Milano, Porta Volta.
Maggio 2026. Questa volta vi portiamo virtualmente a caccia di cantieri in zona Porta Volta. Percorreremo un ideale itinerario ad anello tra interventi completati, lavori in corso e progetti ancora in attesa di partire, cominciando proprio dai due storici caselli daziari della porta ottocentesca.
Da qui ci muoveremo verso piazzale Biancamano e i Bastioni di Porta Volta, per poi risalire lungo via Bramante e via Paolo Sarpi, nel cuore della Chinatown milanese, uno dei quartieri che negli ultimi anni ha visto il susseguirsi di numerose trasformazioni urbane, tra recuperi edilizi, nuove residenze e interventi di riqualificazione ancora sospesi a metà strada tra promesse e realtà.
CASELLI DI PORTA VOLTA
Per ora non si tratta ancora di un vero e proprio cantiere, ma ci auguriamo che questi spazi possano prima o poi essere restaurati e finalmente riqualificati come meritano.
Porta Volta venne inaugurata nel 1880 lungo il tracciato delle antiche mura spagnole del 1555, ricavata nel bastione di punta compreso tra Porta Tenaglia (nell’area dell’attuale piazzale Biancamano) e Porta Comasina, poi rinominata Porta Garibaldi. La nuova apertura fu dedicata ad Alessandro Volta, poiché collegata all’omonima via che dal centro cittadino conduceva fino a questo punto, rendendo omaggio al celebre scienziato.
La realizzazione dell’apertura di Porta Volta aveva lo scopo principale di migliorare i collegamenti tra il centro di Milano e il Cimitero Monumentale, inaugurato pochi anni prima nel 1866, oltre a creare un nuovo asse viario verso la strada Comasina, oggi via Carlo Farini. Quest’ultima sostituì infatti il vecchio tracciato diretto verso Como — l’attuale Corso Como — interrotto dalla presenza degli impianti ferroviari della stazione Centrale ottocentesca, situata dove oggi si trova piazza della Repubblica, e dal grande Scalo Merci di Porta Garibaldi, nell’area ora occupata dalla stazione Garibaldi.
Oggi piazzale Baiamonti e i Bastioni di Porta Volta attendono ancora una sistemazione degna della loro importanza storica e urbana. L’auspicio è che, una volta completato il nuovo Museo Nazionale della Resistenza, tutta l’area possa finalmente essere riqualificata, restituendo alla città uno spazio verde e pedonale al posto dell’attuale e desolante parcheggio asfaltato. Anche se, viene da dirlo, finché non vedremo partire davvero i lavori, sarà difficile crederci fino in fondo.







Museo della Resistenza
L’edificio è un progettato dallo studio Herzog & de Meuron come parte del complesso per uffici e spazi culturali della Fondazione Feltrinelli, che si trova sul lato opposto dei due caselli di Porta Volta ed è stato completato nel 2015. Il completamento del nuovo museo è previsto entro due anni: una volta terminato, diventerà la sede del Museo Nazionale della Resistenza, con ampi spazi pubblici e un giardino aperto alla città.
Milano | Porta Volta – Piazzale Baiamonti (area compresa tra Via Alesandro Volta, viale Bastioni di Porta Volta e Viale Montello) > MUSEO NAZIONALE DELLA RESISTENZA AI BASTIONI DI PORTA VOLTA (MiC – Ministero della Cultura) (Comune di Milano)*** (nella mappa Urbanfile codice: PV1) (secondo edificio Herzog & de Meuron) (uso pubblico) (al link l’elenco partecipanti al progetto)
- inizio cantiere: (demolizione distributore benzina 2017) 2023
- conclusione cantiere:
- committente: MiC – Ministero della Cultura
- progetto architettonico: Herzog & de Meuron (SD Partners srl – Architettura e Ingegneria) (H&dM – Herzog & de Meuron Ltd – Basilea, Svizzera) (Ariatta Ingegneria dei Sistemi spa) (Luraschi & Associati – Ingegneria e Architettura) (Agro Service srl – Cormano, MI)























ex stazione interurbana pensilina ATM
Ai Bastioni di Porta Volta in piazzale Biancamano,
Ai Bastioni di Porta Volta, in piazzale Biancamano, sorge ancora una struttura tanto discreta quanto significativa per la storia urbana milanese: la pensilina moderna progettata nel 1951 da Arrigo Arrighetti come stazione capolinea delle linee tranviarie intercomunali dirette verso Giussano e Limbiate.
Per decenni questo manufatto, essenziale ma elegante nella sua impostazione razionalista, ha rappresentato uno dei tanti episodi di architettura funzionale del dopoguerra disseminati in città. Negli ultimi anni, però, la struttura era sprofondata in uno stato di forte degrado e abbandono, quasi dimenticata nonostante il suo valore storico e architettonico.
Da alcuni giorni sono finalmente partiti i lavori di riqualificazione del complesso. Al momento, tuttavia, non sono ancora emersi dettagli precisi sul progetto definitivo. Quel che pare ormai certo, purtroppo, è che difficilmente la pensilina verrà recuperata secondo il disegno originario di Arrighetti. Ed è proprio questo l’aspetto che suscita qualche timore: il rischio è quello di perdere ancora una volta un frammento autentico della Milano moderna, sostituendolo con un intervento magari appariscente, ma privo della misura e della qualità architettonica dell’impianto originale.












