Milano | Premio Architettura e Urbanistica Urbanfile 2026

Sesto anno del Premio Architettura e Urbanistica Urbanfile Milano, che premia le realizzazioni completate nel 2025.

Anche il 2025 – conclusosi ormai da 5 mesi – si è rivelato un anno particolarmente intenso e produttivo, con numerosi cantieri portati a termine entro la fine di dicembre. Un risultato che testimonia il grande fermento e nella trasformazione della città.

Come da tradizione, anche quest’anno Urbanfile ha voluto stilare un elenco degli interventi conclusi nel corso del 2025, raccolti tra quelli segnalati nei nostri articoli. Un mosaico che comprende sia grandi trasformazioni urbane sia piccoli interventi, a volte più discreti ma non per questo meno significativi.

Tra questi abbiamo selezionato i progetti che, a nostro avviso, si sono distinti per qualità architettonica, impatto urbano o valore simbolico, premiando quelli che riteniamo esempi virtuosi capaci di contribuire concretamente al miglioramento dell’immagine della città.

L’elenco che segue raccoglie quasi tutti i progetti completati nel 2025, ordinati cronologicamente in base alla data di conclusione del cantiere, e non secondo un criterio di importanza.

Il Premio è stato assegnato da una Giuria composta da: Letizia Paratore; Marco Montella; Claudio Nelli, Roberto Arsuffi e Duepiedisbagliati.

Le precedenti edizioni del Premio Urbanfile: 20212022202320242025

Edilizia Residenziale di Nuova Costruzione

 Per i progetti abitativi che hanno ridefinito il tessuto urbano, offrendo soluzioni abitative innovative e integrate nel contesto cittadino. Tra parentesi il nome dello studio d’architettura principale.

Come ogni anno, stabilire quale fosse il più affascinante tra i tanti splendidi edifici residenziali completati nel 2025 non è stato affatto semplice. Come sempre cerchiamo di trovare l’edificio più interessante, originale e che valorizzi anche il contesto, così tra tutte le realizzazioni del 2025 abbiamo selezionato questi significativi progetti: Cagnino 28, Via Cortina D’Ampezzo 21, Silva 27, Watt 24, Piero della Francesca 29, Palazzo Artigianelli, Via Prati 8, Gobetti Garden, Bosconavigli, Via Rovello 14.

Il complesso residenziale di via Quarto Cagnino 28, progettato dallo studio di Cino Zucchi, rappresenta uno di quegli interventi capaci di distinguersi senza ricorrere agli ormai abusati linguaggi architettonici “di tendenza”. Pur rimanendo quasi nascosto alla vista dalla strada, il progetto colpisce per l’equilibrio delle proporzioni, il raffinato gioco dei volumi e l’uso di materiali e colori che restituiscono un’immagine contemporanea ma misurata, lontana dagli eccessi di molta produzione edilizia recente. Un intervento elegante e discreto, che dimostra come si possa realizzare buona architettura anche senza cercare effetti spettacolari a tutti i costi.


Edilizia Direzionale e Mista di Nuova Costruzione

Dedicata agli edifici a destinazione terziaria, commerciale o mista che si distinguono per qualità architettonica e funzionalità. Tra parentesi il nome dello studio d’architettura principale.

La scelta è ricaduta su due interventi completati lo scorso anno: l’edificio per la BFF Bank e la Torre Unipol. Visto che la torre è stata scelta come architettura iconica, premiamo l’edificio molto bello della nuova sede della BFF Bank, la “Casa di Vetro” realizzata su progetto di OBR/Open Building Research di viale Scarampo.

Bello, elegante e originale. La nuova sede di BFF Bank in viale Scarampo è riuscita a trasformare un intervento direzionale in un elemento architettonico riconoscibile e di forte presenza urbana. Il progetto si distingue per il linguaggio contemporaneo elegante e rigoroso, capace di dialogare con il contesto della Fiera e di restituire qualità a un asse urbano spesso anonimo e frammentato. L’attenzione ai dettagli, il disegno delle facciate e la composizione volumetrica rendono questo edificio uno degli interventi più interessanti realizzati negli ultimi anni a Milano nel settore degli uffici, dimostrando come anche l’architettura corporate possa contribuire positivamente all’immagine della città.


