTORIAMENTE ALL’UNIVERSITA’ SI VA PORTANDO PACCHI..).
    RENDERE DECOROSA VIA PACINI, CHE IN REALTA’ E’ UN VIALE, E’ SOLO DOVEROSO.
    E LE AUTO? SONO SENZA PATENTE E QUINDI DI PARTE, MA VI POSSO DIRE CHE DA QUANDO SON NATO MI SONO MOSSO NELLA MIA CITTA’ SOLO CON ATM, I PIEDI, LA BICI E QUALCHE VOLTA I TAXI (ANCHE MERCI) E SONO SEMPRE ANDATO DOVE HO VOLUTO. DA SETTANT’ANNI.

  9. Rocs

    Perché per andare a Loreto da lambrate non puoi convogliare tutto su via porpora…già così il traffico su palmanova e porpora è costante. Togliere pure pacini da un giorno all’altro creerebbe un ingorgo completo in tutta la zona. Oltre ai residenti a Milano ci sono pure quelli che vengono da fuori

    1. Albe

      Anche secondo me via Pacini ha una larghezza che consente le due corsie: quella tra gli alberi, e quella che da Piazzale Piola va a Lambrate, l’unica che dovrebbe consentire il posteggio a lisca di pesce o su entrambi i lati alternandolo agli alberi.
      Sull’altro lato (che sceglierei per l’esposizione più assolata), 3 metri di ciclabile e 2,5 metri in più di marciapiede.
      Su Piazzale Piola o un attraversamento diretto verso via Donatello o una soluzione tipo la futura Caiazzo con la pista circolare ma facendo inevitabilmente saltare il circolo esterno di alberi, platani credo.

  10. BT

    devono fare dei parcheggi a lisca di pesce tra gli alberi.
    al centro.
    per i residenti.
    che problema c’è? così non serve a niente.
    chi commenta qua non ci vive.

  11. Emanuele

    Caro Architetto molto bello il suo progetto, ma non va a considerare il vero bisogno del contesto e le vere cause che produce. Bello creare gli spazzi colorati piste ciclabili panchine dove la gente può sedersi e socializzare, ma a volte mi chiedo socializzare cosa se non si conosce neanche il vicino di casa. Togliete i parcheggi ai residenti che per vari motivi ha bisogno della macchina la sera non trova un parcheggio e deve consumare e inquinare ancora di più. Io uso i mezzi, ma dove abbiamo già visto le sue opere il traffico è rallentato i parcheggi che erano a spina di pesce sono stati trasformati in parcheggi orizzontali dimezzando i posti. Grazie ancora per il suo bel progetto. Bello è bello , ma deve essere anche utile.

    1. Anonimo

      La soluzione sarebbe fare come in via Govone col parcheggio sotto e gli alberi sopra, ma non tira aria sia per i soldi, che per i tempi (la popolazione di Milano è anziana e non ama lavori lunghi), che per approccio mentale: va di moda pensare che se si tolgono parcheggi e si stringono strade il traffico “evapora” – Il che è anche vero in certe circostanze ma come per tutti i fenomeni fisici, oltre un certo punto non funziona più.

    2. Anonimo

      @emanuele: però se sei un po’ asociale non è detto che altri cittadini abbiano voglia, bisogno o desiderio di socializzare un po’.

      Al momento socializzare è difficile perché la via fa schifo ed è un parcheggio. Se tra qualche mese la via sarà più gradevole e ci saranno spazi per la socializzazione credo che sarà abbastanza probabile che più gente socializzi.

      Stesso discorso che si fa per le piste ciclabili, si dice che non servono perché poca gente va in giro in bici, ma io dico, facciamole, poi vedrete che i ciclisti aumenteranno liberando le strade dalle auto.

  12. umberto

    Apprezzo queste iniziative ma qualcuno ad alto livello ha mai pensato che per arrivare a questo occorre inventare posti auto e altri parcheggi sotterranei?
    Chi ha proprietà in edifici antecedenti gli anni 60 non ha mai avuto l’opportunità del box condominiale. i box realizzati a cura del Comune come quello di Via Dino Compagni sono costati 15 anni di attesa e costi più che raddoppiati. Apprezzo anche Renzo Piano e il Campus Politecnico che però si è mangiato almeno un centinaio di posti auto in piazza Leonardo e Via Bassini e altri ne porterà via. Senza contare i posti auto eliminati per tutti gli sharing possibili e immaginabili. Si pensi seriamente ad iniziative coordinate e che qualche volta tengano conto delle esigenze dei cittadini non solo degli
    urbanisti architetti politici e commercianti! E’ stata creata la zona 31 per la sosta ai cittadini. Peccato che la segnaletica non c’è, i totem per i ticket non ci sono ed il 50% delle auto sono prive del contrassegno autorizzato. Risposta dei Vigili Urbani: non è di nostra competenza, deve provvedere l’ATM. E sono passati sei mesi ed il parcheggio con le righe blu è sempre più selvaggio in piazza Piola, via D’Ovidio, Via Spinoza, Piazza Leonardo, Via Villani. Carissimi quindi: visto che le autovetture non possono essere portate con l’ascensore nelle proprie abitazioni e la costruzione dei box comunali è da anni ferma, quando si pensa a queste lodevoli iniziative si pensi anche che ci sono delle problematiche per i cittadini e che magari alcuni di questi sono anziani, hanno una vettura modesta e non si possono permettere facilmente di acquistare box con prezzo di mercato da 40.000 euro o distanti un chilometro. Grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.