Torre Biancamano
La verdeggiante Torre Biancamano — il cui vero nome è Grattacielo Baselli, in Piazzale Biancamano 2 — venne realizzata nel 1953 con il contributo del celebre architetto Piero Portaluppi, su progetto di Guido Baselli. Per oltre un decennio, dal 2013 per la precisione, la sommità dell’edificio è rimasta “incappucciata” da impalcature a causa di un lungo e travagliato intervento di riqualificazione e conversione dei locali tecnici in una grande penthouse panoramica, conclusosi soltanto lo scorso anno.
Non sappiamo ancora se il lussuoso attico sia stato effettivamente completato e abitato, ma almeno oggi il coronamento della torre è finalmente tornato visibile. Il nuovo volume di due piani che conclude il grattacielo di 16 livelli contribuisce infatti a slanciare ulteriormente il profilo dell’edificio, reinterpretando il disegno originario elaborato da Baselli.
Va ricordato che il progetto iniziale legato a Portaluppi prevedeva un volume molto più essenziale e rigoroso: un parallelepipedo puro, quasi astratto, dove i balconi non alteravano la compattezza della forma. La versione definitiva realizzata da Baselli introdusse invece elementi più dinamici e marcati, capaci di sottolineare con maggiore decisione le linee delle facciate. Anche i balconi vennero ampliati e disegnati con sezioni variabili, conferendo all’insieme un carattere più plastico e moderno.








GIANNONE 2
Completato il progetto Giannone 2, il rinnovato edificio di via Pietro Giannone, storica strada dell’antico Borgo degli Ortolani che collega via Bramante a piazza Santissima Trinità, luogo dove un tempo sorgeva la vecchia chiesa medievale del borgo fuori le mura di Milano, della quale sopravvive ancora oggi la suggestiva torre campanaria medievale.
L’intervento ha interessato un edificio costruito nel dopoguerra sulle ferite lasciate dai bombardamenti, realizzato secondo quel linguaggio razionalista moderno spesso severo e piuttosto anonimo che ha caratterizzato molta edilizia milanese del secondo Novecento. Oggi il complesso è stato completamente rigenerato e trasformato in un nuovo edificio residenziale di pregio denominato G2Building.
Va detto che il nuovo aspetto appare decisamente più armonico e meglio inserito nel contesto urbano rispetto alla configurazione precedente. La facciata è scandita da grandi aperture a tutta altezza, ritmate lateralmente da pannelli a listelli che richiamano dei frangisole e conferiscono profondità e movimento al prospetto. Le superfici murarie sono invece rivestite da piccole mattonelle color tortora che dialogano con eleganza con il marrone degli infissi, creando un insieme sobrio ma raffinato.







Housing Sociale Sarpi
Tutto tace, o quasi, da mesi attorno al cantiere di Housing Sociale Sarpi, il grande progetto di rigenerazione urbana che interessa gli immobili di via Paolo Sarpi 14-16-20 e via Bramante 33, nel cuore del Quartiere Cinese di Milano.
Come avevamo visto già nel 2022, il Fondo Ca’ Granda aveva avviato il piano di recupero e rifunzionalizzazione dell’intero isolato compreso tra via Paolo Sarpi, via Bramante e via Niccolini, con l’obiettivo di trasformare il complesso storico in un nuovo intervento di housing sociale.
L’edificio originario, caratterizzato da tre cortili interni e da altrettanti accessi, venne realizzato tra il 1906 e il 1909 su progetto dell’ingegner Antonio Bestaglia. Nel corso del Novecento il complesso subì diverse modifiche, tra cui la costruzione di una palazzina più recente al centro del grande cortile di via Sarpi 16.




Il progetto dovrebbe portare — usiamo ancora il condizionale visto che il cantiere appare fermo da parecchio tempo — alla realizzazione di circa 200 nuovi alloggi in locazione a canone calmierato e convenzionato. L’operazione è promossa dal Fondo Ca’ Granda, partecipato dalla Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, dal Fondo Investire per l’Abitare (FIA) di CDP, dalla Fondazione Cariplo e gestito da InvestiRE SGR del Gruppo Banca Finnat.
L’intervento punta non solo al recupero edilizio, ma anche alla valorizzazione sociale di uno storico patrimonio immobiliare della Ca’ Granda, da sempre legato alla funzione residenziale popolare e al sostegno delle attività dell’ospedale Policlinico.
Per ora, tuttavia, il cantiere sembra essersi arrestato alla fase preliminare: sono stati demoliti gli edifici interni e alcune porzioni secondarie del complesso, mentre sugli immobili affacciati su via Paolo Sarpi, via Bramante e via Niccolini sono stati eseguiti soltanto interventi di messa in sicurezza e consolidamento. Da mesi, però, non si registrano particolari avanzamenti visibili.



Milano – Porta Volta – via Paolo Sarpi 14-16-20 e via Bramante 33 > Housing Sociale Sarpi (nella mappa Urbanfile codice: PV6) (residenziale commerciale) (nuova costruzione con demolizione e ristrutturazione)
- inizio cantiere: 2023
- conclusione cantiere:
- committente: Investire Società di Gestione del Risparmio S.p.A.
- progetto architettonico: Barreca & La Varra




- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Duepiedisbagliati, Barreca e la Varra
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