Riqualificazione edifici esistenti

Per progetti che hanno saputo recuperare edifici esistenti che ormai avevano perso la loro funzione.

Che dire, la scelta non poteva che ricadere su uno dei grandi simboli della Milano della ricostruzione: la Torre Velasca. La “signora torre”, bistrattata da molti ma amata e ammirata da altrettanti, ha saputo attraversare il tempo arrivando con sorprendente modernità alle soglie del suo settantesimo compleanno.

L’edificio dalla forma unica e inconfondibile è stato restaurato con grande sensibilità dallo studio di Paolo Asti, che è riuscito nell’impresa non semplice di riportarlo a nuova vita senza tradirne l’identità architettonica. Un intervento rispettoso ma deciso, capace di restituire dignità e forza a uno dei capolavori del dopoguerra milanese, preparandolo ad affrontare fieramente altri settant’anni di storia urbana.

A completare il progetto, anche la riqualificazione dello spazio pubblico ai piedi della torre: un parterre finalmente più vivibile, ordinato e umano, capace di valorizzare l’edificio e restituire qualità a uno dei luoghi simbolici del centro di Milano. Un intervento davvero notevole.


Spazi Pubblici e Arredo Urbano

Dedicata a piazze, percorsi pedonali, aree verdi e interventi di arredo urbano che migliorano la fruibilità e l’estetica degli spazi cittadini.

Come abbiamo più volte scritto, molti degli interventi realizzati dopo i cantieri della M4 non ci hanno convinto del tutto: troppo cemento, troppe vasche decorative e un uso del verde spesso affidato a essenze difficili da mantenere nel tempo. Tra i progetti che invece abbiamo trovato più riusciti e convincenti ne spiccano soprattutto due: la sistemazione di via San Cristoforo ai piedi del Bosco Navigli e quella realizzata ai piedi della Torre Velasca.

La nostra scelta ricade proprio su piazza Velasca, perché l’intervento è riuscito a trasformare uno spazio prima caotico, utilizzato come parcheggio alla rinfusa e dominato dal catrame, in un luogo finalmente più urbano e vivibile. Un piccolo ma prezioso spazio pubblico con nuovi alberelli, panchine, aree pedonali e una pavimentazione di qualità che restituisce dignità a uno degli angoli più iconici del centro cittadino. Un esempio di riqualificazione semplice ma efficace, capace di migliorare davvero la percezione e l’uso quotidiano dello spazio urbano.


Verde Urbano

Premia parchi, giardini, tetti e pareti verdi che contribuiscono alla sostenibilità e al benessere urbano.

Sul fronte del verde urbano, lo scorso anno non abbiamo visto molti interventi davvero significativi. Tra quelli che però meritano una menzione speciale vi è sicuramente il piccolo progetto che completa uno degli angoli della Biblioteca degli Alberi Milano, la BAM.

Uno spazio contenuto nelle dimensioni, ma capace di risultare estremamente piacevole e ben progettato: un intervento discreto, curato e armonioso, che arricchisce ulteriormente uno dei parchi contemporanei più riusciti della città. A volte non servono grandi opere per migliorare Milano, bastano attenzione ai dettagli, qualità dello spazio pubblico e un po’ di verde pensato con intelligenza.


Infrastrutture per la Mobilità

Per nuove stazioni, linee metropolitane, piste ciclabili e altri interventi che migliorano la mobilità urbana.

Completata e inaugurata nel dicembre 2025, la nuova stazione ferroviaria di Milano Scalo Romana — oggi profondamente rinnovata anche nell’immagine e nei servizi — ha finalmente restituito dignità a uno scalo ferroviario che per decenni era apparso marginale e inadeguato rispetto al contesto urbano circostante. L’intervento ha completamente riqualificato la storica fermata del 1931 con nuovi accessi, sottopassi più ampi e luminosi, ascensori, scale mobili, pensiline rinnovate e marciapiedi rialzati, migliorando sensibilmente accessibilità, sicurezza e comfort per i passeggeri.

La trasformazione della stazione rappresenta uno dei tasselli più importanti del grande processo di rigenerazione dello Scalo Romana, anche in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e della nascita del nuovo quartiere sorto attorno all’ex scalo merci. Per anni questa fermata ferroviaria era rimasta una presenza quasi dimenticata, schiacciata tra binari, aree industriali dismesse e infrastrutture, mentre oggi si presenta finalmente come una stazione contemporanea, degna del XXI secolo e capace di dialogare con il nuovo volto del quartiere. Secondo noi, un intervento riuscito, equilibrato e necessario, che ha saputo modernizzare l’infrastruttura senza cancellarne completamente la memoria storica.


Edilizia Pubblica, Culturale e di Servizio

Dedicata a edifici pubblici, culturali o di servizio che arricchiscono l’offerta urbana e rispondono alle esigenze della comunità. Tra parentesi il nome dello studio d’architettura principale.

Senza alcun dubbio premiamo il nuovo Punto Luce , disegnato dallo Studio AOUMM per Save the Children realizzato in via Ojetti, nel quartiere Gallaratese.

Un edificio piccolo e semplice nelle dimensioni, ma capace di distinguersi per qualità architettonica e attenzione al contesto. L’intervento dimostra infatti come anche strutture di scala contenuta possano evitare l’anonimato delle solite “scatole” prefabbricate, grazie a un linguaggio contemporaneo sobrio ma originale, fatto di volumi ben calibrati, colori e dettagli che restituiscono identità e riconoscibilità allo spazio. Un’architettura discreta ma intelligente, che riesce a dare valore non solo all’edificio, ma anche alla funzione sociale che ospita.


Edilizia PER LO SPORT

Dedicata a edifici pubblici, di intrattenimento o sportivi che arricchiscono l’offerta urbana e rispondono alle esigenze della comunità. Tra parentesi il nome dello studio d’architettura principale.

Pochissimi, purtroppo, gli interventi davvero interessanti in questo campo nel corso dell’ultimo anno. Proprio per questo abbiamo deciso di assegnare il premio all’intervento realizzato nel quartiere di CityLife per il nuovo campo di padel coperto progettato dallo studio di Fabio Novembre.

Un progetto che è riuscito a trasformare un edificio potenzialmente banale in un oggetto architettonico riconoscibile e coerente con il contesto urbano circostante. Le forme morbide e dinamiche della struttura dialogano infatti con il linguaggio contemporaneo e fluido che caratterizza CityLife, integrandosi con naturalezza nel quartiere senza risultare estranee o invasive. Un piccolo intervento, ma capace di dimostrare come anche funzioni sportive e strutture leggere possano contribuire alla qualità architettonica della città.


Restauro edifici e Monumenti storici

Progetti che hanno saputo valorizzare edifici storici o iconici attraverso interventi di restauro e riqualificazione.

Tra i restauri più belli e significativi completati lo scorso anno, il premio non poteva che andare all’edificio di via Porrone 6, autentico gioiello dell’architettura milanese del primo Novecento progettato da Ulisse Stacchini.

Si tratta di una splendida architettura déco, raffinata nei dettagli e nelle decorazioni, riportata con grande cura all’antico splendore grazie a un intervento rispettoso e attento alla qualità materica dell’edificio. Forse non è uno dei palazzi più noti della città, anche a causa della sua posizione appartata lungo una stretta strada del centro storico, ma proprio questa sua dimensione più nascosta lo rende ancora più sorprendente per chi vi si imbatte. Un edificio che meriterebbe di essere osservato con attenzione e riscoperto come uno dei piccoli tesori architettonici di Milano magnificamente rivitalizzato dalle mani dello studio Asti Architetti.


Edificio Iconico dell’Anno

Premia l’edificio che, per originalità e impatto visivo, è diventato un nuovo simbolo urbano. Tra parentesi il nome dello studio d’architettura principale.

Categoria ricca e spesso fonte di dibattito. Scegliere tra questi sei edifici quale potrebbe essere una vera icona a simboleggiare il progetto del 2025 è stato arduo, ma alla fine abbiamo optato per la Unipol Tower progettata da Mario Cucinella Architects. Torre che risulta subito riconoscibile e che completa il poutpurri dei palazzi iconici che si affacciano sul parco della BAM. Edificio comunque complicato nella sua costruzione che merita anche r questo un riconoscimento.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi
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